E dopo le 18 tutte a The Others

E dopo le 18 tutte a The Others

Dopo una giornata passata ad Artissima, l’appuntamento fisso ormai da alcuni anni è a The Others al ex carcere Le Nuove. TheOthers3Format rivisitato, quest’anno le celle sono più progetti culturale e installativi che altro.
Scelta spesso azzeccata che fa un Boom del sistema e sfida la crisi.
Sotto la direzione di Olga Gambari e il supporto del comitato scientifico composto da Stefano Riba e Roberta Pagani alle 18 le sbarre si sono aperte. Quest’anno ad ogni espositore é stato chiesto di dare un titolo all’allestimento dello spazio, declinando il tema che vuole aprire uno squarcio sulla possibilità di risposta alla crisi, contro l’immobilismo e la lamentela costante. Serata piena di energia.
Un nuovo The Others che da modo di riflettere, sovvertire, proporre e inventare un futuro. La fiera carcerata si rifà l’abito e a noi la proposte sembrano interessanti.

Continuate a seguirci.

TheOthers2Foto ©Stefania Coltro

Simona Gavioli

A chi mi chiede perché amo l’arte rispondo cosi:
Sono nata nella città di Virgilio, del Regno dei Gonzaga e di Isabella D’Este, una delle donne più colte e stimate del Rinascimento. Sono nata tra le mura di Palazzo Te (Giulio Romano) e la camera degli sposi (Andrea Mantegna). Sono cresciuta saltellando qua e là, facendo finta di pregare tra la chiesa di San Sebastiano e la Basilica di Sant’Andrea (Leon Battista Alberti). Sono vissuta dividendo la mia vita tra cucine e chiese matildiche; la mia favola, prima di dormire, era L’Arte di Ben Cucinare di Bartolomeo Stefani, cuoco al servizio di Ottavio Gonzaga.
A chi mi chiede perché scrivo, non rispondo.
Ma a chi mi chiede perché scrivo di arte e di cucina, dico solo che la scrittura è qualcosa che hai dentro e dalla quale non puoi scappare perché fa parte di te. La scrittura, come l’arte, ingombra la vita, soprattutto quando diventa urgente, compulsiva e passionale come la mia.
Simona Gavioli

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