Donne che amano le donne

L’amore lesbico è protagonista in questi giorni, nei cinema, attraverso due storie:“FREEHELD: Amore, Giustizia, Uguaglianza ” ed “ IO e LEI “. Protagoniste le donne, sempre, contro tutto e tutti. La prima è una pellicola americana tratta da una storia vera, che abbiamo visto in anteprima alla Festa del Cinema di Roma ed uscirà nelle sale italiane nel prossimo novembre, interpretata magistralmente da Julianne Moore ed Ellen Page, per la regia di Peter Sollett. La seconda è una commedia, visto anche questo in anteprima al Festival del Cinema terra di Siena, già nelle sale, diretta da Maria Sole Tognazzi e che vede cimentarsi Margherita Buy e Sabrina Ferilli in una relazione omossessuale, dai toni brillanti e poco realistici.

Nel caso di Freeheld siamo di fronte ad un film di denuncia che oltre ad avere un carattere personale, assume una dimensione pubblica. Infatti la protagonista Lauren Hester, poliziotta cinquantenne, apprezzata e stimata da tutti, si trova costretta, dopo aver scoperto di avere un cancro incurabile, a svelare la propria identità sessuale, affinché la sua giovane compagna, Stacie Andree, veda riconosciuta la possibilità di ricevere la sua pensione. Il fatto si svolge nel 2004 nello stato del New Jersey, in un periodo in cui i matrimoni gay non sono ancora riconosciuti in tutta l’America. La donna malata presenterà la domanda di riversibilità pensionistica presso la contea di appartenenza ma i giudici respingeranno più volte la sua richiesta. L’atteggiamento di chiusura dell’intera comunità, scatenerà le associazioni gay e Lauren diventerà un’icona per i diritti delle coppie omosessuali. Soltanto alla fine dei suoi giorni, vedrà riconosciuta la sua domanda e la donna amata potrà continuare a vivere nella casa comprata insieme. Nei titoli di coda abbiamo infatti letto che Stacie Andree vive ancora nella sua casa che ha potuto condividere con la compagna quando era in vita. È per questo che riteniamo non sia questo un film sull’omosessualità, ma in realtà sui diritti che andrebbero riconosciuti nelle convivenze.

Di contro il film italiano presenta una trama dalle tinte leggere ed è incentrato sulla relazione tra due persone completamente diverse tra di loro. Da una parte c’è Federica (Margherita Buy ), architetto divorziato con un figlio ormai adulto; e dall’altra c’è Marina (Sabrina Ferilli ), imprenditrice affermata con un passato da attrice. L’obiettivo del film è quello di mettere in evidenza le difficoltà che una coppia può incontrare nella quotidianità a prescindere dalla proprie preferenze sessuali. Federica è una donna indecisa e insicura, alla sua prima esperienza lesbica, mentre Marina è una persona concreta e decisa che non si vergogna dei suoi sentimenti. La regista e sceneggiatrice Maria Sole Tognazzi propone una semplice cronaca al femminile interpretata da due attrice poco convincenti, che più che amanti sembrano amiche o sorelle. Di tutt’altro spessore e bravura sono invece le attrici Julianne Moore ed Ellen Page. La prima subisce una vera e propria trasformazione fisica e sembra realmente una donna malata di cancro. La sua partecipazione è così commovente che si combatte con lei in tutta la visione del film. Avevamo già visto Julianne Moore nei panni di una lesbica, nei “i ragazzi stanno bene ” ed in “Chloe”, ma questa volta la sua sensibilità ha contribuito a conferire maggiore dignità alla triste cronaca di due povere amanti. Ellen Page, ormai lontana dal personaggio di adolescente che l’ha vista esordire in Juno, si è dimostrata matura e consapevole nei panni di Stacie e, dopo il coming out sulla propria omosessualità, ha dichiarato che film del genere devono svegliare le nostre coscienze e fare accettare tutte le minoranze.

La visione di questo film-documentario rende giustizia a tutte le persone che devono combattere per affermare i propri diritti e la propria dignità umana, e ci ricorda che ognuno di noi è diverso dall’altro ed è giusto che ogni uomo venga tutelato dalle leggi. Ve lo consigliamo vivamente.

Invece “Io e Lei ” è una commedia dolce-amara che trasmette poche emozioni e non aggiunge niente di nuovo al dibattito sulle coppie gay.

Freeheld

attends a photocall for 'Freeheld' during the 10th Rome Film Fest on October 18, 2015 in Rome, Italy.

attends a photocall for ‘Freeheld’ during the 10th Rome Film Fest on October 18, 2015 in Rome, Italy.

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attends a photocall for ‘Freeheld’ during the 10th Rome Film Fest on October 18, 2015 in Rome, Italy.

attends the red carpet for 'Freeheld' during the 10th Rome Film Fest on October 18, 2015 in Rome, Italy.

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Francesca Di Ruzza

Mi chiamo Francesca Di Ruzza sono nata a Roma, mi sono laureata in lettere all’Università “La Sapienza”, sono giornalista professionista dal 2010, ho collaborato con la Radio Vaticana, la Sala Stampa vaticana e il CTV (Centro Televisivo Vaticano). Ho scritto per diverse testate tra le quali la Rivista San Francesco d’Assisi ed Europa. Attualmente collaboro con l’Università LUMSA. La mia linfa vitale sono il cinema, il teatro, l’arte, la scrittura e le buone letture. Amo cucinare, viaggiare e cucire. Mi riconosco a pieno in questa frase di Oriana Fallaci: “Cultura significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità.
L’uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità e alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla”.
Spero che i lettori rimangano piacevolmente colpiti dai miei articoli.
Francesca Di Ruzza

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