Almanacco Barbanera

Almanacco Barbanera

Almanacchi oggi si identificano con una sola parola Barbanera. Cultura popolare o sapienza per tutti? Leggiamo cosa ne pensa il vate D’Annunzio in una lettera inviata al parroco di Gardone: “… La gente comune pensa che al mio capezzale io abbia l’Odissea o l’Iliade, o la Bibbia, o Flacco, o Dante, o l’Alcyone di Gabriele D’Annunzio. Il libro del mio capezzale è quello ove s’aduna il ‘fiore dei Tempi e la saggezza delle Nazioni’: il Barbanera…” (27 febbraio 1934).
Ogni anno, puntualmente a novembre, approda in edicola e in libreria l’Almanacco Barbanera che augura a tutti un anno di felicità. All’ultima edizione fanno compagnia il calendario “La luna in casa 2014″ e l'”Oroscopo Barbanera 2014”. Queste tre pubblicazioni costano complessivamente 8 €. L’anno scorso la diffusione é stata di 2,5 milioni di copie. Un risultato editoriale che premia il valore divulgativo-culturale di questa pubblicazione che si rivolge a ciascuno di noi, in quanto gli influssi della luna, del sole e degli astri sulla vita quotidiana agiscono sull’uomo sin dalla sua comparsa sulla terra.
Prima di Johann Gutenberg  (Magonza, 1394-1468), inventore dei caratteri mobili per la stampa, lo scibile umano sino ad allora concepito veniva tramandato oralmente o trascritto a mano: si era quindi in presenza di una cultura elitaria riservata a pochi. Ma quanti a quell’epoca sapevano leggere? Dopo Gutenberg inizia a svilupparsi una cultura divulgativa popolare e, i lunari prima e gli almanacchi  poi, diventano  le pubblicazioni più seguite dato che diffondono cultura e insegnamenti pratici alla portata di tutti. Prova ne sia che nell’Italia di allora ogni anno venivano dati alle stampe centinaia di lunari e almanacchi locali  diversi, anche monotematici, spesso costituiti da un unico foglio e pubblicati da varie tipografie sparse lungo tutto lo stivale. I lunari erano appesi a una parete di cucina e diventavano, per un anno, il nuovo strumento di consultazione quotidiana dove tutti i membri della famiglia potevano trovare una risposta ai propri quesiti di ordine temporale, astronomico, agronomico e astrologico. Con il passare degli anni negli almanacchi vennero via via aggiunte notizie locali, aneddoti, ricette, proverbi, curiosità e passatempi.
Il 1792 è l’anno della svolta: nasce a Foligno il “Lunario Barbanera”, l’almanacco che sbaraglia i concorrenti e deve difendersi dalle imitazioni. È diffuso nei mercati e nelle fiere paesane, propagandato da abili imbonitori dotati di voce possente. Il “Barbanera” riscuote successo in quanto fornisce giornalmente, per tutto l’ anno, informazioni, consigli, previsioni e pronostici che lo rendono  indispensabile per  chi lavora la terra   ed  anche per coloro che vivono in città.
Gli almanacchi sono stati certamente il primo approccio culturale popolare a entrare  indistintamente nelle case di tutti gli abitanti d ‘Italia, dal Regno del Piemonte a quello di Sicilia: qualcuno  potrebbe  vedere in ciò  i prodromi di quell’unità d’Italia culturale che si concretizzerà politicamente nel 1860.
“Almanacco Barbanera 2014” Edizioni Campi è il diretto erede e successore di quello di Foligno (1762) anche se la casa editrice si è spostata di 11 km ed è andata a Spello, dove ha sede anche la Fondazione Barbanera 1762. L’Almanacco Barbanera non si rinnova nella sostanza, ma continuamente si aggiorna diventando di fatto lo specchio del tempo in cui viene pubblicato. La saggezza filosofica del Barbanera è attuale da 252 anni perché divulga nozioni e insegnamenti astronomici ed astrologici di cui ciascuno di noi può tener conto in rapporto alle proprie esigenze.

