MyWhere https://www.mywhere.it Magazine online Thu, 24 Sep 2020 16:31:59 +0000 it-IT hourly 1 Tutti “pazzi” per le recensioni online: come considerare in modo corretto questi contenuti? https://www.mywhere.it/77677/recensioni-online-come-considerare-in-modo-corretto-contenuti.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=recensioni-online-come-considerare-in-modo-corretto-contenuti https://www.mywhere.it/77677/recensioni-online-come-considerare-in-modo-corretto-contenuti.html#respond Thu, 24 Sep 2020 16:00:11 +0000 https://www.mywhere.it/?p=77677 MONDO – Saper leggere delle recensioni online prima di procedere a un acquisto, ma quali sono i contenuti realmente utili? Come farsi un’idea circa un determinato prodotto e selezionare solo contenuti potenzialmente utilissimi in un modo appropriato? In un’epoca assolutamente digitale quale quella attuale, le recensioni online hanno davvero una grandissima importanza. Oramai è divenuta una […]

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MONDO – Saper leggere delle recensioni online prima di procedere a un acquisto, ma quali sono i contenuti realmente utili? Come farsi un’idea circa un determinato prodotto e selezionare solo contenuti potenzialmente utilissimi in un modo appropriato?

In un’epoca assolutamente digitale quale quella attuale, le recensioni online hanno davvero una grandissima importanza.

Oramai è divenuta una prassi quella di leggere delle recensioni online prima di procedere a un acquisto, o quantomeno per farsi un’idea circa un determinato prodotto, e non ci sono dubbi sul fatto che questa possibilità possa essere molto preziosa per il consumatore.

Le recensioni sono davvero tantissime, d’altronde è sufficiente digitare in Google il tipo di prodotto d’interesse seguito dalla parola “recensioni” per trovare subito tanti risultati, ma quali sono i contenuti realmente utili, o meglio, come vanno considerate le diverse recensioni che si leggono online?

Porsi questa domanda è molto importante perché non tutte le recensioni possono essere considerate uguali: in rete, si sa, scrivere contenuti falsi o tendenziosi non è impossibile, ecco perché è importante interfacciarsi con questi contenuti potenzialmente utilissimi in un modo appropriato.

Non esitiamo, dunque, e scopriamo quali sono le principali tipologie di recensioni.

Le recensioni online scritte spontaneamente dai consumatori

Le recensioni scritte dai consumatori, quelle che vengono scritte e postate in modo autonomo per il semplice desiderio di condividere la propria esperienza, sono diffusissime e si possono trovare negli spazi web più disparati.

Recensioni come queste possono trovarsi in blog personali, nei social network, nei forum di settore, senza ovviamente trascurare quei siti concepiti appositamente per la raccolta di recensioni.

Tutti questi ambienti web meritano di essere considerati interessanti, senza dubbio, ma sono accomunati da un aspetto: i contenuti in questione non sono verificati nella loro autenticità.

Questo non significa, sia chiaro, che tali recensioni siano necessariamente false o manipolate, anzi verosimilmente si tratta soprattutto di recensioni vere, ma purtroppo non si può avere piena certezza di questo e l’eventualità di imbattersi in un parere “fake” non è esclusa.

Le cosiddette recensioni certificate

Le recensioni certificate sono pubblicate in appositi portali e si tratta appunto di recensioni che possono essere scritte solo da chi ha effettivamente provato un determinato e-commerce, un prodotto o un servizio.

Questi servizi online, a cui le aziende tengono molto per poter curare al meglio la loro reputazione, prevedono specifiche procedure di pubblicazione che escludono in modo categorico la possibilità che le recensioni siano postate da persone che non hanno provato gli e-commerce in questione, di conseguenza è evidente che questi siti Internet siano particolarmente interessanti per il consumatore che vuol leggere dei pareri.

Le recensioni tecniche di siti web specializzati

Esistono in rete dei servizi gratuiti concepiti appositamente per il consumatore, dei portali che contengono le cosiddette “guide acquisto“, delle recensioni di natura tecnica che spiegano in modo approfondito i pro e i contro dei vari prodotti e che suggeriscono quelli più interessanti.

Queste recensioni non sono scritte da chi ha semplicemente comprato un prodotto, bensì sono delle recensioni rigorosamente “super partes” redatte da esperti del settore che illustrano con la dovuta competenza per quale motivo un prodotto meriti di essere preferito all’altro.

Provando a fare un esempio pratico, se si vogliono acquistare delle cuffie si può visitare la sezione “Audio” del sito web www.chimerarevo.com, in cui sono fornite appunto molteplici informazioni utili per il consumatore che si appresta a fare un acquisto.

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Com’è cambiato il mercato del caffè con il COVID-19 https://www.mywhere.it/77674/come-cambiato-il-mercato-del-caffe-con-il-covid-19.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=come-cambiato-il-mercato-del-caffe-con-il-covid-19 https://www.mywhere.it/77674/come-cambiato-il-mercato-del-caffe-con-il-covid-19.html#respond Thu, 24 Sep 2020 04:00:28 +0000 https://www.mywhere.it/?p=77674 ITALIA – Che danno ha subito il mercato del caffè con la chiusura delle attività di ristorazione, assieme a bar e locali durante il periodo di lockdown? Le grandi torrefazioni hanno beneficiato anche di una solida presenza online, invece come si sono difese le piccole torrefazioni di caffè? La comparsa del coronavirus COVID-19 ha avuto un impatto significativo […]

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ITALIA – Che danno ha subito il mercato del caffè con la chiusura delle attività di ristorazione, assieme a bar e locali durante il periodo di lockdown? Le grandi torrefazioni hanno beneficiato anche di una solida presenza online, invece come si sono difese le piccole torrefazioni di caffè?

La comparsa del coronavirus COVID-19 ha avuto un impatto significativo sulla vita di milioni di persone e, al contempo, ha lasciato un segno profondo sull’economia globale. Molti settori hanno risentito pesantemente della crisi provocata dai periodi di lockdown, facendo registrare sia un calo dei profitti sia un sostanziale mutamento delle dinamiche di mercato. È il caso, ad esempio, del settore del caffè e delle torrefazioni, che nel corso del 2019 ha assorbito il contraccolpo della quarantena, non senza conseguenze.

Il mercato del caffè prima e durante la quarantena

Il periodo di cosiddetto lockdown (dalla metà di marzo ai primi di maggio) è stato caratterizzato dalla chiusura delle attività di ristorazione, assieme a bar e locali. Tale provvedimento, che in realtà si è protratto per quasi tutto il mese di maggio in attesa che gli esercenti attuassero le misure di sicurezza previste dal protocollo sanitario, ha colpito non solo bar, ristoranti e affini ma anche le piccole torrefazioni di caffè. Queste, infatti, traggono la maggior parte dei propri ricavi dalle forniture alle attività del settore Horeca (Hotel, Restaurant e Catering) che per quasi tre mesi è rimasto completamente fermo. Ciò, ovviamente, rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza di centinaia di piccole torrefazioni che, numericamente, rappresentano la maggior parte del mercato del caffè nel nostro paese. Nel frattempo, invece, le grandi torrefazioni sono riuscite a limitare i danni; secondo uno studio condotto da Competitive Data, le grandi aziende hanno guadagnato nuove quote di mercato già nel 2019, ampliando una forbice che, nel 2020, a causa della crisi provocata dalla diffusione del COVID-19 si è ulteriormente allargata (per il settore Horeca si prevede una contrazione dei ricavi che oscilla tra il 30% e il 40%).

Oltre alla capacità di resistere al contraccolpo della quarantena, potendo contare su una rete di vendita al dettaglio capillare, le grandi torrefazioni hanno beneficiato anche di una solida presenza online. Il lockdown, infatti, ha accentuato una tendenza non certo recente, ossia quella degli acquisti a distanza tramite gli e-commerce. Costretti in casa per quasi due mesi, milioni di italiani hanno dovuto, fisiologicamente, votarsi allo shopping online e il caffè, in tal senso, non ha fatto particolare eccezione. Oltre agli utenti che già utilizzavano i canali digitali per effettuare buona parte dei propri acquisti, circa due milioni di nuovi consumatori hanno cominciato a comprare online, rivolgendosi a siti specializzati nella vendita di miscele, cialde e capsule (le monodosi per le macchinette elettriche), come Outlet Caffè; portali di questo tipo consentono all’utente di scegliere il prodotto che più soddisfa le proprie esigenze all’interno di un vasto catalogo, che include sia quelli dei grandi marchi più noti, sia le miscele delle torrefazioni che si sono affacciate più di recente sul mercato (come ad esempio il caffè Borbone).

Le possibili tendenze per i prossimi anni

Dato il contesto nazionale ed internazionale di grande incertezza, non è facile capire quale sarà l’evoluzione del mercato del caffè nel corso dei prossimi mese e del 2021. Di certo, il monopolio della grandi torrefazioni, che possono contare sia sul retail dei negozi fisici sia sull’e-commerce, non pare essere in discussione mentre preoccupa lo stato delle piccole torrefazioni, il cui destino è legato strettamente al settore di hotel e ristoranti. Il problema principale per l’Horeca è che, nonostante le misure di contenimento del contagio siano state sensibilmente allentate, il mercato non tornerà ai livelli precedenti lo scoppio della pandemia non prima di un anno (o forse più); nel frattempo, la contrazione dei flussi turistici e le mancate entrate (sia durante il lockdown che nei mesi a seguire) rischiano di fiaccare l’intero settore ed in particolar modo le attività di dimensioni più ridotte.

