MyWhere https://www.mywhere.it Magazine online Wed, 25 Nov 2020 16:18:21 +0000 it-IT hourly 1 La Regina degli Scacchi spiegata da uno scacchista: intervista a Daviddol https://www.mywhere.it/81760/la-regina-degli-scacchi-spiegata-da-uno-scacchista-intervista-a-daviddol.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=la-regina-degli-scacchi-spiegata-da-uno-scacchista-intervista-a-daviddol https://www.mywhere.it/81760/la-regina-degli-scacchi-spiegata-da-uno-scacchista-intervista-a-daviddol.html#respond Wed, 25 Nov 2020 14:55:24 +0000 https://www.mywhere.it/?p=81760 ITALIA – La serie più vista in questo autunno su Netflix è indubbiamente La Regina degli Scacchi. Lo sceneggiato con protagonsta Beth (Anya Taylor-Joy) è davvero fedele a questo antichissimo gioco? Per capirlo abbiamo intervistato Daviddol, giocatore esperto e YouTuber di successo con un canale interamente dedicato agli scacchi. Da qualche settimana La Regina degli […]

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ITALIA – La serie più vista in questo autunno su Netflix è indubbiamente La Regina degli Scacchi. Lo sceneggiato con protagonsta Beth (Anya Taylor-Joy) è davvero fedele a questo antichissimo gioco? Per capirlo abbiamo intervistato Daviddol, giocatore esperto e YouTuber di successo con un canale interamente dedicato agli scacchi.

Da qualche settimana La Regina degli Scacchi, miniserie di Scott Frank e Allan Scott, si è conquistata lo scettro di serie più vista di Netflix nella stagione autunnale. Ne parlano tutti, non solo per la fedeltà rispetto al romanzo di Walter Travis ma anche per la forza del personaggio di Beth, interpretato da una sorprendente Anya Taylor-Joy. E poi, naturalmente ci sono gli scacchi, misterioso, inspiegabile ma ancora oggi giocato in ogni parte del mondo.

Di scacchi e… della Regina degli Scacchi ne parliamo con lo YouTuber e scacchista Daviddol che quasi ogni giorno sul suo canale pubblica tutorial, analisi e sfide di scacchi per ogni tipo di giocatore con un successo incredibile e in continua crescita sia in termini di iscritti che di visualizzazioni..

DAVIDDOL E IL CIRCOLO DI SCACCHI DI PISTOIA: IL CANALE YOUTUBE

Ci parli del tuo canale YouTube? Come mai hai deciso di aprirlo e ti aspettavi questo successo?

Una certa propensione all’insegnamento l’ho sempre avuta, e questo spiega forse perché alla fine mi sono ritrovato a fare l’insegnante alle scuole superiori. Il primo seme di quello che abbiamo oggi sul mio canale YouTube è stato piantato nel lontano 2005 quando da poco entrato a far parte del circolo di scacchi di Pistoia decidemmo di tenere un corso per principianti. Per fare una cosa un po’ originale decisi di mettere a frutto una mia passione per la realizzazione di contenuti video per DVD creandone uno da fornire agli allievi, con un po’ di lezioni ed alcune partite commentate. La cosa è poi rimasta  a macerare nel cassetto per diversi anni, avrei voluto volentieri condividere alcuni video di questo lavoro online su YouTube ma non trovavo modo di convertire i video in un formato accettabile per la pubblicazione. Alla fine presi la decisione di riacquisire i video da DVD con una scheda di acquisizione esterna. Non fu proprio il massimo della qualità ma nacquero così i primi contenuti da inserire su YouTube. L’idea di poter sfruttare meglio questa piattaforma mi ha poi portato a creare nuovi video che completassero le lezioni di scacchi presenti e mi resi conto che mi risultava molto più facile e piacevole di quanto mi ricordassi 5 anni prima. Da lì poi la mia passione degli scacchi unita a questa nuova passione per la realizzazione di video e a quella per l’insegnamento ha fatto il resto. Certo non posso vantare un successo così enorme, ma tenendo conto che questa avventura è iniziata quasi per caso, non me lo sarei certo creduto.

Oltre ad essere uno youtuber sei anche un grande giocatore. Ci parli di questo aspetto?

Non direi proprio di essere un grande giocatore, o per lo meno non grande nell’accezione del termine che intendo io. Sono quello che di più lontano possa immaginare dall’essere un giocatore agonistico. In realtà, i pochi tornei con variazione ELO che ho fatto (ormai 6 anni fa) sono stati necessari per poter prendere il punteggio necessario per divenire istruttore federale, anche se poi “dal vivo” non ho mai potuto usare ancora questa qualifica. Sebbene possa apprezzare la sfida di affrontare altri giocatori, per varie vicissitudini mi è sempre tornato scomodo riservarmi i tempi necessari ad affrontare un torneo a tempo lungo, senza parlare del fatto che realizzare i video per il canale YouTube già mi porta via molto del tempo libero che posso dedicare a questa passione.

PERCHE’ GLI SCACCHI SONO ANCORA AMATISSIMI?

 

Nonostante le sue radici antichissime, gli scacchi restano un gioco molto popolare e secondo le statistiche stanno vivendo una seconda giovinezza nell’era digitale grazie ad app, giochi e appunto canali YouTube. Secondo te quali sono i motivi che rendono gli scacchi ancora così affascinanti?

Dal mio punto di vista le due cose più attraenti del gioco sono il suo “sapore antico” ed il fatto che, essendo un gioco ad informazione completa e non “randomico” (non si usano dadi o simili che possano influire in modo casuale sull’esito), è una sfida incredibile per la mente. In generale credo che la gente se ne possa appassionare anche per la relativa semplicità delle regole che però nasconde una complessità di possibilità di gioco anche difficile da quantificare. Gli scacchi sono un grande oceano in cui ognuno può nuotare e sentirsi appagato con i propri mezzi a tutti i livelli, dal principiante ai giocatori più forti al mondo. Va anche considerato che per il periodo attuale, il fatto che le restrizioni per la pandemia spesso non consentano tanto il gioco dal vivo e che sia un gioco “per tutte le età”, ne abbia oltremodo favorito lo sviluppo online negli ultimi mesi.

LA REGINA DEGLI SCACCHI RAPPRESENTA FEDELMENTE IL GIOCO?

la regina degli scacchi

Su Netflix qualche settimana fa è uscito La Regina degli Scacchi che sta letteralmente spopolando. La rappresentazione delle partite e delle atmosfere di questo gioco sono rappresentate fedelmente? E che ne pensi della serie?

La serie credo sia finalmente il santo Graal che stavo aspettando da tempo. Sul canale YouTube ho una playlist dedicata alle apparizioni degli scacchi nel mondo del cinema e della televisione. Per lo più, non era tanto dedicata ad esaltare l’uso delle 64 caselle in queste situazioni quanto piuttosto a farci due risate sopra, visti gli innumerevoli strafalcioni e situazioni al limite del grottesco in cui gli scacchi vengono spesso rappresentati. “La regina degli Scacchi” viceversa è veramente una delle prime opere in cui gli scacchi hanno un ruolo fondamentale a sviluppare i personaggi e la storia e sono trattati, finalmente, con il rispetto che si meritano e non come il solito cliché. La produzione si è avvalsa per curare la parte scacchistica di alcune tra le personalità più riconosciute nel mondo scacchistico quali Garry Kasparov (ex campione del mondo di scacchi) e Bruce Pandolfini (uno dei più famosi divulgatori ed istruttori del gioco negli Stati Uniti). Questa scelta si vede tutta, tant’è che eventuali piccole difformità tra quello che possiamo ritenere realistico in un torneo di scacchi e quello che vediamo su schermo, sono tutte giustificate da scelte che rendono l’opera più godibile per i tempi televisivi. Un esempio sono le partite che si svolgono veramente con mosse molto rapide, nessuno potrebbe immaginarsi di veder rappresentata una partita di torneo in tempo reale nella serie quando questa può facilmente durare ore ed ore. La serie mi è piaciuta molto anche se il genere drammatico/psicologico non è proprio tra i miei preferiti, perché è davvero molto ben curata e per la sorpresa di vedere il lavoro che è stato fatto con una miriade di dettagli scacchistici in quasi ogni scena. Viceversa avrei qualcosa da ridire sul lavoro che è stato fatto in fase di doppiaggio italiano, ma non si può avere tutto purtroppo!

Domanda forse facile per un appassionato incallito. Chi è il miglior giocatore di scacchi di tutti i tempi?

Questa credo sia una domanda difficile a cui rispondere, tanto per cominciare è molto difficile paragonare giocatori di epoche diverse facendo finta che potessero sfidarsi alla pari oggi, perché i giocatori più moderni hanno dalla loro parte anni e anni di sviluppo di teoria del gioco in più, che è un vantaggio enorme. Detto questo l’unico modo per rispondere a questa domanda è quello di paragonare i più forti giocatori rispetto al livello dei loro contemporanei. In questo caso probabilmente Bobby Fischer è stato quello ad essere, nel periodo appena antecedente la conquista del titolo mondiale di Reykjavik del 1972, completamente al di sopra del livello di ogni possibile contendente. Però Fischer è stato una meteora che ha illuminato il cielo scacchistico per poco tempo. Se vogliamo parlare invece di stelle durature dobbiamo forse pensare a Garry Kasparov che è stato sul tetto del mondo per quasi 20 anni. Alla luce di ciò anche l’attuale Magnus Carlsen potrebbe essere un valido contendente dei due precedenti, ma ha ancora un po’ di strada da fare per dimostrare sulla lunga distanza quanto può valere.

