MyWhere https://www.mywhere.it Magazine online Mon, 13 Jul 2020 16:28:15 +0000 it-IT hourly 1 Grammy Awards 2021: tra i giurati ufficiali spunta il nostro Louis Siciliano https://www.mywhere.it/74776/grammy-awards-2021-giurati-louis-siciliano-aluei.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=grammy-awards-2021-giurati-louis-siciliano-aluei https://www.mywhere.it/74776/grammy-awards-2021-giurati-louis-siciliano-aluei.html#respond Mon, 13 Jul 2020 16:27:26 +0000 https://www.mywhere.it/?p=74776 ITALIA – Lo sapevate che tra i giurati dei prossimi Grammy Awards in programma a gennaio ci sarà anche un italiano? A ricoprire questo importante ruolo sarà l’artista Louis Siciliano, che potrà così dire la sua sulle vittorie (o le sconfitte) di Billie Eilish, Dua Lipa, Rihanna, Beyonce e chi più ne ha più ne […]

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ITALIA – Lo sapevate che tra i giurati dei prossimi Grammy Awards in programma a gennaio ci sarà anche un italiano? A ricoprire questo importante ruolo sarà l’artista Louis Siciliano, che potrà così dire la sua sulle vittorie (o le sconfitte) di Billie Eilish, Dua Lipa, Rihanna, Beyonce e chi più ne ha più ne metta! Scopriamo come l’artista si è meritato questa candidatura.

Grammy Awards 2021. Un’eccellenza della musica italiane e nostra vecchia conoscenza sarà membro e giurato ad uno dei premi più importanti degli Stati Uniti. Di chi stiamo parlando? Di Louis Siciliano, in arte Aluei, compositore e polistrumentista napoletano, autore di colonne sonore, libri, sinfonie, musica da camera e di canzoni.

L’investitura a Louis Siciliano è di quelle pesanti. I Grammy equivalgono al premio Oscar nel mondo del cinema, vengono consegnati per 105 diverse categorie di contributi, suddivise rispetto a 30 generi musicali. Come nel caso degli Oscar, la scelta del vincitore è affidata a una votazione di esperti (in questo caso i membri della Recording Academy ed è qui che entrerà in gioco il nostro Louis Siciliano).

Il nome dei Grammy si riferisce al trofeo consegnato al vincitore – una statuetta che rappresenta un grammofono, realizzata a mano dalla Billings Artworks.

La cerimonia di consegna dei premi coinvolge nomi celebri del mondo della musica, e la consegna dei premi più importanti viene solitamente trasmessa in diretta televisiva (al momento, i diritti per la TV americana sono in mano alla rete CBS).

Possono essere candidati al premio i dischi pubblicati in un arco di tempo che va dal 1º ottobre di due anni prima al 30 settembre dell’anno precedente, risultando rispetto ai premi Oscar di scadenza più arretrata. Questo ha fatto sì che, per esempio, il film biografico su Ray Charles abbia vinto l’Oscar nel 2005, ma la colonna sonora abbia ottenuto il Grammy solo nell’edizione del 2006.

UN TALENTO INCREDIBILE CHE NON E’ PASSATO INOSSERVATO NEANCHE NEGLI STATES

Louis Siciliano
Billie Eilish ha fatto razzia di Grammy nel 2021. Foto Getty Images

Il talento di Aluei non è passato inosservato ai critici musicali e agli addetti ai lavori della Recording. E non è passato inosservato neanche a noi di MyWhere (qui i nostri articoli). Tra album, concerti, colonne sonore e libri di musica, Luis Siciliano si è fatto conoscere per il suo grande talento.

L’artista ha prodotto, composto, orchestrato, eseguito e mixato colonne sonore per numerosi registi del Nuovo Cinema Italiano quali Alessandro D’Alatri, Enrico Oldoini, Maurizio Zaccaro, Aureliano Amadei, Sergio Assisi e Gabriele Salvatores. Deve infatti la sua fama all’attività di compositore di colonne sonore, per la quale ha vinto il Nastro d’argento nel 2005 ed è stato candidato al David di Donatello nel 2006.

Musicista sì ma anche scrittore. Circa un anno fa vi avevamo parlato infatti di A-Mumex (Aluei Multiverse Music Experience) libro del musicista distribuito in oltre 80 paesi nel mondo.

L’opera di Aluei è stata accolta con grande entusiasmo alla Juilliard Music School di New York e al Berklee College of Music di Boston.

Cliccate qui per ascoltare le musiche di Aluei su Spotify

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Affiliate Marketing: scopriamo questo modo di monetizzare online https://www.mywhere.it/73910/affiliate-marketing-monetizzare-online.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=affiliate-marketing-monetizzare-online https://www.mywhere.it/73910/affiliate-marketing-monetizzare-online.html#respond Sun, 12 Jul 2020 04:49:52 +0000 https://www.mywhere.it/?p=73910 ITALIA – Il cosiddetto Affiliate Marketing è un metodo per monetizzare in rete davvero molto allettante: esso consente di generare dei guadagni pur senza occuparsi della vendita “fisica” di beni e servizi, ma solo promuovendoli. Ad oggi, l’Affiliate Marketing è senza dubbio uno dei settori del Web Marketing più importanti e con una crescita più […]

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ITALIA – Il cosiddetto Affiliate Marketing è un metodo per monetizzare in rete davvero molto allettante: esso consente di generare dei guadagni pur senza occuparsi della vendita “fisica” di beni e servizi, ma solo promuovendoli.

Ad oggi, l’Affiliate Marketing è senza dubbio uno dei settori del Web Marketing più importanti e con una crescita più consistente, non a caso vi sono perfino degli eventi dedicati i quali richiamano tantissime persone, scopriamo quindi di cosa si tratta.

Affiliate marketing

In cosa consiste l’Affiliate Marketing

L’Affiliate Marketing corrisponde alle cosiddette affiliazioni, un sistema di monetizzazione online che, come detto, è molto diffuso e con ogni probabilità si diffonderà ulteriormente nel prossimo futuro.

Il metodo delle affiliazioni prevede che il marketer, quindi colui che intende guadagnare da questo sistema, pubblichi in rete dei link che rimandano a un e-commerce, o comunque ad una pagina web da cui è possibile effettuare un acquisto.

Se il navigatore che giunge in questo e-commerce in questa maniera effettua il suo acquisto, all’marketer viene riconosciuta una percentuale su quanto venduto.

affiliate marketing youtuber

Un esempio di “affiliazione”

Volendo fare un esempio, immaginando che un utente clicchi su un link di affiliazione e concluda un acquisto di 100 euro, se gli accordi di affiliazione prevedono una percentuale del 2% significa che a chi ha realizzato l’affiliazione spettano 2 euro.

Detta così, chiaramente, non suona in modo allettante, ma se si riesce a rivolgere i link di affiliazione a un pubblico importante, quindi a migliaia e migliaia di utenti ben propensi ad acquistare i prodotti e i servizi pubblicizzati, le possibilità di generare dei guadagni si ampliano in modo consistente; grazie al sistema dell’Affiliate Marketing, d’altronde, c’è chi riesce a generare fatturati per decine di migliaia di euro annui.

affiliate marketing

In quali spazi si può compiere l’Affiliate Marketing

Ma come si concretizza l’affiliate marketing sul piano pratico?

Anzitutto va detto che il link di affiliazione può avere diverse forme: parallelamente al classico link testuale, infatti, sono disponibili anche link di differente tipologia, come ad esempio link formati da immagini del prodotto.

Il noto e-commerce Amazon, ad esempio, prevede un servizio di affiliazioni molto performante in cui gli affiliati possono scegliere tra molteplici tipologie di link di affiliazione, e ciò ovviamente amplia le possibilità di ottenere dei buoni risultati.

Se ci si chiede, invece, in quali spazi web vadano inseriti i link di affiliazione, le possibili risposte sono diverse.

Un’idea molto consueta è quella di realizzare un blog o un sito Internet tematico, dunque eseguendo la classica registrazione dominio presso un sito specializzato come TopHost e curando i contenuti in modo costante e con qualità.

Anche i social network possono essere un buon spazio per pubblicare dei link di affiliazione, a condizione che, ovviamente, si goda di un seguito importante; l’Affiliate Marketing è d’altronde una delle metodologie di monetizzazione più diffuse nel mondo degli influencer, dunque quei personaggi che vantano un grande seguito su Instagram e sui vari social e che fanno appunto fruttare la loro visibilità in questo modo.

