Arpino contro la violenza sulle donne

I Mille volti di Eva si mostrano nella perla di Saturno

Si è svolto il 28 Novembre 2015 dalle ore 17:30 l’evento arpinate intitolato “I mille volti di Eva” e legato alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che ricorre il 25 Novembre. Per l’occasione il Comune di Arpino ha realizzato con successo un’importante iniziativa di sensibilizzazione ospitata negli eleganti ambienti dello storico Palazzo Boncompagni sito in Piazza Municipio.

Tra i contenuti inseriti nelle dense tre ore della serata, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Arpino e l’associazione “Danilo Fiorini” in collaborazione con le associazioni “SOS Donna”,  “Nuovamente”, la Pro Loco, la “Società Dante Alighieri”, CONSCOM, il Circolo della Stampa di Frosinone hanno proposto un concorso fotografico per stampe riguardante gli infiniti volti del mondo femminile tra conquiste e soprusi, la cui premiazione si è svolta nella seconda parte del convegno.

Da molto tempo, dopo la scomparsa di una nonna speciale i cui ricordi (pur non essendo ella oriunda del luogo) legano a filo doppio la mia infanzia e la mia gioventù alla cittadina di Arpino, non mi recavo nella terra di Cicerone per un’occasione ufficiale.

Attraversare lo scorso Sabato Pomeriggio Piazza Municipio, la stessa in cui ho trascorso tante estati da bambino, per raccontare di un importante evento culturale che si sarebbe svolto in quella che considero la mia città del cuore, mi ha dato un misto di emozioni fra orgoglio e nostalgia. Il fatto che avessi l’opportunità di farlo per un portale di cultura dagli orizzonti ben più ampi di un quotidiano locale trasformava queste emozioni in un sentimento di moderata felicità.

Oltre le antiche scalinate di Palazzo Boncompagni (lungo le quali ci si imbatteva inevitabilmente nella piacevole postazione della libreria Universitas, con una selezione di testi di letteratura di genere), simili a quelle dei tanti palazzi del centro storico abitati sino a qualche decennio fa dalle famiglie nobili del luogo ormai quasi completamente estinte, ho preso posto all’interno dell’ampio salone che ospitava il convegno. Lungo le pareti della sala era possibile ammirare le installazioni della mostra fotografica, mentre le autorità civili e militari, insieme ai tanti volti noti che ritrovavo con piacere, si preparavano all’avvio della serata.

Nel frattempo uno steward ci aveva inaspettatamente distribuito un foglio dal colore rosato su cui era stampato il testo Donne in rinascita di Fabio Volo.

Ad aprire l’incontro è stato l’Assessore alla Cultura del Comune di Arpino Rachele Martino (moderatrice dell’intero convegno), per poi dare subito dato la parola al Sindaco Avv. Renato Rea, che ha puntualizzato l’importanza del valore preventivo più che repressivo della pena in relazione al tema oggetto dell’incontro e non solo.

Il Dott. Piergiorgio Sperduti, attore e Direttore artistico del Corso di Teatro d’Arte “La valigia di Prospero”, preceduto dall’intervento della Dott.ssa Irene Giovannone che ha aggiunto notizie sull’importanza della figura di Isabella Andreini nella Commedia dell’Arte del ‘500 e nell’economia della condizione femminile nella società dell’epoca, ha interpretato con piacevole ironia tre brani della stessa Andreini: uno tratto dall’epistolario, un sonetto e un brano conclusivo tratto dall’opera pastorale La Mirtilla.

Dopo il contributo dell’Avv. Giuliana Pagnanelli dell’Associazione “SOS Donna”, durante il quale si è discusso del cosiddetto metodo Scotland, si è entrati nel cuore della serata, indubbiamente costituito dal dirompente intervento dell’ospite d’eccezione: la criminologa Roberta Bruzzone, che si è dimostrata un vero fiume in piena per oltre 20 minuti in cui non le ha di certo mandate a dire.

La Dott.ssa Bruzzone, Presidente dell’Accademia Internazionale di Scienze Forensi e docente di Psicologia Investigativa, ha giustamente e inaspettatamente sottolineato, accanto alla piaga sociale del femminicidio (che non ha risparmiato le nostre zone dato il recente ed efferato caso del delitto Palleschi) il valore non unilaterale del fenomeno della violenza, che può acquisire molte forme e non è esclusivo appannaggio di un unico genere. Quanto alle proposte d’azione per arginare manifestazioni di violenza e sopraffazione soprattutto in ambito domestico, ulteriori stoccate non sono state risparmiate al diffuso problema della remissività prolungata delle vittime nonché alla frequente non professionalità, soprattutto in ambito associazionistico, degli operatori di un settore che richiede capacità tecniche ben precise per fornire adeguato supporto a chi subisce e che non può lasciare spazio all’improvvisazione.

A seguire abbiamo assistito ad altri due interessanti interventi: quello della Prof.ssa Lisa Della Volpe, Direttore della Fondazione Umberto Mastroianni, che ci ha fatto ascoltare a un excursus corredato naturalmente da immagini su Artemisia Gentileschi e i Caravaggisti e quello del Prof. Massimiliano Mancini, dedicato alle ragioni storiche e culturali della violenza di genere.

La seconda e ultima parte della serata è stata occupata dalla premiazione del concorso fotografico, i cui vincitori hanno ricevuto i riconoscimenti dal Prof. Fulvio Martino e dal Prof. Enrico Quadrini, Presidente del Comitato di Arpino della Società Dante Alighieri.

La chiusura è stata affidata al Dott. Ivano Capocciama, attore e regista della Filodrammatica G. D’Annunzio di Alvito (FR), che ha dedicato alla memoria del recentemente scomparso Luca De Filippo l’intensa interpretazione di due brani dell’immortale Eduardo: uno tratto da Mia figlia e uno da Gli esami non finiscono mai.

