Davide Frassine racconta lo skater Lerri

Davide Frassine racconta lo skater Lerri
photo by Fede Romanello

Mi chiamo Davide Frassine e sono nato a Brescia nell’87. Skateo da 10 anni, forse 11. Sono sponsorizzato da Frisco, Vans e Playwood Distribution, e da ora anche da Sicurlive group.

Mi sono laureato a Padova in Scienze per l’Ambiente e adesso mi sono trasferito a Barcellona per continuare a studiare e cercare di migliorare il mio skateboarding. La passione per lo skate mi ha portato a lavorare molto con alcuni tra i miei più cari amici, costruendo la Knodel Bowl dove organizziamo, oltre che per adulti e ragazzi, anche dei corsi per bambini. Nel 2011 noi della Knodel Bowl abbiamo anche iniziato a collaborare ad altri skater bresciani e bergamaschi che conosciamo da sempre, i quali da un paio d’anni stanno costruendo uno skatepark in cemento a Castrezzato. Il tutto disegnato, costruito e finanziato dagli skaters! Tutte e due le strutture nel giro di pochissimo tempo hanno richiamato l’attenzione di molti media internazionali e di molti skater professionisti che sono passati a trovarci.

Nel 2009 ho anche deciso di avviare il mio marchio di tavole da skate che si chiama Enimol, attraverso il quale riesco ad essere ancor più attivo nella scena sponsorizzando alcuni skaters, sparsi in tutta Italia, che ho avuto modo di conoscere durante gli anni di contest e viaggi, e con i quali si è creato un bellissimo rapporto, ancor prima che Enimol nascesse.

 

photo by Fede Romanello

Quando dici “il mio marchio di tavole da skate che si chiama Enimol” intendi che l’hai creato tu?

Sì esatto, Enimol è partito tutto da me nel 2009, ho fatto il logo, disegnato le prime grafiche e soprattutto messo i soldi!! con il tempo ho iniziato a collaborare con altre persone che mi hanno e mi stanno aiutando con le grafiche e promuovendo il marchio.

 

Com’è stata la tua esperienza allo SportShow a Brescia?

L’atmosfera dei contest in generale è sempre piacevole, è un’occasione per vedere i miei amici che vivono lontano e fare un po’ di festa tutti insieme, specialmente ora che io vivo ancor più lontano. In più ci permette di skateare strutture nuove, magari inusuali e di progredire molto in pochi giorni, se non ci uccidiamo…tenevo a partecipare a quest’evento anche perché ho dato un piccolo aiuto ai ragazzi della Knodelbowl nell’organizzare e promuovere il contest. Devo dire però che la mia idea di skateboarding non ha nulla a che vedere con questo tipo di eventi. mi piace skateare per me stesso e non essere osservato da 200 persone che non sono mai salite su una tavola, mi sembra di essere allo zoo. Io sono nella gabbia ma nessuno mi porta da mangiare gratis!

 

photo by Fede Romanello

Attualmente, oltre a praticare lo skate, qual è la tua principale occupazione? Stai seguendo gli studi fatti?

In questo periodo sono a Barcellona per continuare i miei studi in scienze per l’ambiente, ho fatto la triennale in Italia e qui sto facendo la specialistica, anche se l’università in Spagna è organizzata in modo un po’ diverso. Barcellona è il massimo per me: da un lato perché è una delle migliori città in Europa per poter skateare e migliorare, un po’ per l’architettura che si presta molto un po’ per il clima mite durante l’inverno, dall’altro anche per quanto riguarda i miei studi mi trovo molto bene. Dopo l’anno in Erasmus ho capito un po’ quello che volevo dall’università. La teoria e le ore passate sui libri sono importanti, ma in un campo come il mio la pratica è molto più efficace, anche in prospettiva di un lavoro futuro.

Roberta Filippi

Bresciana di origine, bolognese di adozione e svizzera nell’organizzare la mia vita. Pretendo che tutto sia sempre scadenzato e gestito con la tempistica più rigorosa possibile. L’ordine per me è una mania, ad esclusione della mia scrivania che non è nulla a confronto di un campo da guerra. Ho la fortuna di lavorare come avrei sempre sognato: in modo indipendente, con collaboratori intelligenti e facendo ciò che più mi piace, scrivere e organizzare. Intenzionata a voler sempre arricchire le mie conoscenze e sempre pronta a scoprire nuove cose, combatto le mie giornate tra Mac, agende, planning, farina e padelle. Perché per essere veramente realizzata devo poter trovare il tempo per cucinare un risotto o sfornare del pane caldo da gustare per cena, rigorosamente con un buon bicchiere di vino.
Roberta Filippi

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