Dal look individuale alla forma del club

Dal look individuale alla forma del club

Possono le tendenze della moda prefigurare il futuro prossimo dell’entertainment di musica e ballo?

Devo subito precisare che esagerare con il parallelismo tra mode vestimentarie e le forme che può assumere un club  può facilmente trascinarci in clamorosi errori.

Amber Rose

Tuttavia a livello di lettura sintomale sono possibili estensioni del significato di alcune tendenze dell’apparire che in un secondo tempo, e con le dovute elaborazioni concettuali, possono essere operativizzate dall’imprenditore che deve costruire il luogo in cui il modante potrà valorizzare al massimo la sua passione per un look.

Osservate le foto dei vip che ho utilizzato per quest’articolo. Un giornalista di moda parlerebbe immediatamente di tendenza ovvero di una forte marcatura individuale del look, posizionabile lungo i confini della moda ufficiale. Lo so! si tratta di soggetti che appartengono allo star system e quindi non generalizzabili al grande pubblico. Ma non sono forse questi i personaggi utilizzati come testimonials dalle grandi marche? E perché verrebbero pagati profumatamente se non si scommettesse sulla possibilità che essi funzionino un po’ come lo specchio del desiderio (di apparire) di persone che li ammirano o semplicemente li invidiano? E lo sappiamo bene, si fa presto a passare dall’ammirazione all’emulazione. In questi casi è sufficiente capire la sintassi del look proposto da un trendsetter e investire un po’ di denaro nel proprio guardaroba. Quindi possiamo prevedere che ciò che in essi ci pare aldilà della moda riconoscibile nelle strade, in realtà arriverà in tempi sfasati nei guardaroba di milioni di persone. Forse non esattamente gli stessi indumenti, ma qualcosa dello stile che da essi promana funzionerà, questa la scommessa, come un nuovo standard per un certo tipo di pubblico.

Madonna

Bene, immaginiamo che questi look abbiano la loro nicchia magnificante nella festosa vita pubblica. Non posso esserne sicuro ma scommetterei che le foto ai protagonisti sono state fatte in prossimità di eventi spettacolari o di club nei quali le star si apprestavano ad entrare. Ora la domanda è: in quale club italiano potrebbero entrare i soggetti di cui parlo, sentendosi una cosa sola con l’estetica del luogo.

Dieci anni fa avrei potuto citare almeno una ventina di grandi discoteche che sembravano create apposta per contenere e valorizzare questo tipo di eleganza d’avanguardia. Oggi sono molto dubbioso sul loro numero. Forse, feste a parte, sembrano look più vicini a certi disco bar o happy hours.

Che cosa voglio dire? Semplicemente vorrei farvi riflettere il fatto che se la cultura del club non è più di tendenza non è solo per effetto della crisi economica. Bensì le disco in crisi d’identità sono causa di un rinforzo negativo che aggrava la crisi strutturale, disseminando tra il pubblico giovanile il significato di una sostanziale incongruità tra come appare un club e ciò che sopra ho definito la valorizzazione del mio apparire. Che vi piaccia o no, in questi casi è lecito parlare di crollo d’immagine di un settore e di crisi culturale (pericolosa quanto quella economica).

Rihanna

Lo so benissimo che di fronte a problemi enormi come le gabelle che un imprenditore deve pagare, come l’abusivismo o l’impoverimenti dei clienti, la causa alla quale mi riferisco può fare sorridere.

Ma si può sorridere senza sottovalutare troppo un aspetto legato alle forme che assumono gli stili di vita delle persone che fungono da attrattori per altre persone, cercando di capire che ai clienti non gliene frega nulla dei problemi burocratici. Vogliono semplicemente frequentare un luogo che risponda alle attese di messa in valore della loro individualità. Se non si risponde a questa disposizione creata punto per punto dagli effetti di stile e dall’evoluzione del gusto, il pubblico trendy se ne va da un’altra parte.

Ora provate a riflettere sulle significazioni dei look raffigurati dalle foto. Vi dò la mia versione. I personaggi sembrano dirmi: non mi importa nulla della moda conclamata e di ciò che la gente definisce eleganza, voglio essere me stesso senza stravaganze ma anche senza regole rigide.

Kim Kardashian

Cosa possiamo inferire da queste significazioni? Una forte propensione all’individualità e a una distinzione aggregante o interattiva. Se ci ragionate sopra, i look che stiamo osservando non hanno nulla di distintivo nel senso ordinario del termine. Non sono particolarmente lussuosi e anche il kitsch che spesso appesantisce i protagonisti dello star system è molto controllato.

Questo appello alla distinzione aggregante di un soggetto, ha un significato completamente diverso dalla massificazione emozionale ed espressiva del divertimentificio delle grandi discoteche.

A me sembra ragionevole immaginare che se vogliamo ricostruire l’aura simbolica necessaria ai club per ritornare ad essere di tendenza dobbiamo mettere mano al software del divertimento e armonizzare l’hardware in direzione della regolazione dei modi di immaginare il dispositivo dei club coerente con lo stile di vita dei soggetti che producono valore d’immagine.

Antonio Bramclet

Sono nato in un invisibile paesotto del quale ho dimenticato il nome. Dopo l’adolescenza ho studiato musica laureandomi con una tesi intitolata “Il tamburo e le passioni della post modernità”. Preso atto dell’impossibilità di trovare un lavoro in Italia, ho fatto per anni il suonatore di bongo nei nightclub club di Malindi. Poi mi sono trasferito in Madagascar come accompagnatore di turisti tristi, desiderosi di conoscere piante esotiche dal nome impossibile. Qui ho cominciato a fare false recensioni di mostre ed eventi, recuperati via internet, mai visti di persona. Il piacere di rivivere con la scrittura le cose del mondo non mi ha più abbandonato.
Antonio Bramclet

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