Quanto conta una buona climatizzazione nel settore ristorativo?

Quanto conta una buona climatizzazione nel settore ristorativo?

ITALIA – Che si tratti di un appuntamento tra innamorati, di un pranzo di lavoro, di una cena tra amici o di un rinfresco di laurea o di nozze, nella ristorazione l’accortezza nella scelta di un’adeguata climatizzazione per non morire di freddo o non rimanere impregnati da odori è fondamentale. Ecco alcuni consigli teorici e pratici che potrebbero tornarvi utili per una consona configurazione termica. Attenzione: è un aspetto che non va trascurato! 

Una romantica cenetta a lume di candela, due giovani che si conoscono da poco, un ottimo filetto nel piatto, un rosso robusto nel bicchiere ma poi, ad un certo punto, lei prende il golfino che si era tolta e se lo posa piano sulle spalle: “Cucina squisita, ma non ti pare faccia un po’ freddino?”.

All’interno di un locale le pietanze sono certamente l’elemento cardine, il perno intorno al quale tutto in ultima analisi ruota, ma altrettanto vero è che nel complesso di un’esperienza ristorativa sono molteplici i fattori che vanno presi in considerazione, non ultima la temperatura degli ambienti.

Che si tratti di un appuntamento tra innamorati, di un pranzo di lavoro, di una cena tra amici o di un rinfresco di laurea o di nozze, l’accortezza nella scelta di una consona configurazione termica è un aspetto che non solo non va trascurato, ma che davvero può contribuire in maniera assai rilevante al successo o alla cattiva riuscita di un intero pasto.

TRE CONSIGLI TEORICI

climatizzazione

Alcuni piccoli accorgimenti possono, in questo senso, tornare utili. Se per certi versi è lecito considerare soggettiva la reazione di un individuo alla temperatura di un ambiente, vi sono dei parametri generali che è bene tenere a mente: la tradizionale formula dei 20° in inverno ha ottenuto anche l’avallo della legge, al limite con qualche deroga sempre e comunque verso l’alto, ma è ancor più consigliabile mantenere durante la stagione fredda una temperatura intorno ai 22°, con un tasso di umidità che si aggiri intorno al 55%, mentre durante l’estate è preferibile orientarsi verso i 25°, con un’umidità certamente ridotta, regolata intorno al 30%.

È inoltre il caso di fare attenzione a differenziare l’intensità della climatizzazione per quanto riguarda l’ambiente della sala in cui si troveranno clienti e camerieri e quello delle cucine. In riferimento a quest’ultimo si sottolinea come da una parte la presenza di molti dispositivi elettrici e a gas influenzi attivamente la configurazione termica del locale, dall’altra come la cappa o le cappe di aspirazione contribuiscano ad incrementare il fabbisogno di riscaldamento. Fondamentale, però, garantire un ricambio d’aria sempre attivo ed efficace!

Infine, quando si parla di impianti di climatizzazione nel settore della ristorazione, è importante ricordarsi sempre una piccola, grande regola d’oro: affidarsi a prodotti di alta qualità e a marchi dall’ottima reputazione, perché scegliere in partenza con oculatezza e attenzione può fare la differenza nel medio e nel lungo termine, a livello tanto di prestazioni quanto di costi.

TRE CONSIGLI PRATICI

Mitsubishi Canalizzabile 24000 BTU
Mitsubishi Canalizzabile 24000 BTU

In soccorso alle esigenze di un titolare che volesse dotare il proprio locale di un impianto di condizionamento o che intendesse sostituirne uno obsoleto, può senza dubbio essere chiamata in causa l’azienda Climaway, specializzata da anni nella commercializzazione di dispositivi selezionati rimandanti ai migliori brand in circolazione.

