Beatlemania capitolina

Beatlemania capitolina

Abbiamo rivissuto, a 50 anni dalla nascita della Beatlemania, la malattia contagiosa che ci invase negli anni ’70. Ecco a Roma il gruppo musicale e teatrale che, ispirato dai Beatles, mette in scena con dinamiche originali le melodie del gruppo storico in spettacoli che, dal marzo 2010 ad oggi, sono stati pensati, scritti e messi in scena con grande successo di pubblico nella Capitale.  Beatlemania è nato da un’idea di Simone Mariani, Lorenzo Mazzè, e Martino Pirella, una formazione che da anni omaggia con passione e competenza, (senzabeatles_1), la musica e la storia dei Fab Four.
Lo spettacolo inizia con una fatidica data: 9 novembre del 1966 e dall’intento di non far scorrere quel giorno come in realtà si è compiuto. John Lennon infatti in quel giorno andrà all’Indica Gallery per la mostra di Yoko Ono dove si incontreranno per la prima volta. Da quell’istante cambierà il corso della storia, soprattutto dei Beatles. C’è una trasposizione temporale surreale dove il protagonista, interpretato da Simone Mariani, (anche ideatore dello spettacolo) prova, in un folle  viaggio contro il tempo, a impedire l’evento cui i fan più accaniti imputano la fine dei Beatles. Così, a casa di John Lennon, incontra Micky, l’amica d’infanzia del cantante, alla quale sarà dedicata una delle più belle canzoni del repertorio dei Beatles: Michelle. Qui Michelle, come le altre canzoni in seguito, viene suonata rigorosamente dal vivo rispettando gli arrangiamenti acustici dei Beatles a Roma. Ricordiamo che Michelle nacque da un’idea di McCartney che coinvolse il suo insegnante di francese nel suggerirgli un nome in francese ed una frase che facesse rima con esso. Ecco così che nacque il celebre ritornello “Michelle, ma belle, sont les mots qui vont très bien ensemble” alla quale Lennon ebbe l’idea di inserire l’altrettanto famoso verso “I love you” a metà brano, rendendo l’opera memorabile. Poi Simone Mariani esegue altri brani, facendoci rivivere la folle atmosfera degli anni sessanta in cui tutto sembrava ancora possibile e ci fa godere della musica dei Beatles, che lui suona sulla chitarra di George Harrison che trova a casa di John. E’ un evento unico per rivivere la creazione, con un po’ di fantasia, dei brani e delle parole che appartengono alla musica dei Beatles. infatti il nostro eroe, che interpreta un maniacale fan del quartetto, proverà ad evitare l’incontro tra John Lennon e Yoko Ono, intonando le note di Dear Prudence. beatles_2Poi, parlando della mamma di Lennon, Julia, conosciuta anche come “Judy”, suona le strazianti note della canzone Julia”, dedicate appunto alla madre morta nel ’58 investita da un’auto, e cantata sul palco dalla brava e bella cantante Lenni Lippi. Così sulle note di Penny Lane, Power To The People, I know what’s coming down, Strawberry Feels Forever, in una girandola di situazioni surreali e divertenti, di gag e di storie, di personaggi e di momenti emozionanti si rievocano atmosfere clou di un giovane Lennon. Così, prima del grande incontro, il nostro autore prova a compiere la missione, ed il desiderio disperato di evitarlo e di tenere insieme i Beatles.
Lo spettacolo è gradevole, divertente e soprattutto musicalmente godibilissimo, in flash back alternati tra nostalgia ed attualità. Chiude sulle note di Let it be e poi, con un omaggio a Paul McCartney. Sono tutti bravissimi. Lo spettacolo scorre veloce, e purtroppo anche le date sono troppo poche: infatti saranno dal 25 febbraio al 2 marzo 2014 al Teatro Tordinona.
Con dottor Robert il protagonista torna alla realtà attuale, dal ’66 ai giorni nostri dov’è un semplice medico dell’USL. Il suo sogno di cambiare il corso della storia del gruppo si realizzerà? O rimarrà soltanto un sogno? Scorrono in video le immagini di un riconoscibile sottomarino giallo mentre suona yellow submarine”, e Luigi Abramo, Simone Mariani, Martino Pirella con Lenni Lippi, Francesco Cavalluzzo e Lorenzo Monaco ci salutano e ci rimandano al prossimo show. Non perdetelo!

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I Beatles a Roma sono ormai una delle realtà musicali e teatrali ispirate ai Beatles più dinamiche ed originali della Capitale. Dal marzo 2010 ad oggi hanno pensato, scritto, costruito e messo in scena numerosi spettacoli con grande successo di pubblico. Nata da un’idea di Simone Mariani, Lorenzo Mazzè, e Martino Pirella, la formazione ha visto la partecipazione di numerosi ospiti, musicisti ed appassionati dei Beatles. Particolare la collaborazione con Luigi Abramo – nel suo progetto Appia Road ha tradotto filologicamente un significativo numero di canzoni dei Beatles in romanesco – che si è consolidata fino a diventare parte costitutiva e integrante del progetto.
Oggi I Beatles a Roma è un gruppo di showmen che insieme pensano, scrivono, producono e interpretano, rigorosamente live, ogni spettacolo o esibizione.
Hanno ormai un folto e fedele pubblico di sostenitori (più di 5.000 fan nella pagina Facebook), che li seguono con entusiasmo durante ogni esibizione e spettacolo, dagli esordi fino allo spettacolo Rome Together 2013 dello scorso anno. De I Beatles a Roma si sono occupati ampiamente stampa, televisione e radio sia con servizi e commenti sugli spettacoli, sia con partecipazioni live in diretta. Tra le performance più originali (a cui il Tg2 ha dedicato un intero servizio) va ricordato il “Concerto sul tetto”, un happening con una grande partecipazione di pubblico, che ha rievocato e celebrato il famoso Rooftop Concert de I Beatles sul tetto della Apple nel 1969. (www.youtu.be/cNByjbSvGPA)

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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