Cose da uomini. Arte per rompere il silenzio contro la violenza di genere

Cose da uomini. Arte per rompere il silenzio contro la violenza di genere

Cose da uomini è il progetto curato da Susanna Sara Mandice che pone domande, a cui l’arte cerca di rispondere, sul tema della violenza maschile sulle donne.

Cose da uomini a cura di Susanna Sara Mandice
Cose da uomini a cura di Susanna Sara Mandice

La prima volta che venni messa di fronte a questo problema era il 2005, quell’anno ero in Spagna e proprio in quel periodo venne approvata una legge contro la violenza di genere  che tutt’ora è in vigore, la Ley Organica de medidas de Proteccion Integral contro la Violencia de Genero, una legge specifica per la tutela delle donne maltrattate. A incuriosirmi fu una mostra che vidi e che mi lascio letteralmente senza parole, un’esposizione che stava facendo il giro del paese e che mostrava i volti e i corpi tumefatti di donne. Donne con malformazioni fisiche dovute alle continue sollecitazione violente data da botte, pugni e calci. Nei loro volti era stampata la paura, la delusione e la sofferenza per quell’illusione che si chiama amore, un amore malato, contaminato e tossico che le vedeva vittime ogni giorno del carnefice che avevano sposato o di un uomo sul quale avevano riposte tutte le loro speranze. Ma su quei visi io non vidi solo i lividi purpurei e violacei ma leggevo le ferite del cuore, quelle che non si lacerano con un disinfettante, quelle cicatrici che fatichi a togliere e che ti perseguiteranno tutta la vita. La Spagna fu una delle prime nazioni europee a occuparsi di questo problema, fu la prima a svelare ciò che si nascondeva dietro le mura domestiche, dove molte donne subivano maltrattamenti giornalieri da parte dei loro compagni. Se ne sentivano di ogni, al telegiornale ogni giorno si udiva di violenze fisiche, maltrattamenti commessi con i più truci metodi, a volte, quelle più lievi erano schiaffi, altre violenze sessuali, altre ancora ferite con armi affilate o con lame infuocate, a volte erano i mozziconi di sigarette a lasciare lacerazioni a volte acidi che scioglievano la pelle. Uno scenario infernale che mi aveva creato una morsa al petto.
La violenza di genere non si è mai arginata, ora sappiamo solo che esiste davvero e ne siamo a conoscenza perché i mezzi di comunicazioni ci permettono di essere informati su ciò che accade nel mondo a migliaia di donne, solo in Italia sono più di 100 ogni anno, le donne che vengono uccise dal marito e oltre il 62% di queste ha come testimone il figlio. Donne che perdono la vita in nome di un amore malato, o di una causa sentimentale persa a metà del percorso, si, perché di solito il carnefice si dimostra tale dopo aver conquistato totalmente la sua vittima e di li comincia un martirio fisico e psicologico che può portare a conseguenze disastrose.

Gianni Moretti credit Gianluca Vassallo
Gianni Moretti credit Gianluca Vassallo

Nel progetto di Susanna Sara Mandice, quattro giovani artisti: Gianni Moretti, Benno Steinegger, Benjamin Tomasi, Cosimo Veneziano affrontano il tema della violenza di genere durante una residenza formativa svoltasi con professionisti del settore dal 27-31 Gennaio.
Le opere d’arte inedite, sono create a partire dalle riflessioni scaturite dalla formazione e confluiranno in una mostra situation specific che avrà luogo presso la Galleria Civica di Bolzano (7 marzo-4 maggio).
Un progetto di elevata qualità artistica e culturale, per ripensare la nostra società in un’ottica di genere. Cose da uomini è un progetto d’arte contemporanea che, superando la prassi che delega il dibattito sulle politiche di genere quasi esclusivamente alle donne e a contesti specifici, coinvolge principalmente gli uomini, li rende protagonisti attivi e responsabili.
”Gli artisti lavorano per decostruire e superare la cultura della violenza maschile, in un percorso volto a educare, sensibilizzare, alimentare il dibattito”. L’arte pare ancora in grado di dare messaggi forti, in questa situazione mette di fronte quattro uomini, sperando che molti altri si immedesimino e capiscano il reale problema della violenza. Uno scenario in cui non è più possibile stare, in quanto nessuno ha il diritto di sottomettere in modo crudo e soprattutto violento una donna. Un momento di riflessione, uno spaccato della nostra società che vede sempre di più le donne alla mercè di mercenari violenti capaci di regalare botte spacciandole per amore.
Una mostra che dovrà fare pensare molto anche le donne e le dovrà portare all’unica vera verità possibile, se ti picchia non è amore.
Come suggerisce la curatrice: “Perché l’arte, al servizio della collettività, contribuisca a costruire una cittadinanza attiva, consapevole e partecipe”.

Cose da uomini | Gianni Moretti, Benno Steinegger, Benjamin Tomasi, Cosimo Veneziano
A cura di Susanna Sara Mandice
Galleria Civica di Bolzano
Piazza Domenicani 18
Opening 7 marzo 2014 ore 18
Apertura al pubblico 8 marzo-4 maggio 2014
Mar-ven 10-13, 15-18
Sab-dom 10-18
ingresso libero
Tel 0471 977855

Simona Gavioli

A chi mi chiede perché amo l’arte rispondo cosi:
Sono nata nella città di Virgilio, del Regno dei Gonzaga e di Isabella D’Este, una delle donne più colte e stimate del Rinascimento. Sono nata tra le mura di Palazzo Te (Giulio Romano) e la camera degli sposi (Andrea Mantegna). Sono cresciuta saltellando qua e là, facendo finta di pregare tra la chiesa di San Sebastiano e la Basilica di Sant’Andrea (Leon Battista Alberti). Sono vissuta dividendo la mia vita tra cucine e chiese matildiche; la mia favola, prima di dormire, era L’Arte di Ben Cucinare di Bartolomeo Stefani, cuoco al servizio di Ottavio Gonzaga.
A chi mi chiede perché scrivo, non rispondo.
Ma a chi mi chiede perché scrivo di arte e di cucina, dico solo che la scrittura è qualcosa che hai dentro e dalla quale non puoi scappare perché fa parte di te. La scrittura, come l’arte, ingombra la vita, soprattutto quando diventa urgente, compulsiva e passionale come la mia.
Simona Gavioli

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