Addio a Roger Moore, lo 007 più ironico e divertente di sempre

Addio a Roger Moore, lo 007 più ironico e divertente di sempre

MONDO – Roger Moore si è spento all’età di 89 anni in Svizzera dopo una breve ma coraggiosa battaglia contro il cancro. Personaggio unico Roger, dallo stile British e dall’ironia inarrivabili. Noi di MyWhere, vogliamo raccontarlo in maniera divertente, riportando un racconto del noto autore inglese Mark Haynes che vi farà amare Moore ancora di più.

Sono il quarto James Bond per importanza, davanti a me metto Daniel Craig, Pierce Brosnan e, ovviamente, Sean Connery”. Così Roger Moore definiva scherzosamente la sua avventura da 007, il ruolo della sua vita. In realtà il Bond interpretato da Moore ha pochi, pochissimi rivali. Diciamocelo, anche a distanza di anni, la vera diatriba su quale sia stato il miglior agente segreto di tutti i tempi sul grande schermo, è ristretta a 2 nomi: Roger Moore appunto, e Sean Connery.

Ironia e stile britannico. Potremmo riassumere così la carriera di uno degli attori più amati della seconda metà del ‘900. Roger è stato un personaggio unico, non solo davanti alle telecamere. Alla prestanza fisica e al fascino atletico micidiale della licenza di uccidere, Moore preferiva una battuta elegante.

Ed è forse proprio per la sua simpatia e per il suo ironico stile British che il Bond di Moore riuscì nell’incredibile impresa di battere il suo illustre predecessore Connery al botteghino e di diventare lo 007 più longevo di sempre.

In questi giorni avrete sentito, visto e letto tantissimi tributi all’attore inglese, scomparso all’età di 89 anni dopo una breve ma coraggiosa lotta contro il cancro. Noi di MyWhere vogliamo raccontarvi un piccolo aneddoto, una testimonianza reale del carattere di Roger, una storia toccante ma allo stesso tempo divertentissima.

Mark Haynes è un noto autore londinese, che, come tutti i ragazzi nati negli anni ’60-70′, crescevano con la passione per 007.

Era il 1983 – racconta Haynes – avevo 7 anni e mi trovavo con mio nonno all’aeroporto di Nizza. Eravamo seduti al Gate, e improvvisamente mi accorsi della presenza di Roger Moore a pochi metri da me. Incredibile! Era il mio mito assoluto! Lo dissi subito a mio nonno, e gli chiesi se potevamo andare da lui per un autografo. Mio nonno non aveva mai visto un film di 007, e non aveva idea di chi fosse Moore. Il mio entusiasmo però era troppo forte e mio nonno non potette sottrarsi alla mia richiesta. Si avvicinò a Moore e gli disse: “mio nipote dice che lei è famoso, potrebbe farci un autografo?”. Roger, molto cortesemente, chiese il mio nome e firmò il retro del mio biglietto con una dedica. Ero in estasi, ma quando mio nonno tornò mi accorsi che sul biglietto non c’era scritto James Bond, bensì Roger Moore. Mio nonno a quel punto disse: “c’è scritto Roger Moore, chi diavolo è?”. Io gli risposi che la firma era sbagliata e dunque mi riaccompagnò da Moore: “mio nipote sostiene che la firma è sbagliata, dice che il suo nome è James Bond”. A quel punto Moore mi fece salire sulle ginocchia, alzò il sopracciglio e con voce profonda mi disse: “devo firmare come Moore, altrimenti… Blofeld scoprirebbe che sono stato qui, dobbiamo rimanere in incognito”. Mi chiese quindi di non rivelare nulla del nostro incontro e di mantenere il segreto. Tornai da mio nonno che mi chiese: “sei riuscito a ottenere la correzione?” e io risposi: “no, non era James Bond, mi sono sbagliato.” Ero elettrizzato, insomma, ora lavoravo anche io per l’MI6!

Parecchi anni dopo, mentre lavoravo all’UNICEF, incontrai casualmente Moore che era appena stato eletto ambasciatore delle Nazioni Unite. Gli raccontai immediatamente quell’episodio e lui ne fu molto felice: “Non me lo ricordo, ma sono lieto che tu abbia incontrato James Bond”.

Pensate che sia finita qui? Subito dopo le riprese del suo breve messaggio per l’UNICEF, Moore tornò da me, alzò nuovamente il sopracciglio e con la stessa voce profonda mi disse: “Certo che mi ricordo di te, ma non ho detto nulla perché le spie di Blofeld sono dappertutto, potrebbero essere anche quei cameraman!”

Il suo nome è Bond, Roger Bond.

roger moore

17th July 1968: English film star Roger Moore, well known for his roles as James Bond and the Saint, downs a martini. (Photo by Peter Ruck/BIPs/Getty Images)

17th July 1968: English film star Roger Moore, well known for his roles as James Bond and the Saint, downs a martini. (Photo by Peter Ruck/BIPs/Getty Images)

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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