Denim: una storia di cotone e di arte

Denim: una storia di cotone e di arte

Una storia affascinante raccontata nel libro scritto da Giulia Rossi, giornalista che si occupa di moda e di ricerca sulla storia del costume, per l’editore milanese Fashion Illustrated.
Da questo volume insieme alla curatrice Melissa Proietti, l’autrice ha sviluppato un progetto che dalla moda ha sconfinato nell’arte e più precisamente nella fotografia, protagonista anche di un capitolo del volume, quando si parla dell’immagine del jeans nel mondo della comunicazione. Viviana Berti, fotografa romana, è partita infatti dalle pagine di “Denim: una storia di cotone e di arte” per raccontare per immagini le evoluzioni degli stili del denim.
Il progetto, libro e mostra fotografica, è stato presentato per la prima volta in forma di preview la scorsa estate all’Hotel Ambra di Cortina d’Ampezzo, ma ha avuto il suo debutto vero e proprio a Roma, alla Libreria Arion di Palazzo delle Esposizioni, con un dibattito in cui sono intervenute Adriana Mulassano, Bonizza Giordani Aragno e Paola Pattacini. Prossima tappa il 21 novembre nel Interprete come mai ogni altro del nostro tempo, il denim ha attraversato i secoli trasformandosi in continuazione e diventando tutt’uno, dagli ultimi decenni  dell’Ottocento in avanti, con il jeans, il capo maggiormente rappresentativo per questo tipo di tessuto.
denim-1Anche se in origine denim e jeans erano tessuti differenti, dall’avventura di un noto mercante ebreo di nome Levi Strauss in avanti i due termini quasi coincidono e scorrendo i vari decenni del Novecento se ne possono enumerare le varie anime working class, romantica, rock, pop, grunge, bon ton, luxury, concept store W Milano, data in cui verranno coinvolti altri ospiti del mondo della moda.
“Le anime del denim sono infinite – spiega l’autrice Giulia Rossi – è senza dubbio il tessuto che più di ogni altro è riuscito a  farsi interprete di una modernità che muta continuamente in un processo apparentemente lineare, ma costituito in realtà da rotture, balzi in avanti, stasi, precipitosi ritorni alle origini, vorticosi giri su se stesso alla ricerca di una sua identità che rimarrà sempre inconfondibile nei decenni.

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque