Doppio Sogno

Doppio Sogno

Il racconto di Arthur Schnitzler ha conosciuto la sua massima popolarità grazie al film di Stanley Kubrick: Eyes Wide Shut, suo ultimo capolavoro incompiuto, che vedeva per l’ultima volta girare insieme la coppia (allora anche nella vita reale), Nicole Kidman e Tom Cruise.

Si è detto e raccontato tanto sulla separazione della coppia che sembrava inossidabile, costretti da un’analisi ed un’introspezione forzata, in una storia che il film ha vivisezionato inesorabilmente.
Ora per la prima volta viene messo in scena, al Teatro Quirino di Roma, questa traumatica storia che fonde il sogno con la realtà tra psicoanalisi Freudiane.
Tratto dall’omonimo romanzo d’appendice, il regista Giancarlo Marinelli ha cercato, dopo il successo delle due stagioni di Elephant Man, un testo che possedesse la stessa forza emotiva. Dichiara infatti che <<volevo darmi la possibilità, come drammaturgo e come regista, di creare personaggi multipli per i miei attori; un testo che fosse già teatro multiplo. Dove la storia fosse tante storie; dove la verità fosse tante verità; e dove, finalmente, l’amore, la morte, il senso di colpa, il peccato e il riscatto, affiorassero prepotentemente tutti insieme>>.
A nostro avviso il tentativo è riuscito, anche se non pienamente, riportandoci nella fredda Vienna dove il dottor Fridolin riceve la più imprevedibile delle confessioni dalla moglie Albertine: “Ti ricordi, l’estate scorsa, sulla spiaggia danese, quel giovane uomo? Se mi avesse chiamata, non avrei potuto oppormi. Ero pronta a sacrificare te, la nostra bambina, tutto il mio futuro”.
La storia prende il via da quest’intima confidenza di un tradimento solo fantasticato per sfociare in un ossessione che dura un’interminabile notte. Accade così il viaggio dagli inferi della mente e della carne dove i due coniugi si ritrovano soli, smarriti, ma innamorati più di prima.
Era questo l’intento di Marinelli: raccontare crimini, (anche solo della fantasia), che attentano ogni giorno alla felicità della coppia.
Gli attori interpretano i personaggi con grande intensità.
Oltre alla bellezza stupefacente della Bond Girl Caterina Murino (Nicole Fridolin), e la discreta bravura di Ruben Rigillo (Daniel Fridolin ), come per Ivana Monti e gli altri attori, la messinscena cattura l’interesse un po a singhiozzo, alternando momenti dove la musica, le scene ed i costumi riescono a sollecitare l’attenzione del pubblico, ma la recitazione è un po lenta, la trama troppo artefatta tra flash back, sogni, realtà e proiezioni di un futuro enigmatico.
Le musiche ripercorrono Eyes Wide Shut. Ritroviamo così anche l’erotismo delle scene delle serate mascherate, ma la drammaticità ed il ritmo non ci commuovono.
Giancarlo Marinelli spiega il suo intento:- “dire quanto sia disperante dover amare e essere amati, facendo i conti con l’infantile terrore e la sadica eccitazione dell’abbandono; mettere in scena la follia di chi, ad un certo punto della sua vita, è convinto che il dolore che subiamo, in verità, sia la punizione meritata a quel nostro abbandonare, tradire, violare chi ha scelto di essere, per sempre, nostro”-.
Non l’abbiamo vissuto questo pathos, ma ad ogni modo lo spettacolo si può vedere se non altro per l’originalità del testo. Sarà al Teatro Quirino a Roma solo ancora per questa settimana: dal 7 al 19 aprile.

DOPPIO SOGNO
(eyes wide shut)
di Giancarlo Marinelli
tratto dall’omonimo racconto di Arthur Schnitzler
con IVANA MONTI CATERINA MURINO
RUBEN RIGILLO ROSARIO COPPOLINO
Andrea Cavatorta Francesco Maria Cordella
Serena Marinelli Simone Vaio Carlotta Maria Rondana
scene Andrea Bianchi

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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