Interviste ai protagonisti del De’…Rocky Horror Picture Show

Interviste ai protagonisti del De’…Rocky Horror Picture Show

Al teatro EuropAuditorium di Bologna De’ …..Rocky Horror Picture show con Paolo Ruffini.

– Tenere i cellulari accesi con la suoneria al massimo
– Usare il kit di sopravvivenza
– Imparare i passi del ballo di gruppo e scatenarsi a più non posso
– Fare casino, casino, casino

De Rocky Horror

Queste le istruzioni che ci ha dato il narratore/disturbatore Paolo Ruffini all’inizio dello spettacolo mentre le sexy animatrici vestite in guêpière, autoreggenti e in perfetto stile Rocky Horror ci distribuivano i sacchetti con stelle filanti, carta di giornale, carta igienica e palloncini… cioè tutto l’occorrente per “sopravvivere” alla serata. Uno spettacolo esilarante, surreale e completamente fuori dalle righe che, pur mantenendosi in buona parte fedele al musical originale, si discosta da esso per la presenza del comico livornese che, per tutta la durata dello show, rimane in scena “disturbando” il susseguirsi degli eventi e interagendo continuamente col pubblico.

De Rocky Horror_2

Prima dell’inizio della serata abbiamo incontrato il bravissimo cantante e attore Emiliano Geppetti che nel musical interpreta Frank ‘N’Furter, Paolo Ruffini e Claudia Campolongo che è cantante, attrice, regista dello spettacolo oltre che moglie di Ruffini.

Emiliano Geppetti
Emiliano Geppetti

Intervista a Emiliano Geppetti
Che cos’è questo De’ … Rocky Horror Picture show per te?
In piccola percentuale è horror, in buona percentuale è trasgressione e c’è un ottima percentuale di divertimento.

E con un grande attore in una veste un po’ particolare.
Sì, il grande Paolo Ruffini nel ruolo del narratore. È un mio caro amico da anni e, secondo me, nella sua aleatorietà, incarna proprio lo spirito del Rocky Horror.

La vostra versione è più vicina all’originale o ne stravolge completamente la trama?
Noi abbiamo un canovaccio da seguire che è appunto la trama del film ovvero l’ordine delle canzoni e la successione lineare degli eventi. Tutto ciò che succede in mezzo è in parte raccontato e in parte libera interpretazione.

C’è quindi anche molta improvvisazione?
La componente di improvvisazione è molto forte. Infatti, lo spettacolo è sempre diverso, i punti fissi sono quelli e poi.. cosa succederà? Non lo sappiamo! Per noi è una palestra ogni sera perché ascoltiamo il pubblico e capiamo in quale direzione possiamo spingerci.

Quindi non resta che dire: buon De’ a tutti!
Qua a Bologna e anche in televisione dite il De’ con la e aperta alla pisana invece noi lo diciamo alla livornese e cioè con la E chiusa. E a noi detto in pisano non piace proprio (ride n.d.r).

Va bene Ettore non sbaglieremo più. Buono spettacolo!

Intervista a Paolo Ruffini

Paolo Ruffini
Paolo Ruffini

Come tutti sappiamo The Rocky Horror Picture Show è un film del ’75 diretto da Jim Sharman e tratto dallo spettacolo teatrale The Rocky Horror Show del’73 di Richard O’Brien.
Sicuramente già nel titolo con quel De’ si percepisce l’importanza del tuo personaggio, il narratore. Lo spettacolo ruota intorno alla tua figura. Come ti è venuta in mente l’idea di sceneggiare questo show?
Io sul palco sarò l’unico che parlerà italiano, anzi in livornese, e farò un po’ da narratore e da trait d’union a tutto lo spettacolo che, per il resto, è quello classico che conosciamo. E il De’ lo rende un po’ più vicino a noi e spero proprio che questo non disturbi i puristi e possa invece affascinarli. Secondo me lo show è rappresentato qui nella sua forma migliore perché abbiamo la band, abbiamo grandi performers sul palco e c’è l’interazione col pubblico. Il Rocky Horror è uno dei pochi spettacoli dove c’è un copione per gli attori, ma anche un copione per il pubblico. Noi, quindi, lo facciamo proprio preciso all’originale e c’è solo una cosa che disturba e rompe un po’ i coglioni. Quello sono io! Mi diverto a distruggere, come un piccolo dadaista, tutto quello che mi trovo intorno sul palco.

Ovviamente in questo spettacolo e come hai appena detto la musica la farà da protagonista. Ci presenti brevemente coloro che saranno sul palco con te?
I musicisti sono 7 o 8, questa è una domanda difficilissima! E gli attori sono 11 o 12, forse 13. Tra tutti siamo un gruppo di 30 persone. Detta così sembra un musical abbastanza grosso e importante, ma noi cerchiamo di non prenderci troppo sul serio e invitiamo anche il pubblico a fare la stessa cosa.È uno spettacolo in cui vogliamo spaccare la famosa quarta parete che, secondo me, è molto antiquata. Il Rocky horror è figo perché si presta a questa cosa, è sempre stato un cazzotto sullo stomaco del potere, del governo, del buongusto, è sempre attuale. C’è sempre bisogno di un po’ di kitsch, di cose che inneggino alla libertà. Che sia libertà sessuale, umoristica o libertà di satira.

