Cristiano De Andrè

Cristiano De Andrè

Ottimo il concerto che ieri sera, a Sala Europa, ha tenuto Cristiano de Andrè, coadiuvato dai bravi Osvaldo di Dio alla chitarra, Davide de Vito alla batteria e a Davide Pezzin al basso. Un concerto sostanzialmente doppio poiché se nella prima parte l’autore ha presentato le 10 canzoni componenti il suo ultimo album uscito nell’aprile 2013 dal titolo “Come in cielo così in guerra”, è altrettanto vero che nella seconda parte il musicista ha riproposto una serie di notissimi brani dell’indimenticabile Faber ma a cui – per sua stessa ammissione – ha voluto dare una ‘propria veste’. Brani questi, che il pubblico ha potuto ascoltare, rinnovati da un gusto lucidamente professionale, rendendo finalmente giustizia a un corpus musicale che pur nella sua notorietà è stato un po’ spesso bistrattato da cantanti non sempre all’altezza del ruolo.
Il concerto è incominciato alle 21 e 15 ed è terminato oltre due ore dopo; nel frattempo il Musicista ha cantato, con quel suo timbro stupendo e quella voce profonda e carezzevole anche quando il testo diventava graffiante come nel caso della splendida e arrabbiata ‘Credici’ probabilmente il testo più politico della raccolta; ma soprattutto ha suonato con l’autentica maestria del musicista consapevole e solidamente formato non solo perché uscito da un Conservatorio, nello specifico il celebre ‘N. Paganini’ di Genova dove già si era diplomato in violino. Oltre alle corde: chitarra, bouzouki (uno strumento dell’area greca che si presenta come un mandolino un po’ allargato con un lungo manico e dal suono splendido) non solo violino quindi ma anche la tastiera: un polistrumentista sì ma che suona tutto talmente bene e sarebbe un piacere ascoltarlo anche senza le ‘parole’. Ma le parole per fortuna ci sono e soprattutto ben scelte e lui non esita poi ad usarle come quando rivolgendosi al pubblico dice senza ipocrisia che “abbiamo dimenticato l’anima nella discarica”. I testi sono accattivanti arrivano a chiunque li ascolti o li fruisca, senza essere mai banali. Bella la sua versione de “Il vento soffierà” da lui resa più veloce e sincopata rispetto l’originale versione francese dei Noir Désir.

Se il grande Fabrizio è prevalentemente ‘testo’ in quanto Poeta, al punto che ‘La guerra di Piero’ è stata antologizzata per gli studenti della scuola secondaria; Cristiano è invece sostanzialmente ‘pentagramma’ essendo un musicista davvero ‘completo’. Le sue canzoni componenti la scaletta si sono susseguite come sul c.d.
Lui con il pubblico si è mostrato affabile, cortese, spiritoso come in apertura di concerto quando salutando Bologna esordisce rivolgendosi a un pubblico caloroso sì ma non numerosissimo: ”pochi, ma buoni” o come quando – più tardi – confessa di aver preso 20 kg per esser stato “due anni e mezzo senza fumare”. Umano quindi e alla mano; nessun istrionismo né atteggiamenti divistici o altro, un serio interprete al servizio della sua Musica. Si sente che c’è una buona comunicazione fra lui e le persone e questa fruisce in entrambi i sensi. Il pubblico lo ama e lo segue, canta sia le sue canzoni sia quelle del padre.
Certo, il fatto di essere un figlio d’arte se da un lato porta il privilegio di garantirti una formazione musicale assoluta sin dalla culla, dall’altro lato diviene una sorta di capestro poiché l’ombra ingombrante di un genitore così noto può creare non poche difficoltà al figlio, costantemente pressato da confronti e paragoni. Il figlio però è cresciuto, ha una personalità sua e un talento innegabile e quanto avvenuto in concerto ieri sera ne è stata la prova.

di Daniela Ferro

Redazione

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One Response to "Cristiano De Andrè"

  1. Zohreh Jooyanshad   18 Gennaio 2014 at 02:20

    Bella descrizione, direi completa. Grande Cristiano!

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