Il saccheggio dell’alta moda italiana

E’ stato Il Sacco di Roma firmato Pampaloni a decretare la differenza tra saccheggiare una cultura con ignoranza barbarica oppure contenerla al suo interno proteggendola dalle aggressioni.

La partecipazione alla settimana dell’alta moda ha Roma di questa storica azienda argentiera è frutto di un lavoro che esalta il valore dell’alto artigianato con il design e la creatività. Va inoltre premiata l’apertura di un attività commerciale in una delle vie più eleganti della capitale, una scelta imprenditoriale non semplice, ma atta a valorizzare il mercato produttivo e commerciale del territorio.

alta moda pampaloni Berlusconi con Anatriello all'Opening PAMPALONI di AltaRoma
Berlusconi con Anatriello all’Opening PAMPALONI di AltaRoma

Per la prima volta l’imprenditore Silvio Berlusconi ha partecipato ad un evento di moda in Altaroma. E c’era da aspettarselo per un’azienda storica come quella di Pampaloni  che ha realizzato anche il calice, dato in dono dal capo della comunità ebraica, a Papa Francesco pochi giorni addietro. Ed è anche grazie alle varie collaborazioni, negli anni,  con i diversi Presidenti della Repubblica Italiana, che all’inaugurazione del primo negozio romano dell’azienda fiorentina in Via Bocca di Leone, che sono intervenuti vari esponenti del mondo della politica.

Ma il vero protagonista della serata non è stato “il Presidente”, ma i vari modelli della collezione SilverWear 2016 creazioni della stilista Maria Giulia Parapini, in arte Muia, per la Maison Pampaloni.

L’affascinante uso inedito di accessori metallici rivestiti di palladio, (metallo prezioso inalterabile) qui trovano forma nelle decorazioni della pregiatissima pelle toscana. Così come la linea di accessori, anch’essa esclusiva ed irriverente, sofisticata ed ironica proprio com’è il suo stile. Con il contributo le linee si arricchiscono di temi che variano Le più apprezzate sono state quelle dalla forma di vassoio, “Tray”, a quelle con il perno centrale delle oliere “Cruet”, e le elegantissime clutch di pelliccia: “Fork and fur”.

La protagonista della serata è stata quella con il simbolo dell’azienda “Arrow” e chiaramente “Il Sacco di Roma”. Il secchiello, realizzato con pellami pregiati dagli artigiani fiorentini, in cavallino o in pelle nera, riporta il simbolo della freccia emblema casa argentiera fiorentina.

Danilo Palmucci
Danilo Palmucci

Dopo i grandi acquisti del Presidente Silvio Berlusconi, le  bellissime signore del jet set romano hanno ammirato (e comprato…anzi diremo “saccheggiato“…) i pezzi rimasti della collezione esposta confermando il “battesimo” del Sacco di Roma.

L’opening è stato celebrato con un successo di pubblico (circa 300-400 persone che hanno partecipato nelle tre ore di evento) con la presenza di autorevoli personaggi della finanza e dell’imprenditoria in presenza delle loro bellissime mogli, dello sport (Danilo Palmucci 38 volte campione assoluto di triathlon), attori ed esponenti della cultura (Cosimo Cinieri, Maria Francesca Ventura, Irma Palazzo), scrittrici (Milissa Grant, Patrizia Finucci Gallo), dell’arte (l’architetto e scenografo di fama internazionale Gaetano Castelli), della politica ed istituzioni (Corrado Felici, Direttore Unindustria Frosinone; Gennaro Di Leva PREMIO “Personalità Europea 2015”).

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Ma il momento “più moda” è stato rappresentato dalla visita di Gigliola Curiel (la mamma Raffaella era troppo stanca dopo la sua sfilata del mattino, ma ha mandato i saluti) con la quale Gianfranco Pampaloni ha instaurato subito un feeling che li vedrà magari insieme in una prossima collaborazione.

Se nei secoli addietro fu distrutta la culla della cultura latina oggi si restituisce a Roma un contenitore simbolico. Un messaggio culturale che l’Azienda Pampaloni promuove oggi dalle vetrine di Via Bocca di Leone 91 a Roma. Nel contesto di Alta Roma ha avuto dunque luogo la presentazione della nuova borsa creata dalla stilista Maria Giulia Parapini per celebrare la collezione SilverWear 2016 della maison Pampaloni.