Tra questi si potrebbero di certo citare come particolarmente indicati LG Cassetta 9.000BTU Inverter classe A/A, dispositivo dalle elevate prestazioni stagionali, di dimensioni compatte e in grado di dirigere l’aria in maniera uniforme grazie alle alette direzionali; Samsung Pavimento Console 12.000 BTU, Inverter classe A++/A+, macchina pratica, di spessore minimo (solo 199mm), dotata di un display touch screen estremamente agevole e intuitivo; e Mitsubishi Canalizzabile 24.000 BTU Inverter classe A/A, ottimo modello della casa nipponica che vede nella straordinaria efficienza energetica la propria carta migliore, ottenuta grazie al sistema di regolazione DC Inverter e accurata progettazione dei componenti utilizzati.

Tre dispositivi di alto livello con specifiche tecniche diverse, una piccola selezione in grado di rispondere in maniera mirata alle particolari esigenze del ristorante considerato.

Flavio Redhair

Origini irlandesi tradiscono il colore della mia pelle e dei miei capelli ribelli. Ribelle appunto. Termine non scelto a caso, non solo per i ricci, ma per la mia costante ricerca di andare “contro corrente”, dove il “contro” non rappresenta l’opposizione ma è la semplice necessità di andare oltre,  oltre le apparenze, oltre le informazioni, oltre le curiosità. Mi piace parlare di coloro che incontro e suscitano il mio interesse per presentarveli attraverso la mia penna, che spero, vi susciterà emozione e curiosità.
Flavio Redhair

10 Responses to "Quanto conta una buona climatizzazione nel settore ristorativo?"

  1. Elena   13 Luglio 2019 at 16:58

    Niente di più vero! Quante volte mi è capitato di sfoggiare scollature (adoro mostrare le mie spalle forti) e dovermi coprire per non morire congelata! Consigli che i ristoratori dovrebbero seguire!

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  2. Livio   13 Luglio 2019 at 17:04

    Sono d’accordo, i ristoratori dovrebbero leggere! l’areazione è fondamentale e anche l’aspetto climatico perché troppe volte mi è capitato di uscire con la giacca impregnata di cattivo odore di fritto o altro

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  3. Rosanna Fiume   13 Luglio 2019 at 17:06

    Penso che l’impianto di condizionamento sia fondamentale in tutti luoghi pubblici, ristorativi principalmente

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  4. Cinzia Fabiani   20 Luglio 2019 at 14:08

    Quanto conta…? Assolutamente fondamentale! La maggior parte dei locali che escludo dal mio peregrinare mondano è fatta in base ad una selezione accurata sul “clima”, (in tutti i sensi) e la luce del ristorante. In quanti pensano che l’illuminotecnica è una banalità? Errore madornale!

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  5. Roberto Becchi   7 Agosto 2019 at 15:49

    E’ un aspetto fondamentale dove vige la regola de in medio stat virtus. Non va bene neanche troppo freddo!!!!

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  6. Tommaso   7 Agosto 2019 at 15:50

    Si però il cibo viene prima di tutto!

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  7. Ubaldo   7 Agosto 2019 at 15:51

    l primo ragionamento da fare nella progettazione di un impianto è senza dubbio quello sulla temperatura da tenere all’ interno del locale. Di norma, è bene mantenere una temperatura costante di 22°C nel periodo invernale e di 25°C in quello estivo.

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  8. Giada   7 Agosto 2019 at 15:51

    Un problema da non sottovalutare nella progettazione dell’impianto di climatizzazione in cucina è l’assoluta necessità di garantire un adeguato ricircolo dell’aria.

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  9. Bart89   7 Agosto 2019 at 15:52

    Nel progettare l’impianto di climatizzazione di un ristorante è bene non fermarsi alla soluzione più economica, ma investire su soluzioni che ti permettano di ammortizzare i costi nel tempo e risparmiare sul lungo termine.

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  10. Giulia Calca   7 Agosto 2019 at 15:53

    In una giornata caldissima abbiamo faticato molto per trovare, sul lungomare di Rimini, un ristorante che fosse dotato di aria condizionata in modo da non essere costretti a mangiare all’esterno con un clima quasi equatoriale.

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