Con i bambini alla vendemmia per festeggiare il gran cru di Roma

Siamo stati invitati alla FESTA DELLA VENDEMMIA, sabato 28 settembre nell’azienda vinicola Gelso della Valchetta. Una gornata di sole meravigliosa, dove i prati erano stati allestiti con tavoli imbanditi. C’erano cuochi che preparavano la pasta, altri che sulla brace cuocevano ogni tipo di carne, dal pollo, alle salsicce al maiale. Affettati e formaggi, ma soprattutto vino. Le diverse etichette del Gelso della Valchetta.
Nei prati c’erano asinelli che portavano i bambini a visitare la vigna. Si poteva partecipare alla vendemmia o si poteva passeggiare nel verde guidati dagli organizzatori. Abbiamo visitato i vigneti, impiantati nel 1997 da Marco e Mapi Caldani nel terreno di loro proprietà, dove tutt’oggi vivono insieme ai loro figli e nipoti. C’erano varie costruzioni, le diverse abitazioni dei vari gruppi familiari, fino alla villa con il salone tutto a vetri sul prato che domina la collina dei vigneti. La villa ha pavimenti cotto  grande metratura, ed in cucina di un collage di maioliche di Vietri. La luce inonda le varie sale ed il colore dei tessuti e dei quadri alle pareti rende lo spazio di un fascino tradizionale ed etnico allo stesso tempo.
Poi abbiamo visitato la parte magica dell’azienda: la cantina.
Qui sono nati nel 2003 il Gelso, che prende il nome come tutta l’azienda dal meraviglioso albero presente nel parco antistante la cantina, ed il Lilium (dal nome della nonna Liliana), altro vino prodotto qui. La realizzazione della cantina va di pari passo con la preziosa supervisione dell’enologa Graziana Grassini che segue l’azienda da dieci anni esatti. La cura del terreno e dei vigneti, insieme al rispetto delle tecniche tradizionali di vinificazione, fanno di questi due vini il risultato della qualità totale. Ogni fase del processo è seguita con l’attenzione che può nascere soltanto in un’azienda a conduzione familiare, dove passione, impegno e rigore danno frutti preziosi.
La peculiarità di questa vallata dal profilo dolce che sorge alle porte di Roma Nord, lambita dal torrente Valchetta, ha una estensione di circa 5 ettari immersi nel cuore del Parco di Veio. Un’azienda giovane su una terra carica di storia e natura. Territorio infatti che è stato teatro di infinite battaglie fra Etruschi e Romani per il controllo del Tevere e ritenuto sito di elevato interesse paesaggistico, archeologico e naturalistico: al suo interno, infatti, si possono ammirare necropoli etrusche e diverse specie di animali selvatici. Qui convivono allo stato brado tanti animali e si utilizzano solo prodotti naturali e biologici.
La ‘FESTA DELLA VENDEMMIA’ ci ha dato modo di conoscere quest’azienda, unica nel Comune di Roma (tutte le altre etichette sono nel Lazio in provincia di) e di degustare i suoi vini. Il Gelso, da uve Merlot e Cabernet, vivace rosso rubino con sfumature violacee, di buona consistenza. La descrizione decanta :<<Profumi intensi che ricordano i piccoli frutti a bacca rossa, il pepe nero, il ginepro e l’alloro. Ampio e rotondo, di bella struttura, ricco di sensazioni gusto-olfattive di buona persistenza. Tannini ben condotti e amalgamati. Trascorre circa 6 mesi in acciaio e affina per 10 mesi>>. Che abbiamo davvero apprezzato accanto alle carni alla brace al profumo di rosmarino.
Questo vino, il Gelso 2007, è stato definito  il gran cru di Roma,e da Luca Maroni <<Di fittezza, morbidezza, naturalezza espressiva davvero prima. La sua suadenza “nasconde” la concentrazione sua, in realtà la rende ottimamente, suadentemente fruibile ad un livello di nitidezza e turgore aromatico violacemente vivo>>.
L’altra etichetta di vino, il Lilium, è di colore paglierino brillante, è così descritto <<Al naso colpiscono intensi profumi di pesca a polpa bianca, ananas, mandarino e pompelmo. Morbido e caldo, ma anche fresco, con una ben definita nota sapida, veramente apprezzabile. Finale lungo e persistente che chiude su note agrumate e leggermente minerali. Solo acciaio per 6 mesi. Accompagna con successo un bel risotto alla pescatora>>.
Ma è stata una festa che ha visto protagonisti i bambini che a piedi nudi pestavano l’uva. E’ stata una festa di un’azienda creata con tenacia e passione, alla quale augurimo di raccogliere tanti successi.

Gelso della Valchetta

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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