Il crowdfunding per la Cultura, tra fundraising e marketing

ROMA –  Prevista per Giovedì 23 Febbraio 2017 alle ore 10.00, presso la Sala Gianfranco Imperatori dell’Associazione Civita, la nuova tavola rotonda intitolata Il crowdfunding per la Cultura, tra fundraising e marketing. L’incontro sarà moderato da Marilena Pirrelli, giornalista di ArtEconomy24-Il Sole 24Ore, e includerà la presentazione del volume Il crowdfunding nel settore culturale e creativo, realizzato dal Centro Studi dell’Associazione Civita e edito da Marsilio Editori, dedicato al tema del crowdfunding artistico-culturale.

Molto si è detto negli ultimi anni sul ruolo di una mentalità d’impresa per un reale rilancio del settore culturale, in merito al quale si considera spesso la necessità di un’innovazione degli aspetti legati alla comunicazione e alle potenzialità offerte dal digitale. Resta tuttavia innegabile che, come per ogni altro settore produttivo dell’economia, le progettualità del mondo della cultura per esistere e sopravvivere abbiano bisogno di essere finanziate oltre ad essere innovative e condivise.

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La locandina dell’evento

Il dato ovvio non poteva che tornare al vaglio delle ricerche sempre all’avanguardia dell’Associazione Civita che, dopo aver dedicato i suoi più recenti convegni alla spendibilità della nuova comunicazione digitale nel settore culturale e nella formazione scolastica, ha annunciato un nuovo interessantissimo appuntamento dal titolo Il crowdfunding per la Cultura, tra fundraising e marketing. L’incontro, previsto per Giovedì 23 Febbraio 2017 alle ore 10.00 presso la Sala Gianfranco Imperatori della stessa Associazione, sarà moderato da Marilena Pirrelli, giornalista di ArtEconomy24-Il Sole 24Ore. Per l’occasione verrà presentato il volume Il crowdfunding nel settore culturale e creativo, realizzato dal Centro Studi dell’Associazione Civita e edito da Marsilio Editori, dedicato al tema del crowdfunding artistico-culturale e volto a diffonderne la conoscenza e la prassi.

Anche grazie all’Art Bonus – misura di incentivazione fiscale introdotta dal Mibact nel 2014 e resa permanente dalla legge di Stabilità del 2016 – nel nostro Paese si è tornati ad utilizzare un’espressione che pareva relegata ai secoli passati: mecenatismo culturale. Si sta infatti delineando una nuova tipologia di donatore 3.0 che usa apposite piattaforme del web come canale per finanziare, anche attraverso piccole somme, i progetti culturali, laddove un tempo i destinatari principali di tali donazioni erano in prevalenza ONP con una mission di natura sociale o umanitaria.

Oltre al mondo delle produzioni artistiche, anche il settore culturale in senso stretto, tradizionalmente sostenuto dalla mano pubblica e rappresentato in particolare dalle organizzazioni legate alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio, guarda oggi con crescente interesse al crowdfunding.

Benché quest’ultimo sia considerabile come un sottoinsieme del classico fundraising (che mira a un sostegno continuativo di un determinato ente da parte di un gruppo di donatori), l’indagine condotta da Civita rileva che il crowdfunding costituisca un’autentica opportunità per tutti gli operatori del settore culturale: da un lato, i promotori dei progetti dispongono di un canale di finanziamento e commercializzazione aggiuntivo rispetto a quelli di promozione pubblici tradizionali; dall’altro, i promotori culturali, grazie alle piattaforme di crowdfunding e alla loro natura di “collettrici di idee”, possono contare su un quadro d’insieme interessante riguardo ai progetti che vengono via via lanciati.

Quale modello di finanziamento dal carattere partecipativo, il crowdfunding, infine, favorisce l’interazione fra i promotori di un progetto ed un vasto pubblico di individui interessati ed attenti, consentendo loro, oltre che di prendere parte al finanziamento della cultura, di accompagnare attivamente lo sviluppo di un progetto culturale e di maturare, in tal modo, una maggiore e più ampia consapevolezza in merito alle modalità con cui contribuire a dare nuovo slancio all’industria del settore.

Come testimoniano gli esperti e i rappresentanti di alcune fra le principali piattaforme e campagne del settore che interverranno in occasione dell’incontro, il crowdfunding, oltre che una puntuale ed efficace strategia di comunicazione digitale, presuppone una base solida nelle comunità che intende coinvolgere. In esso, come per il fundraising, è fondamentale il concetto di rete: gruppi di individui consapevoli e uniti su obiettivi e modalità attraverso le quali perseguirli.

Sfruttare al meglio i nuovi strumenti di raccolta fondi provenienti dal basso e capire come i diversi sistemi possano integrarsi reciprocamente si prospetta come una sfida che la politica culturale non può permettersi di perdere nel prossimo futuro. Per queste ragioni tutti coloro che a vario titolo lavorano nel settore non potranno che trovare in questo momento di incontro degli spunti illuminanti per il proprio operare.

Sarà inoltre possibile seguire il convegno tramite gli account di Facebook e Twitter di Civita con l’hashtag #CROWDFUNDING4ART.

PROGRAMMA

SALUTI

Gianni Letta, Presidente Associazione Civita

INTRODUCE

Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Vice Presidente Associazione Civita

MODERA

Marilena Pirrelli, giornalista ArtEconomy24- Il Sole24Ore

Proiezione intervista Ivana Pais, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

PRESENTAZIONE RICERCA CIVITA

Alfredo Valeri, Responsabile attività di ricerca Centro Studi Associazione Civita

INTERVENGONO

Angelo Rindone, Fondatore e CEO Produzioni dal basso

Jessica Tanghetti, Fondatrice e CEO BeArt

Marcella Logli, Direttore TIM Corporate Shared Value e Direttore Generale Fondazione TIM- WithYouWeDo

Andrea Albanese, Social Media Marketing e Digital Communication advisor

Mauro Felicori, Direttore Reggia di Caserta – La Reggia Collection

Antonio Augugliaro, Editor e regista – Io sto con la sposa

Costanza Zaino, Responsabile crowdfunding Fondazione Michelucci – Innesto creativo

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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