Biennale Arte 2019: considerazioni marginali

Biennale Arte 2019: considerazioni marginali

VENEZIA – Dal 11 maggio al 29 novembre 2019 va in scena la 58′ Esposizione Internazionale d’Arte, intitolata May You Live In Interesting Times e curata da Ralph Rugoff, attuale direttore della Hayward Gallery di Londra.

Andare alla Biennale di Venezia – specie per un pubblico di “non addetti ai lavori” – è spesso momento di stimolo per vedere “cose” se non eccezionali almeno fuori dal comune. Il riferimento è ad una visita “superficiale” che non si faccia prendere troppo dalle singole criticità attivate dai diversi artisti e che si lasci invece catturare dalle situazioni scenografiche e sensorialmente coinvolgenti.
La Biennale Arte 2019, curata da Ralph Rugoff con il titolo a May You Live In Interesting Times, sembra invece scivolare in situazioni che non sollecitano – tranne le sempre presenti eccezioni – nuovi e ed inediti scenari. Tant’è che una visita, neanche troppo spedita, ai Giardini e agli spazi espostivi dell’Arsenale, può essere effettuata tranquillamente – a differenza di molte edizioni precedenti – in una sola giornata.
Forse è una sensazione arbitraria, ma il momento attuale, quello contemporaneo, così ricco e pervaso di tecnologia e complessità, poco sembra essere rappresentato da una visione artistica contemporanea.

Biennale Arte 2019
Borsa del Padiglione della Korea, forse la più bella, quanto meno cromaticamente, tra quelle distribuite alla Biennale Arte 2019

Sicuramente è anche un problema di investimenti e un indice banale, ma significativo, è la quasi assenza di gadget e borse distribuite durante i giorni della vernice. Una povertà che è pure di scelte progettuali che si riflette anche in un allestimento, e il riferimento è principalmente alle Corderie dell’Arsenale, povero e, forse, nella sua povertà pure mal gestito. A “spot” e in modo del tutto arbitrario possono essere fatte comunque due segnalazioni.

BIENNALE VENEZIA BIENNALE D'ARTE
Aya Ben Ron, Field Hospital X, materiale illustrativo distribuito all’interno del Padiglione di Israele

Il Padiglione di Israele Field Hospital X (FHX) di Aya Ben Ron dove si cerca di indagare il modo in cui l’arte può reagire e agire di fronte ai mali e ai valori corrotti della società.
Poi il Padiglione del Belgio che propone con gli artisti Jos de Gruyter e Harald Thys, e la curatela da Anne-Claire Schmitz, il lavoro intitolato Mondo Cane, nel quale si legge una sorta di ricerca antropologica dove è la figura dell’uomo ad essere messa in evidenza.

BIENNALE ARTE
Jos de Gruyter e Harald Thys, Mondo Cane, Padiglione del Belgio

È riscontrabile comunque, lasciando a margine l’impatto di tipo estetico-percettivo, la volontà di denunciare o per lo meno portare alle coscienze del pubblico alcuni temi di stretta attualità. Un chiaro esempio – da parte dell’artista svizzero Christoph Büchel – è l’istallazione all’Arsenale, nominata Barca Nostra, del peschereccio libico inabissatosi il 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia, che fece 700 vittime, come fosse un monumento.

Biennale Arte 2019
Christoph Büchel, Barca Nostra, realizzata per Biennale Arte 2019

È stato creato uno shock espositivo nel quale il visitatore, pur predisposto alla riflessione artistica, si trova a fronteggiare la realtà e l’oggettività del mondo contemporaneo. Una riflessione che diventa speranza, provenendo dalle Gaggiandre dell’Arsenale, vedendo da lontano l’imponente scultura con le mani giganti “Building Bridges“ di Lorenzo Quinn che suggerisce la possibilità di una svolta positiva e propositiva per l’umanità, lasciando alle spalle un relitto difficilmente dimenticabile.

Biennale Arte 2019
In lontananza l’opera di Lorenzo Quinn, Building Bridges

L’importanza della Biennale rimane comunque un motore determinante per la città – in analogia perfetta con ciò che avviene a Milano con il Salone del Mobile. Si crea un contesto di Fuorbiennale che è, paradossalmente, molto più attraente e invogliante di quello che avviene dentro la Biennale stessa, creando a Venezia uno dei luoghi a più alta concentrazione di mostre d’arte presenti nello stesso momento dell’intero pianeta terra.

Articolo scritto in collaborazione con Greta Bignami

INFO BIENNALE ARTE

58. Esposizione Internazionale d’Arte,
Dall’11 maggio al 24 novembre 2019
Arsenale e Giardini della Biennale, Venezia

 Sito Ufficiale

Roberto Zanon

Già prima della laurea in architettura, mi sono occupato del progetto dei prodotti fino a farlo diventare una professione. Poi con gli anni ho iniziato ad insegnare la progettazione tridimensionale – anche in giro per il mondo –  ed ora è questa la mia attività principale. Sono fortunato; all’Accademia di Belle Arti di Venezia tengo il corso di Design e questo mi permette di sviluppare assieme agli studenti i progetti che realmente mi interessano. Negli ultimi anni ho conseguito un diploma in oreficeria e un Phd in design. Da molti anni collaboro con diverse riviste occupandomi di allestimento e di design.
Roberto Zanon

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