Nell’edizione del Barbanera del 2014 (248 pagine), a cadenza mensile, sono sviluppati questi argomenti: L’oroscopo del mese, feste e fenomeni celesti, effemeridi, che tempo fa, seguendo le stagioni, secondo la  tradizione, una idea per la festa, in casa con la Luna (in riferimento al passaggio della luna sui segni dello zodiaco vengono indicati i giorni del mese più adatti per eseguire lavori e attività nel tempo libero e in casa), amici animali, ricette della tradizione, in forma così, spezie buone e salutari, yoga per tutti, star bene con la Luna(un calendario mensile che contiene consigli giornalieri in riferimento agli influssi della luna sui segni zodiacali), orto e giardinaggio, intervista ad un personaggio illustre. La peculiarità dell’Almanacco Barbanera è che non va letto tutto d’un fiato e poi riposto in biblioteca, ma va centellinato, tenuto a portata di mano e sfogliato assiduamente da tutti i membri della famiglia. Per esempio, ad aprile, potrete imparare come difendervi dalla intrusione di formiche in casa. A maggio potrete leggere come preparare un’eccellente crema  antitarlo. A luglio, come rendere nuove le tende. A settembre come preparare per i bambini una colla naturale non chimica. A dicembre come ottenere un ottimo torrone casalingo. E’ stato anche inserito il calendario mensile per coltivare seguendo giornalmente il metodo biodinamico.
Nel “Calendario Barbanera 2014”, pubblicazione allegata all’almanacco, sono presenti le seguenti rubriche: Benessere: per il corpo e per la mente. Per la casa: consigli per ogni giorno. Per il giardinaggio: Il verde anche sul balcone.  Consigli: al momento giusto con la luna sui segni.
Il terzo volumetto che accompagna l’Almanacco è il famosissimo “Oroscopo Barbanera 2014” (80 pagine), che ha come sottotitoli  “Amore” (dalle stelle un anno di amori e intense emozioni)  e “Fortuna” (per ogni segno nuove occasioni, opportunità e successo).
Il famoso Barbanera di Foligno vive ancora? Direi proprio di sì. Anche se si è trasferito a Spello è tuttora attuale il pensiero filosofico, astronomico e astrologico del suo tempo, in quanto l’ Editore Campi  persegue con scrupolo i suoi insegnamenti. La casa di Spello, un tempo abitata da famiglie di bachi intenti a produrre seta, è divenuta la nuova dimora del “Barbanera” in quanto sede della Casa Editrice e della “Fondazione Barbanera 1672”. La villa è interamente circondata da due ettari coltivati a orto e giardino definiti delle “quattro stagioni”, dove, nella più stretta osservanza biologica, biodinamica e sinergica, crescono  piante orticole, fiori, piante ornamentali, alberi da frutto e piante rare in via d’estinzione. In questo eden le piante vivono in armonia con la natura, senza l’incubo di essere assalite da diserbanti oppure decimate da pesticidi o sedotte da concimi chimici. Il giardino è circondato e difeso da sette ettari certificati “bio”. La Fondazione Barbanera ha inoltre creato una biblioteca in cui già sono presenti settemila almanacchi italiani e stranieri.   Tutti possono consultarla, previa una visita, obbligatoria e purificatrice, al giardino botanico in cui si possono cogliere i frutti maturi. Visitare orto e giardino botanico di Barbanera a Spello porta benessere al corpo e alla mente, benefici non certo paragonabili i con quelli che propongono i centri benessere artificiali che sorgono come funghi, bravi ad offrire illusioni.
Chi lo desidera dopo aver superato il rito iniziatico della purificazione a contatto con la natura (visita all’orto giardino), può acceder alla Casa Editrice, alla Fondazione e quindi alla Biblioteca. Qui gli almanacchi, spesso libricini di poche pagine, sono gelosamente custoditi non su scaffali, ma adagiati in appositi ed ampi cassetti suddivisi per argomento e provenienza. Sono pubblicazioni molto rare in quanto, avendo una valenza annuale, alla fine dell’anno non erano riposte in biblioteca ma gettate e sostituite da quelle dell’anno successivo.  Non è usuale che un Editore inviti il lettore a visitare gli archivi, la biblioteca ed il luogo dove  opera: questo è invece  ciò che l’Editore Campi , interpretando il pensiero di Barbanera, ha messo in  atto.

Per ulteriori informazioni:
www.barbanera.it
info@barbanera.it

Lamberto Selleri

In prima elementare fui clamorosamente, a giusta ragione, bocciato in italiano, a ottobre rimediai. Ciò accadde quando ancora la scuola non faceva sconti a nessuno.
Così andarono perdute due braccia utili all’agricoltura e cedute incautamente alla penna, che se ne duole ancora. Ma ahivoi è troppo tardi, sono recidivo, continuo a scrivere.
Lamberto Selleri

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