Eco e Narciso: un dialogo tra passato e presente

Eco e Narciso: un dialogo tra passato e presente

ROMA – Fino al 28 ottobre 2018 sarà possibile visitare Eco e Narciso. Ritratto e autoritratto nelle collezioni del MAXXI e delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini. Attraverso il tema sempre attuale del ritratto e dell’autoritratto, le due istituzioni museali dialogano tramite le opere delle proprie collezioni, tessendo un confronto tra passato e presente, arte antica e contemporanea.

Eco e NarcisoLa mostra è stata organizzata anche per celebrare l’importante momento, atteso da oltre 50 anni, che ha visto, finalmente, la restituzione dell’ala sud del Palazzo al Museo. Era il 1949, quando lo Stato italiano acquistò Palazzo Barberini con l’intento di predisporlo come sede unica della Galleria Nazionale di Arte Antica; parte di esso, tuttavia, era occupato dal Circolo Ufficiali delle Forze Armate e da vari altri enti.

Finalmente, attraverso lunghe trattative, è stato possibile reintegrare all’interno del percorso espositivo l’intera ala meridionale del piano nobile con 11 sale affacciate sui giardini, che costituivano gli appartamenti dei Cardinali della famiglia Barberini.

Ed è proprio in queste sale che si snoda l’itinerario della mostra Eco e Narciso. Andiamo, dunque, alla scoperta di alcune delle opere che compongono questo particolare percorso espositivo che permette anche di esplorare le nuove sale museali.

Eco e NarcisoIl punto di partenza non poteva non essere il luogo simbolo di Palazzo Barberini, il Salone di Pietro da Cortona. Qui, negli oltre 500 mq di volta affrescata, assistiamo alla celebrazione encomiastica di Urbano VIII e della famiglia Barberini tra un volteggiare di api, mitologia e storia. Alzando lo sguardo ammiriamo virtù e glorie del pontefice che, pur non essendo fisicamente rappresentato, è concettualmente protagonista della volta.

Per poter scoprire ed indagare ogni dettaglio dell’affresto di Pietro da Cortona ci spostiamo fisicamente nello spazio proprio come è necessario fare per leggere le Ore di Luigi Ontani che si dispongono lungo un perimetro ellittico, tipicamente barocco, al di sotto del mondo barberiniano.

Vero Narciso contemporaneo, l’artista è solito scegliere se stesso come soggetto delle proprie opere.  Qui, in modo quasi ossessivo, ci propone la sua immagine in 24 figure, che scandiscono i momenti della giornata: un gioco di rimandi, dal presente al passato tra mito e storia, fino alla letteratura.

Eco e NarcisoEntriamo nella Sala Ovale, dalla forma anch’essa ellittica; in origine era lo spazio che ospitava il cenacolo di letterati del Cardinale Antonio Barberini. Qui è esposto il Narciso di Caravaggio (?), icona per eccellenza di riflessione fisica e psichica.

Al centro, in dialogo spaziale e concettuale con il dipinto, l’installazione Eco nel Vuoto di Giulio Paolini. La figura di Narciso rimane qui visibile solo in frammenti a terra, in una dispersione tra specchi e riflessi; in alto Eco sembra precipitare verso quella roccia in cui si trasformerà. Sia Eco che Narciso sono attratti da immagini e apparenza che condanneranno però entrambi alla solitudine.

Segue la Sala dei Paesaggi; qui troviamo i delicati Libri Cuciti di Maria Lai. In questa stanza sono ancora visibili sulle pareti e sul soffitto i segni del tempo che più di tutto mostrano il vissuto di un luogo, caratterizzato dal punto di vista storico e narrativo.

Eco e NarcisoDa questo la scelta di esporre qui i Libri Cuciti: diari privi di parole in cui le linee di filo scandiscono il tempo descrivendo un luogo intimo e personale intriso di storia vissuta.

Un luogo che per l’artista rimanda in modo stretto al territorio sardo di provenienza, alle sue tradizioni lì radicate ma al tempo stesso rievocate in una costante propensione verso il cambiamento.

Raffinatezza ed eleganza si rintracciano nella più ampia Sala delle Udienze, in cui predomina l’ installazione di Kiki Smith, Large Dessert; guardando all’atmosfera elegante e preziosa tipicamente settecentesca, l’artista propone una serie di figurine in ceramica che appaiono come piccoli soprammobili che evocano una dimensione domestica, rimandando anche all’infanzia e alla maternità. Ed ecco sullo sfondo i ritratti a pastello di Rosalba Carriera, pittrice di fama internazionale e donna, cosa del tutto eccezionale all’epoca. Le sue opere, delicate ma prive di eccessi sentimentali, saranno richiestissime poichè in grado di cogliere quel gusto aristocratico settecentesco volto ormai verso la sua inevitabile fine.

