Biennale 2015. La gondola “Armata” di Cristiano Carotti, invade la laguna

Biennale 2015. La gondola “Armata” di Cristiano Carotti, invade la laguna

Da domani, 9 maggio, e fino al 9 luglio, la nuova installazione site specific BLACK SWALLOW-V14 dell’artista umbro Cristiano Carotti, invade la Laguna e presenta la caratteristica imbarcazione veneziana, lunga 11 metri, corazzata e sovrastata da un cannone che si prefigge simbolicamente di proteggere l’etica dell’arte opponendosi all’assalto delle leggi del mercato e di denunciare l’uso indiscriminato della violenza nella società d’oggi.

Black Swallow-V14, Cristiano Carotti, Bozzetto
Black Swallow-V14, Cristiano Carotti, Bozzetto

Da Sabato, lo Squero San Trovaso a Venezia sarà il palcoscenico che ospiterà un’enorme gondola armata e corazzata di 11 metri, sovrastata da un cannone. In contemporanea, nella vicina sede di El Magazen dell’Arte, saranno esposti alcuni studi preliminari e piccole opere ispirate a Black Swallow-V14L’iniziativa, curata da Lorenzo Respi, organizzata da Galleria Al Blu di Prussia e All Around Art, in collaborazione con El Magazen dell’Arte e associazione culturale RO.SA.M., è il primo dei tre eventi che chiuderanno idealmente il percorso di ricerca intrapreso da Cristiano Carotti nel 2012 in occasione della personale “Waterloove” alla galleria Al Blu di Prussia di Napoli, dove proprio a fine anno si terrà la mostra conclusiva della rassegna “Waterloove 2.0”.

Black Swallow-V14 è il relitto di una vecchia gondola veneziana restaurata e trasformata a mano dall’artista in un’imbarcazione da guerra, armata e blindata, che porta sullo scafo i segni inequivocabili della battaglia e della caparbia resistenza a un mondo che vuole annientarla. La volgarità della società contemporanea infatti contamina le passioni e annulla gli ideali, tenta di affondare la gondola che protegge l’etica dell’arte opponendosi all’assalto delle leggi del mercato e di denunciare l’uso indiscriminato della violenza nella società d’oggi.

Il narcisismo, l’ignoranza e la superficialità portano necessariamente molti all’esibizione dell’effimero e alla morbosa caccia allo scoop, alla strategia del tornaconto e alla “non” logica dell’omertà, alla spettacolarizzazione delle emozioni più intime e alla ricerca dei famosi quindici minuti di celebrità augurati da Andy Warhol.

“L’arte di Cristiano Carotti è visione. Con impeccabile puntualità – sottolinea il curatore, Lorenzo Respi – la sua installazione lancia un grido sofferto, per rappresentare emblematicamente la crisi geopolitica che tocca oggi l’Italia e l’Europa nel suo rapporto con il mare. La gondola, simbolo romantico e antico della città regina delle arti, si fonde con il carro armato, per ricordarci che, oltre i canali, Venezia navigava e fu dominatrice del mare”.

BLACK SWALLOW-V14 DI CRISTIANO CAROTTI
BLACK SWALLOW-V14
DI CRISTIANO CAROTTI

Nell’immaginario collettivo la gondola veneziana è un’icona indiscussa dell’amore, l’archetipo di un’età dell’oro delle passioni, che rivive provocatoriamente armata in Black Swallow-V14. Immagine romantica da cartolina, la gondola ritrova il suo valore tradizionale e la forza dirompente della passione amorosa attrezzandosi e armandosi per combattere sul campo di battaglia della Biennale d’Arte di Venezia 2015.

Cristiano Carotti. Black Swallow V-14
Venezia, Squero San Trovaso (Dorsoduro 1097)
9 Maggio – 9 Luglio 2015
Inaugurazione: sabato 9 maggio, ore 18.00

Informazioni:
All Around Art
+39 366 52 32 551
info@aaa-allaroundart.com
www.aaa-allaroundart.com

Simona Gavioli

A chi mi chiede perché amo l’arte rispondo cosi:
Sono nata nella città di Virgilio, del Regno dei Gonzaga e di Isabella D’Este, una delle donne più colte e stimate del Rinascimento. Sono nata tra le mura di Palazzo Te (Giulio Romano) e la camera degli sposi (Andrea Mantegna). Sono cresciuta saltellando qua e là, facendo finta di pregare tra la chiesa di San Sebastiano e la Basilica di Sant’Andrea (Leon Battista Alberti). Sono vissuta dividendo la mia vita tra cucine e chiese matildiche; la mia favola, prima di dormire, era L’Arte di Ben Cucinare di Bartolomeo Stefani, cuoco al servizio di Ottavio Gonzaga.
A chi mi chiede perché scrivo, non rispondo.
Ma a chi mi chiede perché scrivo di arte e di cucina, dico solo che la scrittura è qualcosa che hai dentro e dalla quale non puoi scappare perché fa parte di te. La scrittura, come l’arte, ingombra la vita, soprattutto quando diventa urgente, compulsiva e passionale come la mia.
Simona Gavioli

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