Il discorso è analogo per quel che riguarda gli youtuber: se si dispone di un canale con un seguito importante è possibile pubblicare nei propri video, o anche nei contenuti correlati, dei link di affiliazione relativi ai prodotti e ai servizi più disparati.

Digital channels

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Exitus, di Salvatore Enrico Anselmi, candidato al Premio Letterario Mastercard 2020 https://www.mywhere.it/74596/exitus-di-salvatore-enrico-anselmi-candidato-al-premio-letterario-mastercard-2020.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=exitus-di-salvatore-enrico-anselmi-candidato-al-premio-letterario-mastercard-2020 https://www.mywhere.it/74596/exitus-di-salvatore-enrico-anselmi-candidato-al-premio-letterario-mastercard-2020.html#comments Sat, 11 Jul 2020 08:08:13 +0000 https://www.mywhere.it/?p=74596 ITALIA – Il romanzo Exitus dello storico dell’arte e scrittore Salvatore Enrico Anselmi, continua a riscuotere consensi. Dopo essersi conquistato gli apprezzamenti del pubblico e della critica, a seguito di numerose recensioni, e dopo essere stato segnalato dalla Società Dante Alighieri, una tra le più prestigiose istituzioni culturali italiane, la cui attività statutaria ha come scopo la promozione della cultura letteraria […]

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ITALIA – Il romanzo Exitus dello storico dell’arte e scrittore Salvatore Enrico Anselmi, continua a riscuotere consensi. Dopo essersi conquistato gli apprezzamenti del pubblico e della critica, a seguito di numerose recensioni, e dopo essere stato segnalato dalla Società Dante Alighieri, una tra le più prestigiose istituzioni culturali italiane, la cui attività statutaria ha come scopo la promozione della cultura letteraria nazionale, il romanzo Exitus, pubblicato da Ginevra Bentivoglio Editoria (Roma, 2019),  è stato selezionato tra le opere candidate al Premio Letterario Mastercad 2020.

Il concorso nazionale,  vanta una giuria , presieduta da Emanuele Trevi, critico e scrittore che collabora al “Corriere della Sera”, costituita da scrittori, giornalisti e critici letterari tra i più accreditati dell’attuale panorama: tra essi Sandro Veronesi – vincitore del Premio Strega 2020, con il romanzo Il colibrìDacia Maraini, Filippo La Porta, Carlo Lucarelli, Valeria Parrella, Marco Lodoli,  che valuteranno  opere prime e romanzi di scrittori di larga fama.

Prendono parte alla competizione del Premio Mastercard, al suo primo anno, alcuni nomi molto noti al grande pubblico come Stefania Auci e Chiara Francini. Altri scrittori in lizza hanno visto le loro opere finaliste anche al Premio Strega appena concluso. Tra questi: Gianrico Carofiglio e la rivelazione Jonathan Bazzi.

Exitus SALVATORE ENRICO ANSELMI
Salvatore Enrico Anselmi, storico dell’arte, critico e scrittore

«L’inserimento del mio romanzo tra quelli ammessi a una manifestazione così rilevante già alla sua prima edizione – dichiara Anselmi – è di per sé emozionante e motivo di grande orgoglio. L’inserimento nel novero dei partecipanti costituisce, in quanto tale, una vittoria».

Per Salvatore Enrico Anselmi una gradita collocazione tra i finalisti di un premio che nasce  con l’obiettivo di essere vicini a chi, in Italia, ha la passione per i libri  e  si propone di incoraggiare la solidarietà e l’universalità dell’amore per la letteratura: un traguardo meritato per l’eleganza e la complessità della scrittura e lo spessore contenutistico che caratterizza  Exitus, di cui ho il piacere di  aver scritto la recensione  già a suo tempo, apprezzandone la lettura.  Se volete approfondire, qui è il mio precedente articolo su Exitus:

Exitus, l’ultimo romanzo di Salvatore Enrico Anselmi

 

 

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Bergamo Altissima! Ecco perché l’Atalanta sarà l’anti-Juve nei prossimi anni https://www.mywhere.it/74584/bergamo-altissima-ecco-perche-latalanta-sara-lanti-juve-nei-prossimi-anni.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=bergamo-altissima-ecco-perche-latalanta-sara-lanti-juve-nei-prossimi-anni https://www.mywhere.it/74584/bergamo-altissima-ecco-perche-latalanta-sara-lanti-juve-nei-prossimi-anni.html#respond Sat, 11 Jul 2020 05:24:44 +0000 https://www.mywhere.it/?p=74584 BERGAMO – E se fosse la squadra di Gasperini la prossima candidata a ruolo di anti-Juventus? In questo articolo speghiamo perché il progetto orobico, se non interrotto, potrebbe portare ad una nuova dinastia del calcio italiano. Da storia di provincia bella e romantica, ad un colossal da Oscar. Basta sottovalutarla! Basta provare simpatia, quella si […]

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BERGAMO – E se fosse la squadra di Gasperini la prossima candidata a ruolo di anti-Juventus? In questo articolo speghiamo perché il progetto orobico, se non interrotto, potrebbe portare ad una nuova dinastia del calcio italiano.

Da storia di provincia bella e romantica, ad un colossal da Oscar. Basta sottovalutarla! Basta provare simpatia, quella si prova per i perdenti, è il momento di guardare in faccia la realtà. Quale? Semplice, l’Atalanta è grande, fa paura e nei prossimi anni potrebbe recitare il ruolo di anti-Juve per eccellenza. Perché sì l’Inter nel calciomercato 2020 qualche asso nascosto dalla manica lo tirerà fuori (vedi Hakimi, colpaccio) e sì, il Napoli tornerà probabilmente alla ribalta. E ancora sì, una tra Milan, Roma e Lazio potrebbe dar fastidio a Madama, ma se c’è una compagine che più di ogni altre potrebbe togliere lo scettro alla Vecchia Signora quella è proprio la Dea. Credete sia folle? Forse, ma era folle anche entrare in Europa League nel 2018. Era fuori dal mondo entrare in Champions ed era quasi grottesco pensare all’Atalanta con un pass diretto (l’unica italiana per ora qualificata) ai quarti di finale della Coppa dalle grandi orecchie.

LA DEA: UNA FAVOLA UNICA CON UNO SGUARDO SUI DRAMMI DI BERGAMO

Giampiero Gasperini e il suo pupillo Muriel. Crediti foto: pagina Facebook ufficiale dell’Atalanta Bergamasca Calcio

“La parola scudetto non può ronzare nella testa perché lo scudetto è nelle mani della Juve, qualsiasi risultato ci sarà sabato, la Juve resta la squadra più forte. Noi andiamo avanti un pezzo per volta, cerchiamo l’artimetica per la Champions, che ancora non c’è. Napoli e Milan stanno facendo grandi cose, se possibile cercheremo di stare davanti all’Inter e alla Lazio. Lo scudetto di Bergamo è sapere che all’ospedale da oggi non ci sono più malati di Covid. Abbiamo tutti la forza di rinascere, questo spirito sarà ancora più forte in Champions, sarà un valore aggiunto”. Giampiero Gasperini

SERIE A: LA CLASSIFICA MARCATORI DELL’ATALANTA 2019-20

Robin Gosens, 9 gol in questa stagione in Serie A. Crediti foto: pagina Facebook ufficiale dell’Atalanta Bergamasca Calcio

Muriel 17 gol

Ilicic 15 gol

Zapata 14 gol

Gosens 9 gol

Papu Gomez 6 gol

Pasalic 6 gol

Malinovsky 5 gol

Djimsiti, Palomino, Toloi, Freuler 2 gol

De Roon 1 gol

A LEZIONE DA GIAMPIERO GASPERINI: COME GIOCA L’ATALANTA E PERCHE’ L’ALLENATORE RIESCE A FAR SEGNARE TUTTI

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Giampiero Gasperini e il suo pupillo Muriel. Crediti foto: pagina Facebook ufficiale dell’Atalanta Bergamasca Calcio

Muriel, Zapata, il Papu Gomez, Gosens, Hateboer, Malinowsky e Ilicic. Alcuni erano definiti eterni incompiuti, altri dei signor nessuno, altri delle papabili meteore. Giampiero Gasperini è riuscito a trasformarli in fenomeni. Come? Partendo innanzitutto da un modulo fisso, il 3-4-2-1, suo marchio di fabbrica che gli costò la panchina e un possibile lancio nella stratosfera all’Inter, nella stagione del post-post-triplete.