 

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Planimetria della casa: cos’è e come ottenerla https://www.mywhere.it/77682/planimetria-della-casa-cose-e-come-ottenerla.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=planimetria-della-casa-cose-e-come-ottenerla https://www.mywhere.it/77682/planimetria-della-casa-cose-e-come-ottenerla.html#respond Wed, 23 Sep 2020 15:55:12 +0000 https://www.mywhere.it/?p=77682 ITALIA – Quali sono pratiche le burocratiche e dove richiedere la documentazione relativa agli immobili? Proviamo intanto a chiarire dubbi sulla documentazione necessaria, ed in che modo si può ottenere la planimetria della casa. Le pratiche burocratiche legate agli immobili (a loro volta legate a procedimenti quali interventi di ristrutturazione intensiva, successione ereditaria, cessione, vendita e […]

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ITALIA – Quali sono pratiche le burocratiche e dove richiedere la documentazione relativa agli immobili? Proviamo intanto a chiarire dubbi sulla documentazione necessaria, ed in che modo si può ottenere la planimetria della casa.

Le pratiche burocratiche legate agli immobili (a loro volta legate a procedimenti quali interventi di ristrutturazione intensiva, successione ereditaria, cessione, vendita e simili) richiedono spesso l’impiego di una documentazione ben precisa, relativa alle caratteristiche strutturali (e non solo) del bene oggetto della pratica stessa. Tra i certificati che più di frequente possono rendersi necessari in situazioni di questo tipo figura la planimetria: vediamo di seguito di cosa si tratta e quali sono i modi per ottenerla in caso di necessità.

Cos’è una planimetria catastale

La planimetria catastale è un documento tecnico che contiene il disegno di una mappa in scala (1:200) in formato A4; quest’ultima riporta il perimetro della struttura dell’immobile e la suddivisione interna della stessa, individuando i singoli locali e le eventuali aperture presenti (porte o finestre). In aggiunta, la planimetria riporta anche gli elementi che fanno parte delle cosiddette “pertinenze”, come ad esempio una cantina, un giardino o altro. La planimetria viene chiamata “catastale” in quanto il documento viene registrato e conservato presso il Catasto, ossia il registro dei beni immobili siti sul territorio italiano (si divide in Catasto dei fabbricati e Catasto dei terreni). Dal punto di vista tecnico, la planimetria consente di visionare tutte le caratteristiche tecniche e strutturali del fabbricato (la planimetria dei terreni non esiste), quali le dimensioni, l’estensione superficiale, la distribuzione dei vani interni, le vie d’accesso e quant’altro.

Planimetria della casa

Come ottenere una planimetria del Catasto

Il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate riporta, nell’apposita sezione, le modalità di ottenimento di una planimetria catastale. Sul portale, si legge che il documento può essere richiestodai titolari di diritti reali, risultanti in catasto, o da loro delegatimentre la consultazione “può avvenire presso qualsiasi Ufficio provinciale – Territorio, sportello catastale decentrato o in modalità telematica tramite i servizi disponibili sul sito dell’Agenzia”. Alcune planimetrie sono disponibili solo in formato cartaceo, in quanto non sono state ancora meccanizzate né digitalizzate; pertanto, riferisce l’Agenzia delle Entrate, “la consultazione dei dati disponibili solo in formato cartaceo è possibile unicamente presso l’Ufficio provinciale – Territorio competente, con esclusione delle sedi di Trento e Bolzano, dove il servizio è gestito dalle rispettive Province autonome” (dal momento che a Trento e Bolzano è in uso il Catasto Tavolare). In tal caso, “la richiesta deve essere motivata, ad esempio, per esigenze collegate a profili urbanistici ed edilizi stabiliti a livello comunale o regionale, oppure ad attività di carattere peritale finalizzate all’individuazione di particolari profili civilistici, mirati a definire questioni contenziose, tali per cui risulta necessario ricostruire la storia grafica di ciascuna unità immobiliare”.

Planimetria della casa

L’acquisizione fisica delle planimetrie è quindi soggetta agli orari di apertura e chiusura degli uffici territoriali del Catasto; esiste, però, un’alternativa più rapida ed elastica rappresentata dai portali specializzati nell’estrazione di documenti d’archivio per pratiche burocratiche di vario tipo. Ragion per cui, qualora servisse, ad esempio, una planimetria casa, è possibile rivolgersi anche a siti quali Ivisura per ottenere il documento in tempi rapidi, dietro pagamento di una tariffa.

La procedura è molto semplice: basta inserire nell’apposito tool online messo a disposizione dal sito i dati anagrafici del proprietario, quelli identificativi dell’immobile e allegare un documento di identità del soggetto che vanta diritti reali sul bene accatastato. In genere la planimetria viene inviata all’utente che l’ha richiesta entro due ore lavorative (il tempo di consegna può variare leggermente a seconda del portale che eroga il servizio); nel caso in cui il certificato serva con particolare urgenza è possibile, pagando un sovrapprezzo, ottenere l’invio in minor tempo. Il principale vantaggio di questo tipo di soluzione è rappresentato dalla grande praticità e dalla possibilità di ricevere la planimetria in formato digitalizzato, così da averlo sempre a disposizione e senza il pericolo che possa rovinarsi o divenire inutilizzabile a causa dell’usura.

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I 7 libri da avere sempre con sé… prima di dormire https://www.mywhere.it/77288/i-7-libri-da-avere-sempre-con-se-prima-di-dormire.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=i-7-libri-da-avere-sempre-con-se-prima-di-dormire https://www.mywhere.it/77288/i-7-libri-da-avere-sempre-con-se-prima-di-dormire.html#respond Wed, 23 Sep 2020 06:01:49 +0000 https://www.mywhere.it/?p=77288 MONDO –  Dopo aver letto l’ottimo articolo di Rossella Belardi sui libri che contengono il numero 7 nel titolo, vediamo quali sono quei sette che ognuno di noi, secondo me, dovrebbe avere sul proprio comodino. Leggere un libro è una delle cose più belle, rilassanti e piacevoli che si possano fare in una giornata. Tra […]

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MONDO –  Dopo aver letto l’ottimo articolo di Rossella Belardi sui libri che contengono il numero 7 nel titolo, vediamo quali sono quei sette che ognuno di noi, secondo me, dovrebbe avere sul proprio comodino.

Leggere un libro è una delle cose più belle, rilassanti e piacevoli che si possano fare in una giornata. Tra i momenti (pochi a dire il vero, causa lavoro) che preferisco per immergermi in un buon libro è la sera, magari sotto le coperte. Aiuta a rilassarmi dopo le fatiche della giornata, mi concilia il sonno e l’attività onirica. Per questo sul mio comodino c’è sempre un buon libro (e il mio kindle)!

Ho cercato di selezionare generi differenti sperando d’ingolosire più persone possibile. Vediamo insieme quali sono i “magnifici 7“:

“LA STORIA INFINITA” di Michael Ende (1979)

La storia infinita – M. Ende

Quanti di voi lo hanno letto? Immagino (e spero) molti. Forse con questo primo romanzo mi dilungherò di più, ma è uno di quelli che ti capita di portare sempre nel cuore.

Un fantasy fiabesco, un metaromanzo (un libro che parla di un libro dentro un libro). La storia è ambientata a Fantàsia, un mondo che sta scomparendo a causa di un’entità chiamata Nulla. Il compito di salvarlo spetta a un bambino: Bastiano Baldassarre Bucci. Un fanciullo che, però, proviene dal mondo reale. Ma com’è finito Bastiano in un mondo fantastico?

In un giorno di pioggia inseguito dai perfidi compagni, decide di trovar riparo in una vecchia libreria. Proprio qui s’imbatte in un volume intitolato “La storia infinita”. Il libraio non vuole venderlo, ma l’attrazione per quel libro è tale che Bastiano lo ruba e ci si immerge. Letteralmente. Non è solo spettatore delle meravigliose avventure che vi sono narrate, ma ne è anche protagonista.

Particolarità editoriale di questo romanzo è la celebre stampa a due colori (rosso e verde acqua) per distinguere il filone narrativo del mondo reale da quello di Fantàsia. I 26 capitoli sono contrassegnati da un capolettera che ricorda le miniature medievali. Davvero unico nel suo genere!

Un libro che apre la mente e che ci fa volare di nuovo con la fantasia. È il regno che sognavamo da fanciulli, è forse la nostra stessa vita in bilico tra realtà e immaginazione. Un romanzo per riscoprire il nostro lato più creativo.

Ogni storia è una storia infinita – M. Ende

Qui dove poterlo acquistare, per chi fosse interessato.

