Daniele Silvestri e la perfezione dei suoi Acrobati

Daniele Silvestri è nei teatri di tutta, ma proprio di tutta Italia con il suo Acrobati In Tour, uno spettacolo che lo vede per la prima volta in concerto sui palchi teatrali di fronte a platee che si riempiono sino al limite dell’accoglienza per applaudire un genio della musica italiana.

Parliamoci chiaro, questo non è il racconto di un concerto o di una serata speciale di musica ma una dichiarazione di amore incondizionato per Daniele Silvestri, musicista che, come spesso ripeto, l’Italia non si merita.
Tutta la mia vita è intrecciata con la sua musica e la sua persona, il liceo frequentato, lo stesso di molti miei amici, molti dei quali comuni che mi raccontavano di come fosse bravo, di come avesse la musica e le parole incise nel DNA. Paradossalmente ho conosciuto Daniele Silvestri  solo dopo le sue prime apparizioni pubbliche e da lì è nato l’amore…
Non ho mai smesso di seguirlo, di ascoltarlo e riascoltarlo e mentre mio figlio Santiago (lo so che anche il suo si chiama così…il mio è nato prima!) urlava sin da piccolo le sue canzoni a squarciagola, tutta la mia vita trascorreva accompagnata dai suoi brani. E poi, mi ritrovo sotto palco e finalmente lo fotografo, e si perchè nonostante i molteplici “sottopalco” della mia carriera non sono mai stata sotto il suo per immortalarlo, difficile…Concentrarmi sugli scatti e contemporaneamente contemplare con le orecchie le prime note di “Prima di essere un uomo“, mi sembra di essere in una specie di trappola, vorrei scattare a raffica ma la musica mi incanta e mi fermo ad ascoltare. Il teatro, Il Celebrazioni a Bologna è stracolmo e tutti pendiamo dalle loro note.

Potrei raccontarvi di un concerto strabiliante, coinvolgente pieno di emozioni e di passione. Potrei raccontarvi di un palco originale che racconta il suo viaggio musicale passato e futuro. E ancora, potrei raccontarvi di luci che hanno reso il tutto ancora più emozionante, se mai è possibile, o di costumi e scenografie che trasportano come in una macchina del tempo attraverso epoche, attraverso sogni. Quello che vi dirò è che dopo più di tre ore di musica e racconti ne avrei volute altre tre, perchè, come giustamente ha detto Daniele c’è sempre “quella che non hai fatto”.  Che mi sono sentita come legata per non aver potuto fotografare per tutto il concerto e non aver potuto ritrarre Daniele così come avrei voluto. D’altronde come avrei fatto essendo stata soggiogata per tutta la sera dalla musica e dai fantastici musicisti sul palco?

In una delle due prime file ad ascoltarlo, Mr. Samuele Bersani, e nell’altra la mamma di Daniele, Emanuela Casali. E’ stato molto emozionante vedere i suoi occhi, carpirne la dolcezza, l’orgoglio e la malinconia. Ho pensato, che effetto fara’ venire a vedere suo figlio? Si sarà abituata? Non lo so, ma il suo sguardo emanava una luce bellissima e forse per un breve istante devo anche averla un po’ invidiata…
Immagino che vorreste sapere la scaletta o un racconto un po’ più dettagliato sulla serata, di come abbiamo cantato e ballato e stonato e urlato fino al grido di “Venceremos adelante o victoria o muerte” ma per me non è stato solo un concerto, è stato un incontro con la sua musica e finalmente anche con una vigorosa stretta di mano e chissà che prima o poi le nostre strade si incontrino nuovamente.
Quindi se volete sapere com’è il concerto, andateci o farete parte di coloro che non si meritano un’ artista del genere.
Mi piace lasciarvi con le parole che suo padre Alberto Silvestri gli “regalò” in occasione del suo diciottesimo compleanno:
Quando entro in casa e sento musica, so che ci sei, perchè sei fatto di musica. Come per sua madre, tua madre era di jazz, e per mio padre, io teatro e penna. Tua madre è ancora jazz, io sono ancora penna: spero che tu resti musica ogni giorno
Sono conscia che potete trovare questa frase scritta ovunque quando si parla di Daniele Silvestri ma rimane una poesia d’amore paterno quasi ineguagliabile e che rende esattamente quello che io penso della relazione che Daniele ha con la musica.

PS : Daniè me devi ‘na cervicale nuova, ormai c’ho n’età
!

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Roberta Tagliaferri

In arte Robin T, ho imparato questo mestiere da un grande fotografo londinese ma la passione e l’arte di catturare l’attimo infinito, un’espressione profonda, sono frutto di un naturale talento artistico. Fotografare è un modo di vivere e di comunicare; diceva qualcuno “Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi”.
Roberta Tagliaferri

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