La forza della Dea non sta tanto nei singoli, quanto nell’organizzazione di gioco. L’Atalanta predilige l’uso di difensori dotati di atletismo (Toloi, Palomino Djimsiti), in sostanza devono essere veloci. Il motivo è semplice. Gasperini fa marcare a uomo in tutte le zone del campo e promuove un’impostazione di gioco rischiosa. In caso di errore in fase di avvio dell’azione quindi, i giocatori devono essere molto rapidi a recuperare le posizioni.

In fase di sviluppo, la distribuzione del centrocampo è molto accentuata. Il trequartista arretra per ricevere pallla e portare con sé il marcatore avversario in modo da liberare spazio sulla trequarti per l’avanzata degli esterni che una volta ricevuto la palla cercano lo scambio con un centrocampista o con un attaccante, senza dimenticare di attaccare la profondità. Con questo metodo l’Atalanta riesce in ogni partita e contro qualunque avversario, a portare tanti uomini nella metà campo avversaria.

SEGNARE A RAFFICA E PRODURRE UN CALCIO DIVERTENTE: MEGLIO DI COSI’?

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I giocatori dell’Atalanta in festa dopo un gol. Crediti foto: pagina Facebook ufficiale dell’Atalanta Bergamasca Calcio

Ho la sensazione che in questo momento ai miei giocatori l’allenatore non serva, tutti sanno cosa fare a memoria”, ha dichiarato Gasperini in una recente intervista. Ed effettivamente è proprio così. Il meglio la squadra nerazzurra lo da in finalizzazione. Gli esterni effettuano molti cross durante la gara e dentro l’area di rigore in quasi tutte le azioni sono presenti almeno quattro giocatori. Per sorprendere le difese avversarie vengono effettuati anche molti cross lunghi a cercare direttamente il taglio dell’esterno opposto.

Infine il fattore duttilità. I giocatori della rosa riescono ad eseguire ruoli diversi anche nel corso della partita stessa. E nonostante ciò, riescono ad interpretarli al meglio.

Alla base del successo della Dea c’è innanzitutto il suo presidente, Percassi, che resistette dal licenziare Gasperini il primo anno, dopo i triboli introduttivi, né pochi né lievi. Il resto è una storia incredibile. L’allenatore ex Genoa ha creato un capolavoro. Quale? Quello di trasformare una squadra storicamente da zona salvezza nel più sadico dentista che ci sia in circolazione (cit. Guardiola).

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Fonte della Fata Morgana per riscoprire la Casina delle Fate https://www.mywhere.it/74279/morgana-giambologna-e-colle-fattucchia.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=morgana-giambologna-e-colle-fattucchia https://www.mywhere.it/74279/morgana-giambologna-e-colle-fattucchia.html#respond Sat, 11 Jul 2020 04:58:27 +0000 https://www.mywhere.it/?p=74279 FIRENZE – Un luogo magico situato alle pendici del colle Fattucchia: la Casina delle Fate e la sua Morgana Sapete quanto noi siamo affascinati da luoghi che serbano magia e fascino esoterico e non potevamo non raccontarvi della Fonte della Fata Morgana andando alla scoperta della Casina delle Fate. Notizie desunte dalla lettura de Il […]

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FIRENZE – Un luogo magico situato alle pendici del colle Fattucchia: la Casina delle Fate e la sua Morgana

Sapete quanto noi siamo affascinati da luoghi che serbano magia e fascino esoterico e non potevamo non raccontarvi della Fonte della Fata Morgana andando alla scoperta della Casina delle Fate.

Notizie desunte dalla lettura de Il Riposo di Raffaello Borghini del 1584, ci informano che la Casina (ci troviamo nel comune di Bagno a Ripoli) venne progettata negli anni ’70 del Cinquecento dal Giambologna (nome italianizzato di Jean Boulogne, nato in Francia a Douai nel 1529 e spirato a Firenze nel 1608) come ninfeo all’interno del parco di Villa Il Riposo della potente famiglia Vecchietti.

Ritratto Giambologna
Ritratto Giambologna. Photo Credit: Teylers Museum

L’edificio, conosciuto anche con il nome Fonte della Fata Morgana, presenta un’insolita pianta a L. Si viene accolti nella stanza centrale da un pavimento a mosaico di piccoli ciottoli bianchi e neri, formanti la scritta Fonte Morgana; di fronte una grande conca, sorretta da un basamento vagamente somigliante alla coda di una sirena, che ospitava il mezzo busto della Fata (l’originale del Giambologna si trova in una collezione privata).

Statua fata Morgana
Giambologna, Fata Morgana, 1572, collezione privata. Photo Credit: Arrigo Coppitz

A lato della fontana si apre un portale, che tramite minute scalette, dà adito al piano superiore, qui stretti locali erano utili per apprestar le vivande, scrive il Borghini.

La statua è stata concepita dallo scultore a mezzo tra un Afrodite accovacciata e una anadiomede (emergente -dal mare-) di epoca ellenistica, dà l’idea di essere seduta, o quanto meno appoggiata con parte di una gamba.

Venere/Afrodite (leggenda vuole che sia nata dalla schiuma del mare) in antichità è scolpita sovente in unione con l’elemento acqua, la stessa Morgana vi è spesso associata, del resto mor in antico celtico significa acqua. Entrambe sono ritratte frequentemente come geni acquatici o sirene.

Fontana Morgana
Fontana della Fata Morgana, dettaglio basamento. Photo Credit: Clara Vannucci

Un classicismo che l’opera del Giambologna indubbiamente lascia trasparire: nella capigliatura, nella torsione del busto, nell’imperturbabile espressione del volto e nella grazia delle forme. Tratti classici che si confondono con lo spiccato manierismo dell’architettura esterna del piccolo complesso.

La facciata ha gusto teatrale: finti mattoncini graffiti, color rosa-quarzo, mettono in rilievo la biancastra pietra alberese dell’arco di accesso e delle due strette monofore laterali (a me ricordano tanto quelle absidali di una pieve romanica!).

Casina delle Fate
Casina delle Fate. Photo Credit: Clara Vannucci

Le bugne degli archi e del timpano d’ingresso, forse a forma di coda di ermellino (5 ermellini arrampicanti sono raffigurati proprio sullo stemma della famiglia Vecchietti), lasciano filtrare sagome di luce in continuo e lento movimento sulle pareti interne. Tre finestrelle nel registro superiore accentuano l’illuminazione che si tramuta in qualcosa di magico.

Insieme allo scintillio dell’acqua e ai dipinti, che secondo Borghini dovevano ricoprire gran parte degli spazi, l’effetto generale doveva essere a dir poco scenografico.

Fonte fata Morgana
Giochi di luce all’interno della Casina delle Fate

Un tabernacolo a sinistra e vasche con archi a destra fiancheggiano il locale della fontana. Il tabernacolo un tempo era affrescato (molto probabilmente da Santi da Tito, ingaggiato per dipingere anche numerose stanze della Villa di Bernardo Vecchietti) con l’episodio biblico di Gesù e la Samaritana.

Il Ninfeo è stato voluto dall’artista fiammingo come luogo aperto, dove i viandanti potessero riposare, abbeverare i propri animali, o dove le contadine potessero lavare i propri panni. Un posto dedicato all’accoglienza, con la peculiarità antesignana del riuso circolare dell’acqua per ridurre al minimo gli sprechi.

Colle Fattucchia e le sue leggende

Le reminescenze magiche qui evocate sono accresciute ancor più dalla toponomastica. Raffaello Borghini nel suo libro afferma che già anticamente la sorgente era nominata Morgana e il colle (236 m.), alle cui ripide pendici si trova la Casina, è stato chiamato Fattucchia. Nel Nuovo dizionario del 1838 di Vincenzo Mortillaro il termine fattucchia’ra indica una strega, una ammaliatrice, fattucchia è quasi certamente la forma apocopata della parola.

Colle Fattucchia
Colle Fattucchia e la Casina in una vecchia cartolina

E chi se non Morgana, l’ammaliatrice per eccellenza del ciclo arturiano, poteva troneggiare in questo scorcio di campagna? La donna in origine, nel folclore europeo, era in realtà interpretata come una dea benevola, regina delle Isole Felici, solo nel Medioevo con Vita Merlini del chierico Goffredo di Monmouth (1184) viene degradata a rango di strega, in grado di provocare miraggi e trasformare gli esseri umani in animali e cose inanimate.