“Generazione perduta” di Vera Brittain (1933)

Generazione perduta – Vera Brittain

Il secondo è un libro più crudo, anche fin troppo reale rispetto al precedente. Vera Brittain ci racconta l’esperienza vissuta della Prima guerra mondiale. Lei, giovane e di famiglia benestante, lascerà gli studi (entrò con estrema fatica a Oxford) per diventare infermiera nella V.A.D. (Voluntary Aid Detachment). Mentre viene spostata da un paese all’altro, la Guerra, tra le tante anime che si porta via, la priva del fratello ( Edward, seppellito sull’Altopiano di Asiago), del fidanzato (Roland) e dei sui due più cari amici (Geoffrey e Victor).

L’autrice raccoglie qui gli stati d’animo e quei i ricordi di anni tremendi che hanno segnato lei e tutta l’umanità. Dolorosa è la lettura di questo libro. Troppi gli orrori che le pagine descrivono, troppi gli spaccati di Storia che andrebbero, non dimenticati, ma ricordati per onorare chi vi perse la vita e per non permettere che accadano di nuovo.

Non l’ideale prima di andare a dormire, lo ammetto, tuttavia è un libro che fa riflettere molto…

Qui dove poterlo acquistare, per chi fosse interessato.

“In Vespa. Da Roma a Saigon” di Giorgio Bettinelli (1997)

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Per gli amanti del viaggio, da amante del viaggio (e della Vespa) mi sento di proporre questo bellissimo libro del compianto Giorgio Bettinelli che, nato con il viaggio nel sangue, ci racconta il primo dei sui numerosi viaggi in sella al mezzo italiano più famoso al mondo: la Vespa.

Questa passione nacque durante un soggiorno in Indonesia. Qui ricevette in regalo una vecchia Vespa. Durante quei mesi iniziò a girare da sud a nord l’isola di Sumatra e fu allora che decise di intraprendere, al suo rientro, il viaggio dall’Italia al Vietnam. Da Roma a Saigon, appunto.

24.000 chilometri da godersi, un’avventura da assaporare, una sera alla volta.

Il presente è molto più vivo nel futuro, quando è già passato” – G. Bettinelli

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“Cecità” di José Saramago (1995)

Libri da avere sempre con sé: Cecità – J. Saramago

Inserisco questo libro non solo perché mi è piaciuto moltissimo (come molte altre opere dell’autore) ma perché tornato, purtroppo, di moda a causa dell’esperienza del Covid-19.

Forse non il più semplice dal punto di vista stilistico (ad esempio non ci sono segni grafici che indichino i dialoghi) da apprezzare la sera, ma vi assicuro che la lettura scorre e tiene incollati lì, pagina dopo pagina.

Qui, con l’espediente di una malattia pandemica (appunto la cecità), Saramago ci fa riflettere sull’uomo in quanto tale, sulle relazioni interpersonali e i rapporti di forza, portando all’estremo le ordinarie caratteristiche dell’animo umano.

La storia (raccontata da una donna che non ha perso la vista) vede i primi cechi che vengono rinchiusi in un ex-manicomio prima della diffusione della pandemia e che, impossibilitati a fare qualsiasi cosa, cominciano a organizzarsi. Emergono quindi le personalità di ognuno (i più forti e i più deboli), insorgono conflitti e le condizioni di vita degradata a livello animalesco. L’autore non risparmia niente, dal bene al male, che finisce per colpire anche i migliori.

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“Guerra e Pace” di Lev Tolstoj (1865 – 1869)

Libri da avere sempre con sé: Guerra e pace – L. Tolstoj

Sono impazzito? Spero di no, ma leggere poche pagine prima di dormire di questa immensa (non solo perché lunga) opera vi aiuterà. Non vi parlerò della trama, posso dirvi che all’inizio sarà faticoso, ma vi presenterà innanzi gli occhi un mondo che parla di storie d’amore, guerra, dilemmi e  religione. Vi insegnerà la storia, con le sue grandi battaglie, vi farà comprendere la Russia di oggi.

Si parla di una vera guida alla vita. Tolstoj fornisce tante risposte per il quotidiano, ma ci esorta anche a non cercare di curare gli altri da stranezze e manie, ad accettare tutti per quello che sono, senza dimenticare che ognuno deve provare a rispondere alle domande della propria esistenza e trovare in sé il senso di tutto.

La storia è quello che ci capita. Il destino è quello che facciamo con queste circostanze.” – L. Tolstoj

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“Il paradiso degli orchi” di Daniel Pennac (1985)

Libri da avere sempre con sé: Il paradiso degli orchi – D. Pennac

Avete mai letto i libri di Pennac? Se la risposta è no, è un male e potete rimediare leggendo questo. Non rimarrete delusi e le risate non mancheranno. Lo leggerete in una sola serata, grazie a un ritmo narrativo veloce e alle numerose sorprese che rendono ricca di suspance la storia.

Il protagonista è Benjamin Malaussène che lavora in un grande Magazzino. Qui svolge una professione singolare, il capro espiatorio. Il suo compito non così facile come si crede. Deve infatti fare leva sulla bontà d’animo dei clienti furiosi che presentano i più svariati reclami per le merci o altro. Trasformare la rabbia in clemenza, l’indignazione in commiserazione, ecco il vero lavoro di Benjamin.

La sua missione è il ritiro di qualsiasi denuncia e reclamo. Ma questo status quo viene sconvolto da inaspettate e ripetute esplosioni all’interno del Grande Magazzino. Senza volerlo Benjamin si troverà coinvolto in questi casi e parallelamente alle indagini della polizia, per legittima difesa, intraprenderà una personale ricerca della verità.

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“Febbre a 90°” di Nick Hornby (1997)

libri da avere sempre con sé
Libri da avere sempre con sé: Febbre a 90° – N. Hornby

Eccoci infine all’ultimo dei 7. Ho scelto Febbre a 90°, un libro che parla di calcio (il nostro Paolo in questo articolo ci ha parlato del film basato sul libro) ma soprattutto dell’amore per il calcio, quello viscerale, di “pancia”.

Questo libro ribalta la narrazione sportiva canonica. Il protagonista non è il calciatore o una squadra, è il tifoso, è lui il vero protagonista. I calciatori passano, gli allenatori anche, ma quelli che rimangono sono sempre loro: i tifosi.

Siamo di fronte allo specchio in cui si riflettono le nostre passioni.

Qui dove poterlo acquistare, per chi fosse interessato.

Arrivati alla fine di quest’elenco probabilmente non avrò soddisfatto tutti, mi sono basato su gusti personali e sulla mia libreria. Spero però di aver lasciato il desiderio a qualcuno di voi di godersi uno di questi libri.

Il libro è una bellissima… buonanotte!!

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Stress ossidativo, di cosa si tratta? https://www.mywhere.it/77554/stress-ossidativo-di-cosa-si-tratta.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=stress-ossidativo-di-cosa-si-tratta https://www.mywhere.it/77554/stress-ossidativo-di-cosa-si-tratta.html#respond Wed, 23 Sep 2020 05:34:13 +0000 https://www.mywhere.it/?p=77554 MONDO – Quante volte sentiamo dire o diciamo noi stessi “in questo periodo sono molto stressato”, ma cosa si intende davvero per stress? L’argomento è molto ampio ed esistono molti fattori differenti che possono causare stress al nostro organismo, oggi impariamo qualcosa in più sullo stress ossidativo: cos’è, come funziona? Lo stress ossidativo è una […]

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MONDO – Quante volte sentiamo dire o diciamo noi stessi “in questo periodo sono molto stressato”, ma cosa si intende davvero per stress?

L’argomento è molto ampio ed esistono molti fattori differenti che possono causare stress al nostro organismo, oggi impariamo qualcosa in più sullo stress ossidativo: cos’è, come funziona?

Lo stress ossidativo è una condizione che ha alla base un’eccessiva produzione di radicali liberi da parte dell’organismo. La produzione di radicali liberi è necessaria ad una serie di funzioni vitali, ma quando la sua produzione eccede la quantità necessaria al corpo per funzionare al meglio, può danneggiare le strutture cellulari e dare origine a invecchiamento cutaneo, pelle secca ma anche patologie più gravi come quelle cardiovascolari e neurodegenerative. È importante quindi cercare di evitare che si presenti una situazione di ossidazione delle nostre cellule per non rischiare di andare incontro a patologie dannose per la nostra salute.

Per comprendere al meglio come evitare che si verifichi lo stress ossidativo, dobbiamo prima capire in che costa consiste e da cosa sia causato.

Lo stress ossidativo è un’alterazione dell’equilibrio che normalmente vi è tra la formazione e l’eliminazione delle specie ossidanti fisiologiche prodotte dal nostro organismo. Queste specie ossidanti sono i radicali liberi, cioè composti instabili che tendono a reagire con altre molecole tramite reazioni con lo scopo di stabilizzarsi.

Tuttavia questo fenomeno è del tutto naturale e fisiologico, in quanto i radicali liberi si producono all’interno della cellula in seguito a reazioni necessarie alla produzione di energia e dei tessuti ad alto consumo di ossigeno, come per esempio i muscoli.

I radicali liberi più diffusi sono i ROS (Reactive Oxygen Species), specie reattive dell’ossigeno che si formano nel nostro organismo in seguito a numero processi biochimici che includono l’ossigeno.