Dopo il convegno vi era per i partecipanti l’opportunità di approfondire il dibattito con l’aperitivo allestito negli ambienti attigui alla sala, dove era possibile degustare i prodotti tipici di un agriturismo locale, che devo dire… meritavano davvero.

Ho approfittato per l’occasione della cortese disponibilità dimostratami dall’Assessore Rachele Martino, che ha concesso qualche minuto per i lettori MyWhere…

Assessore, questa è stata un’iniziativa ambiziosa e ben strutturata, ma certamente non nuova per la città di Arpino che gode di una storia e di una tradizione culturale di lunghissima data. Quale può essere la difficoltà maggiore nel rendere possibile un evento di questo tipo in un piccolo centro, dato anche il numero degli ospiti invitati, fra cui uno molto noto? 

Questa è stata una grande iniziativa, ma da circa un anno e mezzo, cioè da quando si è insediata la nostra amministrazione, sto portando avanti ad Arpino un discorso contro la violenza sulle donne, per cui quella di oggi non è l’unico evento di rilievo sul tema ma l’ennesimo. Quello di stasera ha visto la presenza della criminologa Bruzzone ma erano tanti gli ospiti presenti e si tratta di figure molto qualificate. Le difficoltà maggiori in occasioni come questa sono certamente quelle organizzative. L’incontro di oggi prevedeva un concorso fotografico con relativa premiazione… È evidente che quando si organizza un evento ci siano delle spese da sostenere e, tenendo presente che la cultura gode di fondi quasi pari a zero, raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge non è sempre semplice.

In questa occasione avete potuto beneficiare di sponsorizzazioni? 

No, ho deciso dall’anno scorso di devolvere il 50% della mia indennità alle iniziative culturali, per cui da questo punto di vista si tratta di progetti autofinanziati. In un momento di spending review cerchiamo di dare il buon esempio. Considerando che io non ho risorse a disposizione perché il Comune è in pre-dissesto e i fondi per la cultura non ci sono, ho preso oltre un anno fa questa decisione, per cui in base alle iniziative che intendo realizzare suddivido il budget in funzione delle necessità.

Una situazione di questo tipo rende anche più difficile richiamare ospiti di maggior risonanza come nel caso di oggi… 

Diciamo che bisogna fare i conti anche con i fondi a disposizione…

Un’offerta di questo tipo è strutturata e ripetibile nel tempo. Rispetto al tema sociale, intorno al quale si possono anche costruire contenuti artistici in funzione di un’azione nei confronti delle coscienze delle persone, che tipo di prospettive future si possono aprire? 

Stiamo già andando avanti con l’organizzazione di un altro concorso fotografico con un coinvolgimento delle scuole, perché da lì bisogna costruire, ma già l’evento di oggi ha rappresentato un passo avanti rispetto al passato. Oggi infatti sono stati importanti i partner come “SOS Donna”, “Nuovamente”, “Iniziativa Donna”, CONSCOM, la Società Dante Alighieri… Si tratta di tutte realtà con grande capacità di coinvolgimento e di azione nel sociale, attive nel campo dell’organizzazione degli eventi anche negli altri comuni limitrofi.

Ho intenzione di allargare gli orizzonti sempre di più perché più si è in tanti e più gli eventi importanti che devono avere delle funzioni sociali di un certo tipo funzionano.

In tempi in cui la cultura e la situazione economica stessa di paesi come Arpino non godono della migliore floridità possibile, come si potrebbe ampliare questo tipo di offerta e più in generale rendere protagonisti in un’ottica non più provinciale i piccoli centri dotati di un grande passato e di un grande patrimonio storico-artistico? Oggi si parla sempre più spesso dei cosiddetti “distretti culturali”, un qualcosa di nuovo su cui grandi aziende di servizi come Poste Italiane hanno recentemente scelto di investire. Quanto il “fare rete” può fare la differenza per il futuro di realtà come Arpino nel panorama culturale ed economico globale? 

Noi ci dobbiamo provare. Arpino ha un’importante tradizione culturale che ovviamente va portata avanti non soltanto guardando alla tradizione e al passato, ma rivolgendosi al futuro e a chi può attivamente agire positivamente in questo senso. Ciò implica intraprendere un percorso di sacrificio perché non si tratta di qualcosa di semplice, perché la cultura non è qualcosa di semplice e non è alla portata di tutti. Per cui la sfida è quella di cercare di avvicinare quante più persone possibile e spesso si ottengono grandi soddisfazioni.

Sarebbe auspicabile poter fare sistema con gli altri centri della provincia, perché quando a muoversi è un intero territorio si possono attirare dal punto di vista economico degli appetiti e delle collaborazioni proficue per ambo le parti di soggetti molto più importanti. I grandi soggetti pubblici e privati non si muovono ovviamente in seguito all’iniziativa di un singolo paese ma possono essere mobilitati davanti a una sinergia di pubbliche amministrazioni e di associazioni. Questa sarebbe una soddisfazione perché tutto il territorio del basso Lazio ha una valenza culturale, anche se ritengo che Arpino ne rappresenti un degno capofila.

Certamente un successo come quello di oggi non fa che ben sperare per il futuro. Facciamo un grande “in bocca al lupo” alle voci della politica onesta e volenterosa come quella che abbiamo appena ascoltato e ringraziamo l’Assessore Martino per il tempo dedicato ai lettori di MyWhere. 

Grazie, la presenza di questa grande partecipazione della comunità questa sera testimonia il fatto che stiamo lavorando bene.

I mille volti di Eva – Arpino 28 Nov 2015

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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