In conclusione, che consigli ti senti di dare ad un giovane che vuole intraprendere un percorso agonistico negli scacchi?

Per prima cosa gli consiglierei di coltivare la propria passione dal punto di vista ludico e non focalizzarsi troppo sul punto di vista agonistico. Questo perché, secondo me, se si perde il lato divertente del gioco si rischia più facilmente di abbandonarlo nel lungo termine. La cosa migliore per progredire poi è cercarsi un buon istruttore, non appena abbiamo acquisito una conoscenza base nel gioco è fondamentale come guida per massimizzare la resa del tempo impiegato ad imparare. Di fatto gli scacchi sono una giungla molto folta e ti serve sempre qualcuno che ti mostri la via più facile e veloce in funzione delle tue lacune e della meta che vuoi ottenere.

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Accadde oggi: 15 anni senza George Best, il Baudelaire del calcio https://www.mywhere.it/17840/accadde-oggi-15-anni-senza-george-best.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=accadde-oggi-15-anni-senza-george-best https://www.mywhere.it/17840/accadde-oggi-15-anni-senza-george-best.html#comments Wed, 25 Nov 2020 07:16:44 +0000 http://www.mywhere.it/?p=17840 MONDO – 15 anni senza The Best, 15 anni senza il migliore: il mito del campione nordirlandese non sembra conoscere l’usura del tempo. Il 25 novembre 2005 moriva a 59 anni George Best, stella del Manchester United e pallone d’oro 1968, a causa di un’infezione epatica dovuta a gravi problemi di alcol. Best è’ considerato […]

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MONDO – 15 anni senza The Best, 15 anni senza il migliore: il mito del campione nordirlandese non sembra conoscere l’usura del tempo.

Il 25 novembre 2005 moriva a 59 anni George Best, stella del Manchester United e pallone d’oro 1968, a causa di un’infezione epatica dovuta a gravi problemi di alcol.

Best è’ considerato il giocatore britannico per eccellenza, nonché uno degli attaccanti più forti di tutti i tempi.

Un personaggio controverso, amatissimo e ancora oggi attuale. E’ stato infatti la prima vera star a tutto tondo del mondo del calcio, una sorta di David Beckham o Cristiano Ronaldo dell’epoca, corteggiato da tabloid e sponsor. Insomma genio e sregolatezza, un fenomeno in campo, un playboy  fuori.

In frasi come “Ho speso gran parte del mio denaro per donne, alcol e automobili. Il resto l’ho sperperato.” o “Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcol. Sono stati i venti minuti peggiori della mia vita” è raccolta tutta la filosofia di vita di George Best.

Best o semplicemente The Best ha trascorso gran parte della sua esistenza a combattere con la dipendenza dall’alcol. Una lunga battaglia cominciata quando ancora l’ex Pallone d’Oro giocava con la maglia del Manchester United. Proprio in seguito all’ennesima assenza ingiustificata ad un allenamento, nel 1974 Tommy Docherty decise di strapparne il contratto. La sua carriera calcistica termina virtualmente lì e i suoi problemi con la bottiglia si aggravano.

Il filo conduttore della sua vita è rappresentato dalle donne. Tante, forse troppe. Una passione via l’altra. “Che cosa posso fare- diceva Best- se mi saltano addosso?”. Veniva soprannominato il “quinto Beatle” per il suo look simile a una rockstar e per l’attrazione verso gli eccessi. Ha avuto due mogli ma gli sono stati attribuiti decine e decine di flirt, tra i quali sette con donne che avevano conquistato il titolo di miss mondo.

Ma sarebbe ingiusto parlare solo di Best inteso come icona pop anni 70. George è stato uno dei giocatori più forti di tutti i tempi. Dotato di un dribbling incredibile, il suo stile di gioco comprendeva velocità, equilibrio, abilità palla al piede e una grande facilità nel superare i difensori.

15 anni senza george best mywhere

Il suo palmares, nonostante una carriera molto breve è incredibile: 1 Champions League (vinta grazie a un suo gol in finale contro il Benfica di Eusebio) 1 Coppa d’Inghilterra, due Charity Shield e, ciliegina sulla torta il già citato Pallone d’Oro 1968.

Insomma 15 anni senza The Best, 15 anni senza il migliore: il mito del campione nordirlandese non sembra conoscere l’usura del tempo.

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I film sul Thanksgiving: quando il tacchino diventa indigesto! https://www.mywhere.it/81444/i-film-sul-thanksgiving-festa-ringraziamento-cinema.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=i-film-sul-thanksgiving-festa-ringraziamento-cinema https://www.mywhere.it/81444/i-film-sul-thanksgiving-festa-ringraziamento-cinema.html#respond Tue, 24 Nov 2020 20:24:31 +0000 https://www.mywhere.it/?p=81444 MONDO – La Festa del Ringraziamento nasce nel lontano 1600, in segno di gratitudine per la fine della stagione del raccolto nel Nuovo Mondo. Ogni anno, gli americani si armano di forchetta e coltello per gustarsi il gustoso e gigantesco tacchino ripieno. Perché lo sappiamo? Per i libri di storia certo, ma anche e soprattutto […]

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MONDO – La Festa del Ringraziamento nasce nel lontano 1600, in segno di gratitudine per la fine della stagione del raccolto nel Nuovo Mondo. Ogni anno, gli americani si armano di forchetta e coltello per gustarsi il gustoso e gigantesco tacchino ripieno. Perché lo sappiamo? Per i libri di storia certo, ma anche e soprattutto grazie ai film americani che hanno raccontato questa festa e spesso utilizzato il Thanksgiving come strumento narrativo decisivo per il susseguirsi della trama.

Da più di 300 anni, il quarto giovedì di novembre, gli americani si mettono a tavola per “dire grazie” di ciò che si ha e consumare un pranzo o una cena ricchissimi,  il cui piatto forte è il tacchino. È il Giorno del Ringraziamento, è il Thanksgiving, una festa che ha origini addirittura antecedenti alla fondazione degli Stati Uniti e rappresenta un’occasione unica per il popolo a stelle e strisce per ritrovarsi in famiglia.

Il primo Giorno del ringraziamento in un dipinto di Jean Leon Gerome Ferris

Data l’importanza della ricorrenza, è naturale che il cinema in questi anni abbia fatto riferimento al Ringraziamento che è stato utilizzato e raccontato in tanti modi. In questo articolo abbiamo raccolto una serie di film sul Thanksgiving in cui il celebre pranzo diventa uno strumento narrativo fondamentale.

Ecco la nostra carrellata.

6) Schegge di April (2003) di Peter Hedges

 

April, interpretata da Katie Holmes fresca fresca di Dawson’s Creek, è una giovane ragazza che nonostante il rapporto controverso con la madre (Patricia Clarkson), decide di invitare tutta la sua famiglia a New York per il Giorno del Ringraziamento. Il pranzo diventerà ben presto qualcosa di diverso da un momento conviviale. Riaffioreranno rancori, discussioni e inconvenienti che verranno affrontati dinanzi ad un gigantesco tacchino. La pellicola è l’opera prima di Peter Hedges, il regista di About a Boy, e racconta i preparativi del Thanksgiving con minuzia e docile ironia.

5) Spiderman (2003) di Sam Raimi

Non nominate mai il Giorno del Ringraziamento a Spiderman! È proprio durante il pranzo più famoso della cultura americana che Peter Parker, complice una ferita un po’ troppo vistosa e nascosta goffamente, si fa scoprire dal suo acerrimo nemico Goblin che qualche ora prima gliel’aveva inflitta. A discolpa dello spara ragnatele, possiamo dire che Spidey non sapeva che Goblin fosse in realtà Norman Osborn, il padre del suo migliore amico. Nel film di Sam Raimi, il Ringraziamento viene rappresentato nella sua essenza, ma rappresenta soprattutto uno snodo decisivo nella trama della pellicola Marvel.

4) I Segreti di Brokeback Mountain (2005) di Ang Lee

Il Thanksgiving sarà anche una delle feste più amate in USA, ma quando viene raccontato in un film, spesso sono dolori. Un altro esempio si consuma nel capolavoro di Ang Lee, I Segreti di Brokeback Mountain che in Italia abbiamo potuto vedere in versione integrale sulla tv pubblica soltanto pochi anni fa, ma questa è un’altra storia… scandalosa. Nel film che racconta l’amore segreto tra Ennis ( Heath Ledger) e Jack (Jake Gyllenhaal), la cena del Ringraziamento non è un momento facile: Ennis va a cena dall’ex moglie Alma e dal suo nuovo marito per passare un po’ di tempo con le sue figlie, ma la serata si conclude con un’accesa discussione tra i due ex coniugi, visto che Alma ha capito che tra lui e Jack c’è molto di più di una semplice amicizia. Se Sparta piange, Atene non ride. Jack, nella sua casa di campagna, si ritrova a discutere con il padre di sua moglie Laureen e la disputa finisce quasi alle mani.

3) Pocahontas (1995) di Michael Gabriel e Eric Goldberg

film sulla festa del ringraziamento

Sul fronte “rievocazioni storiche” non si può non citare il romantico Pocahontas della Disney. Il film, pur non essendo legato alla spedizione del 1620 della Mayflower (proprio da quell’evento nacque la festa), racconta il rapporto tra i nativi americani e i primi visitatori del Nuovo Mondo. E non manca la storia d’amore tra John Smith e una nativa, ovviamente abbondantemente rivisitata.