La presenza dei radicali liberi è fondamentale per mantenere l’omeostasi dell’organismo ma, quando il livello di ROS supera la soglia necessaria, può portare al un danneggiamento di diversi componenti cellulari e compromette la funzionalità dei tessuti. Soprattutto con l’avanzare dell’età, i radicali liberi possono accumularsi all’interno dell’organismo, grazie anche ad un indebolimento dei meccanismi protettivi e delle difese immunitarie dovuti dall’invecchiamento, incoraggiando così la formazione di patologie più gravi.

C’è da considerare, però, che lo stress ossidativo è causato anche da fattori provenienti dall’ambiente esterno, come per esempio l’uso di farmaci, l’inquinamento, il consumo di alcool e fumo.

Abbiamo detto che i radicali liberi possono causare patologie anche gravi e spesso possono essere difficili da riconoscere in modo tempestivo e non risparmiano neanche persone in età giovane in quanto un’altra causa esterna che incentiva la produzione di ROS è lo stress quotidiano, di cui sono spesso vittime proprio le persone più giovani a causa della vita frenetica.

Il riconoscimento dei sintomi non è facile in quanto il mutamento della struttura delle cellule dei tessuti causato dall’azione dei radicali liberi non è un processo immediato e, di conseguenza, non porta a sintomi visibili. I ROS possono attaccare, per esempio, le catene polinsature dei lipidi causandone l’ossidazione determinando così danni alle membrane cellulari e rendendole permeabili e quindi più suscettibili all’invecchiamento prematuro – un processo lento e graduale.

Stress ossidativo Foto MyWhere

I sintomi dello stress ossidativo sono comuni anche ad altre patologie, per questo spesso vengono trascurati o sottovalutati, e tra questi sintomi troviamo: i dolori muscolari, il mal di testa, la difficoltà nella digestione e la sudorazione frequente.

Sintomo caratteristico dell’ossidazione è l’infiammazione dei tessuti che si presenta come risposta del sistema immunitario che cerca di difendersi. Tuttavia questa risposta dell’organismo, che può essere spesso aggressiva, può favorire la formazione di patologie croniche come obesità, depressione, diabete, problemi cardiaci e malattie neurodegenerative.

È possibile però cercare di combattere l’insorgere dello stress ossidativo e può essere fatto adottando un’alimentazione sana e uno stile di vita attivo, scegliendo di eseguire una regolare e moderata attività fisica.

Campo da TENNIS foto MyWhere©
Lo sport, e l’attività fisica in generale, contribuiscono a rinforzare le difese immunitarie. foto MyWhere©

Per quanto riguarda l’alimentazione, sarebbe opportuno adottare un regime alimentare ricco di cibi in grado di stimolare e rinforzare le difese immunitarie. Gli alimenti consigliati sono quindi quelli ricchi di vitamine come:

  • Vitamina A, contenuta in aglio, pappa reale e olio di merluzzo;
  • Vitamina E, contenuta in cereali, soia e mais;
  • Flavonoidi e biflavonoidi contenuti in broccoli, frutti di bosco, cipolle, uva e cacao;
  • Carotenoidi, contenuti nelle carote ma anche in zucche, albicocche, pomodori e nelle verdure a foglia verde.
    Stress ossidativo frutti di bosco
    Dessert a base di frutti di bosco. foto MyWhere©

La regola di base, tuttavia, è sempre una: assumere 5 porzioni di frutta e verdura di stagione al giorno. È anche vero però che, a causa dei processi industriali, dell’uso dei pesticidi e una serie di altri fattori, non sempre la frutta e la verdura che acquistiamo hanno la stessa capacità antiossidante che troviamo sulle tabelle nutrizionali.

Per questo, a volte, è necessario andare a compensare l’assenza degli antiossidanti attraverso l’assunzione di integratori a base di betacarotene, vitamine E e C e coenzima Q10.

VERDURE a tavola Stress ossidativo. foto MyWhere©
Verdure a tavola per combattere lo tress ossidativo. foto MyWhere©

Per quanto riguarda l’attività fisica, invece, è molto importante farla nei modi e nei tempi giusti e, soprattutto, dedicare tutto il tempo necessario al riposo per non andare a stressare il nostro corpo. Allenarsi in modo eccessivo e continuo, infatti, determina una sovra-produzione di radicali liberi con la conseguente incapacità dell’organismo di eliminare le scorie accumulate.

 

In homepage foto Amanda Soccali per MyWhere©

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The Wrestling Corner, parla Francesco Zerini: “MJF come The Rock, Kenny Omega tornerà sul trono” https://www.mywhere.it/77602/intervista-a-francesco-zerini-aew-wwe-wrestling-corner.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=intervista-a-francesco-zerini-aew-wwe-wrestling-corner https://www.mywhere.it/77602/intervista-a-francesco-zerini-aew-wwe-wrestling-corner.html#respond Tue, 22 Sep 2020 13:38:55 +0000 https://www.mywhere.it/?p=77602 ITALIA – Nel caldo panorama del wrestling targato youtube spunta Francesco Zerini, giovane appassionato dello sport entertainment per eccellenza che ogni giorno pubblica contenuti sulla AEW, sulla WWE e sulle leggende del passato. Con lui entriamo nel cuore della federazione di Tony Khan analizzandone i punti di forza e non solo. C’è spazio anche per […]

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ITALIA – Nel caldo panorama del wrestling targato youtube spunta Francesco Zerini, giovane appassionato dello sport entertainment per eccellenza che ogni giorno pubblica contenuti sulla AEW, sulla WWE e sulle leggende del passato. Con lui entriamo nel cuore della federazione di Tony Khan analizzandone i punti di forza e non solo. C’è spazio anche per la casa base naturalmente, la WWE!

La battaglia tra WWE e AEW ci sta regalando grandi emozioni. Oggi vogliamo focalizzarci sulla federazione  capitanata da Moxley, Cody, Mjf, Chris Jericho e Kenny Omega cercando di capire chi saranno i top name nei prossimi mesi e come potrà la compagnia ( da qualche settimana in onda su Sky Sport Italia) raggiungere la sua grande rivale. Per affrontare questi temi e molti altri, abbiamo intervistato Francesco Zerini che sul suo canale, The Wrestling Corner, sta stupendo tutti gli appassionati per competenza, passione e creatività contenutistica.

intervista a francesco zerini

Ecco la nostra intervista con lui!

TROPPI EX WWE IN AEW? ECCO PERCHE’! E SU LESNAR…

 

1) Fin dalla creazione del tuo canale affronti con grande competenza e passione i temi legati al Pro Wrestling ma nell’ultimo periodo sembra che tu ti sia trasformato in uno YouTuber AEW. È davvero così? Ci spieghi i motivi di questa scelta?

Beh sicuramente non ho mai pensato a me come uno YouTuber AEW, però se è questo che traspare ben venga. Ho sempre trattato sul canale gli argomenti più interessanti per me in quel momento, i video sulla WWE non sono mai mancati da 6 anni a questa parte. Semplicemente in questi ultimi mesi il prodotto WWE non mi ha intrattenuto e ho avuto meno spunti per fare video sulla federazione dei McMahon e questo si è riflettuto nel canale. Invece la AEW ha messo su uno show di prima categoria per i miei gusti e quindi è stata inevitabile una sequela di video sulla nuova federazione, gli spunti non mancavano, le news nemmeno. Non mi definisco uno Youtuber AEW, realizzo sempre video su ciò che mi sta piacendo nel momento corrente, se un domani la AEW dovesse calare di qualità potrei benissimo attraversare una fase di Youtuber WWE e viceversa. Però posso dire con certezza che la AEW ha riacceso in me un amore per la disciplina perduto negli ultimi anni e credo che questo traspaia anche dai video. Il pubblico della AEW cresce giorno dopo giorno, spero che molti fan novizi trovino in me un punto di riferimento per la AEW in Italia, dei video per un’audience più matura e dedicata rispetto a trattazioni spesso troppo superficiali e sensazionalistiche che vanno di moda sul Tubo.

2) In uno dei tuoi video più recenti hai spiegato perché la AEW spesso si trova costretta ad ingaggiare ex WWE. Quale superstar della federazione di Stamford ti piacerebbe vedere prima o poi in AEW? C’è la possibilità che Brock Lesnar faccia questo passaggio?

Pensando ai possibili arrivi di star WWE in AEW molti identificano numerosi candidati maschili perdendo di vista i problemi reali della AEW. Il roster maschile in singolo è già strapieno di talenti e possibili top star, introdurre nuovi nomi in questa categoria non farebbe altro che soffocare possibili opportunità per le star in sviluppo. Non credo che la AEW voglia inserire top name come Lesnar nel proprio organico dovendo poi stravolgere gli equilibri in atto e rischiare di emulare la strategia della morente WCW.