Lapide fonte delle fate
Lapide esterna con scritta. Photo Credit: Clara Vannucci

Leggende narrano di feste e baccanali, di apparizioni di giovani ninfe e del potere ringiovanente di quelle acque. Un quadro paesaggistico dove tutto, i nomi dei luoghi e le sculture offrono ai passanti, capitati lì per caso o meno, attimi rubati ad un ameno passato.

Una speciale raccolta fondi per Morgana

L’edizione 2020 di Artigianato e Palazzo che prevede un fitto programma (Blogs & Crafts i giovani artigiani e il web, Ricette di Famiglia con show cooking e degustazioni, Premio Perseo per l’espositore più apprezzato dal pubblico, Premio del Comitato Promotore per lo stand più bello), lancia una speciale campagna volta a raccogliere fondi per restaurare la Fonte e, nel contempo, ricreare e ricontestualizzare una copia della statua Morgana.

Ogni anno l’iniziativa si rinnova per salvare dal degrado luoghi o opere. Nel 2018 è stata devoluta la somma di 50.000 euro per la riapertura del Museo della Manifattura Richard Ginori di Doccia, nel 2019, 40.000 euro sono serviti per finanziare i restauri delle opere d’arte russe, eseguite a Firenze tra Ottocento e Novecento.

Morgana in mostra nella Sala da Ballo di Palazzo Corsini

La statua di Morgana, che durante la manifestazione a settembre sarà esposta nella Sala da Ballo buontalentiana di Palazzo Corsini (per l’evento si aprirà al pubblico!), è già in lavorazione sotto le sapienti mani di Filippo Tattini, diplomato presso l’Opificio delle Pietre dure e specializzato in restauri dei Beni Culturali. Sono stati adoperati materiali speciali, resina mista a polveri di marmo, una soluzione che consentirà una preservazione pressoché totale, nonostante l’ambiente del Ninfeo sia molto umido e sottoposto a frequenti sbalzi di temperatura.

Filippo Tattini
Filippo Tattini nel suo laboratorio, fase preparatoria calco Fata Morgana

Altre sculture decorative depredate dall’edificio come la maschera di Medusa, un muso di gatto, il sole trigramma di San Bernardino da Siena e lo stemma dei Medici, saranno riproposte con disegni dell’artista contemporaneo Nicola Toffolini (insignito oltreoceano del prestigioso Pollock-Krasner Foundation Grant 2020-2021), nella cui arte si mescolano Natura e Artificio in linea con l’impronta manierista della costruzione del Giambologna.

Egli è chiamato a pensare secondo una nuova ottica, non seguendo necessariamente l’iconografia classica, soprattutto il mascherone della Gorgone. In una recente intervista, in seguito a una visita presso la Fonte, ha dichiarato di essere rimasto colpito in principal modo dallo scorrere onnipresente dell’acqua, dal rumore scrosciante costante e dalle concrezioni calcaree accumulatisi in modi bizzarri. I disegni saranno esposti nella Sala da Ballo e riuniti in un catalogo, la cui vendita confluirà nella campagna fondi.

XXVI edizione Artigianato e Palazzo

La manifestazione Artigianato e Palazzo, giunta alla sua XXVI edizione, organizzata dall’Associazione Giardino Corsini su progetto di Neri Torrigiani e Giorgiana Corsini, ha come obiettivo promuovere e far apprezzare ad un pubblico sempre più vasto la fantasia, l’originalità e la magistrale competenza dei nostri artigiani.

Neri Torrigiani e Giorgiana Corsini
Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani all’interno del Ninfeo. Photo Credit: Clara Vannucci

Anche quest’anno, dal 17 al 20 settembre, nella suggestiva cornice del seicentesco Giardino Corsini, tra profumate limonaie, aiuole, siepi geometriche e statue secolari si esibiranno oltre 90 testimoni della più alta tradizione artigiana, con particolare riguardo verso le generazioni emergenti: ceramisti, molatori, intagliatori, liutai, sarti, orafi, intarsiatori di pietre dure e legno, intrecciatori di paglia, designer ecc….

blogs and crafts
Artigianato e Palazzo, Blogs and crafts. Photo Credit: Clara Vannucci

Sarà un’occasione per rilanciare la stagione delle fiere, regionali e fiorentine, per condividere e interpretare tanti differenti stili che si sviluppano e contaminano tra antichi saperi e nuove tecnologie.

Vetrine a cielo aperto

Verranno ricreati angoli di bottega, vetrine a cielo aperto dove chiunque possa interagire e testare di persona la creazione di oggetti unici.

Per la prima volta, sotto il monumentale loggiato del Buontalenti, presenzieranno i laboratori di San Patrignano con le loro enormi carte da parati realizzate a mano, e le sedute del giovane designer Cosimo De Vita. Sono 16 in legno massello decorate con un singolare pantografo e ispirate a siti culturali d’interesse mondiale (progetto CITYNG).

Nel corso della videoconferenza di presentazione della manifestazione, tenuta qualche giorno fa, Giorgiana Corsini ha definito questi artigiani monumenti viventi, e d’obbligo è propagandare il loro ingegno e la loro abilità. Durante le esposizioni avremo la possibilità di osservare e scoprire step by step il processo lavorativo che sta dietro agli straordinari manufatti; attireranno l’attenzione di grandi ma soprattutto accenderanno la curiosità dei bambini.

Firenze, nessuna città più adatta

Nessuna città, se non Firenze, poteva offrirsi come palcoscenico migliore. Fin dal Medioevo le Corporazioni di lavoro, Arti e Mestieri, sono state figure essenziali che hanno contribuito a conformare la società odierna e improntare il tessuto urbano.

Via Spadari, Via dell’Ariento, Via Calzaioli, Via de’ Cimatori, Via Calimala (una delle Arti maggiori dedite al commercio internazionale dei panni di lana), sono solo alcune tracce lasciate nella viaria fiorentina, zone che derivano il loro nome dalle officine che lì operavano. Associazioni dotate di rigide regole e alta professionalità, ognuna possedeva un gonfalone che le distingueva, un tribunale per le contese e un proprio statuto disciplinante il lavoro degli affiliati.

Artigiani al lavoro
Immagine tratta da De Spherae, bottega dell’orafo, 1480-1490, Biblioteca Estense Modena. Photo Credit: Wikipedia.com

Preziosa manodopera che si è pazientemente tramandata nei secoli, arricchita da continui scambi e influssi creativi provenienti da oltre confine e resa oggi maggiormente sofisticata grazie a moderni strumentari.

Ricompense per le donazioni del restauro della Casina delle Fate

Le ricompense per chi volesse sostenere tale nobile causa prevedono: incontri e visite esclusive in palazzi storici fiorentini solitamente chiusi al pubblico (compresa la Fonte della Fata Morgana), cappelli di paglia eseguiti a mano ispirati alle fate, disegni di Nicola Toffolini, affissione del proprio nome (o logo in caso di aziende) su targhe apposte sul muro esterno dell’edificio cinquecentesco.

Verrà, inoltre, battuto all’asta un bracciale in oro, lo stesso indossato da Morgana sul braccio, realizzato dal maestro orafo Paolo Penko, anche in questo caso il ricavato sarà devoluto per il restauro della Casina.

 

 

Comunque se vi affascinano le magie, le fate, l’esoterismo o ancor più le Profezie qui trovate diversi nostri articoli dedicati a Quanti “previdero” il Coronavirus

 

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Esfoliante viso: come rendere la pelle liscia e luminosa https://www.mywhere.it/74646/esfoliante-viso-come-rendere-la-pelle-liscia-e-luminosa.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=esfoliante-viso-come-rendere-la-pelle-liscia-e-luminosa https://www.mywhere.it/74646/esfoliante-viso-come-rendere-la-pelle-liscia-e-luminosa.html#respond Fri, 10 Jul 2020 15:43:47 +0000 https://www.mywhere.it/?p=74646 ITALIA – I prodotti esfolianti sono importantissimi nell’ambito della skin care: consentono, infatti, di eliminare le cellule morte dalla cute e di favorire il ricambio di quelle nuove. In questo modo si rimuovono tutte le impurità, compresi gli strati di unto e di sporco, e l’epidermide appare più levigata, sana e giovane. Esistono diverse soluzioni per pulire in profondità la pelle del volto, efficaci per […]

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ITALIA – I prodotti esfolianti sono importantissimi nell’ambito della skin care: consentono, infatti, di eliminare le cellule morte dalla cute e di favorire il ricambio di quelle nuove. In questo modo si rimuovono tutte le impurità, compresi gli strati di unto e di sporco, e l’epidermide appare più levigata, sana e giovane.