2) La Famiglia Addams 2 (1993) di Barry Sonnenfeld

film sul thanksgiving

Tra i film sul Thanksgiving, come non possiamo dimenticare La Famiglia Addams 2 e quella mitica scena in cui a piccola Mercoledì (Cristina Ricci) prende parte a modo suo ad una rivisitazione storica particolare. La ragazzina, insieme al perfido e divertentissimo Pugsley Addams partecipa ad una recita che racconta la primissima festa del Ringraziamento e veste i panni di Pocahontas. Per chi parteggiano i due Addams? Per gli indiani, e per questo decidono di devastare il campo estivo dove si tiene la rappresentazione! Il classico stile Addams…

1) Hannah e le sue sorelle (1985) di Woody Allen

Film sulla festa del ringraziamento

Sono ben due i giorni del Ringraziamento ritratti in Hannah e le sue sorelle di Woody Allen. Il protagonista della pellicola è Elliot, sposato con Hannah, un’attrice di successo. Elliot ha una storia con la sorella di lei, Lee. Pentito, dopo essere tornato con la moglie, cade in preda di una crisi esistenziale, fatta di un mix di ansia e ipocondria. Elliot si avvicina così alla religione e poi ad uno stile di vita a dir poco sopra le righe. Tra intricate faccende e storie famigliari, va a finire che dopo un anno, alla Festa del Ringraziamento, Elliot si innamora di Holly. Chi è? Un’altra sorella di Hannah…

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Intervista a Bounded Mind: “Vi racconto i miei riassunti di film e serie tv scritti male e disegnati peggio” https://www.mywhere.it/81734/intervista-bounded-mind-riassunti-youtube-film.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=intervista-bounded-mind-riassunti-youtube-film https://www.mywhere.it/81734/intervista-bounded-mind-riassunti-youtube-film.html#respond Tue, 24 Nov 2020 15:34:45 +0000 https://www.mywhere.it/?p=81734 ITALIA – Harry Potter, Il Cavaliere Oscuro, Il Trono di Spade e la Regina degli Scacchi. Belli sì, ma vuoi metterli con le versioni riassunte e disegnate di Bounded Mind? Se non conoscete questo meraviglioso canale YouTube, allora, come direbbe qualcuno, “Siete fuori!”. Un mix di genialità, simpatia, scrittura, disegno e doppiaggio al servizio di […]

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ITALIA – Harry Potter, Il Cavaliere Oscuro, Il Trono di Spade e la Regina degli Scacchi. Belli sì, ma vuoi metterli con le versioni riassunte e disegnate di Bounded Mind? Se non conoscete questo meraviglioso canale YouTube, allora, come direbbe qualcuno, “Siete fuori!”.

Un mix di genialità, simpatia, scrittura, disegno e doppiaggio al servizio di YouTube e degli appassionati di cinema e serie tv. Oggi vogliamo parlarvi del canale Bounded Mind (45 mila iscritti and counting come direbbero negli States). Cosa potete trovarci? “Riassunti di film e serie tv scritti male e disegnati peggio, viaggi mentali senza senso e tanta roba a casa”, dice scherzosamente il suo creatore nella presentazione.

La verità però è che su Bounded Mind potete viaggiare con la fantasia e rivivere i grandi classici del grande e piccolo schermo e al centro c’è sempre la creatività, il vero motore che spinge il suo ideatore a produrre video capaci di raggiungere milioni di visualizzazioni.

Ma basta con le presentazioni ora è il tempo di conoscere Bounded Mind e il suo creatore e di sapere tutto quello che gli passa per la testa! Ecco la nostra intervista con lui!

“LA CREATIVITA’ E’ UN MIO BISOGNO”

La Regina degli Scacchi, serie Netflix, reinventata da Bounded Mind

Ciao, è un grande piacere averti tra le righe di MyWhere.  Come definiresti il tuo canale a qualcuno (sempre che ci sia) che non ti conosce? E perché hai scelto il nome di Bounded Mind?

Il piacere è tutto mio: fa sempre bene trovare gente interessata a quello che fai. Purtroppo o per fortuna molte persone non hanno idea di chi io sia, e va bene così. Il mio canale è nato per dare sfogo alla mia creatività e con un’idea ben precisa: realizzare una serie di video che avevo in mente da tantissimo tempo. Col passare degli anni, mi sono accorto di aver bisogno di partorire idee  e dare sfogo alla mia creatività per stare bene. Insomma, il canale Bounded Minds non è altro che un grosso contenitore di tutto quello che mi passa per la testa.

Qual è il video che hai realizzato che hai di più nel cuore? E qual è quello che ha ottenuto maggior successo?

 I video che ho più nel cuore sono quelli che richiedono un lavoro maggiore, per forza di cose. Posso nominarti senza dubbio le animazioni che riassumono in 10 minuti i libri della saga di Harry Potter, i viaggi mentali (Click&Trip) e, perché no, anche la trasposizione “teatrale” con i pupazzi che ho utilizzato per riassumere l’ultimo discusso capitolo della saga di  Harry Potter.

Come avrai capito Harry Potter è molto presente nel mio canale essendo una saga a cui sono molto legato, non per niente, il video più visto nel mio canale è proprio un riassunto dell’intera saga in circa 15 minuti.

BOUNDED MIND: “ECCO LE SERIE TV E I FILM CHE PREFERISCO. A BREVE RACCONTERO’ LO HOBBIT”

Bounded Mind
Il Joker di Phoenix reinventato da Bounded Mind

Questa non potevamo non chiedertela, visto anche il periodo difficile in cui fruire di contenuti sulle piattaforme streaming è uno dei pochi svaghi che ci è rimasto. Quali sono i tuoi film preferiti? E le tue serie preferite?

Domanda semplice dalla risposta non altrettanto semplice. Nella mia top 5 dei film inserisco, in ordine sparso: : Una settimana da Dio, Collateral Beauty, Interstellar, Forrest Gump e Titanic. Fra le serie TV invece: Game of Thrones, Sex Education, Scrubs e How I Met Your Mother. Sono tutti prodotti di genere diverso e appartenenti ad epoche differenti, in ogni caso, non mi faccio mai condizionare dalla novità per scegliere il prodotto da guardare. Il mio limite forse è preferire film vecchi e rivederli piuttosto che scoprirne di nuovi.

Nei tuoi video riassumi film e serie tv con i tuoi disegni e il tuo storytelling. Ci anticipi una trilogia, una serie o un film in particolare che vorresti raccontare in un futuro prossimo?

Il format “Draw The Story” andrà sicuramente avanti con altri riassunti: ho un sacco di serie da riassumere (quelle già cominciate che vedono nuove stagioni uscire di anno in anno) e anche delle trilogie rimaste in sospeso. Sicuramente prestissimo parlerò della trilogia de Lo Hobbit. Dopo aver parlato del Signore degli Anelli non posso tralasciarla. Poi forse andrò su qualche serie classica tipo Lost, Scrubs stesso o Friends.

DRAW THE STORY E CLICK& TRIP

Bounded Mind
I personaggi de Il Cavaliere Oscuro

Sul tuo canale oltre alla categoria “Draw the story” troviamo altri contenuti, dalla sezione Lo Ridoppio Io a Click & Trip – viaggi mentali. Ce ne parli?

Sono contento di ricevere questa domanda perché la stragrande maggioranza di persone che mi segue, lo fa per vedere i riassunti. Invece il mio canale è molto di più, ed è nato proprio per portare le tipologie dei video che mi hai appena nominato. Ho continuato a fare riassunti perché dal punto di vista delle visualizzazioni erano più remunerativi, ma il mio sogno è che la gente apprezzi anche gli altri due format.

Il Click&Trip è il motivo per cui ho iniziato a fare youtube: parlare di argomenti a caso trovati girovagando su internet e cercando di creare dei percorsi collegando cose all’apparenza scollegate.

Lo ridoppio io invece nasce dalla mia passione per il doppiaggio. Ho sempre fatto caso all’adattamento delle opere cinematografiche in lingua italiana e molte volte mi ponevo domande sul perché una determinata battuta fosse stata adattata in un modo piuttosto che in un altro. Conoscendo una vasta schiera di doppiatori amatoriali (e non) bravissimi, mi sono detto: “perché non provare a ridoppiare e riadattare le scene interessanti?”.

Che cosa c’è nel futuro di Bounded Mind? Hai dei progetti che vuoi raccontarci?

Nel mio futuro c’è il sogno di dedicarsi con maggiore costanza al reparto animazioni: i cartoni animati mi hanno sempre appassionato da quando sono piccolo e l’idea di poter creare dei mondi fantastici completamente da zero, è qualcosa che mi rende davvero felice. Parlando di animazioni, ho intenzione da ormai un bel po’ di anni, di scrivere una web serie animata di mia penna e divertirmi a sviluppare la storia nel corso degli anni. Certo, trovare il tempo per fare tutto questo non è facile dal momento che ho anche un lavoro “vero”, ma credo che se uno vuole davvero qualcosa, allora non c’è impegno che tenga.

 COME SEGUIRE BOUNDED MIND

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Tennis Bracelet: gli US Open 1987 e quel simpatico episodio che diede il nome a un gioiello https://www.mywhere.it/81717/tennis-bracelet-chris-evert-us-open-1987-il-gioiello-piu-amato.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=tennis-bracelet-chris-evert-us-open-1987-il-gioiello-piu-amato https://www.mywhere.it/81717/tennis-bracelet-chris-evert-us-open-1987-il-gioiello-piu-amato.html#comments Mon, 23 Nov 2020 20:29:52 +0000 https://www.mywhere.it/?p=81717 MONDO – Chi di noi non ha mai desiderato di possedere il Tennis Bracelet? Ma qual’è la sua storia? Per scoprirla, non possiamo non parlarvi della tennista Chris Evert. Lo sport, si sa, sa essere davvero ricchissimo di aneddoti e di episodi curiosi che riescono ad avere dei risvolti anche in tutt’altro tipo di ambiti, […]

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MONDO – Chi di noi non ha mai desiderato di possedere il Tennis Bracelet? Ma qual’è la sua storia? Per scoprirla, non possiamo non parlarvi della tennista Chris Evert.