Credo che la AEW debba lavorare intensamente sulla categoria femminile, eclissata dalle controparti WWE e Impact, per non parlare del Giappone. Ultimamente qualcosa si è mosso, però i risultati tardano ad arrivare e credo che l’introduzione di ex star WWE nella categoria femminile AEW possa attirare gli occhi dei fan una volta per tutte. I nomi si sprecano, la WWE degli ultimi anni, diciamolo con onestà, ha tirato fuori talenti su talenti per la categoria femminile. Se vogliamo abbandonarci al fanta-booking più libero, sogno l’approdo inaspettato di top star femminili in AEW come Becky Lynch o Charlotte Flair. Tuttavia, credo che il nome più realistico per la federazione dei Khan in questo momento sia Tessa Blanchard, ex-campionessa assoluta IMPACT e tanto corteggiata proprio dalla WWE in questi ultimi giorni.

“MJF: LA STELLA DEL FUTURO. KENNY OMEGA? UN PROTAGONISTA NASCOSTO PRONTO A ESPLODERE”

3) Uno dei profili più interessanti della federazione di Tony Khan è senza dubbio MJF. Classe 96’, capacità al microfono da top star mondiale e un personaggio che sta facendo impazzire i fan. Che ne pensi di lui e cosa puoi raccontarci su questa stella?

MJF è una top star predestinata. È entrato in questo mondo solo pochi anni fa, eppure ora è un maineventer effettivo nella seconda compagnia di wrestling più famosa al mondo. Ha tutte le carte in regola per sfondare: età, apparenza scenica, doti attoriali, buone capacità on ring. Non sarà mai la “best-bout machine” del circuito indie, ma è di sicuro il candidato perfetto per dominare un programma televisivo di wrestling, che ovviamente deve tenere conto delle richieste del medium su cui trasmette. Volendomi sbilanciare, MJF potrebbe essere il corrispettivo AEW di top star del passato come The Rock e lo stesso Chris Jericho, lottatori cresciuti in WWF. Il paragone è ancora esagerato, ma confido nelle capacità dell’organico AEW e credo che se MJF verrà “scritturato” con la dovuta attenzione, allora il successo sarà assicurato. Il miglior modo per comprende la bravura di MJF nell’interpretare il ruolo del cattivo nel wrestling è guardare un episodio di AEW Dynamite e trarre le proprie conclusioni. MJF ci propone gli stilemi dei più famosi heel della storia ma risulta essere al passo con i tempi, capace di farci arrabbiare e di strapparci pure un sorriso con segmenti comici risonanti di The Office. Guardare per credere!

4) Capitolo Kenny Omega. Come vedi la gestione di questo personaggio? Molti si aspettavano qualcosa di più per lui in termini di vittorie e risonanza…

Kenny Omega è il vero protagonista nascosto della AEW in questo momento. Certo, sulla carta Dark Order e JonMoxley occupano tutti i riflettori, ma in termini di storyline a lungo termine e storytelling di match in match, le vicende di Kenny Omega vincono le attenzioni di tutti. Infatti, possiamo considerare Kenny Omega interprete della stessa storyline sin dal suo debutto più di un anno fa, abbiamo assistito alla metamorfosi di una stella in caduta libera. La AEW ci ha sommessamente narrato le vicende di un MainEventer delle indies e del Giappone che mal si è inserito nel tessuto di una compagnia americana, rimanendo sempre in sordina. Le vittorie a Omega non sono mancate, sono state spesso però eclissate da sconfitte degne di nota e brucianti per l’ex The Cleaner. I problemi hanno seguito Omega anche nella categoria tag team, corrompendo i rapporti con Adam Page e gli stessi Young Bucks. Kenny Omega è tutt’ora un personaggio in evoluzione e dopo aver richiesto un “clean break” in un recente promo, sono in molti a pensare a possibile ritorno di The Cleaner Kenny, la personalità più sadica e malvagia del miglior wrestler del mondo.

5) Un nome. Chi riuscirà a strappare il titolo a Jon Moxley?

Legandomi alla risposta precedente, ti pronostico proprio Kenny Omega. Il primo anniversario di Dynamite come show settimanale si sta avvicinando e credo che per quel periodo Omega possa tornare a cercare vendetta su Moxley. L’ex-Dean Ambrose ci ha regalato negli ultimi mesi il regno più solido della storia della federazione come campione mondiale, surclassando pure “Le Champion” Jericho.

Ad oggi, Jon Moxley risulta essere l’uomo da battere, la punta di diamante della federazione che però ha un conto in sospeso con Kenny Omega. Un Kenny in pieno cambiamento, di nuovo nella categoria singola e con solo l’ostacolo dell’Hangman in vista. Il ritorno di The Cleaner potrebbe corrispondere a un regolamento di conti con Adam Page e la successiva voglia di scalare la vetta, di detronizzare il rivale storico Jon Moxley.

Omega campione sarebbe anche un segnale di piena maturità della categoria singola AEW, infatti per la prima volta la federazione avrebbe un campione mondiale non WWE, bensì una top star del circuito indipendente e del Giappone. Così la AEW potrebbe staccarsi dal passato dei suoi atleti per proporre show più audaci e indipendenti.

WWE VS AEW: CHI LA SPUNTA?

 

6) Ti faccio una domanda sulla WWE. Cosa ti sta piacendo e cosa no del prodotto attuale?

Sto sicuramente apprezzando la voglia di rinnovarsi e le capacità nel destreggiarsi tra concorrenza AEW e pandemia globale. La WWE di sicuro non ha abbandonato il fan, ha continuato a produrre nuovi contenuti anche nei tempi più duri, anche mettendo a rischio la salute di addetti ai lavori e atleti. La concorrenza tra AEW e WWE, benché minima per il colosso di Stamford, sta facendo emergere il tratto “bambinesco” dello show di McMahon. La WWE si configura deliberatamente come improntata verso un pubblico più infantile e giovane rispetto alla fascia d’età colpita dalla AEW. Scenografie colme di led di tutti colori, arene “confettose” come il ThunderDome, atleti e ring gear sulla stessa traccia. Buoni da manuale e cattivi macchiettistici dal Maligno demoniaco al gruppo ribelle mascherato. Uno show dalle poche pretese, prevedibile ma capace di intrattenere il bambino come il teenager come il padre davanti alla TV. Ben venga questo tipo di divisione, credo possa giovare a entrambe le realtà operare su pubblico diverso. La WWE ti offre il pacchetto completo: main roster con show generalisti adatti a bambini e fan casual, NXT e altri settori di sviluppo per un approccio più adulto alla disciplina, lo stesso perseguito dalla AEW. Quindi mentre la AllElite copre solo un settore di mercato, la WWE lo abbraccia totalmente tenendo a bada Dynamite con il suo NXT, a prescindere dagli ascolti settimanali.

Soggettivamente, ormai il prodotto della WWE risulta troppo banale per i miei gusti, lo continuo a seguire da vicino per cogliere eventuali spunti o cambi di rotta interessanti, inoltre nutro poca stima nei confronti della stessa compagnia. La federazione negli ultimi anni ha commesso diversi errori che hanno esposto la sua vera natura, nemmeno troppo celata. Vi basti pensare al pressappochismo con cui è stata gestita la questione tamponi e Covid. Oppure alla sospetta assegnazione di fondi per la campagna elettorale pro-Trump al governatore della Florida da parte di Linda McMahon, proprio nei giorni in cui l’ultima ordinanza statale minacciava di porre fine alle trasmissioni WWE in tempo di pandemia. Per finire vi è sempre la spinosa questione dell’Arabia Saudita e i problemi conflittuali con i contratti dei wrestlers, ancora identificati come “indipendent contractors” e privi di numerosi diritti e benefit. Tutte queste problematiche, unite a uno spettacolo nella media, mi spingono ad allontanarmi dalla WWE, ma sono sicuro che la situazione possa cambiare repentinamente.

7) Ultimissima. Cosa deve fare secondo la AEW per riuscire a continuare il suo percorso di crescita?

La AEW deve continuare innanzitutto a produrre storylines e match di qualità, ma di questo si è dimostrata ampiamente capace. Tuttavia, anche la AEW ha i suoi problemi: deve porre rimedio alla deludente categoria femminile, deve migliorare il proprio aspetto estetico e titantron, deve migliorare le propria regia televisiva e la cura delle riprese. Soprattutto la AEW deve staccarsi dalle continue frecciatine alla WWE e perseguire un percorso diverso ma parallelo. Credo che in AEW abbiano bene in mente dove collocarsi come show, solo il tempo ci dirà se saranno capaci di gestire le problematiche crescenti derivate dall’espansione della compagnia.

Il duro lavoro ripagherà indubbiamente, la AEW non deve abbandonare la sua caratteristica più peculiare: l’attenzione ai nuovi talenti. La federazione dei Khan ha capito che non ci si può poggiare per sempre sulle solite top stars, poi ridotte a part-timers, quindi sta sapientemente unendo nomi già noti con nuovi atleti in rampa di lancio. Che sia come rivali o compagni poco importa, questi ragazzi stanno ricevendo una grossa esposizione che li porterà ad essere i naturali successori dei maineventer di oggi.

Vedo cautamente un futuro radioso per la AEW, spero che la storia non mi smentisca!

