Il cappello padroneggia la scena PITTI Uomo 2015

Il cappello padroneggia la scena PITTI Uomo 2015

Il 2014 è stato l’anno di rilancio del marchio e della sua immagine. Solo un mese fa, infatti, Doria 1905 ha inaugurato il suo nuovo punto vendita in via dell’Orto di Napoli (traversa di via del Babuino) nella Capitale; un evento piacevolissimo a cui non potevo mancare.
Camminavo per una traversa di Via del Babuino e senza difficoltà trovo la nuova boutique: un autentico gioiellino come gli articoli esposti in vetrina.  Un mondo raffinato quello di Doria 1905 che parte dalla tradizione per declinarsi in cappelli preziosi, dalle linee essenziali e lavorazioni accurate e particolari.
Mi guardo intorno meravigliata dalla raffinatezza che contraddistingue ogni pezzo di questa centenaria cappelleria, ma anche un po’ confusa perché non conosco il nome dei modelli. Ci sono ricercate repliche di copricapo tradizionali, intrisi di cultura come gli snap israeliani, e non mancano i tipici cappelli Amish, e i cappelli fedora e i drop (di cui adesso conosco il nome e che riesco a distinguere) dal tocco sofisticato. Ognuno di essi declinato in una miscela di colori scuri che vanno dal nero saraceno, al blu notte, sino al grigio fumo, i colori delle nebbie di Oria, degli abiti ebraici, dei cieli invernali e dei mari salentini.
Ma l’attenzione di tutto il pubblico che affolla gli intimi spazi della boutique è stata presto catturata da uno scrigno color cacao, che riporta il blasone dorato “110”. Ai due lati dello scrigno, i Drophat ad ala media per lui e ad ala larga per lei, i pezzi di punta della collezione celebrativa – 110 anni di storia.
La serata procede così velocemente che non mi accorgo che è già mezzanotte, e come Cenerentola devo scappare via perché domani inizia una nuova impegnativa giornata di lavoro. Come il benvenuto caloroso con cui sono stata accolta al mio arrivo, vengo salutata altrettanto calorosamente dal carinissimo personale che lavora ormai da anni presso Doria, con la promessa che ci saremmo rivisti al PITTI Uomo 2015, atteso evento moda di questa stagione.
Ed eccomi infatti qui in fiera nell’atmosfera magica che si crea a Fortezza da Basso quando c’è il PITTI. Sebbene sia una veterana dell’evento fiorentino per eccellenza, l’emozione che si sprigiona in me ogni volta che ritorno è sempre unica.
Per non disattendere la promessa fatta, la mia prima visita al PITTI Immagine Uomo è stata alla cappelleria Doria. Un ambiente raccolto ma curato quello del Salone M nel Padiglione Centrale scelto da Doria per presentare i prodotti che celebrano i 110 anni di attività. Anche qui nello stand, come nella boutique, in primo piano le creazioni della maison leccese in varie declinazioni di colore: cappelli ad ala media, cappelli ad ala larga, coppole, i cappelli Amish. Tesori in serie limitata, confezionati, stirati e formati rigorosamente a mano su forme di legno, sono foderati in color cioccolato e guarniti dal marocchino color mostarda, sottolineato dal ricamo dedicato a questa particolare ricorrenza.
La coppola, in particolare, moderna e sfilata, celebra il marchio di fabbrica Doria 1905, che vede nel patchwork il suo fiore all’occhiello. Interpretata nel rigoroso colore nero saraceno, si accende di contrasti grazie all’unione di differenti tipi di materiale: la lucentezza del velluto, la luminosità del cashmere, il satinato della pelle scamosciata e il chiaro-scuro del fustagno. L’etichetta in tessuto riporta il marchio di Casa Doria e la numerazione progressiva.
Pezzi unici di una realtà che in 110 anni di storia ha saputo mantenere vive le tradizioni e la manualità artigiana che ne contraddistingue i prodotti. Il viaggio del cappello in tutte le sue fogge si snoda attraverso le epoche, le mode e i modi in un intreccio di valori e di passione, in un inconsueto susseguirsi di storie. 110 anni di passione artigiana, sodalizio tra genio imprenditoriale e raffinata sartorialità.
Questo il loro claim: 110 anni – storie che attraversano i decenni senza essere scalfite, valori e significati infiniti, come tracce indelebili di un passato irrinunciabile che sa rinnovarsi in un mood contemporaneo.
In un immaginario viaggio nel tempo raccontato in grandi e suggestivi pannelli fotografici, Doria ripercorre le tappe della sua storia, dalle origini al futuro, attraverso la sua tradizione. Storie che raccontano tutto il savoir-faire e il fascino di un marchio, che ha saputo fare dell’eleganza raffinata e informale il suo punto di forza, culminando nella celebrazione dei suoi 110 anni di storia con una straordinaria Edizione Limitata e numerata, prodotta per l’occasione in tre esclusivi modelli. Doria 1905 celebra con una “capsule” interamente dedicata, invadendo di patchwork sartoriali cappelli, ali e berretti, in un sottile gioco di contrasti con abbinamenti a feltri in toni ricchi e profondi.
Omaggio alle terre salentine dei primi Novecento, si accendono i colori tipici degli elementi naturali e rurali: verde pino e verde olivo, scoglio, tufo, terra, miele, e malvasia.
Era il 1905 quando Doria apriva un piccolo laboratorio sartoriale nel centro di Maglie, dove abili maniartigiane creavano i primi copricapo che hanno reso noto il marchio in tutto il mondo. E’ da quelle mani che è nata la tradizionale coppola confezionata con pezzi di tessuti l’uno diverso dall’altro, assemblati tra loro. Poi nel ’37 il laboratorio diventa atelier, un nuovo spazio lo ospita nella città candida dei suoi palazzi barocchi in pietra leccese. Sono gli anni del dixieland, dell’eleganza, del rigore della guerra e della rinascita, che vede il nuovo imponente stabilimento alle porte di Maglie (1960).
Il 2012 è l’anno che segna la svolta e il rilancio del marchio, ed oggi Doria 1905 celebra questa tappa della sua storia con un omaggio al jazz e alle linee pure e informali, con il Feltro ultra-leggero per la cloche lavorata a pieghe in sbieco e il fedora che può essere plasmato a piacere, il canotier dall’ala larghissima, cappelline e drop hats nei colori beige tufo, bianco sale, panna luce, sabbia e riccio. Le forme classiche giocano con mix di materiali, feltro e maglia, lucido/opaco, peloso e rasato, accesi contrasti di colore nei toni ricchi e golosi, ispirati alle eccellenze gourmand salentine; i toni vinati dello scurissimo Negramaro, il più sfumato Primitivo e il bordeaux vino, il profondo cacao, e l’inaspettato viola Ficomoro, smorzati e raffinati dal grigio fumo.
Futuribili e dandy, con un occhio alla tradizione, sofisticati ma giocosi, in un mix tra passato e futuro, Doria 1905 con i suoi cappelli padroneggia la scena del PITTI dove incontriamo tanti stand di aziende con le varie forme del copricapo ed ancor più notiamo che la fiera è popolato da uomini e donne che lo indossano.
Il cappello è così trendy, ma anche retrò, dà un tocco originale o anche classico, anglosassone o ancor più italiano, ma diventa capo necessario e cult per questa nuova stagione!

DORIA

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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