Lo sport, si sa, sa essere davvero ricchissimo di aneddoti e di episodi curiosi che riescono ad avere dei risvolti anche in tutt’altro tipo di ambiti, e tra questi rientra a pieno titolo quanto accadde nell’edizione del 1987 dell’ US Open, il celeberrimo torneo di tennis.

Un episodio singolare che accadde durante una partita di quella competizione ha influito addirittura sul mondo dell’oreficeria, un settore che, almeno apparentemente, non avrebbe proprio nulla da spartire con lo sport che si disputa con le racchette sui campi sintetici o in terra battuta.

Ed allora, non esitiamo, che cos’è che accadde quell’anno?

Il siparietto che vide protagonista la famosa tennista Chris Evert

Nel 1987 era di scena all’US Open, tra le altre stelle, Chris Evert, tennista statunitense che viveva ormai da diversi anni un periodo di grande forma e che si era ormai consacrata nel “gotha” dei top players.

Durante una partita, peraltro in diretta TV dinanzi a milioni di telespettatori collegati da tutto il mondo, la Evert vide andare in mille pezzi il bracciale che portava al polso, e sebbene si stesse giocando una partita di indiscussa importanza, nel bel mezzo di una competizione, l’US Open, che non ha di certo bisogno di presentazioni, la Evert chiese di interrompere il match fino a quando tutti i pezzi del suo gioiello non sarebbero stati raccolti.

Così fu: la partita dovette interrompersi per diversi minuti e non fu affatto semplice recuperare quanto si era disperso sul campo, e la cosa suscitò non poca ilarità: come detto, si stava giocando una partita importantissima e per un’atleta come la Evert, comprare un nuovo gioiello non sarebbe stato di certo un problema. Eppure, la tennista volle assolutamente recuperare il suo bracciale.

A partita conclusa, furono inevitabili le domande su quanto accaduto, e Chris Evert spiegò che quello che aveva al polso, un bel bracciale in diamanti che le fu disegnato dal gioielliere egiziano George Bedewi, era molto più che un semplice gioiello in quanto aveva per lei un grande valore affettivo.

Un bracciale che conobbe improvvisamente gli onori della ribalta

Crediti foto: Tiffany.com

Quest’episodio che, come si può ben immaginare, ebbe un richiamo mediatico davvero importante, diede una visibilità davvero enorme al Tennis Bracelet, tanto che il mondo dell’oreficeria scelse di legare per sempre il nome di quel modello di bracciale a quello dello sport in questione, definendolo “bracciale tennis”.

Oggi, in commercio, si possono trovare tantissimi esempi di bracciale tennis, tutti rigorosamente in diamanti, e anche dei brand italiani ne propongono alcuni davvero pregevoli, come ad esempio www.crieri.com.

Il bracciale tennis nacque come gioiello prettamente femminile, ma oggi è ormai diffusissimo ed apprezzato anche nella sua variante maschile, senza trascurare le collane a cui è associato il medesimo nome.

Questo è, dunque, il simpatico siparietto che si ebbe nel bel mezzo dell’US Open 1987, e probabilmente in molti, oggi, osservando le vetrine di una gioielleria o le pagine web di un e-commerce si chiederanno per quale motivo un bracciale lussuoso ed elegante sia definito con il nome di uno sport.

Ebbene, ecco svelata questa “chicca” che ben pochi conoscono!

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Bonfirraro e Incontriamoci in rosa: eventi online per celebrare la letteratura al femminile https://www.mywhere.it/81669/bonfirraro-e-incontriamoci-in-rosa-letteratura-al-femminile.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=bonfirraro-e-incontriamoci-in-rosa-letteratura-al-femminile https://www.mywhere.it/81669/bonfirraro-e-incontriamoci-in-rosa-letteratura-al-femminile.html#respond Mon, 23 Nov 2020 12:08:44 +0000 https://www.mywhere.it/?p=81669 ITALIA – Libri, autori, live, reading e incontri online. Fino al 14 dicembre, la celebre casa editrice Bonfirraro, con oltre 30 anni di esperienza nel settore culturale e creativo, dialoga e si confronta con le realtà nazionali e interlocutori del mondo della cultura. Scopriamo nel dettaglio il programma, che oggi, 23 novembre alle ore 19, […]

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ITALIA – Libri, autori, live, reading e incontri online. Fino al 14 dicembre, la celebre casa editrice Bonfirraro, con oltre 30 anni di esperienza nel settore culturale e creativo, dialoga e si confronta con le realtà nazionali e interlocutori del mondo della cultura. Scopriamo nel dettaglio il programma, che oggi, 23 novembre alle ore 19, racconterà la Letteratura al Femminile, in occasione della settimana dedicata alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne.

La letteratura al Femminile e No Violence. Nella settimana dedicata alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne, Bonfirraro Editore propone 2 eventi a cui prendere parte via web – vista l’emergenza Covid – dedicati al Gentil Sesso. I due appuntamenti fanno parte della bella iniziativa della casa editrice dal titolo Incontriamoci, che propone libri, autori, live, reading e incontri rigorosamente online, per discutere di cultura in ottica contemporanea.

Per partecipare all’evento, vi basterà collegarvi alle ore 19 sulla pagina Facebook della casa editrice.

BONFIRRARO EDITORE: CHE COS’E’ INCONTRIAMOCI?

Internet è, citando Marc Augè, un “nonluogo”, uno spazio in cui quello che vi transita non è riconducibile a coordinate spazio-temporali determinate. Bonfirraro Editore riplasma questo spazio per renderlo un ambiente transazionale, in cui creare legami, relazioni e sinergie. Attraverso il dialogo, la casa editrice vuole stimolare l’incontro e il confronto, travalicando i limiti fisici e geografici. Grazie alle risorse offerte dal web, i partecipanti accederanno alla stanza virtuale, collegandosi da ogni città d’Italia.

Il format nasce per reagire alle limitazioni causate dall’emergenza sanitaria da Covid-19 con talk, conversazioni, dibattiti online, incontri con autori e personaggi di spicco del mondo della cultura. I partecipanti si confrontano, una o due volte a settimana, su tematiche sempre diverse, portando nell’agorà digitale un’immagine corale, ma allo stesso tempo individuale e personale su argomenti di grande attualità e sensibilità.

Sono 8+1 gli incontri ideati e organizzati dalla casa editrice. Le tematiche affrontate rispecchiano a pieno le linee editoriali e le scelte più vincenti: si andrà dal giallo al romanzo storico, dalla narrativa femminile ai saggi d’inchiesta. Un appuntamento, invece, sarà dedicato ai professionisti dell’editoria e alle loro previsioni sugli effetti del Covid-19 nel settore.

2 APPUNTAMENTI AL FEMMINILE ALL’INSEGNA DELLA CULTURA IN UNA SETTIMANA PARTICOLARE…

Il programma di Incontriamoci in rosa prende il via oggi lunedì 23 novembre alle 19,00.

A prendere parte all’incontro ecco le scrittrici Serena Ricciardulli, Samanta Viva, Stefania Rinaldi e Simona Zeta, con la partecipazione di Emma Fenu di Letteratura e Cultura al femminile e la giornalista Maria Teresa Cascino, co-fondatrice del Women’s Fiction Festival. A moderare l’incontro ci sarà Eva Luna Mascolino.

Incontriamoci in rosa Bonfirraro Editore
Alcuni libri delle autrici che partecipano a Incontriamoci in rosa per Bonfirraro Editore

Giovedì 26 novembre invece, sarà la volta di Incontriamoci in rosa: No Violence. Ad intervenire saranno le scrittrici Ismete Selmanaj, Marcella Spinozzi Tarducci, Mariuccia La Manna, Silvia Ammavuta con la partecipazione di Cristiana Scoppa di Associazione Dire Donne in Rete contro la Violenza, Giulia Cuter del progetto Senza Rossetto. Modera l’incontro la giornalista Giusy Sciacca.

INCONTRIAMOCI: GLI ALTRI APPUNTAMENTI DA NON PERDERE

Lunedì 30 Novembre

Incontriamoci con la storia attraverso il romanzo storico. Un viaggio nella storia attraverso i titoli di Bonfirraro editore. Intervengono gli scrittori: Eleonora E. Spezzano, Massimiliano Gagliardini, Sal Costa, Samuele Cau con la partecipazione della scrittrice Barbara Bellomo e lo storico Tino Vittorio. Modera l’incontro Roberto Orsi di Thriller storici e dintorni.

Giovedì 3 Dicembre

Incontriamoci nella Torino magica. Un viaggio nella Torino esoterica. Interviene lo scrittore Enzo Orlando con la partecipazione di Carlo F. De Filippis, Daniela Schembri Volpe, lo storico Giancarlo Guerreri e Igor Caputo della Libreria Aretusa di Torino. Modera l’incontro Michela Tanfoglio.