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Timballo di scrippelle: il piatto di festa nella tradizione abruzzese https://www.mywhere.it/77582/timballo-di-scrippelle-il-piatto-di-festa-tradizione-cucina-abruzzese-ricetta.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=timballo-di-scrippelle-il-piatto-di-festa-tradizione-cucina-abruzzese-ricetta https://www.mywhere.it/77582/timballo-di-scrippelle-il-piatto-di-festa-tradizione-cucina-abruzzese-ricetta.html#respond Tue, 22 Sep 2020 12:01:37 +0000 https://www.mywhere.it/?p=77582 ITALIA – Quando si parla di cucina, in Abruzzo non si scherza affatto; quando si parla di cucina tradizionale, poi, ogni ricetta è sacra. Queste semplici regole valgono anche per il timballo abruzzese, un esempio più unico che raro nel panorama nazionale: a differenza del più conosciuto timballo di riso, specialità siciliana, o timballo sartù […]

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ITALIA – Quando si parla di cucina, in Abruzzo non si scherza affatto; quando si parla di cucina tradizionale, poi, ogni ricetta è sacra. Queste semplici regole valgono anche per il timballo abruzzese, un esempio più unico che raro nel panorama nazionale: a differenza del più conosciuto timballo di riso, specialità siciliana, o timballo sartù della tradizione napoletana, quello abruzzese è a base di scrippelle, una sorta di crêpes realizzate solo con un impasto di farina, uova e acqua.

Il timballo di scrippelle è particolarmente diffuso nella provincia di Teramo, dove le scrippelle vengono utilizzate in diverse pietanze tradizionali, come nel classico natalizio delle scrippelle ‘mbusse, servite con un gustoso brodo di cappone. Quando sono impiegate per la preparazione del timballo, le scrippelle vengono farcite con un leggero sugo di pomodoro e con le pallotte di carne, un altro elemento tipico della cucina abruzzese. Si tratta, per esser chiari, di piccole polpette di macinato misto, soffritte in abbondante olio di oliva.

Sebbene sia tradizionalmente il piatto delle feste, il timballo di scrippelle è adatto anche a un pranzo in famiglia, o a un pasto conviviale con tante persone. Più l’occasione è importante, inoltre, più abitualmente si usa farcire il timballo in modo ancora più ricco e gustoso: aggiungendo i piselli, ad esempio, oppure utilizzando un ragù ricco e corposo al posto del semplice sugo di pomodoro.

Timballo abruzzese Mondadori Press
Timballo abruzzese. Foto Mondadori Press

Ingredienti

(per 6/8 persone)

  • 350 gr di farina 00
  • 8 uova
  • 900 ml di acqua
  • 450 gr di macinato misto
  • 250 gr di mozzarella
  • 120 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 bicchiere di latte intero
  • 500 ml di passata di pomodoro
  • 1 spicchio di aglio
  • sale e pepe q.b.
  • olio extravergine di oliva q.b.

Timballo di scrippelle

Preparazione

Iniziare dalla preparazione delle scrippelle: in una ciotola, sbattere insieme 6 delle otto uova, poi aggiungervi la farina e l’acqua, mescolando con cura ed energicamente per evitare la formazione di grumi. Quando si sarà formata una pastella liscia ed omogenea, aggiungere un pizzico di sale e lasciarla riposare in frigorifero per circa mezz’ora. Trascorso il tempo di riposo, ungere una padella piccola (tipo quelle da crêpes) e lasciarla scaldare; versarci poi dentro un po’ di impasto, in modo da formare un sottile disco sulla superficie della padella. Girare la scrippella appena inizierà a staccarsi dal fondo della padella. Ripetere l’operazione fino a terminare l’impasto.

Occuparsi quindi della farcitura del timballo: mescolare la carne macinata in una ciotola insieme a un po’ (circa 20 grammi) di formaggio grattugiato, aggiungere un uovo, salare e pepare. Impastare e creare delle piccole palline di carne, di circa mezzo 7-8 millimetri di diametro: ecco le pallotte, pietra miliare della cucina abruzzese, che andranno soffritte in abbondante olio di oliva, per qualche minuto, a fiamma vivace. Scolare le pallotte e adagiarle su un foglio di carta assorbente da cucina, per eliminare l’olio in eccesso e mantenerle croccanti.

Intanto va preparato il sugo: schiacciare e sbucciare l’aglio e metterlo in padella (anche quella usata per soffriggere le pallotte), con dell’olio, aggiungere la passata di pomodoro, sale e pepe e lasciare restringere un po’ il sugo, cuocendo per qualche minuto. Spegnere il fuoco, eliminare l’aglio e unire le pallotte al sugo.

Sbattere l’uovo rimasto con il latte e aggiungere, anche in questo caso, sale e pepe.

Infine, assemblare il timballo: rivestire di carta forno una teglia capiente, e ricoprire la superficie interna con alcune scrippelle, quelle che occorrono per non lasciare scoperta la carta forno. Farcire il timballo con qualche cucchiaio di sugo con le pallotte, una manciata di mozzarella a cubetti e una spolverata di parmigiano grattugiato. Immergere per qualche secondo altre scrippelle nel composto di uova e latte e fare un altro strato, coprendolo poi con altro sugo, mozzarella e parmigiano; continuate così fino ad esaurire gli ingredienti: l’ultimo strato deve terminare con delle scrippelle imbevute di latte e uova.

Cuocere in forno preriscaldato, a 180°C per circa un’ora; poi sfornare e lasciar riposare un quarto d’ora prima di affettare e servire il timballo di scrippelle.

In homepage Timballo alla teramana Stockfood/Milano, copyright ©Stockfood/Mondadori Portfolio

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Smartphone gaming: una nuova era di gioco https://www.mywhere.it/77545/smartphone-gaming-una-nuova-era-di-gioco-da-analogico-a-digitale-gioco-online.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=smartphone-gaming-una-nuova-era-di-gioco-da-analogico-a-digitale-gioco-online https://www.mywhere.it/77545/smartphone-gaming-una-nuova-era-di-gioco-da-analogico-a-digitale-gioco-online.html#respond Tue, 22 Sep 2020 07:37:40 +0000 https://www.mywhere.it/?p=77545 MONDO – Addio alle sale terrestri, la partita ora si gioca tutta sui dispositivi mobili. Ecco lo smartphone gaming. Sono ormai un lontano ricordo le sale giochi munite di flipper e videogame di ogni sorta compresi i gettonatissimi spara-spara e pac-man. Ricoperti da un’allure dal sapore vintage, quelle vecchie sale ormai del tutto scomparse dalle […]

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MONDO – Addio alle sale terrestri, la partita ora si gioca tutta sui dispositivi mobili. Ecco lo smartphone gaming.

Sono ormai un lontano ricordo le sale giochi munite di flipper e videogame di ogni sorta compresi i gettonatissimi spara-spara e pac-man. Ricoperti da un’allure dal sapore vintage, quelle vecchie sale ormai del tutto scomparse dalle città si ricordano e talvolta si rivedono in qualche film datato. Con quella divertente cacofonia di palline, punti accumulati e suoni da “game over”.

Ovviamente molto diverse dalle sale gioco che si conoscono oggi dove la sfida è affidata alla dea bendata o ai calcoli statistici delle corse, luoghi fumosi e dai vetri oscurati aperti da mattina a sera. Nulla a che fare poi con le sale casinò “terrestri” in stile Las Vegas, Montecarlo o Sanremo.

Abbiamo usato non a caso il termine “terrestri” perché è stata la tecnologia a segnare uno spartiacque tra l’esperienza di gioco degli anni ’80 e quella di oggi che ha sancito quel passaggio da fisico a virtuale, da analogico a digitale.

Tutto si deve ai device: dalla sala gioco il videogame entra in casa con le nuove consolle, passa poi sul PC e infine sbarca sullo smartphone. Così è cambiato il modo di intendere e fruire lo svago negli ultimi 40 anni.

Ma a che punto siamo ora?

I progressi fatti nella realizzazione di software destinati a piattaforme che operano su mobile hanno influenzato in maniera impressionante anche lo sviluppo dell’hardware. Ci troviamo a tutti gli effetti in un’epoca che possiamo definire smartphone gaming con giochi da mobile sempre più complessi.

Non è un caso che grandi produttori abbiano concepito proposte come Nubia Red MagicXiaomi Black Shark insieme ad una vasta gamma di accessori, come i controller Gamevice.

E in termini di esperienza di gioco?

La riduzione dello schermo è stata “biologicamente” assorbita in favore della portabilità, della possibilità di giocare sempre e ovunque. Molti stanno studiando accessori aggiunti per smartphone da un lato e dall’altro stanno dotando gli stessi apparecchi mobili di funzioni da joystick sempre più evolute.

L’offerta dei titoli non è più un problema, si va dal gioco di fortuna dei casino live dove alla roulette si gioca dal vivo con croupier collegati da qualsiasi parte del mondo, ai titoli fantasy multigiocatore calati in scenari 2 e 3D.

Non si punta più quindi solo alle proposte del settore home perché le grandi software house hanno capito che il futuro del gaming non potrà far altro che passare dai dispositivi mobili.

E ovviamente i primi ad averne fatto le spese sono proprio le sale “terrestri” che abbiamo citato prima.