Esistono diverse soluzioni per pulire in profondità la pelle del volto, efficaci per evitare la classica patina lucida sulla zona T (fronte, naso e mento). Un buon esfoliante viso, tra l’altro, permette di ritardare la comparsa dei segni dell’invecchiamento, come le rughe e le macchie, e di combattere i brufoli e i punti neri. Vediamo, dunque, come fare.

Skin care esfoliante Foto Marco Serri
Foto di sfilata. Marco Serri

Un prezioso alleato della vostra bellezza: lo scrub

Iniziamo con una delle preparazioni più diffuse, che si può acquistare ma anche realizzare in casa. Stiamo parlando dello scrub, il cui carattere distintivo consiste nei granelli che garantiscono, per l’appunto, un effetto peeling.

Un paio di consigli sull’applicazione di questo cosmetico: esso andrebbe utilizzato non più di 2 o 3 volte alla settimana, e non può ovviamente sostituire formulazioni tradizionali come il latte detergente e la crema idratante. Meglio impiegarlo prima di andare a dormire, oppure di mattina appena svegli. Quando usate lo scrub, inoltre, eseguite un massaggio delicato, per non rischiare di irritare il derma; per lo stesso motivo, scegliete un composto con granuli sottili.

Una linea di cosmetici bio che fornisce un ottimo scrub è quella di Nuvò Cosmetic, che come ingrediente di base adopera la bava di lumaca. Questa contiene numerosi principi attivi fondamentali nel materasso cutaneo, come il collagene, l’elastina, l’allantoina e l’acido glicolico. La bava di chiocciola cura, nutre e rende più elastica la pelle, ed è testata al 100% nonché assolutamente ecologica.

Un articolo di questo tipo è del tutto sicuro e determina risultati eccellenti già dopo i primi giorni. NuvòCosmetic è un autentico pilastro nel campo della cosmesi bio, e mostra una notevole attenzione verso la salute e il benessere della clientela.

Come creare un esfoliante viso homemade

Se, invece, desiderate un esfoliante fai da te, avete a disposizione varie sostanze naturali e facili da reperire. Ad esempio:

• l’olio di mandorle dolci
• il caffè
• il miele
• l’olio di Argan
• il cacao amaro
L’importante è che si aggiunga un elemento in grado di dare origine alla peculiare struttura granulosa, come il sale o lo zucchero. Se la vostra cute è particolarmente secca vi suggeriamo di integrare l’olio di oliva, se invece è grassa servitevi della banana e del bicarbonato di sodio.

Una piccola chicca per una pelle perfetta: la crema esfoliante

Per la vostra beauty routine potete ricorrere anche a un altro prodotto, ovvero la crema esfoliante. Quest’ultima, a differenza dello scrub, non richiede una base umida, ma va distribuita sul volto asciutto fino a quando non viene assorbita. Ci vorranno solo pochi secondi!

Di solito, però, una crema del genere andrebbe associata ad altre soluzioni per il peeling. Inoltre deve essere utilizzata ogni giorno, se possibile un paio di volte.

Dal gommage al guanto esfoliante

Concludiamo la nostra rassegna degli esfolianti viso con due trucchi straordinariamente validi: il gommage e il guanto di crine.

Il primo è considerato meno aggressivo rispetto allo scrub, ed è quindi indicato per chi ha un’epidermide fragile e sensibile. Al contrario di quanto alcuni pensano, questa tipologia di cosmetico non si limita a combattere le impurità superficiali: la pelle è nutrita, idratata, diventa più morbida e levigata.

Il gommage ha in comune con lo scrub la frequenza di applicazione, che non deve superare le 2-3 volte alla settimana. È necessario che il massaggio sia leggero, effettuato con movimenti circolari evitando il contorno degli occhi e delle labbra. Bisogna, poi, rimuovere i residui con acqua tiepida e tamponare con un asciugamano soffice.

Modella Cristina Foto Marco Serri
Modella Cristina (anche in home page). Foto Marco Serri

E per quanto riguarda il guanto esfoliante?

Questo, come già accennato, è quasi sempre di crine (o in alternativa di nylon). Non deve essere confuso con le comuni spugne, perché il suo effetto è molto simile a quello dello scrub! Questo strumento può essere usato a secco oppure, se la cute è delicata, con oli essenziali lozioni apposite.

Anche in questo caso è indispensabile risciacquare con meticolosità e asciugare bene. Tenete presente che questi guanti sono ottimi sia per il volto sia per il resto del corpo, dato che facilitano la microcircolazione e aiutano a prevenire l’insorgere della cellulite.

Da questo discorso avrete capito che non è difficile provvedere in maniera adeguata al peeling del viso. Ciò che conta è procurarsi i prodotti giusti, ottenuti da ingredienti naturali e certificati. L’eliminazione delle cellule morte è fondamentale per la bellezza della pelle!

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Un weekend d’arte e natura perdendosi tra i Tarocchi https://www.mywhere.it/39670/giardino-dei-tarocchi-riapertura-cosa-vedere.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=giardino-dei-tarocchi-riapertura-cosa-vedere https://www.mywhere.it/39670/giardino-dei-tarocchi-riapertura-cosa-vedere.html#comments Fri, 10 Jul 2020 11:00:43 +0000 http://www.mywhere.it/?p=39670 TOSCANA – Conoscete la Maremma grossetana? Volete immergervi anche solo per un weekend in una natura selvaggia e esoterica? Vi consigliamo di andare alla scoperta del Giardino dei Tarocchi di Capalbio, uno dei luoghi più suggestivi del litorale toscano, che ha riaperto i battenti il 10 giugno. Nel pieno della Maremma toscana, a pochi chilometri da Capalbio, […]

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TOSCANA – Conoscete la Maremma grossetana? Volete immergervi anche solo per un weekend in una natura selvaggia e esoterica? Vi consigliamo di andare alla scoperta del Giardino dei Tarocchi di Capalbio, uno dei luoghi più suggestivi del litorale toscano, che ha riaperto i battenti il 10 giugno.

Nel pieno della Maremma toscana, a pochi chilometri da Capalbio, in provincia di Grosseto, nella frazione di Gravicchio, esiste un luogo tra il magico e l’esoterico, unico nel suo genere: il Giardino dei Tarocchi.

Il Giardino dei Tarocchi è un’opera d’arte a tutti gli effetti; è stato ideato dall’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle che, a partire dal 1979, individuò un sito ideale per la sua realizzazione: una vecchia cava di pietre in cui erano ancora presenti i dislivelli di escavazione.

Il luogo le sembrò perfetto: appartato, lontano dal turismo di massa poiché come espressamente ci indica il cartello all’entrata, il Giardino doveva essere «un posto metafisico e di meditazione, un posto lontano dalla folla e dall’incalzare del tempo dove è possibile assaporare le sue tante bellezze e i significati esoterici delle sculture. Un posto che faccia gioire gli occhi e il cuore».
Il suo nome deriva dall’essere abitato dai 22 arcani maggiori dei Tarocchi, figure umane, animali e mitologiche.

Varcato il muro del perimetro di accesso, realizzato dall’architetto Mario Botta, la cui sola grande apertura al centro, divide il mondo quotidiano da quello onirico, la strada sterrata sale fino alla grande piazza centrale occupata da una vasca e sovrastata dalle figure unite della Papessa e del Mago, i primi arcani dei Tarocchi che ci accolgono nel percorso.

La vasca circolare in cui si raccolgono le acque sgorganti a cascata dall’enorme bocca aperta della Papessa (è impossibile non notare le analogie con l’Orco di Bomarzo), ha al suo centro la Ruota della Fortuna, scultura meccanica semi-movente eseguita dal marito di Niki, Jean Tinguely. Un altro punto di riferimento importante ed evidente è Parc Güell a Barcellona, opera di Gaudì.

Giardino dei tarocchi

Dalla piazza centrale possiamo muoverci attraverso l’arco del Sole, forza vitale; scegliamo il percorso da seguire: non ci sono indicazioni o un itinerario prefissato, questo potrebbe disorientare ma il fitto diramarsi delle piante, che nasconde parte delle opere dei Tarocchi, è previsto nel progetto di Niki de Saint Phalle. L’artista voleva che la visita al Giardino fosse «una passeggiata attraverso la natura e che le sculture si scoprissero una dopo l’altra», senza avere una veduta d’insieme.

