Azione sentimentale

Azione sentimentale

In occasione dell’evento annuale Artelibro 2012, la città di Bologna si apre a un proliferare di eventi artistici collaterali aventi come tema guida il collezionismo librario e la ricerca documentata da progetti editoriali sperimentali e autoprodotti. Il libro, vero protagonista della rassegna, declinato nelle varie forme espositive e artistiche, diviene metafora dell’inarrestabile quanto necessario lavoro di ricerca e archiviazione alla base della crescita culturale e intellettuale. Libro come archivio, registro della narrazione e dell’immaginazione, capace di colmare un vuoto mnemonico, un ricordo sfuocato attraverso la parola e l’immagine, il libro popolato da “immagini mentali”, “ricordi proustiani”, diviene simbolo, ponte concettuale tra l’aspetto culturale e rituale della sua fruizione e il suo valore puramente artistico-espositivo come opera d’arte.

Sarà il potere comunicativo e corale della narrazione quanto dell’illustrazione a offrire il supporto concettuale all’artista Elena Stradiotto per il suo progetto “d’arte relazionale”, Interno Lettera, curato da Veronica Ceruti e presentato presso la Galleria OltreDimore di Bologna. Il progetto ha inizio con una lettera scritta a mano dall’artista e spedita a un certo numero di indirizzi ai quali si richiedeva di documentare in varie forme, dalla scrittura alla fotografia, un “rituale magico”, privato, atto a oggettivare, sublimare, elaborare un cambiamento gioioso o doloroso del proprio vissuto. L’idea nasce dalla perdita, dall’assenza di un amore e dalla conseguente esigenza di circoscrivere tale dolore, di esorcizzarlo e renderlo visibile attraverso la pratica quotidiana e metodica del disegno. “Un punto sul foglio vuoto genera un universo”, spiega l’artista, “una pagina di calendario per ogni giorno che sarai lontano”. L’arte come terapia e l’efficacia terapeutica del dolore divengono il filo conduttore, il punto di partenza di un work in progress (accompagnato da due workshop Tra-me e Fotomemorie), in cui la sofferenza privata diviene dolore collettivo, richiamo alla partecipazione e alla creazione di un progetto fatto di “corrispondenze”, conferendo alla pratica artistica una dimensione pubblica, l’unica capace di risvegliare dall’apatia sognando l’empatia.

“Interno lettera nasce dall’idea di colmare la distanza tra una pratica di rielaborazione privata e il mondo fuori, i mondi fuori”, nasce dal bisogno di condivisione e raccoglimento, in cui lo spazio che separa viene annullato, il tempo dell’attesa viene colmato. L’artista si fa collettore delle esperienze altrui desogettivando il proprio Io: “Io sono gli altri”. Attraverso una vera e propria performance, si spoglia fisicamente dei propri racconti per accogliere e interpretare quelli degli altri, proteggendo, ordinando, dipingendo, narrando i sentimenti altrui e custodendoli in piccoli differenti cassetti colorati, archivio di frammenti di vite pubbliche e private che costituiranno le pagine di un diario collettivo, di un libro universalmente condiviso.

 

 

 

 

Interno lettera | Elena Stradiotto
a cura di Veronica Ceruti
Galleria OltreDimore
Piazza San Giovanni in Monte, 7
Bologna

Marta Gabriele

Rudolf Arnheim sosteneva: “nei momenti in cui un essere umano è un’artista sa trovare la forma tangibile per la incorporea struttura di ciò che ha provato”. Io credo che la cosa più bella che l’essere umano possa sperimentare sia il mistero. Esso è generatore di una ricerca incessante, si cela dietro ogni aspetto della vita, anche dietro l’arte. L’arte è mistero, è la manifestazione più complessa della potenza dell’uomo, innalza il pensiero fin dove l’uomo è preso da vertigini ed è difficile conservare la sanità della mente.
Se qualcuno dovesse chiedermi per quale motivo scelgo l’arte risponderei che il bene e la bellezza sono sempre i prodotti di un’arte.
Marta Gabriele

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