Eco e Narciso – parte 1

Marco Benefial nel Ritratto della famiglia Quarantotti, crea una composizione corale di più ritratti individuali, che ruotano intorno alla figura del giovane missionario; i costumi, gli elementi naturali esotici rappresentano un mondo lontano e la caratterizzazione dei singoli individui esprime un preciso ruolo sociale.

Ispirandosi a questo dipinto, Yinka Shonibare, artista anglo-nigeriano, crea The Invisible Man: è la figura del domestico, non visibile nel ritratto, ma certamente presente in una famiglia come quella presentata. Portando sulle spalle un grande sacco con oggetti vari e vestito di abiti colorati, appare privo di volto: un globo sul quale compaiono i nomi di Palazzi nobili del Lazio sostituisce la sua testa.

Una figura invisibile e non identificabile, dunque, pur esistendo con assoluta certezza: in questo caso nei ritratti, ma in generale in ogni circostanza, c’è sempre qualcosa che per scelta viene “lasciata fuori” e resa invisibile.

I dipinti della Maddalena di Piero di Cosimo e della Fornarina di Raffaello, esposti l’uno alle spalle dell’altro, sono entrambi dei ritratti che, però vanno ben oltre la prima immagine che ci offrono. In entrambi, le figure femminili mostrate hanno un duplice di significato. Piero di Cosimo abbandona l’iconografia tradizionale della Maddalena penitente per abbracciare la bellezza ideale di una donna benestante, forse di nome proprio Maddalena, che si rivolge al visitatore come esempio di virtù e meditazione.

La Fornarina è il ritratto di una giovane donna non identificata con precisione, che mostra al visitatore l’unico attributo da cui è accompagnata: l’armilla con la firma di Raffaello; il legame del tutto personale con l’artista che questo elemento sottolinea, materializza, di fatto, la presenza di Raffaello all’interno del dipinto.

Eco e NarcisoProseguiamo e volgendo verso la fine del percorso della mostra Eco e Narciso, qui a Palazzo Barberini, incontriamo la Sala dei Marmi: luogo in cui i Barberini esponevano i pezzi monumentali della loro collezione. In questa sale troviamo il ritratto in busto di Urbano VIII ad opera del suo artista di fiducia, Gian Lorenzo Bernini.

In dialogo con la scultura seicentesca, appaiono le due grandi tele (Pape e Mao) di Pei-Ming che, nella loro imponenza, ci offrono un’immagine di potere: quello spirituale da un lato, quello temporale dall’altro. I ritratti qui esposti creano una sottile trama di rimandi tra il potere inteso come tale e il potere stesso delle immagini veicolato, da sempre, nelle opere d’arte.

La mostra completa il suo percorso al MAXXI, dove è stata esposta La velata, scultura settecentesca di Antonio Corradini, in dialogo con VB74 di Vanessa Beecroft, immagine della performance realizzata al MAXXI nel 2014.

Eco e Narciso – parte 2

La mostra Eco e Narciso, costruita intelligentemente per cogliere il significato delle opere e delle installazioni che la compongono, rivela anche la volontà di distribuire quanto esposto all’interno delle nuove sale creando con esse un legame spaziale e concettuale. Non è la prima volta che le opere all’interno delle mostre organizzate a Palazzo Barberini dialogano direttamente con il museo che smette così di essere un semplice contenitore atto ad ospitarle e assume un preciso significato nella lettura del percorso espositivo stesso.

Una scelta ottima che rende l’istituzione museale un organismo quanto più vivo possibile e in grado di offrire ai visitatori la possibilità di cogliere molteplici livelli di lettura; inoltre, cosa fondamentale, le mostre permettono ai visitatori di tornare al museo, incuriositi e stimolati, e trovare, ogni volta, spunti di riflessione diversi con cui confrontarsi, generati proprio dalle mostre in corso organizzate.

 

 

Eco e Narciso. Ritratto e autoritratto nelle collezioni del MAXXI e delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini.
a cura di Flaminia Gennari Santori Bartolomeo Pietromarchi
Dal 18 maggio al 28 ottobre 2018.

Sui social: #EcoeNarcisoExhibit

 

Giulia Chellini

Silenziosa scrutatrice, appassionata di arte e restauro; spesso sogno ad occhi aperti il mondo come dovrebbe essere per dimenticare il mondo come è..ed intanto perdo l’autobus. Fotografo dettagli insignificanti, cerco quadrifogli nei prati e parlo con i gatti. Penso che lo scopo della vita sia racchiuso nella parola “scoprire”: luoghi, cose e persone.
Giulia Chellini

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