Le opere si innestano perfettamente nei profili collinari, come se fossero generate dal terreno, create da un processo organico; «Immergermi totalmente nel luogo era l’unico modo per realizzare questo Giardino dei Tarocchi», scriveva l’artista.

E questa fusione con quanto stava creando si manifestò, di fatto, nell’aver deciso di abitare per un certo periodo all’interno di una delle sue sculture: l’Imperatrice, come una Sfinge, diveniva luogo di incontro anche con coloro che lavoravano al progetto; gli stessi abitanti di Capalbio collaborarono alla manodopera del Giardino. All’interno dell’Imperatrice sono visibili ancora la cucina, il bagno, la sala da pranzo e la camera da letto.

Le sculture più grandi sono state iniziate nei primi cinque anni di attività, in concomitanza con la presenza dell’artista nel cantiere. Lo scheletro di sostegno di queste grandi strutture è un’armatura d’acciaio, su cui viene fissata una rete metallica per fare da supporto al cemento gettato a spruzzo.

La superficie è prima rifinita dai collaboratori; in seguito Niki de Saint Phalle delinea i motivi direttamente sul cemento e li suddivide in aree che vengono ricoperte con piastrelle di ceramica, cotta direttamente sul posto e decorata in vari colori e dimensioni; in alcuni casi sono utilizzati frammenti di specchi o vetri colorati. Furono necessari 17 anni per completare interamente il Giardino dei Tarocchi .

Accanto alle monumentali sculture-architetture degli arcani maggiori, incontriamo anche opere di dimensioni ridotte: sono gli skinnies, figure realizzate attraverso perimetri di tubi colorati, riempiti visivamente dal paesaggio circostante. Queste opere sono dotate dell’elemento della trasparenza: semplici contorni che lasciano intravedere il contesto in cui sono inserite ma lo catturano al loro interno.

Sul cemento delle stradine che percorriamo sono incisi messaggi e pensieri che accompagnano il visitatore nel suo cammino iniziatico; altre iscrizioni e disegni ricoprono il tronco dell’Albero della Vita, con teste di serpente al posto dei rami.

Qui ci appare anche la figura dell’Impiccato: capovolto ci suggerisce un alternativo punto di vista da cui guardare la realtà. Da qui, sulla destra, si mostra in tutta la sua potenza la figura della Giustizia, a ricordarci di giudicare prima noi stessi, nei nostri lati più scuri e poi volgerci a quanto ci circonda; al suo interno, al di là di un cancello serrato da un lucchetto, un’altra delle sculture meccaniche di Tinguely, con lo stesso soggetto.

Spicca in altezza tra i vari Tarocchi la Torre di Babele, ad indicare le costruzioni fisiche e mentali, non fondate su basi solide; accezione non del tutto negativa poiché ci ricorda l’importanza di rompere le mura della mente e guardare oltre.

Proseguendo incontriamo gli Innamorati, Adamo ed Eva creati dall’artista: la prima coppia, coloro che hanno compiuto una scelta; scegliere implica l’errore che è ammesso in virtù del suo essere momento di crescita e conoscenza di se stessi.

Concepita come un castello, la scultura dell’Imperatore, forma quasi una cittadella fortificata, con torri (22 colonne come il numero degli arcani maggiori) a sostenere il loggiato percorribile.
Il piccolo cortile, creato dal profilo ondeggiante di questa struttura, vede al centro una vasca in cui si trovano le caratteristiche sculture di Niki, le Nanas, colorate e gioiose.

Arte nella natura e natura nell’arte; gli alberi preesistenti sono stati accuratamente difesi, conservati ed accolti dalle opere così come quest’ultime appaiono nascere dalla vegetazione; si è provveduto anche a ripiantate erbe aromatiche proprie della macchia.

Nel corso del tempo la natura continua a crescere, si modifica nelle stagioni e nei colori riflettendosi in modo sempre diverso negli specchi che ricoprono le superfici; si creano così un legame ed un dialogo che rende vive le stesse sculture. È come se il giardino dei tarocchi fosse in movimento, come se fosse vivo: l’elemento vegetale e quello animale, che prende forma nei simboli dei tarocchi, si fondono e si mostrano ai nostri occhi.

I mosaici specchianti frammentano e riflettano la nostra immagine che viene così catturata dalle sculture e restituita nel legame indissolubile con quella stessa natura in cui siamo immersi; sembra quasi che l’artista ci conceda in questo modo di perdere la nostra materialità e consistenza, offrendoci la possibilità di essere trasportati in una dimensione altra, fantastica ed onirica, in un gioco misterioso dai rimandi criptici e suggestioni che rendono il nostro percorso come un viaggio onirico.

Ideale per una gita fuori porta che unisce arte e natura, è possibile combinare in un’unica giornata l’entrata pomeridiana al Giardino dei Tarocchi (dalle ore 14) e la visita a Capalbio, poco distante. Il piccolo borgo, che si inserisce perfettamente nella caratteristica tradizione toscana, è legato al giardino stesso: una scultura dell’artista campeggia al centro della piazza antistante l’ingresso delle mura.

Passeggiando tra i vicoli, merita sicuramente la nostra attenzione la possibilità di salire sul camminamento di ronda delle mura di cinta; percorrendo delle scalette raggiungeremo il punto più alto: una vera e propria terrazza sulla Maremma, da cui, nelle giornate più limpide, potremo scorgere in lontananza il litorale oppure ammirare il tramonto del sole.

Per info su come arrivare, orari e prezzi consultate il sito del Giardino.

 

Crediti foto: sito ufficiale del Giardino dei Tarocchi


Testo di Giulia Chellini

Il Giardino dei Tarocchi riapre al pubblico

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Le 10 trasformazioni più estreme della storia del cinema https://www.mywhere.it/66782/10-trasformazioni-piu-estreme-della-storia-del-cinema.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=10-trasformazioni-piu-estreme-della-storia-del-cinema https://www.mywhere.it/66782/10-trasformazioni-piu-estreme-della-storia-del-cinema.html#respond Thu, 09 Jul 2020 09:55:33 +0000 https://www.mywhere.it/?p=66782 HOLLYWOOD – Da muscolosi e scultorei a naufraghi emaciati, da sex symbol a mostri disumani, da anoressici a obesi nel giro di 6 mesi. Spesso interpretare una parte porta ad una trasformazione fisica dell’attore hollywoodiano. In alcuni casi la star di turno se la cava con un taglio di capelli particolare o con una crescita […]

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HOLLYWOOD – Da muscolosi e scultorei a naufraghi emaciati, da sex symbol a mostri disumani, da anoressici a obesi nel giro di 6 mesi. Spesso interpretare una parte porta ad una trasformazione fisica dell’attore hollywoodiano. In alcuni casi la star di turno se la cava con un taglio di capelli particolare o con una crescita esponenziale di barba e baffi, ma qualche volta, un ruolo può richiedere un sacrificio fisico disumano, pericoloso sì, ma necessario per la riuscita di una pellicola. Ecco a voi, le 10 trasformazioni più estreme della storia del cinema.

A volte, il mestiere dell’attore richiede più lavoro, sacrificio e abnegazione di quanto si possa immaginare. E’ la storia più vecchia del mondo; fin dagli albori del cinema, le trasformazioni fisiche sono state elemento di giudizio e di ammirazione per quegli attori che hanno cambiato completamente il loro fisico per interpretare al meglio un character.

In alcune pellicole – coraggiose, estreme, innovative e diciamocelo, anche folli sotto certi aspetti – le star di Hollywood hanno dovuto mettere a dura prova il loro fisico, sottoponendosi a radicali cambiamenti fisici, spesso ingrassando o dimagrendo come pazzi, ma anche sfoggiando capelli colorati, rasati a zero, piercing, abiti o trucchi complessi e invasivi.

