Burgio, mostra antologica: 40 anni di pittura, scultura e sperimentazioni

Una personale davvero esaustiva, 140 opere in mostra per raccontare i primi 40 anni di Burgio, artista poliedrico le cui opere sono esposte fino al 17 ottobre a Reggio Emilia presso i Chiostri Domenicani

Burgio, mostra antologica: 40 anni di pittura, scultura e sperimentazioni

REGGIO EMILIA – di Daniela Ferro e Daniela Cisi

L’opulenza mostra il suo lato più generoso, è davvero il caso di dirlo, nella personale dell’artista Giuseppe Burgio allestita presso i Chiostri Domenicani, in via Dante Alighieri 11 a Reggio Emilia, dove resterà fino al 17 Ottobre 2016. Oltre 140 le opere esposte, ripartite in svariate sale, per una mostra antologica che racconta 40 anni di arte e di vita – o meglio di vita attraverso l’arte, considerando quest’ultima non come una torre d’avorio quanto piuttosto un osservatorio privilegiato su ciò che ci circonda.

Un interesse autentico quello di Burgio che unito alla sensibilità dell’artista rivolge il suo sguardo tanto al sociale quanto all’Uomo e alla Natura, in un binomio che ritroviamo trasversalmente in tutte le sue opere. Non è ovviamente una Natura classica quella rappresentata da Burgio ma contemporanea,  di “adesso”, una Natura coeva al tempo dell’autore, fatta di una miriade di vecchi oggetti desueti, resi inutili dal tempo, dove marchi riconoscibili si mescolano a frammenti di ordinaria quotidianità e gatti neri si aggirano affacciandosi dai quadri, in un bizzarro amalgama di tante parti differenti e apparentemente lontane fra loro. L’ottica di lettura è sorprendentemente duplice, soggettiva e oggettiva ad un tempo, e consente a Giuseppe Burgio di rivelarsi artista ben più comunicativo di quanto pennelli e tele non lascerebbero presagire, forte soprattutto nel dare voce ai paria, ai reietti, agli “indesiderati”, in una parola a tutti quegli “invisibili” che permeano loro malgrado un sociale a loro indifferente.

Una palette cromatica ricchissima, dove il colore balza prepotentemente alla ribalta, completa la cifra stilistica di un artista che aborre il vuoto, capace di dare vita a figure che sembrano scolpite nelle loro stesse tele. Una mano ferma e sicura, abile ad esasperare contorni, evidenzia il particolare e riempie ogni spazio, tanto che nelle sue tele il “vuoto” non esiste o se c’è balza agli occhi per il solo fatto di essere stato riempito. 

Il percorso della mostra si snoda attraverso svariate sale, ognuna delle quali ribadisce un momento differente della carriera dell’artista, a riflettere una ricerca prolifica in cui diversi momenti e fasi si maturazione si sono succeduti abbondanti.

L’enfasi del colore – che per l’artista siciliano, trapiantato ormai  da anni a Reggio Emilia, rimanda alla sua terra natale  – è il retaggio di un passato lontano, sfumato nel ricordo e che in quanto tale forse rivela le sue imperfezioni, poiché come la memoria il ricordo spesso inganna. Gli artefatti esposti sono storia e arte scandite da decenni di fervido lavoro, sperimentazioni che hanno accompagnato l’artista nell’arco di 40 anni di ricerca.

Le strade percorse sono varie ma uno solo è l’itinerario artistico che ci svela l’animo di Giuseppe Burgio. Colori caldi, vibranti e accesi che rivestono figure solide scolpite nella tela. Questi in definitiva ci sembrano i tratti che lo contraddistinguono, la cifra stilistica di una mente poliedrica perfettamente in grado di misurarsi oltre che con la pittura anche con la letteratura, la musica e la scultura.  Non mancano in esposizione, a compendio delle tele, le sculture da lui realizzate sia in terracotta che in metallo.

Uomo colto, attento al presente ma consapevole anche del passato, Giuseppe Burgio segue così il corso della vita nel suo divenire, con i suoi mutamenti e in tutte le sue variabili, abbracciando strade sempre diverse ma senza mai fermarsi alla prima facile soluzione.

La sfida pare un’altra costante della sua produzione, linfa vitale che per 40 anni l’ha sostenuto spingendolo tra diverse tecniche e sperimentazioni e portandolo a sondare ogni possibilità espressiva. Dal collage, all’olio, alla tecnica mista, dalla natura morta al paesaggio, al ritratto, all’espressionismo. Fino a travalicare i confini della pittura per misurarsi con scultura e letteratura. Senza dimenticare, ci ricorda lui stesso sorridendo e ascoltando le note che arrivano in sottofondo dal chiostro del conservatorio adiacente alla mostra, di essere partito addirittura dalla musica.

INFO

Giuseppe Burgio - OPERE DAL 1959 AL 2016 (catalogo)
Catalogo della Mostra BURGIO OPERE DAL 1959 AL 2016 a cura di Riccardo Braglia, critico nonché curatore della mostra, RIO EDIZIONI, MANTOVA, 2016

MOSTRA:
BURGIO opere dal 1959 al 2016 

Fino al 17 Ottobre
CHIOSTRI DOMENICANI via Dante Alighieri 11, REGGIO EMILIA

Burgio – Retrospettiva 2016 (REGGIO)

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva - REGGIO EMILIA 2016

Burgio, retrospettiva – REGGIO EMILIA 2016

 

 

 

 

Redazione

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