Lunedì 7 Dicembre

Incontriamoci in Sicilia con i suoi segreti. Intervengono Massimiliano Scudeletti, Gabriele Mulè, Ivan Nicosia, Salvatore Arena; con la partecipazione di Giacomo di Sicilian Says e Joshua Nicolosi, curatore della rubrica Sicilitudine per Sicilian Post. Modera l’incontro Giorgio Romeo, direttore di Sicilian Post.

Giovedì 10 Dicembre

Incontriamoci nel futuro: editoria 4.0. Dibattito sul futuro dell’editoria e previsioni per il 2021. Partecipano Massimo Fazio blogger di “Quelli che…letto, riletto e recensito”, Leonardo Taiuti di Bookdealer, Mariana Marenghi del Covo della Ladra – Ladra di Libri, Enrico Quaglia di NW consulenza e marketing editoriale e l’editore Salvo Bonfirraro. Modera il giornalista Valerio Musumeci.

Lunedì 14 Dicembre

Incontriamoci a Natale con un libro. Lo staff di Bonfirraro editore e i suoi autori augurano Buon Natale e felice anno nuovo. Che il 2021 sia un anno migliore.

Per rimanere aggiornato sugli eventi cliccate qui.

 

In homepage la foto dell’Editore Salvo Bonfirraro in una presentazione in Mondadori

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Dark Music: 10 canzoni sulla morte dannatamente oscure https://www.mywhere.it/81055/canzoni-dark-sulla-morte-della-storia-della-musica.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=canzoni-dark-sulla-morte-della-storia-della-musica https://www.mywhere.it/81055/canzoni-dark-sulla-morte-della-storia-della-musica.html#respond Mon, 23 Nov 2020 12:00:01 +0000 https://www.mywhere.it/?p=81055 MONDO – Come viene vissuto il tema della morte e della decadenza nella musica? Abbiamo cercato di dare una breve risposta con un occhio attento alla storia e alle sue espressioni più inaspettate. Ecco la nostra top 10 sulle canzoni sulla morte più dark. A novembre raccontiamo il macabro declinandolo in tutte le sue forme. […]

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MONDO – Come viene vissuto il tema della morte e della decadenza nella musica? Abbiamo cercato di dare una breve risposta con un occhio attento alla storia e alle sue espressioni più inaspettate. Ecco la nostra top 10 sulle canzoni sulla morte più dark.

A novembre raccontiamo il macabro declinandolo in tutte le sue forme. Ne abbiamo parlato attraverso il cinema, attraverso l’arte, i libri e i riti funerari più bizzarri del mondo. In tutto ciò poteva mai la musica non essere anch’essa investita dal potere attrattivo dell’oscurità? Ovviamente no! Bene, state tranquilli, non è nulla di troppo pauroso: quella che segue è una selezione di canzoni sulla morte dannatamente dark. Attingeremo dal filone goth e dal black metal, ma non crediate che in altri generi siano assenti sound, video o testi che possono far riferimento al dark e alla morte. Pop, rock, insomma, la morte ha fatto “belli tutti”.

10) Alabama Song – Bertolt Brecht & Kurt Weil

Una canzonaccia da postriboli cantata da prostitute nell’opera di Brecht Mahagonny di fine anni ’20. Alabama Song è la morte che cerchi in un bicchiere. Un bicchiere oscuro che attrae e ha attratto, guarda caso, Jim Morrison e i Doors che nel 1967 riesuma letteralmente il brano con una cover ancor più famosa dell’originale. Ciò che colpisce di questa canzone dark tra le canzoni dark è la sua stranezza, accattivante, fuori contesto, dal ritmo contagioso e dalla melodia perfetta per “situazioni alcoliche” al limite.

9) Sweet Dreams – Marylin Manson

Era solo una malinconica ballata dance degli Eurithmics. Ma nelle mani di Marylin Manson è diventata la dichiarazione d’amore più spaventosa della storia del rock, un incubo contemporaneo. Il tema delle identità rubate, degli abusi sadici, del cinico masochismo ha qui trovato la sua tetra catarsi musicale. Manson sfoggia nel brano veri e propri ruggiti umani, sembra contorcersi come un demone, accompagnato rigorosamente e terribilmente da chitarroni potenti ed eco mostruosi.

8) Silent Scream – Slayer

Non è ancora chiaro da che parte stanno esattamente gli Slayer, ma i loro affreschi sulla violenza sono sempre stati i più efficaci. La versione più attendibile è che il loro è un discorso affatto descrittivo dei fatti. Non prendono una posizione esplicita ne a favore ne contro. In questo caso si parla dell’aborto … dalla parte del feto. L’ispirazione viene fuori da un filmato omonimo del 1984 antiabortista. È chiaro che molti si aspettavano Angel Of Death, o tutto Reign In Blood magari, ma qui il tema è più particolare. E parliamo della migliore doppia cassa dell’area trash metal.

 7) The Lonesome Death Of Johnny Ace  – Spectrum with Captain Memphis

Il pezzo è la sontuosa biopic di Johnny Ace, artista rithm&blues degli anni cinquanta che si divertiva a giocare con le pistole. Gli piacevano le armi. Gli piacevano le pistole. E la sera di Natale del 54 Johnny Ace preme il grilletto con la pistola puntata sulla fronte. “Guarda la pistola è scarica non ti preoccupare”. Racconta di aver sentito un testimone. E boom. Questa volta sarà l’ultima.

 6) Paradise, Bruce Springsteen

Col Boss c’era solo l’imbarazzo della scelta. Lost In The Flood, Incident On 57th Street, Streets Of Fire, Wreck On The Higway, Nebraska, fino al sogno svanito in Born In The USA. Ma questa di Paradise è una grande lezione. Di fronte a due lutti, due donne reagiscono in maniera diversa. Una si arruola e diventa una terrorista suicida. Si fa saltare per aria in nome del Paradiso. La seconda sa che il Paradiso è vuoto e che quando sei morto sei morto. Punto.

 5) Back to Black, Amy Winehouse

Il brano in questione è del 2007 e fa parte del secondo e ultimo album della nota cantante americana. Amy in Back to Black riesce a farci tornare al soul degli anni sessanta. E in scena, sia nel video che nella canzone, va un funerale. Il suo. E fa specie ancora parlarne, visto che qualche anno dopo il suo amore per la musica, i suoi eccessi e i suoi desideri sono venuti a mancare qualche anno dopo. Uno shock dal quale niente e nessuno è riuscito a salvare una delle migliori voci femminili degli ultimi anni.

 4) La Ballata Degli Impiccati, Fabrizio De andrè

La canzone finisce in questo modo: “coltiviamo per tutti un rancore che ha l’odore del sangue rappreso, ciò che prima chiamammo dolore è soltanto un discorso sospeso“. E il discorso potrebbe finire quà. Non c’è altro da dire. Se non che si tratta dell’arrangiamento in musica di un poema di Villon tardo quattrocentesco.

3) Hurt, Johnny Cash

La canzone non è sua. È dei Nine Inch Nails. Ma tutti da subito avevano capito che Johnny Cash aveva trattato con guanti d’oro il pezzo di Trent Reznor. E a questo punto è inevitabile la trasformazione di una formidabile canzone in un classico capolavoro della cultura americana. Per alcuni poi il video prodotto per il brano musicale ha ingigantito all’inverosimile la portata dei contenuti di testo. Il pezzo comincia così: “Mi sono fatto ancora del male, oggi, per vedere se riesco ancora a sentire qualcosa”. Prosegue poi col torrido racconto di droghe, abbandoni, odio, solitudine, dolori. E atterra su esistenze al limite di una vita parsimoniosamente grattugiata dall’alto sulle ossa consumate di uomini oramai fin troppo stanchi e fiaccati da tutto e tutti. Nella nostra lista delle canzoni sulla morte lui non poteva non esserci.

2) Avalanche, Leonard Cohen

Il brano è tratto da Songs Of Love And Hate, terzo disco del cantautore canadese, 1971, canzoni d’amore e odio, titolo che già di per sé rende giustizia alla nostra scelta.

Il motivo è un invito a non fermarci di fronte alle apparenti mostruosità nella nostra continua ricerca dell’oro. In molti ci hanno visto un dialogo soprannaturale con le divinità. I toni cupi nascondono una solennità glaciale. È una delle canzoni più misteriose della collezione di testi di Leonard Cohen.

1)  Bob Dylan, The Lonesome Death Of Hattie Carroll

Al primo posto tra le canzoni sulla morte, nella nostra classifica ecco Bob Dylan. The Lonesome Death Of Hattie Carroll è la storia di un omicidio compiuto davanti a testimoni. Due minuti dopo l’arresto l’omicida è a piede libero. Gli viene inflitta una pena irrisoria perchè di famiglia benestante con protezioni politiche molto in alto. Dylan ci fa scegliere: cosa è peggio? L’omicidio o il sistema che c’è dietro? Ma forse Dylan va anche oltre: l’omicidio, quell’omicidio, è la conseguenza inesorabile di tutto un sistema di valori. Uno dei fatti di cronaca più celebri della canzone internazionale.

Testo di Palandroide

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Vincere a Tale e quale show ci fa scoprire una Lidia Schillaci inedita https://www.mywhere.it/81688/vince-a-tale-e-quale-show-lidia-schillaci.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=vince-a-tale-e-quale-show-lidia-schillaci https://www.mywhere.it/81688/vince-a-tale-e-quale-show-lidia-schillaci.html#comments Mon, 23 Nov 2020 09:30:11 +0000 https://www.mywhere.it/?p=81688 ITALIA – Lidia Schillaci e la sua vittoria ad uno dei programmi più seguiti di Rai 1 “Tale e quale Show” condotto da Carlo Conti. Dopo essersi classificata seconda nell’edizione 2019, al Torneo dei campioni si è esibita in difficilissime esecuzioni da Lady Gaga a Giorgia , a Maria Callas, a Edith Piaf e Whitney […]

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ITALIA – Lidia Schillaci e la sua vittoria ad uno dei programmi più seguiti di Rai 1 “Tale e quale Show” condotto da Carlo Conti. Dopo essersi classificata seconda nell’edizione 2019, al Torneo dei campioni si è esibita in difficilissime esecuzioni da Lady Gaga a Giorgia , a Maria Callas, a Edith Piaf e Whitney Houston conquistando il podio con un’incredibile esibizione nei panni di Mina.