CINEMA: LE 10 TRASFORMAZIONI ATTORIALI CHE NON DIMENTICHEREMO

Insomma, a gente come Christian Bale, Matthew McConaughey e Jared Leto, il metodo Stanislavskij sta stretto, anzi gli fa un baffo. Sì perché per attori di questa caratura, entrare empaticamente e psicologicamente nel personaggio per tutto l’arco della durata delle riprese non basta. Ci vuole, appunto, qualcosa di più estremo, qualcosa che sciocchi talmente tanto lo spettatore da farlo rimanere quasi disturbato da cotanta abnegazione per la parte. E allora, tra diete folli, sessioni di allenamento incredibili e sacrifici disumani, ecco le 10 trasformazioni più estreme della storia del cinema.

10) Gary Oldman – L’Ora più Buia

Le 10 trasformazioni più estreme del cinema: Gary Oldman nei panni di Winston Churchill

Una trasformazione talmente profonda da far sembrare Gary Oldman e Winston Churchill un tutt’uno. L’attore britannico, protagonista di un’impressionante e mimetica interpretazione ne “L’Ora più buia”, presenta un trucco da “bulldog” e si lascia accompagnare in ogni scena dall’immancabile sigaro del Primo Ministro britannico più iconico di sempre. “Parlando con la produzione misi in chiaro subito che non avrei preso 20-30 kg per interpretare Churchill. Sono troppo vecchio per queste cose e mi dispiace che molti miei colleghi mettano in atto questa pratica, è davvero pericolosa – dichiarò in un’intervista l’attore – la mia somiglianza con Churchill nel film la devo alle incredibili e lunghissime sessioni di trucco. I truccatori del cinema sono veri artisti, spesso sottovalutati per la loro importanza”. Gary Oldman, grazie al ruolo di Winston Churchill, ha conquistato l’ambito Premio Oscar nel 2018.

9) Tom Hanks – Cast Away

Le 10 trasformazioni più estreme del cinema: Tom Hanks in Cast Away

Quando metti insieme Tom Hanks e Robert Zemeckis, non può che uscire fuori un capolavoro. Il film diretto dal regista di Forrest Gump è una metafora di rinascita e di forza d’animo, una pellicola incredibile che custodisce un significato profondo. La figura centrale di Cast Away non può che essere Hanks nei panni di un naufrago disperso su un’isola deserta per 10 anni. Per entrare nella parte, Hanks ha dovuto perdere la bellezza di 23 chili, sottoponendosi a 4 ore di allenamento estenuante al giorno e facendosi accompagnare per 4 lunghi mesi da un mental coach. “Come quel poveretto, ma indomito uomo, ho imparato a sopravvivere alle fatiche del set bevendo solo succo di noci di cocco – ricorda il buon vecchio Tom – Venti chilogrammi persi non si dimenticano facilmente! Però amo quel film e lavorare nella meraviglia della natura di un’isola delle Fiji fu entusiasmante”.

8) Jared Leto – Dallas Buyer Club

Le 10 trasformazioni più estreme del cinema: Jared Leto prima e dopo Dallas Buyer Club

Conosciamo l’eccentricità e la devozione attoriale di Jared Leto e appena ricevuta la notizia della sua interpretazione di un eroinomane affetto da HIV in Dallas Buyer Club, sapevamo già che sarebbe andata esattamente così. Per il film, l’attore americano ha perso la bellezza di 18 chili unendo all’enorme sacrificio fisico, la performance della carriera. Mi sono messo a dieta e in tre settimane sono arrivato a poco più di 50 chili, perdendone circa 18. – racconta a distanza di anni l’attore – Ma non era la prima volta: sono dimagrito per Requiem For a Dream e ingrassato per Chapter 27. Al di là della dieta, che essendo vegano non è stata così insopportabile, la cosa interessante è che col peso perdi anche certezza e sicurezza in te stesso: aumenta la tua fragilità psicologica, ciò che mi serviva per Rayon. Ho cominciato dall’inizio, ascoltando persone transgender che vivono le loro vite come faceva Rayon. E poi ho iniziato un viaggio alla ricerca del mio lato femminile, un processo davvero incredibile. Diciamo che ho lavorato sulla mia metà femminile: sono convinto che tutti siamo un po’ uomini e un po’ donne. Poi ho aggiunto un po’ di glam rock e di omosessualità sexy”.

7) Christian Bale – Vice, l’Uomo nell’Ombra

Le 10 trasformazioni più estreme del cinema:
Le 10 trasformazioni più estreme del cinema: Christian Bale nei panni di Dick Cheney

“Come ho fatto ad interpretare Dick Cheney? Mi sono ispirato a Satana” chiosò così Christian Bale durante la cerimonia dei Golden Globes riguardo al suo ruolo in “Vice – l’uomo nell’ombra” biopic sulla vita di Dick Cheney, vice-presidente degli Stati Uniti durante la gestione George W. Bush. Per vestire i panni di uno dei personaggi più controversi della storia recente americana, l’attore ha offerto agli spettatori un look irriconoscibile, aumentando di 23 kg il suo peso e presentando un viso gonfio condito da guance paffute, capelli maltinti e occhi bovini. Fondamentale naturalmente anche il trucco prostetico che ha reso Bale la copia esatta di Dick Cheney. Il ruolo dell’ex Batman segna un punto di rottura. Da adesso, almeno stando alle dichiarazioni di Bale, l’attore non accetterà più di perdere o aumentare di peso per un character. “Non posso continuare a farlo, non posso davvero – dichiarato – la mia mortalità mi sta fissando in faccia”. Sarà davvero così?

6) Natalie Portman – Il Cigno Nero

Le 10 trasformazioni più estreme del cinema: Natalie Portman in una scena de Il Cigno Nero

L’attrice passata alla ribalta da giovanissima per il film Leon di Luc Besson, offre ne Il Cigno Nero, una performance che riecheggia nella nostra memoria ancora oggi. Prepararsi al ruolo però fu difficilissimo. Oltre ad una cospicua perdita di peso (10kg), Nattie ha dovuto allenarsi 8 ore al giorno per 6 mesi nel balletto, inscenare il primo rapporto sessuale lesbo della sua carriera di attrice (con l’amica Mila Kunis) e scendere negli abissi della follia, interpretando il ruolo di una ragazza ossessionata dalla danza in un viaggio tra follia ed esasperazione umana.

Il mio ruolo ne Il Cigno Nero è stato il più estremo e il più complesso, ho avuto bisogno di sostegno psicologico sia dopo che durante le riprese” ha confessato la  Portman in un’intervista.

Non tutto il male viene per nuocere però: l’interpretazione sofferta di Natalie nel film di Darren Aronofsky, ha portato all’attrice non solo la conquista del Premio Oscar, ma anche a conoscere il suo futuro marito, il coreografo Benjamin Millepied.

5) Matthew McCounaghey – Dallas Buyer Club

Le 10 trasformazioni più estreme del cinema: Matthew McCounaghey: il before e l’after di Dallas Buyer Club

Stando con lo zoppo (Jared Leto) s’impara a zoppicare. Avrà pensato questo Matthew McCounaghey una volta saputo che sia lui sia Jared avrebbero dovuto interpretare due malati di HIV e perdere 20 kg per interpretare i loro rispettivi ruoli (valsi entrambi un Oscar) in Dallas Buyer Club. Così, l’attore americano ha raccontato la sua esperienza: “La perdita di peso è avvenuta con una precisione specifica. Innanzitutto mi sono consultato con un medico per calcolare la quantità esatta di peso da perdere, e ho iniziato a diminuire di quasi due chili a settimana, per vari mesi. Per farlo ho cominciato a vivere da “eremita”: non uscivo la sera, evitavo gli eventi mondani e così via. La cosa sorprendente, nel perdere peso, è stata questa: più diminuivano le energie dal collo in giù, più guadagnavo in forze dal collo in su. In pratica, come per Ron Woodroof, la mia mente ha prosperato, mi servivano meno ore di sonno, mi svegliavo sempre alle quattro del mattino”.

4) Joaquin Phoenix – Joker

Le 10 trasformazioni più estreme della storia del cinema: Joaquin Phoenix in una delle scene più iconiche del Joker

L’interpretazione di Joaquin Phoenix nel film Joker gli è valsa uno dei Premi Oscar più scontati e meritati di sempre. Troppa qualità, troppa creatività, troppa follia e troppo sacrificio per rimanere anche quest’anno a bocca asciutta. La sua è un’esibizione drammatica, violenta e avvincente allo stesso tempo, un’esibizione che avrebbe funzionato perfettamente anche senza il collegamento con la saga di Batman. Oltre alla bravura attoriale di Phoenix, un altro aspetto ad aver colpito praticamente tutti è la sua fisicità, profondamente modificata per il film. Ho perso 25 kg per fare Joker – ha dichiarato Phoenix al New York Times – Non volevo, ma Todd Phillips (regista n.d.r) voleva rendermi più magro e malsano possibile. E’ difficile svegliarsi ogni mattina ed essere ossessionato per aver preso pochi grammi di peso. Inizi quasi a sviluppare un disordine, è folle. Con la perdita di peso mi aspettavo sentimenti di insoddisfazione, fame, un certo tipo di vulnerabilità e debolezza. Quello che non avevo previsto però era una sensazione di fluidità fisica mai provata prima. Potevo fare movimenti che prima non sarei mai stato in grado di fare. Questo si è prestato perfettamente ad alcuni movimenti del personaggio, che sono emersi come una componente molto importante.

