Cantina Goretti, una passione di famiglia

PERUGIA – Alla scoperta della Cantina Goretti, tra le bellezze di Perugia e la meraviglia delle colline vitate umbre.

Una mattina di fine settembre mi ritrovo a percorrere la Val Tiberina da Città di Castello, estremo Nord dell’Umbria, in direzione Sud, verso Perugia e oltre. All’altezza di Pila lascio la E45 e mi inerpico sui colli della splendida campagna umbra. E’ un autunno decisamente mite ed è tempo di vendemmia. I colori, gli odori e la luce calda, tipica del periodo, procurano emozioni intense e appagano la vista e o spirito. L’antropizzazione del territorio è assolutamente armonica, qui l’uomo vive in simbiosi con la natura e la natura lo ripaga offrendogli i suoi preziosi frutti. La coltivazione della vite rappresenta una delle massime espressioni di questa integrazione ed ha dato vita ad una cultura, quella del vino, che ha contribuito a fare conoscere ed apprezzare il nostro Paese nel mondo.

Assorto nei miei pensieri mi avvicino a destinazione, lascio l’asfalto per una stradina sterrata che porta dritta ad un complesso agricolo dominato da una magnifica torre, eretta nell’anno 1000, oggi diventata un po’ il simbolo di questa azienda vitivinicola, la Cantina Goretti.

Ho un appuntamento con Sara e Giulia Goretti, la quarta generazione della famiglia che, proseguendo nel solco tracciato nei primi anni del ‘900 dai bisnonni, nonni e genitori, sta lavorando con passione per affinare sempre più la produzione e dare all’azienda un respiro più ampio sia sul mercato nazionale che internazionale. I tempi sono maturi.

Quella per il vino, più che un’attività, è una vera passione di famiglia, tramandata di generazione in generazione. Ed ora come allora, l’obiettivo perseguito dalla terza e quarta generazione Goretti rimane lo stesso: lavoro costante e accurato a favore della qualità, ricerca e sperimentazione di nuove tecniche di coltivazione e vinificazione, ma anche della diffusione in Italia e nel mondo della cultura e della tradizione del territorio di cui l’ azienda ne è principale interprete.

Oltre alla cantina storica di Pila a Perugia, nella DOC Colli Perugini, negli anni ‘90 la famiglia ha realizzato anche una moderna e tecnologica azienda a Montefalco, “Le Mura Saracene”, specializzata nella produzione di due vini rossi importanti: il Sagrantino di Montefalco DOCG e il Rosso di Montefalco DOC.

Tra i vini più rappresentativi della gamma Goretti, una nota particolare merita L’Arringatore, blend di Sangiovese, Merlot e Ciliegiolo, vincitore quest’anno delle “4 viti”, massimo riconoscimento della guida ai Vini d’Italia edita dall’Associazione Italiana Sommelier, nonché della medaglia d’oro alla “Selezione del Sindaco”, concorso enologico internazionale della Città del Vino.

Questa eccellenza Goretti prende il nome dalla statua di bronzo di Aulo Metello ritrovata nei territori della proprietà dell’azienda e che, stilisticamente, si colloca tra la fine dell’arte etrusca e il suo trapasso in quella romana. Un oratore che si rivolge al popolo, proprio come il vino che ne ha preso il soprannome. Di colore rubino tendente al granato, è un vino di grande struttura ed eleganza, dai sentori di frutti rossi maturi e spezie dolci, avvolgente e adatto al grande invecchiamento. Come molti altri vini aziendali appartiene alla Doc Colli Perugini, una denominazione cui la famiglia Goretti tiene molto, essendo tra le maggiori artefici del suo decollo sia nel panorama nazionale che internazionale.

Mentre Sara e Giulia continuano a raccontare, veniamo raggiunti dal padre, Stefano e dallo zio, Gianluca. Bastano poche parole con loro per capire da dove proviene l’entusiasmo delle figlie: la passione vera è altamente contagiosa!

Nel cortile sotto la torre e nei vari locali della cantina è facile trovare anche i nonni, Marcella e Gisberto, sempre attivi e presenti in azienda con un entusiasmo ed un vigore difficili da immaginare e spiegare.

