Domotica, la tecnologia entra in casa (ma non sempre con successo)

Domotica, la tecnologia entra in casa (ma non sempre con successo)

ITALIA – Ormai non si può più definirlo un semplice fenomeno di costume o passeggero, perché il trend continua a consolidarsi anno dopo anno, e le innovazioni delle grandi aziende produttrici spingerà sempre più persone agli acquisti: parliamo della domotica e del mercato dell’Internet of things per la casa, che Italia vale già quasi 200 milioni di euro.

200 milioni di spesa in dispositivi per la smart home. Questa infatti è la somma stimata dagli esperti del Politecnico di Milano per le spese dei nostri connazionali in tecnologia e innovazione dedicata alle abitazioni, dove diventano sempre più frequenti e comuni gli oggetti capaci di dialogare fra loro grazie alle potenzialità del digitale e dell’online, e che con ogni probabilità saranno il futuro del nostro abitare. Stando ai dati dell’Osservatorio, infatti, già oggi il 26% degli italiani dichiara di avere almeno un oggetto intelligente connesso in casa, mentre una quota monstre del 58% dice di volerne acquistare uno a breve.

Consigli pratici su come risparmiare. Il trend è destinato a consolidarsi anche per un motivo molto pratico: le case intelligenti, infatti, consentono innanzitutto di risparmiare sui consumi energetici e, di conseguenza, anche sui costi della bolletta: secondo le ultime analisi, un impianto casalingo controllato da dispositivi domotizzati per acqua, gas ed energia elettrica può portare a una spesa ridotta dal 20 al 50% per cento per famiglia, come si legge anche negli approfondimenti del sito Punto Luce Blog, che spiegano anche quali sono gli interventi più semplici da eseguire per ottenere questi vantaggi. 

Prodotti sempre più utili. Inoltre, non meno importante è il fattore sicurezza, un tema particolarmente delicato in queste settimane: non è un caso che uno dei prodotti smart più apprezzati e acquistati siano gli impianti di videosorveglianza controllabili da remoto, che servono a dare una maggiore sensazione di tranquillità anche quando si è in viaggio. Ma la tecnologia ha investito anche il settore della tutela della salute, visto che molti dispositivi sono direttamente collegati ai servizi di assistenza sanitaria e di primo soccorso.

Non sempre la tecnologia è “necessaria”. Eppure, non tutti questi gadget tecnologici sono di grande e immediata utilità, e insieme a dispositivi davvero efficaci e convenienti le aziende hanno anche realizzato dei prodotti per così dire più “frivoli“, che potremmo definire di scarso senso pratico o quanto meno necessari soltanto in casi di estrema distrazione. Il primo è la “bottiglia intelligente” HidrateSpark, che si illumina periodicamente per ricordarci che è il momento di bere di nuovo e reidratarci.

Gadget molto particolari. È invece pensato per chi è sbadato con la spesa di casa l’Egg Minder, un porta uova tecnologico che è collegato allo smartphone, sul quale invia delle notifiche per aggiornarci sul numero di uova ancora in frigorifero e sulla loro data di scadenza. I più pigri troveranno indispensabile Shuttereaze, sistema di tapparelle interconnesso attraverso cui basta un tap sul display del cellulare per azionare a piacimento le tapparelle di casa, senza la “fatica” di azionare la classica corda.

Attenzione alla spazzola intelligente (e severa). Altri gadget bizzarri non mancano, come le pantofole che promettono di studiare la nostra postura, inviando dei feedback sul cellulare, e che invece secondo gli utenti che le hanno testate servono solo a ricevere aggiornamenti su annunci promozionali e sconti. O, ancora, la spazzola intelligente realizzata da Kerastase, che emette consigli vocali e addirittura è in grado di “sgridarci” se stiamo sbagliando mentre ci pettiniamo i capelli. Insomma, la tecnologia è senz’altro il futuro, ma senza esagerare.

Gigi Botti

Tre passioni nella vita: calcio, musica e scrittura, da Giornalista pubblicista amo collaborare per diverse testate online e cartacee parlando di tutto un pò. Amo scrivere per documentarmi, per avere “la scusa buona” per approfondire le mie conoscenze. Che sia con una tastiera, un display o con una penna poco cambia. Di recente ho acquistato una Olivetti Lettera 35 del 1972, proprio per non farci mancare nulla. Spero di allietare chiunque legga i miei articoli, suscitare interesse, generare discussione!
Gigi Botti

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