3) Charlize Theron – The Monster

Le 10 trasformazioni più estreme della storia del cinema
Le 10 trasformazioni più estreme della storia del cinema: il before e l’after di The Monster

Chi l’ha detto che un serial killer debba essere per forza un uomo?  Se andate a leggervi la storia della terribile Alieen Wuornos, prima assassina seriale donna della storia, cambierete sicuramente idea. Le vicende legate a questo terribile personaggio ebbero un’incredibile eco mediatica negli States, tanto che fu deciso di dedicarle un film. A vestire i panni della Wuornos, una delle donne più belle del mondo, Charlize Theron, che per interpretare la parte, ingrassò 22 kg e si sottopose a sedute di trucco speciali per poter peggiorare il suo aspetto fisico e cancellare tutto il suo fascino irresistibile. Il tutto, le valse uno strameritato Oscar per la migliore interpretazione femminile. L’attrice ricorda così la sua esperienza: “Ho preso circa ventidue chili per questo film. Volevo sentirmi come s’è sentita questa donna e penso che per me sia stato un modo per avvicinarmi a lei ed entrare nel suo ordine di idee. Sapete, è stata una grande sorpresa per me. Mi è venuta anche una forte depressione. Mi alzavo alle due del mattino e mangiavo un piatto di maccheroni al formaggio freddi che avevo lì di fianco a me. Mi alzavo e li mangiavo, così… Era come se li spingessi a forza nella gola. E’ difficile mantenere quel peso”.

2) Robert De Niro – Toro Scatenato

Le 10 trasformazioni più estreme della storia del cinema
Le 10 trasformazioni più estreme della storia del cinema: De Niro nei panni di Jake La Motta, a sinistra in versione pugile a destra a fine carriera

Per interpretare il pugile Jake La Motta in Toro Scatenato, Robert De Niro prese 27 chili e mezzo: “Ho mangiato enormi colazioni, pranzi e cene. I primi sette chili vanno da soli ed è divertente, ma poi è un sacrificio”. Uno sforzo (ripagato con l’Oscar) non ripetuto per Gli intoccabili: malgrado fosse la prima scelta di Brian De Palma per il ruolo di Al Capone, De Niro entrò nel cast troppo tardi per una dieta e dovette ricorrere a protesi e cuscini.

L’immersione di De Niro nella parte è talmente profonda da abbracciare anche altri aspetti della vita quotidiana oltre alla faccenda peso. Per raggiungere il sentimento di fratellanza tra i 2 attori, De Niro e Joe Pesci hanno vissuto insieme in casa per 3 mesi prima di iniziare le riprese. Per prepararsi al ruolo, Robert De Niro si è allenato duramente, ha partecipato a tre incontri di boxe e ne vinti due.

1) Christian Bale – L’uomo senza sonno

LE 10 trasformazioni più estreme della storia del cinema
Le 10 trasformazioni più estreme della storia del cinema: Christian Bale a sinistra ne “L’uomo senza sonno” e a destra in “Batman Begins”. Sapete quanti mesi di distanza ci sono tra queste 2 foto? 6 mesi!

Concludiamo con quella che senza dubbio è la trasformazione più estrema della storia del cinema. A vincere la nostra Top10 è il solito Christian Bale che nel film “L’uomo senza sonno” perse la bellezza di 30 kg arrivando a pesarne 54! Come ha fatto? Con una dieta molto semplice! Una mela, una tazza di caffè, un bicchiere di whisky e un numero imprecisato di sigarette al giorno. “Dormivo pochissimo e riuscivo a leggere per 15 ore di seguito” – ha raccontato. “Inoltre non provavo emozioni. Appena ho ripreso a mangiare, ho ricominciato a ‘sentire'”. Nonostante l’immensa prova d’attore, che va ben aldilà del dimagrimento, L’uomo senza sonno non ha avuto, in termini di successo e incassi, i numeri che avrebbe meritato, ma la prova estrema di Bale ha reso la pellicola (ottima e da recuperare se non l’avete vista) un cult negli anni 2000.

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ITALIA – Ormai tantissime persone cercano di fare soldi online, ma come ci si può muovere per guadagnare davvero?

L’idea di fare soldi su Internet alletta tutti, non c’è dubbio, ma in troppe occasioni si tende a pensare al fatto che il mezzo web sia una sorta di “miracolo”, un mezzo che consente di guadagnare con pochissima fatica, ma la realtà, ovviamente, non è questa.

Ancor prima che chiedersi come si può guadagnare su Internet, in realtà, si dovrebbe avere un’idea, bisognerebbe quindi chiedersi cosa si è in grado di proporre, e solo dopo si dovrebbe pensare a come monetizzare.

Sono bravo a scrivere? Sono bravo a scattare foto panoramiche? Posso affrontare con competenza argomenti che interessano a un buon numero di persone? Sono quesiti come questi, appunto, ad essere dei validi punti di partenza.

Analogamente a quando si potrebbe affermare per il mondo “reale”, anche i guadagni su Internet possono essere distinti in due diverse tipologie: si può guadagnare svolgendo un lavoro, quindi prestando un’opera, oppure avviando un’attività imprenditoriale.

Facciamo il punto sulle principali opportunità dell’uno e dell’altro caso.

guadagnare online

Guadagnare su Internet lavorando

Se si vuol lavorare su Internet le possibilità sono svariate: sono ormai tantissime, infatti, le professioni che possono essere svolte da remoto: c’è chi fa il social media manager, chi si occupa di copywriting, chi di SEO, chi di web marketing, chi si occupa dell’assistenza dei clienti, perfino i call center tendono ad essere sempre più spesso gestiti in questo modo, ovvero appunto offrendo ai lavoratori i software e quant’altro necessario affinché possano operare direttamente da casa.

Il lavoro online, ovviamente, può essere svolto sia nella forma del cosiddetto smartworking, quindi un lavoro dipendente erogato da remoto e, di conseguenza, con specifiche peculiarità, oppure da freelance, quindi sostanzialmente come lavoratore autonomo.

Oltre che con il lavoro propriamente inteso, si può monetizzare online anche svolgendo attività di altro tipo, come ad esempio rispondendo a sondaggi, scattando fotografie o perfino filmando le strade; a questo riguardo è molto interessante un approfondimento del portale IoInvesto su come guadagnare soldi con App.

Avviare un’idea imprenditoriale online

Per quanto riguarda l’aspetto imprenditoriale della monetizzazione online, bisogna dunque avviare un progetto in proprio, una vera e propria impresa.

In che modo? Le soluzioni sono diverse: se si riesce a costruire un seguito importante si può divenire un influencer sui social network, magari rivolto ad una specifica nicchia, se si hanno contenuti validi ci si può affermare come youtuber, o altrimenti si può realizzare un blog o un sito web tematico.

Sul piano pratico, in questi casi le modalità di monetizzazione sono diverse, ma sono quasi tutte correlate alla pubblicità, da intendersi sia come spazi pubblicitari canonici che come advertising che viene svolto nei contenuti medesimi, quindi ad esempio la presentazione di un prodotto in un video, in un testo e via discorrendo.

Come approcciarsi al meglio all’una e all’altra prospettiva

Come è evidente, dunque, guadagnare su Internet non è facile: se si vuol monetizzare lavorando bisogna svolgere, e anche bene, una professione, dunque è necessario avere competenza e, allo stesso tempo, dedicare tempo e dedizione.

Per quel che riguarda il volto imprenditoriale del web è necessario non solo riuscire ad emergere tra l’enorme concorrenza, ma anche saper persistere, perché prima che si raggiungano numeri potenzialmente interessanti dovrà sicuramente passare molto tempo.

 

Testo di Simone Genovesi

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