Las Vegas foto MyWhere©
Las Vegas foto MyWhere©

Le due foto di Las Vegas sono foto MyWhere©

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Mondo Gatto: 7 cose da sapere sui gatti che potrebbero stupirvi https://www.mywhere.it/77191/7-cose-da-sapere-sui-gatti-che-potrebbero-stupirvi.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=7-cose-da-sapere-sui-gatti-che-potrebbero-stupirvi https://www.mywhere.it/77191/7-cose-da-sapere-sui-gatti-che-potrebbero-stupirvi.html#respond Tue, 22 Sep 2020 06:02:00 +0000 https://www.mywhere.it/?p=77191 MONDO – E’ vero che il gatto che è anaffettivo? Conoscete il mistero delle fusa? E cosa vuole dirci un gatto quando fa “Miao”?  Nel mese in cui raccontiamo il numero Sette in tutte le sue forme, non potevamo non parlare di chi ha 7 vite. Siete sicuri di sapere tutto, ma proprio tutto sui […]

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MONDO – E’ vero che il gatto che è anaffettivo? Conoscete il mistero delle fusa? E cosa vuole dirci un gatto quando fa “Miao”?  Nel mese in cui raccontiamo il numero Sette in tutte le sue forme, non potevamo non parlare di chi ha 7 vite.

Siete sicuri di sapere tutto, ma proprio tutto sui nostri felini preferiti? Eccovi 7 cose da sapere sui gatti che potrebbero stupirvi e che vi faranno vedere i vostri amici a quattro zampe in modo diverso.

1) IL GATTO E’ COME UN FARAONE

Vi sembrerà un’affermazione un po’ azzardata ma corrisponde esattamente alla realtà, non solo perché il gatto era adorato nell’antico Egitto come un faraone, non solo perché gli egizi gli avevano dedicato una divinità, la dea Bastet, femmina procreatrice, ma anche perché la tutela e la protezione del gatto era arrivata a tal punto da istruire processi ufficiali contro chi trattava male il gatto (esiste una prova di una testimonianza di un processo avviato ad Alessandria d’Egitto, credo almeno più di qualche migliaio d’anni fa, in cui un soggetto che maltrattò un gatto venne condannato a una pena importante). Il faraone nella realtà quotidiana aveva a disposizione una corte e migliaia di schiavi. Gli schiavi sono diventati famosi per avere costruito le piramidi. Il gatto, nell’arco dei secoli, ha assorbito perfettamente la mentalità del faraone, nel senso che tutti coloro che interagiscono con lui sono al suo servizio, non è lui che è al servizio del padrone, è esattamente il contrario.

Farò un unico esempio che serve per capire questa mentalità.

Tutti sono convinti che il gatto miagoli per avere del cibo e che sia interessato moltissimo proprio al cibo. Errore: il gatto considera il cibo un dovere, sottolineo un dovere, di chi lo accudisce e di chi gli sta dietro. Se il gatto miagola è perché è stato saltato l’orario in cui viene somministrato il cibo, quindi miagolando si lamenta perché non è stato rispettato l’orario e per lui è un dovere nei suoi confronti che sia rispettato l’orario. Tipico comportamento da faraone.

2) IL GATTO E’ ANAFFETTIVO?

Cose da sapere sui gatti: è un errore pensare che il gatto si posizioni in uno spazio a seconda degli “ordini” del padrone

Assolutamente no. Il gatto sceglie come posizionarsi affettivamente rispetto ai suoi affetti casalinghi. Deciderà quindi di stare vicino ai suoi padroni in una poltrona o in una seggiola che lui battezzerà a seconda dei momenti o a seconda degli umori, sia suoi, sia dei suoi adorati padroni. Ma è un errore pensare che il gatto si posizioni in uno spazio a seconda degli “ordini” del padrone, è lui che decide come stare vicino ai propri affetti, cambiando continuamente le posizioni e gli spazi ove andrà ad appollaiarsi: poltrone, seggiole, letti, mobili, bordi di divani e tamburlani vari.

3) I MOVIMENTI DEL GATTO

Per comprendere al meglio la psicologia del gatto bisogna cominciare a studiare, fin da piccolo, i suoi movimenti e a cercare di interpretarli nel corso degli anni. Ci vorrà molto tempo ma, man mano che il tempo passa, si acquisisce anche una certa professionalità nell’interpretare i movimenti dell’animale. Uno degli aspetti più divertenti riguarda il movimento della coda, perché la coda viene agitata sempre in modo diverso e in base alla traiettoria che segue cambia il significato. Ora non sto ad elencarvi tutte le situazioni relative alla coda, anche perché dovrei scrivere una piccola enciclopedia, e non è proprio il caso, ma vi dò un compito. Chi possiede un gatto provi nell’arco delle giornate e del tempo che scorre a legare un determinato movimento della coda a un corrispondente comportamento del gatto, o richiesta o manifestazione di felicità o disagio. Compili poi una paginetta con queste riflessioni. Ne possiamo parlare più avanti.

4) IL FAMOSO MIAO MIAO, OVVERO LA PAROLA DEL GATTO

Cose da sapere sui gatti:
Cose da sapere sui gatti: ad ogni Miao corrisponde una richiesta specifica

Ad ogni miao corrisponde esattamente una richiesta specifica, che non è esclusivamente legata al cibo, come molti erroneamente pensano, ma può essere tranquillamente legata a dei desideri o a delle richieste: dalla voglia di giocare alla necessità di correre e di essere inseguito, dall’apertura di barriere od ostacoli (come finestre o porte) o il desiderio di essere spazzolato e coccolato. Non parliamo poi quando il gatto decide che è ora di trasferirsi sul letto del padrone e ti viene a chiamare perché tu accompagni a letto e magari, dato che il gatto è un faraone e ama essere servito, lo prendi in braccio e lo metti sul letto. Miao.

5) IL GATTO E LE BARRIERE ARCHITETTONICHE

Cose da sapere sui gatti: il micio ha un’avversione totale verso le porte chiuse e le finestre chiuse

Il gatto è il principale oppositore di quelle che lui considera le sue barriere architettoniche, che sono in effetti le finestre e le porte. Lui è un fautore della libera circolazione, che in questo caso non avviene né in bicicletta, né in macchina, né in autobus ma attraverso i suoi silenziosi e felpati zampottini. Il micio ha una avversione totale verso le porte chiuse e le finestre chiuse, perché lo spazio in cui egli vive dev’essere completamente a sua disposizione, sia che lo spazio sia angusto e ristretto, sia che lo spazio sia ampio e immenso, per cui troverete facilmente un gatto che, per andare sul tetto a fare il suo giro esplorativo (chissà se si incontra qualche lucertolina) si posizionerà davanti alla finestra che dà sul tetto. Succederà ugualmente davanti a una porta chiusa di uno sgabuzzino in casa ove lui vorrà fare la sua visita esplorativa. Quindi tenete conto che più possibilità gli darete di movimento e più lui vi sarà riconoscente.

6) LO SGUARDO DEL GATTO

Cose da sapere sui gatti: lo sguardo, uno degli aspetti più affascinanti del felino

Lo sguardo del gatto è un altro grande mistero su cui nell’arco di secoli si sono scatenate le interpretazioni più nobili, più ardite e nefande per cui in effetti lo sguardo del gatto è un grande mistero. È difficile riuscire a decodificare fino in fondo il significato di un determinato sguardo, perché la prima domanda che un umano si pone è questa: ma cosa sta pensando? In effetti nessuno può sapere cosa pensa un gatto, può solo presumerlo o immaginarlo ma purtroppo non c’è una certezza scientifica rispetto al gatto pensiero. Una cosa è certa: qualsiasi sia l’obiettivo dello sguardo del gatto siamo sempre nell’ordine del fascino, del mistero, dell’inquietudine, della magia, delle aspettative, dei desideri. Valuterete quindi come lo spettro delle possibilità è veramente ampio. Rimane però la grande attrazione dello sguardo del gatto, che è un punto fermo della sua vita quotidiana.

7) LE FUSA

Cose da sapere sui gatti
Cose da sapere sui gatti: il mistero delle fusa

Le fusa: il gatto è proprietario esclusivo di un mistero mai risolto.

Si sa che il gatto emette questi suoni che probabilmente sono una crasi di tutte le lingue del mondo, però pur essendo stato studiato il fenomeno per moltissimi anni, nessun scienziato è mai riuscito a decodificare e a risolvere il mistero di questi suoni che sono legati esclusivamente a uno stato di beatitudine del gatto. È impossibile però spiegarne l’origine, la causa e lo sviluppo: rimane un mistero.

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La moda anticovid ieri e oggi. Ecco HUT, il trench targato 2020 dal design eterno https://www.mywhere.it/76773/hut-sabrina-persechino-moda-trench-anticovid.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=hut-sabrina-persechino-moda-trench-anticovid https://www.mywhere.it/76773/hut-sabrina-persechino-moda-trench-anticovid.html#comments Tue, 22 Sep 2020 06:00:38 +0000 https://www.mywhere.it/?p=76773 MONDO – In questa foto di circa 30 anni fa era già presente un elmetto a cappuccio che sostituiva la mascherina, anche senza l’emergenza Covid. Vediamo oggi le proposte che spaziano fino ad HUT, il trench anticovid con cappuccio e visiera super fashion. Il visionario Peter Lindbergh, in questo scatto prodotto per Giorgio Armani, forse racchiuse l’ispirazione trainante della moda anticovid […]

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MONDO – In questa foto di circa 30 anni fa era già presente un elmetto a cappuccio che sostituiva la mascherina, anche senza l’emergenza Covid. Vediamo oggi le proposte che spaziano fino ad HUT, il trench anticovid con cappuccio e visiera super fashion. Il visionario Peter Lindbergh, in questo scatto prodotto per Giorgio Armani, forse racchiuse l’ispirazione trainante della moda anticovid targata 2020. 

