Altaroma, Soocha racconta la Corea del Sud

Altaroma, Soocha racconta la Corea del Sud

ROMA – Nell’edizione di Gennaio 2018 il brand Soocha presenta Atti Umani/Human Acts collezione dedicata alla cultura coreana.

Negli ultimi anni la Corea si è dimostrata molto vicina alla ricerca fashion, ne sono prova i tanti brand coreani che si sono fatti notare nel panorama internazionale. Il mercato coreano della moda è oggi uno dei più dinamici, protagonista è una new wave di designer super creativi e attenti alle dinamiche retail, formati nelle migliori scuole di moda europee ed americane.

Dopo l’edizione Pitti Uomo che ha dedicato un progetto globale alla promozione della cultura coreana, anche Altaroma decide di dedicare spazio a questo paese. Pitti mette sotto i riflettori due dei più interessanti brand di moda uomo: Beyond Closet e Bmuet(te). AltaRoma invece promuove la moda donna coreana dedicando un fashion show a Soocha.

Atti Umani/Human Acts è il nome della collezione Autunno Inverno 2018/19 di Soocha. La designer  Soojung Cha si ispira al secondo capitolo dell’omonimo romanzo della scrittrice coreana Han Kang, vincitrice del Booker Prize 2016. Siamo a Gwangju, in Corea del Sud, nel maggio 1980: dopo il colpo di Stato di Chun Doo-hwan, in tutto il paese vige la legge marziale. Quando i militari hanno aperto il fuoco su un corteo di protesta è iniziata l’insurrezione, seguita da brutali rappresaglie. Atti umani è il coro dei vivi e dei morti, di una carneficina mai veramente narrata in Occidente.

Partendo da questo brutale episodio di repressione militare, Soocha torna alle proprie origini, confrontandosi con i tumultuosi anni 80. Anni che nel suo paese furono dominati della conquista della libertà. Una libertà sofferta e vinta attraverso momenti molto difficili.

Portare la speranza della rinascita di un paese nella sua collezione di abiti è stato il compito della designer. Verticalità e leggerezza sono i comuni denominatori. Lane classiche dai pesi leggeri incontrano l’organza, la seta, i tessuti imbottiti e le stampe personalizzate. Un mix che crea una collezione rivolta ad una donna contemporanea, che non smette di riflettere sul mondo che la circonda.

Un particolare omaggio alla cultura coreana è dato dalla rivisitazione del classico hanbok. Nel corso dei secoli il design dell’abito è rimasto praticamente invariato. L’hanbok tradizionale consiste in due parti: una giacca ed una ampia gonna, che eventualmente può essere sostituita da dei pantaloni. Il colore ed il tessuto utilizzato per la sua realizzazione, possono indicare lo stato sociale e maritale. Solitamente i modelli destinati alla nobiltà sono realizzati in seta o cotone, mentre quelli degli stati più poveri in canapa. Soocha lo stravolge mischiandolo con tendenze urbane.

I look sono alternati con immagini maschili/femminili. I giubbini da militare e i capi in lana sono mixati con vestiti in raso di seta stampata. Il gusto dei contrasti è oltremodo esemplare, i capi classici da uomo presentano dettagli come le balze e la camiceria da uomo è arricchita con dettagli femminili. La contraddizione è il fil rouge della collezione che sottolinea la mancanza di stabilità che contraddistingue un paese come la Corea.

Ritroviamo inoltre stampe che richiamano delle pennellate e che ricordano il patrimonio dell’arte tradizionale coreana e stampe che utilizzano le fantasie a patchwork. Proprio il patchwork è un altro elemento caratterizzante che racconta la vita e l’abbigliamento di tutti i giorni dei coreani, specialmente in quegli anni.

Come si può notare in Corea del Sud tutto è virale: c’è curiosità ed attenzione ai trend europei che vengono assorbiti e reinterpretati. Non è quindi un caso le due più importanti manifestazioni italiane di moda decidano di dare ampio spazio ad un paese orientale in via di sviluppo.

Questo indica come la creatività coreana stia arrivando in Europa, spaziando dal prêt-à-porter all’haute couture, lasciando il segno in questo 2018.

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Martina Capuano

“È sempre difficile parlare di se. Preferirei elencare tutti i miei difetti e far scoprire agli altri se di pregi ne ho qualcuno…”

È quello che penso quando mi chiedono di descrivermi.

Eccomi, napoletana di nascita e di animo. Amo la mia città, la caratterialita dei concittadini e lo stile di vita  partenopeo. Laureata in Scienze Politiche ma da sempre portata alle relazioni pubbliche e alla comunicazione. Cerco ogni giorno nuovi stimoli per accrescere il mio bagaglio culturale e allo stesso tempo per imparare a vivere in un contesto sociale che presuppone un carattere forte ma allo stesso tempo onesto.

Martina Capuano

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