Ma la presentazione di Sara e Giulia non è finita, mi raccontano che l’azienda produce anche Il Moggio, ottenuto dai migliori grappoli dell’uva umbra locale di Grechetto, in vendemmia tardiva e vinificato in barriques e il Montefalco Sagrantino, ottenuto dai vitigni dell’altra cantina “Le Mura Saracene” Goretti.

Nel pomeriggio veniamo raggiunti da una delegazione messicana in visita alla cantina, dall’altra parte dell’Oceano a Pila, per degustare una produzione unica sinonimo di una eccellenza che ci fa apprezzare dal mondo intero. Nello sguardo dei Goretti vedo soddisfazione e una punta di meritato orgoglio.

Lascio la cantina nel tardo pomeriggio quando il sole è ormai basso sull’orizzonte e la campagna e gli uomini che la lavorano si apprestano a ricoverare le loro cose e a godersi il meritato riposo.

Una sensazione di pace ed armonia pervade tutto e tutti, il lungo cammino della Famiglia Goretti prosegue, da Pila intende arringare il resto del mondo con un messaggio semplice e forte al tempo stesso: la passione, la competenza e il coraggio ci possono portare lontano. Gli amici messicani annuiscono soddisfatti.

 Info

Cantina Goretti

Gabriele Vignati

Attratto dalle relazioni umane, mi piace conoscere gli altri viventi sulla Terra e creare connessioni, per lavoro e per passione. Ho una formazione variegata, iniziata nel mondo della produzione pubblicitaria e della moda, e proseguita nel mondo più prosaico degli affari e del commercio internazionale. Adoro confrontarmi con altre culture, senza sentirmi parte di un insieme chiuso. Preferisco gli ambienti “aperti”.
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8 Responses to "Cantina Goretti, una passione di famiglia"

  1. Lamberto Cantoni
    Lamberto Cantoni   17 Novembre 2016 at 09:56

    L’Arringatore mi incuriosisce, specialmente se assaporato nella torre della famiglia Goretti. La statua Etrusca dalla quale prende il nome il vino è nella sede dell’azienda? Io avrei postato anche alcune foto di paesaggi dei vigneti.

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    • Gabriele Vignati
      Gabriele Vignati   17 Novembre 2016 at 10:11

      La statua originale di Aulo Metello è stata trasferita nel Museo Archeologico di Firenze, in cantina se ne può ammirare la fedele copia.

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  2. Daniela Codeluppi   17 Novembre 2016 at 10:46

    Un invito irrinunciabile per una gita fuori porta che rinvigorisce l’animo!

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  3. Antonio Bramclet
    Antonio   17 Novembre 2016 at 11:02

    Bell’articolo. Io avrei intervistato anche i proprietari per aggiungere virgolettate parole dal sapore storico. 4 generazioni sono tanta roba. Forse ci stavano bene anche informazioni dettagliate sull’azienda: dove vendono il sagrantino? Dove lo esportano eccetera, eccetera.

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    • Gabriele Vignati
      Gabriele Vignati   17 Novembre 2016 at 18:02

      Grazie Antonio. In risposta alle tue domande, il vino Goretti lo puoi trovare nei migliori ristoranti ed enoteche, non solo in Italia ma anche in USA, Nord Europa, Cina e Giappone…. nuovi mercati arriveranno presto!
      4 generazioni sono tante, è vero, e per questo avrebbero richiesto molto spazio per raccontarle, spero di avere l’opportunità di farlo in un’altra occasione.

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  4. Alessandra   17 Novembre 2016 at 17:47

    Si sente il sapore dei luoghi e dei vini. Cercherò entrambi!

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  5. Franck   18 Novembre 2016 at 03:06

    Ho bevuto il Montefalco Sagrantino e l’ho trovato generoso, vigoroso, un vero vino amico. Mi fa piacere osservare e leggere che è stato prodotto da persone autentiche, innamorate del loro lavoro. Non conosco l’arringatore. Alla prima occasione metterò alla prova quello che ha scritto l’autore. Ma ho capito che con l’azienda Goretti si va sul sicuro.

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  6. Vincenzo   18 Novembre 2016 at 15:02

    Vista la sede io avrei chiamato l’azienda Château Goretti, per enfatizzare la bellezza del luogo. In questo i francesi sono più astuti. Sanno vendere meglio le loro eccellenze. Il vino è importante, ci mancherebbe. Ma anche il contesto in cui viene prodotto conta assai.

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