Avevamo parlato di Lidia Schillaci qualche mese fa a proposito del suo nuovo singolo dal titolo Siamo tutti Capaci ed eravamo convinti che avrebbe fatto un’ottima performance a Tale e quale show. Abbiamo tifato per la sua vittoria anche se il risultato non era scontato.

A “Tale e quale show” con le sue interpretazioni, Lidia sbalordisce l’Italia e non solo, una su tutte quella di Lady Gaga in cui canta Shallow ed è così che negli Stati Uniti d’America, la scambiano per la stessa star del pop internazionale, molte le riviste Americane che pubblicano notizie di Lady Gaga usando la foto di Lidia a Tale e quale Show.

Bravissima, nella finale, la performance di Jessica Morlacchi nei panni di Lara Fabian. Sicuramente non le migliori quelle di un trasformista come Sergio Muniz che mi ha molto colpito nei precedenti personaggi, da David Bowie, Cat Stevens a Julio Iglesias.
Anche Pago è stato degno di nota ma in finale non ha dato il meglio di sé nei panni di Franco Califano, ma ha dimostrato ampiamente nelle puntate precedenti la sua bravura.
Divertente, e comunque efficace, l’imitazione di Francesco Monte nelle vesti di Ultimo. Una rivelazione Giulia Sol che in ogni puntata ha dato il meglio di sé.

Insomma meritatissima la vittoria di Lidia Schillaci del Torneo di Tale e Quale Show 2020 grazie alla sua performance nei panni di Mina con la canzoneIo e te da soli” in un’esecuzione da brivido. La cantante ha confessato che Mina è la sua preferita e la segue (e la studia) da sempre. E forse proprio per questa sua grande passione verso la venerata cantata è riuscita ad interpretarla a perfezione. In questo caso, bisogna dirlo, plauso al trucco. Era davvero una goccia d’acqua!

TALE QUALE SHOW Lidia Schillaci Mina

Come sapete, anch’io ho un’adorazione per MINA, quindi non potevo che tifare per entrambe!

 

CHI E’ LIDIA SCHILLACI: LA BIOGRAFIA DELL’ARTISTA CHE HA VINTO TALE E QUALE SHOW

Lidia Schillaci nasce il 28 Marzo 1984 a Palermo, figlia di Giovanna e Antonio, mamma allora casalinga e papà poliziotto. É la più grande di tre figli, Daniele e Rossella che arrivano dopo qualche anno.

L’infanzia di Lidia è purtroppo segnata da eventi familiari poco piacevoli dovute ai continui litigi dei genitori, e al cattivo carattere del padre, arrivano i fratelli dopo 3 anni dalla nascita di Lidia, prima Daniele e dopo 8 mesi Rossella, ma le tensioni in casa non diminuiscono e il rapporto tra i genitori di Lidia ormai deteriorato arriva al divorzio.

Lidia viveva in una bellissima casa a Palermo che dovette lasciare all’età di 4 anni, Giovanna insieme ai due fratellini più piccoli si trasferì a casa dei suoi genitori a Castellammare del Golfo.

Da allora tra Lidia, i suoi fratelli e il loro padre avvenivano incontri sporadici, il padre si era rifatto una vita e non cercava molto i figli, se non per incontri stabiliti dal tribunale, che però si concludevano sempre con pianti e inutili sofferenze.

L’infanzia di Lidia però a parte l’abbandono del padre, grazie all’amore dei nonni, trascorse il più possibile in modo sereno, circondata dai fratellini, da un affetto incondizionato e da valori sani che la fecero crescere in un ambiente protetto.

tale quale show

Il modo migliore che Lidia aveva per scappare dai momenti tristi che riaffioravano talvolta era la musica… il carattere di Lidia era di una bambina sempre sorridente che amava recitare poesie, filastrocche e cantare canzoni.

La nonna di Lidia, Rosina, la assecondava in questa sua attitudine, quando un giorno mentre a casa avevano acceso la radio suonò un pezzo, era Summertime di Luis Armstrong, Lidia si precipitò vicino la radiolina di casa e rimase ad ascoltare incantata ed iniziò a dire a sua nonna che lei nella vita avrebbe voluto cantare quella musica.

La nonna da allora per rendere felice la sua nipotina le regalava cassette audio, addirittura basi musicali per farle coltivare quella passione che tanto la faceva sorridere e star bene.

Ogni giorno Lidia, in solitaria giocava davanti la strada di casa, davanti l’uscio della casa abbandonata accanto a quella della nonna, immaginava sempre di essere su un palcoscenico tutto suo da cui partiva il gioco che consisteva nel cantare, tutto quello che le veniva in mente, tutte le canzoni che le piacevano, allietando il quartiere e ricevendo ogni giorno gli applausi dei vicini.

Crescendo questa passione non poteva rimanere solo tale, e la mamma decise di farla studiare, la iscrisse dapprima ad un coro di voci bianche, che nel giro di un anno si trasformò in un coro che accompagnava Lidia in dei pezzi Gospel, anche perché fin dall’età di 6 anni ogni volta che cantava Lidia sembrava avesse già una voce da adulta ed era impressionante vedere questa cosa in una bambina così piccola.

Con l’ingresso alle elementari la mamma di Lidia trova un lavoro da impiegata ala provveditorato agli studi di Trapani e decide quindi di investire i soldi del suo primo stipendio per comprare un pianoforte alla figlia che inizia a studiare con un insegnante privato.

Studia pianoforte per 5 anni poi viene inscritta al Conservatorio “Antonio Scontrino” di Trapani dove prosegue gli studi.

Nel frattempo Lidia vuole studiare canto, dapprima inizia con il Lirico insieme ad Elizabeth Smith, soprano e regista statunitense, che allora insegnava al Teatro Massimo di Palermo, anziano i primi viaggi, tra Trapani e Palermo per gli studi musicali.

All’età di 12 anni entra a far parte della classe di Maria Pia de Vito all’interno del Brass Group di Palermo con la quale finalmente inizia a studiare canto Jazz, per 5 anni contemporaneamente agli studi in Conservatorio e agli studi del Liceo Classico.

In quegli anni però si susseguono varie band, con le quali Lidia fa concerti in giro per la Sicilia, seguita dalla madre che non la lascia mai da sola.

OPERAZIONE TRIONFO

Lidia Schillaci a “Tale e quale Show” nell’esecuzioni di Lady Gaga

Aveva 17 anni e mezzo quando, la madre decide di iscriverla ad un programma Tv, Operazione Trionfo, condotto da Miguel Bosè.

Dopo tre mesi di selezioni che partirono da Catania e che poi si svolsero a Roma venne comunicato a Lidia che sarebbe stata protagonista del programma insieme ad altri 12 concorrenti. L’esperienza fu straordinaria Lidia studiava all’interno di questa accademia con i migliori insegnanti d’Italia e nel corso della trasmissione ha avuto modo di incontrare e di cantare con Dion Warwick, Celine Dion, Phill Collins, Tom Jons e molti altri. Si classifica sul podio al secondo posto e da quella esperienza ottiene un contratto discografico con Warner Music Italy.

Lidia nel frattempo consegue la maturità e appena diciottenne si trasferisce a Milano dove inizia la collaborazione con Warner. Inizia a lavorare sul suo progetto che però tarda ad arrivare e che nell’effettivo non uscirà mai con Warner, l’ingresso dei talent in Italia era ancora una cosa troppo nuova per la discografica che non era pronta a questo tipo di cambiamento nella musica a differenza di oggi.

Dopo aver vissuto qualche tempo a Milano, decide di concentrarsi sul lavoro di scrittura e composizione ma sente l’esigenza di vivere in un posto ricco d’arte e di ispirazione e quindi parte e trova un alloggio a Firenze dove vivrà in un appartamento del centro insieme ad una ragazza che faceva la stilista, Firenze diventerà la sua città per quattro anni.

Non smette mai nel frattempo di fare live e di proporsi per provini anche teatrali come attrice e cantante, quando nel 2005 viene convocata per un provino a Milano per affiancare un grande artista Italiano e internazionale, Eros Ramazzotti che la sceglie come sostituta di Anastacia e con il quale Lidia parte per il suo primo tour mondiale.

TOUR E COLLABORAZIONI VARIE

Lidia Schillaci a “Tale e quale Show” nei panni di Beyonce

Parte così una collaborazione che durerà ben 6 anni, Lidia affiancherà Eros Ramazzotti per quattro Tour mondiali che le permetteranno di viaggiare e di girare il mondo, di visitare posti che aveva sempre sognato e di calcare i palchi più ambiti al mondo, da Radio City Music Hall, al Barkley centre di New York , al The Forum di Los Angeles, al Sidney Entertainment Centre, all’Auditorium National di città del Messico, all’Arena di Verona, al Teatro antico di Taormina, allo Stadio Olimpico di Roma, allo stadio di San Siro di Milano etc..