Il film, infatti, è stato considerato fuori dagli schemi per l’esplicita trattazione di tematiche sessuali, cosa che lo rese rivoluzionario per l’epoca in cui fu prodotto e e che ancora oggi gli fa conservare elementi di trasgressività non comuni. Qual’è il tuo parere riguardo all’argomento?
Fa molto scalpore anche ora. Abbiamo una classe politica che è riuscita a dare ai giovani il buon esempio per quanto riguarda il buon gusto, che dal sesso ha preso le distanze, che ha trattato la tematiche sessuale con grande rispetto e quindi parlare di omosessualità, di transessuali in teatro è molto forte. Mi sento molto trasgressivo! (ride n.d.r)

Spesso associamo ai musical la definizione di “buonisti”, con il lieto fine. In questo caso il genere esce un po’ dagli schemi. Come lo potremmo ribattezzare?
Fallimento di successo! Quando uscì lo spettacolo fu un flop totale. Ed è proprio la dimostrazione di come a volte i fallimenti abbiano in seno qualcosa di straordinario. Quando tu rischi di avere successo forse c’è qualcosa che non va. Questo spettacolo doveva avere questa connotazione. Doveva ciò essere un meraviglioso fallimento per diventare qualcosa di grande successo. Il culto deriva proprio da questo. Io odio le cose perfette, sono un pignolo dell’imperfetto. Quando una cosa è fatta troppo bene ha qualcosa che non va. Le persone più interessanti che conosco fanno un mucchio di cazzate. E l’interesse e il fascino sta proprio nelle cazzate che fanno. Ma per correggere e migliorare c’è del margine. Se invece una persona è perfetta diventa, evidentemente, noiosa.

Grazie Paolo!

Intervista a Claudia Campolongo

Claudia Campolungo
Claudia Campolongo

Stasera, qua a Bologna, per voi sarà la Prima.
Ebbene sì. Questa è la prima. Saremo per Halloween al Brancaccio di Roma, a Capodanno a Pisa e anche a Brescia e a Bergamo.

Tu sei una parte fondamentale di questo spettacolo. Spiegaci perché.
Io sono due personaggi, curo la regia, ma il compito più gravoso è essere la moglie di Paolo Ruffini. Però sono molto contenta e molto emozionata perché questo è il mio debutto come regista. Io nasco come pianista, ho fatto studi classici ma poi ho cominciato a suonare nel musical. Ma mi mancava il fatto di avere un contatto con il pubblico. Allora ho studiato e sono diventata anche attrice e cantante. E poi perché farsi mancare la regia?

Un bel percorso. Peccato però per “quel” narratore…
Più che narratore lo chiamerei disturbatore! Nello spettacolo originale c’è un narratore, ma Paolo Ruffini, invece, ci spiega un po’ le cose a modo suo e le distrugge anche. Lui improvvisa con il pubblico, ma anche con gli attori in scena, quindi è tutto da scoprire. Questa regia dal mio punto di vista è un po’ più semplice perché non devi curare tutto alla perfezione. Nasce già come uno spettacolo trash, la precisione è bandita. Poi con Paolo che improvvisa e trascina un po’ tutto, io mi occupo soprattutto della parte scenica, delle luci e di tutto ciò che riguarda la parte musicale e quella cantata.

Quali sono i tuoi personaggi?
Un personaggio è quello che fa l’apertura e la chiusura dello spettacolo che nel film è solo una bocca che canta. Invece per tutto lo spettacolo interpreto Magenta.

Come ti sei trovata a lavorare con tuo marito e soprattutto a dirigerlo?
Come ogni cosa ci sono i pro e contro. Ma direi molto bene perché la cosa fondamentale tra me e Paolo è che siamo agli opposti. Io curo una parte e lui un’altra quindi, alla fine, unendo le due cose nasce lo spettacolo. Ci completiamo a vicenda come nella vita.

Insomma uno spettacolo da fuochi d’artificio.
Sì, e spero che stasera ce ne siano tanti!

De Rocky Horror_3

E noi possiamo confermare che ce ne sono stati eccome, grazie al bravissimo cast e al pubblico che li ha seguiti in maniera entusiasta a dimostrazioni di quanto la gente continui ad amare e apprezzare questo musical anche nella nuova versione proposta da Claudia e Paolo.

Cast Completo

Claudia Campolongo – Magenta
Beatrice Baldaccini – Janet Weiss
Marco Stabile – Brad Majors
Ciro Ferrari – Riff Raff
Arianna Sgnorini – Columbia
Emiliano Geppetti – Frank ‘N’Furter
Thomas Saottini – Rocky

Band

Carlo Bosco – piano
Filippo Papucci – basso
Marco Caponi – sax
Raffaele Commone – batteria
Giovanni Guarnieri – chitarra

Animazione

Alessia Cespuglio – capo animazione
Deborah Girolamo – ballerini
Daniela Bulleri – ballerini
Cesare Piombo – ballerini

De Rocky Horror

All images are protected by Copyright ©Robin T Photography 2013
Used by permission.
All rights reserved.

Sara Di Paola

Fin da quando ero bambina si diceva che in me convivevano due lati opposti: seria e quasi timida a scuola ed estroversa nella vita privata. Questa mia seconda caratteristica l’ho applicata a due attività che potessero esprimere al meglio la mia vena artistica e il mio amore per lo spettacolo: il ballo, ma soprattutto, il teatro che, dopo tanta gavetta, mi ha portato a diventare attrice professionista e mi ha permesso di trasformare un hobby in un secondo lavoro. E se è vero che si comincia un po’ a morire nel momento in cui cala il fuoco di ogni nostra passione, il mio non si è ancora spento e così passo la mia settimana destreggiandomi tra lavoro, amici, fidanzato, ballo e teatro in un incastro perfetto…o quasi!
Sara Di Paola

Leave a Reply

Your email address will not be published.