Il Calcio in Africa

I progressi del calcio africano e i segnali di crescita del continente

AFRICA – A che punto è il calcio Africano? È davvero una risorsa preziosa per il continente? In questo articolo, analizziamo la situazione del calcio africano, il suo sviluppo, le sue possibilità di crescita e tutti gli ostacoli che deve affrontare giorno dopo giorno.

Una delle più passioni popolari più grandi in Africa è sicuramente il calcio, sport che più di ogni altro, riesce a scavalcare il perimetro degli stadi e si appropria dei luoghi più improbabili, molte volte con mezzi e in spazi quasi incompatibili, ai nostri occhi, con lo sport, il divertimento o il tempo libero. Una passione che vive a braccetto con i risultati sportivi. Negli ultimi 20 anni infatti, le rappresentative africane hanno raggiunto risultati significativi, dalle spettacolari vittorie alle Olimpiadi di Atlanta (Nigeria) e Sidney (Camerun), ai quarti di finale raggiunti in Coppa del Mondo da Ghana e Camerun e ai non trascurabili ottimi piazzamenti nei tornei giovanili delle nazionali. Di fronte a queste certezze, la Fifa, ha aumentato i posti per le squadre nazionali africane in Coppa del Mondo e ha permesso al Sud Africa di ospitare l’edizione 2010 dei Mondiali.

Anche l’interesse e l’attenzione dei grandi club europei nei confronti dei giovani talenti africani è sempre più in aumento. Alcuni tra i giocatori oggi più pagati al mondo sono africani, si pensi a Yaya Toure (Manchester City) e Pierre Aubameyang (Borussia Dortmund). Ma per ogni giocatore che “ce la fa” ce ne sono moltissimi di cui, nonostante il talento, si perdono le tracce. Tatticismi, business, regole, durissimi allenamenti, sono spesso questi i nemici principali dei giovani calciatori africani, ragazzi abituati a un calcio ben differente da quello europeo, catapultati in un mondo sconosciuto e pieno di ostacoli.

I rischi come avrete capito, o come già sapete, sono numerosi: dai procuratori senza scrupoli, bracconieri moderni, pronti a strappare i giovani alle famiglie per pochi soldi e a portarli in Europa senza nessuna garanzia. In caso di rendimento inferiore alle aspettative, i baby-calciatori vengono immediatamente scaricati, lasciati magari a lavorare vicino a un semaforo.

Un’altra problematica risiede indubbiamente nella cattiva gestione degli introiti e delle risorse da parte delle varie federazioni, che non favoriscono certo il libero sviluppo delle discipline sportive. A volte ci si mettono anche i regimi dittatoriali, che spesso indirizzano o addirittura obbligano gli allenatori a scelte coercitive dettate da volontà politiche.

E allora un’altra considerazione può essere utile: i progressi del calcio possono essere anche un indicatore per valutare i progressi generali del continente?

L’Africa sta mostrando diversi segnali di crescita sia sul fronte economico che su quello politico-sociale. Dal punto di vista economico si registrano incrementi del PIL superiori mediamente al 4% all’anno. Ciò avviene specialmente nei Paesi dell’Africa a sud del Sahara (l’instabilità politica nell’Africa mediterranea ha rallentato la crescita di Libia, Tunisia, Egitto). I “record” si riscontrano in Rep. Dem. del Congo (+8,5%), Costa d’Avorio (+8%), Nigeria (+6%) e crescono anche molto bene anche Tanzania e Mozambico.

Dal punto di vista sociale e politico segnali di democrazia e di buon governo sono, secondo gli osservatori internazionali, visibili in Ghana, Senegal e Tanzania e significative risalite dell’Indice di Sviluppo Umano si registrano in Botswana, Burundi, Egitto, Liberia, Nigeria, Ruanda, Sud Africa, Tunisia, Zambia, Zimbabwe.

Se si confrontano questi dati con quelli delle Nazionali che hanno prevalso nella Coppa d’Africa, Egitto (7 volte), Ghana e Camerun (4 vittorie), Nigeria (3 vittorie), R.D. del Congo e Costa d’Avorio (2 vittorie), Etiopia Sudan Rep. Del Congo, Marocco, Algeria, Sud Africa, Tunisia e Zambia (1 vittoria), si può constatare che vi è una coincidenza pressoché perfetta con gli Stati che sono nel frattempo maggiormente cresciuti dal punto di vista economico o sociale. Fa eccezione il Camerum, dove il calcio più che un segnale di crescita sembra uno strumento per distogliere i cittadini dai perduranti problemi di sviluppo del paese.

Se le cose stanno così, mettiamoci per la prima volta in poltrona, davanti alla televisione per assistere alle partite del calcio africano, con l’animo un pochino più sereno di fronte ai progressi del Continente povero della Terra.

Il Calcio in Africa 3

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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