Contemporaneamente Lidia si dedica alla composizione, scrive una canzone che diventa “Song up to” della colonna sonora del Film “Sbirri” con regia di Roberto Burchielli interpretato da Raoul Bova e canta anche altre canzoni del resto della colonna sonora scritta dal maestro Fabrizio Lamberti.

Sono gli anni in cui cambia nuovamente città e va a vivere a Genova dove, insieme al maestro Lamberti, scrive canzoni si dedica alla composizione

Si apre un nuovo scenario nella vita artistica di Lidia, quello del cinema, a cui l’incontro con il regista Roberto Burchielli diede il giro di boa. Infatti fu proprio lui, durante un live in un locale di Genova dove Lidia si esibiva, ad avere l’intuizione di chiederle di recitare per un progetto al quale stava lavorando.

Fu così che nel giro di un anno Lidia iniziò a lavorare dapprima alla colonna sonora di una fiction in 8 puntate, per Canale 5 dal titolo “Non smettere di Sognare” che vedeva Lidia non solo come autrice e cantante ma anche come una delle attrici protagoniste.

Continuano le sue collaborazioni anche con altri artisti italiana quali Max Pezzali in un tour italiano ed Elisa Toffoli per altri due tour italiani.

Dopo qualche tempo Lidia si trasferisce nuovamente Milano e viaggia per lavoro tra Roma e Milano.

I SOCIAL NETWORK CAMBIANO LE PROSPETTIVE

Lidia Schillaci a “Tale e quale Show” nei panni di Antonella Ruggiero

Con l’avvento dei Social Lidia si fa largo sulla piattaforma di LiveStreaming chiamata “Periscope” (una applicazione firmata Twitter) che consente video live in diretta streaming attraverso lo smartphone. La sua prima diretta la fece dal Colosseo a Roma dove in compagnia di un centurione iniziò a cantare liberamente attirando con entusiasmo molte persone da tutto il mondo che iniziarono a seguire le dirette di.

Si connetteva tutti i giorni e ad ogni appuntamento il pubblico di Lidia aumentava sempre di più. Tra i nomi che hanno assistito e sostenuto Lidia nelle sue performance live e nel format che lei stessa aveva creato chiamato,#StreetShow #LidiaLive ci furono; la modella/conduttrice americana Tyra Banks, Fiorello, Nicola Savino, Samantha Cristoforetti (addirittura dallo spazio)

Proprio via “Periscope” Lidia viene notata oltreoceano da Lance Ulanof che la cita sul sito mashable.com e la notizia rimbalza su Wired.com e su Wired.it che le richiede un intervista definendola la prima “Periscope Star della Musica Italiana.”

Lidia diventa così la principale Case History citata da Twitter in ambito musicale e web, per questo un brand mondiale come Nutella – FERRERO, la sceglie come voce principale dello spot che nel gennaio 2017 spopola sui social e in tv “NUTELLA Come te non c’è nessuno”. In Italia è Rosario Fiorello che si accorge per primo di lei, la vuole al suo fianco all’Edicola Fiore dove Lidia continua a partecipare e a portare la sua musica. Oltre che da Fiorello viene notata e ospitata da Nicola Savino a “Quelli che il calcio” dove intratterrà il pubblico televisivo e social in una maratona canora di 2 ore.

Il Colonnello Astronauta Samantha Cristoforetti si innamora della voce di Lidia tramite i social, invitandola a cantare per lei alla presentazione del film documentario, che parla del viaggio della prima donna italiana nello spazio. Il pubblico che da tutto il mondo l’applaude conta più di 3.394.000 milioni di visualizzazioni su Periscope. Twitter Italia inserisce Lidia nella “blue list” degli influencer musicisti più rilevanti in italia.

Inventa un progetto innovativo chiamato #LidiaLive #StreetShow, da lei ideato, che consiste in appuntamenti musicali con cadenza settimanale nelle città di Roma e di Milano davanti i monumenti più importanti delle due città, in diretta LiveStreaming su Instagram e Periscope a cui partecipano anche vari ospiti del panorama televisivo e musicale italiano.

Lidia realizza di essere molto brava a trattenere il pubblico tramite i social e per questo farà svariate collaborazioni con diversi brand, come Smart italia, Ford, MasterChef … Viene chiamata a cantare, ma anche a condurre. Molti sono i live in italia e all’estero che la vedranno protagonista dove con una band dal sound internazionale porta in giro la sua musica. Gli ultimi suoi shows approdano negli Stati Uniti d’America, nelle città di New York e Boston.

Musicalmente Lidia è autrice e compositrice e attualmente si sta dedicando alla stesura e realizzazione del suo progetto da solista, nonostante il periodo di quarantena.

 

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Scarpette Rosse in Ceramica per dire No alla Violenza sulle Donne https://www.mywhere.it/81526/scarpette-rosse-in-ceramica-giornata-violenza-donne.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=scarpette-rosse-in-ceramica-giornata-violenza-donne https://www.mywhere.it/81526/scarpette-rosse-in-ceramica-giornata-violenza-donne.html#respond Mon, 23 Nov 2020 08:30:52 +0000 https://www.mywhere.it/?p=81526 ITALIA – Il 25 novembre torna La Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne. Per l’occasione, l’Associazione Italiana Città della Ceramica lancia un grido di aiuto in forma d’arte, pronta a testimoniare su uno dei drammi più atroci dei nostri tempi. Questo particolare periodo storico, al contrario di quanto si possa pensare, ha […]

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ITALIA – Il 25 novembre torna La Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne. Per l’occasione, l’Associazione Italiana Città della Ceramica lancia un grido di aiuto in forma d’arte, pronta a testimoniare su uno dei drammi più atroci dei nostri tempi.

Questo particolare periodo storico, al contrario di quanto si possa pensare, ha acuito una situazione già drammaticamente influenzata dalla pandemia. La cronaca è impietosa e le conseguenze distruttive della pandemia per le donne si fanno sentire.

«Crollo delle telefonate delle donne maltrattate? No, devo dire che noi siamo in controtendenza». Manuela Ulivi, avvocato, è Presidente della Casa di accoglienza delle Donne maltrattate di Milano (Cadmi), il primo rifugio antiviolenza a nascere in Italia nel 1986. Le sue parole testimoniano che la quarantena, per taluni anche confortevole, per altri è stata molto diversa, soprattutto per alcune donne che, ripiegate in una dimensione intima e domiciliare, hanno vissuto in maniera più penetrante e infima gli abusi e violenze.

NO ALLA VIOLENZA CON L’ARTE

Crediti foto: Paolo Liverani

L’AiCC, Associazione Italiana Città della Ceramica, che si distingue nel panorama culturale ed artigianale italiano per iniziative di impegno etico e poetico, interviene in questo particolare periodo storico attraverso l’arte portando nei Municipi, nelle biblioteche, in piazza, on line e sui social, le opere, le installazioni delle Scarpette Rosse in Ceramica per dire No alla Violenza sulle Donne (IV edizione).

L’AiCC la ricordiamo già da anni per le sue iniziative collettive di qualità, come Buongiorno Ceramica! – già oggetto di nostro interesse in un articolo dedicato – ritorna a mobilitare le sue Città, gli artigiani e gli artisti attraverso il progetto Scarpette Rosse in Ceramica.

Il messaggio viene trasmesso attraverso il senso civico contro l’abominio, prima ancora che artistico, con la realizzazione da parte dei ceramisti di scarpe rosse da collocare ed esporre all’interno dei palazzi delle Istituzioni cittadine, nelle scuole, nelle biblioteche, nelle piazze e in contesti urbani i più disparati, per dire dire NO in modo categorico ad uno dei drammi più devianti della storia dell’umanità.

“Le città italiane della ceramica sono depositarie di antichi valori artistici e culturali che fanno comunità ed è importante che da queste realtà parta un messaggio tanto forte e significativo contro un dramma umano e sociale così contrario ad ogni senso e legge d’umanità” – dichiara il Presidente di AiCC Massimo Isola.

“Oristano è stata la prima, a lanciare l’iniziativa in accordo con l’AICC. Una primogenitura che non è casuale: Oristano è la città di Eleonora d’Arborea che 6 secoli fa promulgò la Carta de Logu, uno dei più antichi esempi di codici di leggi, rimasto in vigore fino all’800, che conteneva norme contro la violenza alle donne. È un grande esempio di civiltà giuridica, sociale e morale.”

SCARPETTE ROSSE IN CERAMICA: UN PROGETTO LUNGO TUTTO LO STIVALE

Scarpette rosse in ceramica sul lungomare di Albissola

Scarpette Rosse in Ceramica delle Città della Ceramica è un progetto in progress, al quale aderiscono tutte le Città aderenti ad AiCC.

Citiamo, qui di seguito, alcune delle iniziative cui fa riferimento il comunicato ufficiale dell’evento:

Ad Albissola Superiore l’attenzione è puntata su un video che riunisce la straordinaria collezione di scarpette rosse in ceramica realizzate da artisti ed artigiani locali nel corso degli anni.

Celle Ligure invece affida al mare, come fosse un messaggio in bottiglia, il suo gesto poetico che sarà rilanciato attraverso un video su tutti i canali social istituzionali: una zattera, memoria di un Mediterraneo dolente, trascinerà a largo le scarpette rosse degli artisti.

Savona aderisce alla IV edizione di Scarpette Rosse in Ceramica per dire NO alla violenza sulle donne con incontri e laboratori online che si terranno il 24 e il 25 novembre 2020 sulla piattaforma Google Meet, spazio mai così attuale come sede di incontro e confronto.

