Capodanno nella base italiana di Unifil a Shama in Libano

Capodanno nella base italiana di Unifil a Shama in Libano

Shama, 31 dicembre 2012. “Meno dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, unooo: buon anno! buon anno a tutti!” Erano almeno seicento i militari a gridarlo abbracciandosi mentre volavano i tappi dalle bottiglie di spumante. Il nuovo anno in Libano inizia un’ora prima che in Italia anzi “in Patria” come nell’ambiente militare viene chiamata. Ovviamente non tutti festeggiavano. Un centinaio di ragazzi erano di guardia e proteggeva il “veglione”.

Mentre dalle casse acustiche piazzate nell’officina di Shama partivano musiche sparate a dieci decibel, i cellulari iniziavano a suonare.

Erano mogli, mariti, fidanzati, fratelli, sorelle, papà e mamme dei soldati della base Unifil di Shama composta da 700 unità, la presenza più rilevante dei 1100 militari che compongono la missione internazionale di pace del settore Ovest del Libano guidato dal Generale di brigata Antonio Bettelli.

La Festa era iniziata qualche ora prima con la grande cena di Capodanno preparata dai cuochi della cucina guidata dal Pasquale Di Lorenzo, casertano, 50 anni, due figlie Ilaria di 25 anni e Alessandra di 23, con un menù ricco da fare invidia a tanti nostri ristoratori. Eccolo. Antipasti: pizzette, arancini, chele di granchio, fiori di zucca e affettati misti. Primi Piatti: paccheri all’astice, spaghetti alle vongole, pasta al Ragù. Secondi piatti: frittura mista, gamberi al forno, polipo in umido, Bocconcini di pollo al curry, zampone con lenticchie. Contorni: melanzane al forno con pomodorini, pomodori gratinati, patate al forno e fritte, insalata di rinforzo. Frutta di stagione più uva e macedonia di frutta. Dolci zeppole, torta e l’immancabile spumante.

“Deve citarmi i nomi -chiede Di Lorenzo – perché la mia è una squadra instancabile di cui vado fiero. Eccoli: sergente Alessandro Schiavone, caporali Gianvito La Bianca, Bartolomeo Gigantiello, Sergio Napoletano, Francesco Elia, Massimo Luordo, Alessandro Stravella, Giovanni Sanna, Vincenzo Marucci, Giacomo Alaimo, Domenico Lo Franco, Davide Donato, Pasquale Gravina, Giuseppe Carminelli, Giuseppe Foresta, Bernardo Sorisi, Francesco Martini e Francesco Malta. Sono 18!”

Per i nostri cuochi e stata una dura giornata di lavoro pieno. Sapori della tradizione che ha creato festa che si è guadagnato un lungo applauso. Applauso a cui si è unito anche il generale Bettelli democraticamente in fila con il vassoio in mano e che ha festeggiato, con una bella torta, anche il suo compleanno.

Capodanno unifil libano

 

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Mario Rebeschini

La finestra dell’agenzia pubblicitaria dove lavoravo come art director era sulla via Rizzoli a Bologna. Alla fine degli anni ’70 succedeva tutto sotto la mia finestra. Scontricon la polizia, scioperi, manifestazioni politiche e sindacali. Mi stavo perdendo la storia del mondo per vincere la campagnapubblicitaria di una saponetta neutra. Una mattina, dopo aver vinto la campagna della saponetta e festeggiato con champagne, mi licenzio in tronco.Lanfranco Colombo direttore della Galleria “il Diaframma” di Milano nella presentazione di una mia mostra scrive: Rebeschini sceglie il fotogiornalismo di strada, quello, in cui un fotografo deve decidere da che parte stare. Ma, nel suo giro attorno all’uomo, diventa consapevole che formule e rigidità sono la morte di tutto. Si muove allora anche alla scoperta del mondo del lavoro, della politica, del turismo, del quotidiano e del ritratto…”
Mario Rebeschini

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