A Ferrara il Festival del Giornalismo

Nel weekend dal 2 al 4 ottobre, la città di Ferrara apre le porte al mondo ospitando la nona edizione del Festival internazionale di giornalismo. I personaggi più famosi della cultura e della comunicazione cercheranno di capire e sviscerare, con l’ausilio di spettacoli, dibattiti e proiezioni, lo scottante tema delle nuove frontiere, il nuovo rapporto tra Cina ed Africa, il disgelo tra Cuba e Stati Uniti, il disagio alimentare, il problema delle carceri e i pro e i contro che questi avvenimenti hanno generato nel panorama mondiale.

Gli addetti ai lavori  proveranno a dare un senso alle parole Europa ed europei, in un’epoca in cui ogni paese tende a rinchiudersi nel proprio microcosmo per tenersi lontano dalle “invasioni barbariche”; perché  le frontiere geografiche portano con sé vincoli e stereotipi di carattere mentale, culturale, religioso e politico, che difficilmente siamo disposti a modificare.

La manifestazione è stata inaugurata oggi con la consegna del premio “Anna Politkovskaja” per il giornalismo d’inchiesta, al blogger Asif Mohiuddin,  che ha combattuto in nome del pensiero laico contro il fondamentalismo del Bangladesh e che per questo motivo  è attualmente rifugiato in Germania.

L’evento prevede la partecipazione di 230 ospiti provenienti da 27 paesi e una programmazione di 250 ore.

Tra le personalità internazionali vanno segnalate lo scienziato  premio Pulitzer  Jared Diamond e il giornalista di  “Le Monde”  Serge Michel, autore insieme a Beuret Michel del libro di denuncia “Cinafrica”. I due reporters hanno cercato di focalizzare la loro attenzione sul nuovo fenomeno che vede protagonisti la Cina e l’Africa: i primi come nuovi coloni e i secondi come popolazioni condannate allo sfruttamento.

Fondamentale è anche l’esperienza del giornalista argentino Martin Caparros’ che denuncia la crisi alimentare mondiale nel suo libroLa fame ”, sottolineando come l’incapacità dei paesi ricchi a sfamare quelli poveri sia il segnale eloquente di ciò che siamo oggi.

Questa manifestazione deve stimolare i giornalisti e i comunicatori a fare conoscere e riconoscere al pubblico dei lettori e degli spettatori le diverse sfaccettature dei problemi mondiali, affinché nessuno rimanga indifferente a ciò che accade oltre il giardino della propria coscienza.

Sarà ricco di stimoli con un calendario di incontri da non perdere. Noi vedremo di non mancare, e voi?

Per informazioni sul programma: http://www.internazionale.it/festival/programma

Francesca Di Ruzza

Mi chiamo Francesca Di Ruzza sono nata a Roma, mi sono laureata in lettere all’Università “La Sapienza”, sono giornalista professionista dal 2010, ho collaborato con la Radio Vaticana, la Sala Stampa vaticana e il CTV (Centro Televisivo Vaticano). Ho scritto per diverse testate tra le quali la Rivista San Francesco d’Assisi ed Europa. Attualmente collaboro con l’Università LUMSA. La mia linfa vitale sono il cinema, il teatro, l’arte, la scrittura e le buone letture. Amo cucinare, viaggiare e cucire. Mi riconosco a pieno in questa frase di Oriana Fallaci: “Cultura significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità.
L’uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità e alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla”.
Spero che i lettori rimangano piacevolmente colpiti dai miei articoli.
Francesca Di Ruzza

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