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Da una delle più antiche case di argenteria italiana, (dal 1902, 114 anni di storia), passando da Papa Francesco al  Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma, dal Quirinale per il Presidente della Repubblica (come Scalfaro, Ciampi e Napolitano),  alla coppa che ha visto premiare i più grandi campioni degli Internazionali di Tennis, ci si attendeva per l’inaugurazione numerosi ospiti sia del mondo della politica che dell’imprenditoria, oltre a grandi personalità dell’ambiente culturale, per brindare alla nuova apertura nella capitale di questa grande eccellenza italiana.

Patrizia F_G-Stilista MG_Parapini-FABIOLA5
Patrizia F_G-Stilista MG_Parapini-FABIOLA5

“Una freccia felice sul corpo della borsa. Vola folgorante, colpisce al fianco, penetra l’immaginazione”.

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Il saccheggio dell'alta moda italiana

Roma 29 01 2016Il Presidente Silvio Berlusconi all'inaugurazione della Bottega dell'argento.Nella foto: Silvio Berlusconi durante la visita(C) Livio Anticoli

Roma 29 01 2016Il Presidente Silvio Berlusconi all’inaugurazione della Bottega dell’argento.Nella foto: Silvio Berlusconi durante la visita(C) Livio Anticoli

CURIOSITA’: Il “Sacco di Roma” in pillole

Il saccheggio di una città, a partire dall’assedio di Troia, è sempre stato  nel nostro immaginario collettivo. Fin da piccoli siamo stati portati a percepire la drammaticità di alcuni momenti della storia attraverso le cronache di questi avvenimenti, spesso raccontate in modo spettacolare dal cinema.

Roma, essendo la città eterna e l’Impero da conquistare per eccellenza, di sacchi ne ha subiti  ne ha subiti tantissimi. Basti pensare che l’espressione “Sacco di Roma” è diventata comune nel nostro vocabolario per esprimere l’aggressione ai danni di una civiltà.

Il primo sacco di Roma documentato è quello del 18 luglio del 390 a.C da parte dei Galli Senoni, una popolazione celtica stanziatasi sulle rive dell’Adriatico all’altezza di Senigallia. Si tratta di uno degli episodi più traumatici della storia di Roma, noto come la sconfitta Gallica (Clades Gallica).

Roma, dopo, diventerà praticamente invincibile per circa 8 secoli. Infatti, solo nel 410 d.C. arrivarono i Visigoti di Alarico I, una popolazione di origine scandinava, che con le loro migrazioni, contribuirono alla crisi e alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Sant’Agostino vide in questo saccheggio addirittura un segnale della prossima fine del mondo, inflitta da Dio alla capitale del paganesimo.

Passeranno soltanto altri 45 anni e un altro assedio riuscì a superare le grandi Mura Aureliane della città: stiamo parlando del Sacco di Roma del 2 giugno del 455 compiuto dai Vandali, una popolazione di origine germanica. I Vandali, portando via i tesori dai palazzi e dai templi più importanti della città e rapendo la vedova e le figlie dell’imperatore Valentiniano, acquisirono una fama sinistra per l’eternità.

Il Sacco del 472, caratterizzato da una faida interna all’Impero Romano d’Occidente, tra Antemio e il suo genero Ricimero, non ha lasciato un ricordo indelebile come i fatti precedenti.

Più grave fu invece l’incursione saracena contro Roma dell’anno 846, che venne attuata da truppe saracene, africane e sarde, poiché attestò uno dei primi contrasti religiosi tra la civiltà cristiana e l’Islam.

Un altro Sacco di Roma, estremamente cruento fu quello del 1084, conseguente alla Lotta delle Investiture, in quel periodo tra i secoli XI e XII caratterizzato dai contrasti tra il Papato e l’Impero. I Normanni, dopo aver liberato il Papa, dettero inizio a devastazioni selvagge e al saccheggio della città.

L’ultimo Sacco di Roma è quello del 1527 da parte delle truppe dei Lanzichenecchi, soldati mercenari provenienti dalle regioni tedesche. Il suo ricordo, ancora vivo nei romani, non è dovuto al fatto che è l’episodio più recente ma alla violenza di questi soldati. Al tempo del Sacco, la città di Roma contava 55 mila abitanti. Alla fine di quell’anno drammatico, la popolazione di Roma, fu ridotta quasi alla metà, dalle violenze o dalle malattie.

Nel 2016, dopo 489 anni, ritorna la storica espressione “Sacco di Roma” , ma stavolta al positivo, per un evento organizzato nella capitale dall’Argenteria Pampaloni, un’azienda ultracentenaria (fondata a Firenze nel 1902), nota per le sue creazioni in argento, dal design originale ed elegante, capace di esprimere l’evoluzione stilistica di un segmento importante dell’artigianato italiano.

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Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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