Faenza, capitale storica nel mondo dell’arte ceramica, e sede dell’AICC che riunisce tutte le Città di Antica Tradizione Ceramica, creerà una installazione in Piazza del Popolo il giorno 25 novembre con le scarpe rosse in ceramica firmate da 13 noti artisti ceramisti residenti.

Gubbio fa scendere in campo tutti i ceramisti eugubini con scarpette in ceramica che saranno esposte nelle vetrine dei negozi del centro storico ed in quelle dei laboratori stessi oltre che in luoghi particolarmente significativi della città.

Scarpette rosse in ceramica no alla violenza sulle donne
Scarpette rosse a Deruta

A Deruta le scarpette create dai ceramisti nel giorno di Santa Caterina, loro patrona, saranno esposte per l’intera giornata del 25 novembre nell’atrio del Municipio permettendo alla comunità cittadina di riflettere su un tema di scottante attualità.

In Puglia, a Laterza, Scarpette Rosse avrà una dimensione esclusivamente digitale.

Significativo segnalare che Scarpette Rosse in Ceramica, giunta alla IV edizione comincia a far germogliare elaborazioni diffuse anche oltre le Città della Ceramica coinvolgendo Associazioni culturali, laboratori privati. È il caso per esempio dell’Associazione Scultura Ceramica di Genova che invita i suoi ceramisti a realizzare scarpette rosse a cui sarà offerta la cottura gratuita presso i propri forni.

Vi invitiamo caldamente a prendere parte a queste magnifiche iniziative di sensibilizzazione dedicate alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Testo di Valentina Biafore

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SPAGNA – “All’età di sei anni volevo essere un cuoco. A sette volevo essere Napoleone. E la mia ambizione è andata crescendo costantemente sin da allora.” Salvador Dalí nacque a Figueres, in Spagna, nel 1904. Ogni mattina si alzava dal letto e, per sua stessa ammissione, provava “un sommo piacere: quello di essere Salvador Dalí”.

Geniale, eccentrico, pungente, a tratti folle, Salvador Dalì ha sempre superato i limiti fin da giovane. Nel 1926, a ventidue anni, venne espulso dall’Accademia d’Arte di S.Fernando a Madrid a causa di atteggiamenti sfrontati verso i suoi professori. E nella sua vita non ha mai nascosto la sua personalità di enfant terrible.

Ammiratore dei contemporanei Picasso e Mirò, ma anche di Raffaello, di Rubens, di Dürer, di Vermeer, e di Velazquez, da cui ereditò i distintivi baffi lunghi ed arricciati, Salvador Dalí elaborò un personalissimo stile artistico fatto di straordinari contrasti, enigmi, illusioni e simboli. Il tutto condito da un’inconfondibile ironia e uno spiccato gusto per l’eccesso.

Introdusse l’arte in un territorio fino ad allora inesplorato: la psiche più profonda. Intorno agli anni ’30, infatti, Dalí si unì a Parigi al movimento d’avanguardia surrealista, composto da artisti innovativi che amavano rappresentare un mondo di immaginazione, di fantasia, di mistero, in cui nulla era come appariva. L’arte fu dominata dalla dimensione dell’inconscio, dove ogni restrizione della ragione era abolita, in favore di bizzarria e irriverenza, chiave di opere sempre più esuberanti.

Siamo tutti affamati e assetati di immagini reali. L’arte astratta sarà buona per una cosa: restituire all’arte figurativa la sua esatta verginità.” Affermò Dalí. Persino Sigmund Freud, le cui teorie di psicanalisi furono grande fonte d’ispirazione per  l’arte surrealista, rimase a tal punto affascinato da Dalí, da spingersi ad indagare l’arte originata da quello che definì “un serio problema psicologico”.

 

Salvador Dalì e il rinoceronte, Philippe Halsman, 1956

Il surrealismo divenne presto il movimento artistico più influente del ventesimo secolo. Ma Dalí non si omologò mai. Né da un punto di vista artistico né politico, tanto da perdere in pochi anni il favore dei suoi compagni. “La differenza tra me e i surrealisti è che Io sono Surrealista”, dichiarò candidamente.

In quegli anni Salvador Dalí realizzò alcune delle sue opere più celebri, tra cui Giraffa in Fiamme, Sogno Causato dal Volo Di un’Ape Intorno A Una Melagrana Un Secondo Prima Del Risveglio, Metamorfosi di Narciso, Cigni che Riflettono Elefanti, Piaceri Illuminati e, infine, la più rappresentativa in assoluto, La Persistenza della Memoria. In quest’ultima, compaiono numerosi simboli tipici dell’universo daliniano: gli orologi molli, che rappresentano la tirannia del tempo, il volto allungato con le lunghissime ciglia, gli insetti. Il talento innato consentì a Dalí di conquistare velocemente una fama internazionale. “Ci sono giorni in cui credo di morire per un’overdose di soddisfazione” avrebbe aggiunto lui.

Marianne Bargiotti Photo Salvador Dalí
Marianne Bargiotti Photo Salvador Dalí

 

 

 

Durante il Rinascimento, i grandi artisti non si limitavano a un singolo mezzo. Il genio di Leonardo da Vinci si è innalzato ben oltre i confini di un quadro”. Dalí, definendosi “paladino di un nuovo Rinascimento”, rifiutò sempre di porre dei limiti alla sua arte, e si interessò non solo alla pittura, ma anche alla scultura, alla scienza, alla fotografia, e a numerose altre discipline, come il cinema. Collaborò, infatti, con celebri registi cinematografici, come Luis Buñuel e Alfred Hitchcock. Insomma, la monotonia non ha mai trovato spazio nel turbinio di follia ed esuberanza della sua vita.

 

 

 

 

gioiello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si appassionò inoltre di moda: come dimenticare l’iconica collaborazione con la stilista Elsa Schiaparelli? Un connubio unico e stravagante, due personalità eccentriche la cui creatività si rivelò complementare e diede origine a pezzi che hanno scritto la storia della moda. Tra questi, l’abito in seta bianco decorato con una rossa aragosta, l’abito-scheletro, il famosissimo cappello a forma di scarpa col tacco rivolto verso l’alto, gli strabilianti tailleur con tasche a forma di cassetti.

Dalí realizzò persino quattro copertine per Vogue.

I Gioielli di Salvador Dalì

 

Il genio artistico realizzò inoltre sorprendenti gioielli. “Benvenuto Cellini, Botticelli, da Lucca crearono gemme decorative, calici, coppe, ornamenti ingioiellati di possente bellezza.” Questi i nomi di artisti a trecentosessanta gradi cui si ispirò. Dalí amava profondamente l’oro, che considerava come un materiale sacro, una celebrazione dell’anima e un segno di purezza. D’altronde, “nei gioielli, come in tutta la mia arte, io creo ciò che amo”. Oltre all’oro, le sue opere sono un’esplosione di diamanti, rubini, perle, smeraldi.

 

Dalì voleva che i suoi gioielli stimolassero un’estasi spirituale nello spettatore. Tra i più magnifici, troviamo il Cuore Reale, un gioiello meccanico che riproduce il battito incessante di un cuore tempestati di rubini. Fu creato in onore dell’incoronazione della regina Elisabetta II d’Inghilterra. L’elemento del cuore fu realizzato da Dalí anche nel suo gioiello Cuore a Nido d’Ape, il quale rappresenta la dolcezza che “è nel cuore di ogni donna”.

Straordinario il gioiello Labbra Rubino, nel quale Salvador Dalì reinterpreta in chiave surrealista il cliché poetico delle labbra. Degni di attenzione sono inoltre gli Orecchini telefono, in oro, diamanti, rubini e smeraldi: “L’orecchio è simbolo di armonia ed unità; il design del telefono ricorda la velocità della comunicazione moderna – la speranza e il pericolo di uno scambio istantaneo di pensieri”. Nei gioielli di Salvador Dalì si legge personale visione dell’artista nei confronti dell’universo, nei quali ripropone i temi della metamorfosi, dell’immaginazione, dell’illusione.

Come nel gioiello La Persistenza della Memoria, che riprende l’illustre dipinto. Anche l’Occhio Del Tempo, realizzato in platino, rubini e diamanti, rappresenta uno sguardo che vede attraverso il presente e al futuro, e rimanda all’ambiguità del tempo, che non può essere in alcun modo sovrastato. Chi non riconoscerebbe la mano di Salvador Dalí nell’effetto visivo dell’opera Albero della vita? La collana in oro e diamanti è in realtà un prezioso tronco da cui pende un viso dalla ispirazione antropomorfa. “(Questi gioielli) sono stati creati per compiacere la vista, elevare lo spirito, stimolare l’immaginazione, esprimere convinzioni.” Tuttavia, “senza una audience, senza la presenza di spettatori, questi gioielli non riuscirebbero a compiere la funzione per cui sono stati creati.

In conclusione, finché vi sarà un pubblico, l’arte di Salvador Dalí continuerà a vivere: “è lo spettatore l’artista definitivo”. Così Salvador Dalí, celebrando la soggettiva interpretazione, ci dimostra la forza inesorabile della follia dell’animo umano, unico nella sua complessità, in opposizione alla freddezza delle leggi della razionalità. Proprio questa forza è il motivo per cui tali opere sono destinate all’eternità: perché coinvolgono, stupiscono, meravigliano, scandalizzano, stravolgono e toccano l’umanità nel profondo, senza rispettare nessuna regola, e prescindendo dal tempo di un’epoca passata. Usando le parole del grande, visionario Dalí: “Ho un pensiero daliniano: l’unica cosa di cui il mondo non avrà mai abbastanza è l’esagerazione.

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