Parto dallo scatto di Peter Lindbergh prodotto per Giorgio Armani di qualche decennio fa, (erano gli anni ’90), per chiedermi quale stilista stesse creando nuove forme di moda nel rispetto dell’emergenza Covid. Da quando ho ritrovato quest’immagine nel catalogo della mostra che vidi al Salomon R. Guggenheim Museum in New York organizzata da Germano Celant e Harold KodaGiorgio Armani (ottobre 2000-Gennaio 2001), non ho potuto esimermi dal soffermarmi su questa visione, o pre-visione, della moda al tempo del Covid.

In tutti questi mesi abbiamo parlato di Ghostbusters, abbiamo parlato dei fantasmi e ci siamo descritti come automi nascosti dietro allo schermo del nostro computer. Ci siamo descritti disorientati e impreparati e, quindi, siamo ora pronti per un nuovo accessorio fashion? E avreste mai pensato che la moda potesse prevedere l’uomo con la mascherina già tre decenni fa?

Ebbene sì, ci aveva pensato Giorgio Armani in questa campagna pubblicitaria con uno dei più grandi fotografi di moda di tutti tempi. Ed oggi, purtroppo, questo scatto diventa più attuale che mai. Erano gli anni 90 e Peter Lindbergh non poteva immaginare che un giorno questa sua foto sarebbe stata di ispirazione per la moda contemporanea. Attualmente, in questo periodo che ha sbilanciato tutti i nostri equilibri, vogliamo scoprire la moda dell’uomo contemporaneo. Come vestirà l’uomo targato coronavirus 2020?

Questo cambiamento epocale, con l’emergenza coronavirus, non lascia indifferente la moda maschile. Stravolgere le nostre abitudini sociali, e non solo, coprendo parte del nostro volto e talvolta le mani come può dar valore all’eleganza? L’eleganza si sa, è una somma di fattori, e il suo valore risiede nell’armonia della sua interezza. Siamo appena entrate nella stagione autunnale, ed il trench, si sa, diventa un must have nel nostro armadio. Ma studiarne uno ad hoc per questo momento storico è semplicemente l’uovo di Colombo. Ci ha pensato la designer architetto Sabrina Persechino,  famosa per il mix vincente di sartorialità e innovazione che caratterizza le sue collezioni, ideando un capo destinato a diventare un must dell’epoca del Covid: il trench anticovid.

Dato che le problematiche legate al Covid, purtroppo, non sono finite, e con la stagione fredda sarà quanto mai importante mantenere comportamenti responsabili per evitare il dilagare del virus, per il distanziamento sociale, (una delle poche armi a nostra disposizione che si è rivelata efficace), è stata la molla che fatto scattare la creatività alla stilista.

Per essere alla moda in sicurezza, e mantenere (anche se spesso ci risulta difficile, sia per propria distrazione che per comportamenti altrui poco rispettosi  della regola del metro), la stilista Sabrina Persechino ha studiato un capo dal nome che sintetizza tutto: HUT. Il termine HUT in inglese significa rifugio o capanna, e per sonorità di pronuncia ricorda cappello (Hat) in inglese. Da questo il gioco è presto fatto.

Persechino HUT anticovid
Il trench studiato da Sabrina Persechino: HUT

E’ per quest’immagine che mi sono ricordata dello scatto di Peter Lindbergh che ho messo in homepage! Perché in tempi non sospetti, circa trent’anni fa, l’arte e la moda andavano in questa direzione. Previdenti o semplicemente provocatori (del tempo) quando ancora si respirava a pieni polmoni camminando accanto a sconosciuti?
E mentre ci chiediamo quanto ancora dobbiamo ridurre le distanze, e quando cominceremo a sentirci “safe”, vediamo quali sono le nuove proposte fashion che operano in questa direzione.

Persechino HUT trench anticovid
Il trench anticovid studiato da Sabrina Persechino: HUT

HUT ed è un trench che, grazie alla propria struttura, permette di isolarsi completamente dall’ambiente esterno pur mantenendo vivo il contatto sociale. Hut è il frutto della collaborazione fra Sabrina Persechino, titolare dell’omonimo Atelier a Roma e protagonista della haute couture, e Giuseppe G. Amaro, massimo esperto in materia di sicurezza in manifestazioni pubbliche e grandi eventi, fondatore della GAe Engineering. Il nome HUT, che in inglese significa rifugio o capanna, rende perfettamente l’idea: Hut è una giacca con cappuccio con un  sistema di apertura/chiusura. Il cappuccio è dotato di una visiera trasparente, che permette il riconoscimento del viso e la lettura del labiale, e attraverso la quale l’aria permea grazie a due fessure dotate di un filtro. Il capo è strutturato a tre strati: uno esterno di tessuto impermeabile, uno centrale di tessuto filtrante agli agenti virali (meltblown) e una fodera interna.

Sabrina Persechino: HUT trench anticovid
Il trench anticovid studiato da Sabrina Persechino: HUT

Lineare e moderno nel design, HUT è disponibile in più nuances (blu, nero, grigio, rosso e giallo) e può essere personalizzato con fodere interne di varie fantasie, più sobrie, a tinta unita, oltre che a righe e fantasie astratte di diversi colori. E’ dotato di tasche interne che possono contenere la visiera, il cappuccio, oltre che i dispositivi di protezione individuale come mascherine, guanti e quanto necessario per l’igienizzazione.

Il trench studiato da Sabrina Persechino: HUT
Il trench anticovid studiato da Sabrina Persechino: HUT

Si tratta, in definitiva,  di un capo di abbigliamento che protegge se stessi e gli altri, senza rinunciare al design, all’eleganza e ad un tocco glamour tipico della moda. Varie le, declinazioni: dalla versione “basic” a quella sartoriale in cui, a secondo delle proprie necessità si possono personalizzare la pesantezza (con l’introduzione di imbottiture antifreddo amovibili), il colore, le fantasie delle fodere. E se la protezione individuale non dovesse essere più necessaria, HUT  si trasforma velocemente in un normalissimo trench, perché cappuccio e visiera sono sganciabili facilmente .

Armani CHER foto MyWhere
Dal catalogo della mostra Giorgio Armani: CHER che indossa un elmetto che ci ricorda tanto HUT

Abbiamo chiesto a Sabrina Persechino com’è nata questa ideazione: “Ho voluto creare un capo alla moda che sia anche in grado di proteggere dal virus, dando così una tranquillità sociale che in epoca Covid è stata persa. Infatti nella vita quotidiana può accadere di incontrare persone che non rispettano le norme di distanziamento e protezione, e ho pensato ad soluzione legata all’abbigliamento personale. Hut è un indumento elegante e al tempo stesso  protettivo, che permette di muoversi in tutta sicurezza al riparo dal  Covid19″.

mascherina e moda foto MyWhere trench anticovid

La moda come strumento di sicurezza che allenti le possibili tensioni sociali, o ancora come espediente per superare gli ostacoli che a volte tengono lontani dalle persone care. HUT, infatti,  potrà metterci in grado di avere contatti in tutta sicurezza con persone fragili, come ad esempio anziani ricoverati, o essere utilizzato dal mondo dell’arte o dello spettacolo, come strumento strategico per riprendere l’attività degli eventi, con eleganza e sicurezza.

Mascherina e moda, da dispositivo di protezione a capo di abbigliamento
Mascherina e moda, da dispositivo di protezione a capo di abbigliamento. Ecco come vedo oggi la copertina del catalogo della mostra Giorgio Armani

E mentre noi donne pensiamo e cerchiamo disperatamente mascherine fiorate dalle fantasie e colori che ravvivano  allegramente il nostro look, andando verso l’autunno iniziamo a fare lo stesso ragionamento anche con il trench per la stagione invernale che verrà. E mentre continuo a guardare servizi fotografici dei decenni scorsi, come questo che vede Cher con un elmetto che le copre la bocca (ma attualmente dovrebbe coprire anche le narici) per lanciare un’altra tendenza, continuo a sfogliare vecchie riviste ritrovando ispirazione per una moda anticovid e anticonformista, creativa ma sicura, perchè, diciamoci la verità, la moda ci porta svago e distrazione, però la preoccupazione permane, quindi ben venga al design per lo studio, sempre nuovo ed aggiornato, di nuove forme di protezione, mascherine comprese.

Se volete aggiornarvi, curiosare, o saperne di più, leggete la  mia intervista: Mascherina e moda: da dispositivo di protezione a capo di abbigliamento

mascherina e moda foto MyWhere trench anticovid
Una pubblicità di tanti anni fa, in tempi “non sospetti” dell’Era COVID

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