Festa del Cinema al Femminile? Ecco due match vincenti di donne tra regista e attrice

Festa del Cinema al Femminile? Ecco due match vincenti di donne tra regista e attrice

ROMA – L’edizione  Festa del Cinema 2019 annovera opere di ben 19 registe (su 33) definendo femminile la kermesse. Sarà stato così? A me non importa quanto di femminile ci sia, ma un paio di film firmati e interpretati da donne della cinematografia ve li voglio segnalare. Vi parlo qui della coppia Cristina Comencini e Giovanna Mezzogiorno, e quella Melora Walters e Mira Sorvino.

Che l’impronta della Festa del Cinema di Roma sia stata profondamente femminile, lo conferma una pellicola come Tornare della Comencini, un thriller dell’inconscio e un film sul tempo, arricchito dall’atmosfera unica di Napoli, che ho adorato davvero. Fa piacere vedere all’opera una regista donna come Cristina, che a 14 anni di distanza dal drammatico La bestia nel cuore, è tornata a lavorare con Giovanna Mezzogiorno, una Giovanna Mezzogiorno invecchiata, naturale, bella, vera. Anche lei fa parte delle mie attrici preferite e la sua performance nei panni di Alice, una quarantenne costretta ad azzerare e a ricominciare la sua vita mi ha colpito profondamente.

Giovanna Mezzogiorno in Tornare di Cristina Comencini
Giovanna Mezzogiorno in “Tornare” di Cristina Comencini

La storia è ambientata a Napoli, negli anni ’90 e racconta del ritorno di Alice a casa dopo anni passati negli Stati Uniti. E’ morto il padre. Alice si ferma nella casa di famiglia, disabitata; con la sorella hanno deciso di venderla, e occorre svuotarla degli oggetti di una vita, di tante vite. Ma, inaspettatamente, Alice scopre che la casa è abitata da una ragazza giovane e bellissima. Con lei inizia un dialogo intenso, come sembra promettente anche il legame che si crea con Mark, un uomo affascinante e gentile incontrato alla commemorazione del padre. Per Alice si schiude un mondo nuovo, intrigante e pericoloso che apre squarci sul suo passato e sulla sua esistenza.

Cristina Comencini

Uscendo dalla proiezione dell’Auditorium, ho sentito molti miei colleghi lamentarsi per una vena eccessivamente femminista del film. Per rispondergli, mi affido alle parole della regista nel corso della conferenza stampa di presentazione: “Basta con questa storia che devono essere equiparati i personaggi maschili e femminilirisponde la Comencini – Il personaggio del bambino è stupendo, il suo rapporto con Alice bambina è bellissimo, ma viene disturbato da una separazione violenta perché lì ha origine il tutto, perché quel bambino diventa un ossessivo. Ma i personaggi sono belli anche quando sono anche cattivi, ossessivi. Come mai le donne sono soltanto degli specchietti, delle figurine in tanti film di registi che ho amato? Perché così le vedono gli uomini e allora non ci poniamo la domanda simile quando le donne fanno cinema”.

Festa del Cinema di Roma al femminile
Io alla mostra dedicata a Cecchi Gori alla Festa del Cinema di Roma 2019

E a proposito di un programma definito da Antonio Monda  «all’insegna delle donne» oltre al mito di Giovanna Mezzogiorno e Cristina Comencini ecco che sono andata alla ricerca di un Mito con la M maiuscolo, con la visione di un film interpretato da una donna da Oscar.

Vi ricordate La dea dell’amore? Ricordate la prostituta dalla vocetta squillante?
È da un po’ che non abbiamo il piacere di vedere Mira Sorvino sul grande schermo dopo l’Oscar conquistato (miglior attrice non protagonista nel 1996) a 29 anni nel film del ’95 di a Woody Allen. L’attrice statunitense, figlia d’arte (suo padre è l’attore scorsesiano Paul Sorvino), compagna per un periodo di Quentin Tarantino, pur vantando una ricca filmografia, si è dedicata poi prevalentemente alla sua vita privata ed al sociale (ha avuto ben quattro figli in otto anni, dal 2004 al 2012, ed è sostenitrice di Amnesty International ) interpretando ruoli marginali nelle successive pellicole. I personaggi interpretati da questa donna di bellezza stratosferica con cervello impegnativo, (è laureata ad Harvard con 110 e lode), non sono memorabili ma c’era comunque grande attesa per la sua interpretazione qui alla Festa del Cinema di Roma.

Mira Sorvino in una scena del film “Drowing”

In realtà il suo ruolo era molto pubblicizzato per il film Drowning ma ad essere sinceri è stata solo una trovata promozionale. Infatti la bella attrice fa un cammeo più che recitare una parte, dove interpreta il personaggio di amica della protagonista, (ancora una volta) bellona, superficiale e appariscente, salvo poi mostrare un inedita fragilità emotiva, che non ci ha però di certo sorpresi.
Ci sarebbe piaciuto comunque vederla di persona qui a Roma in tutto il suo splendore, magari in un Incontro ravvicinato o splendente sul Red Carpet.

Festa del Cinema di Roma al femminile
Le lunghe attese dei Red Carpet alla Festa del Cinema di Roma

Ma devo esser sincera, sono andata a vedere questo film senza conoscere Melora Walters, ma per rivedere un interpretazione di Mira Sorvino.
Ad ogni modo a questa XIV edizione della Festa del Cinema di Roma definita femminile, un ruolo è stato giocato anche da questo film drammatico, Drowning, dove abbiamo visto la sua apparizione. Il film, diretto e interpretato da Melora Walters, tratta del dramma di una madre il cui figlio si è arruolato per andare a combatter in Iraq forse conseguentemente a modalità distorte del loro rapporto.

Melora Walters, regista e attrice protagonista di “Drowing”

Il ritratto tracciato da questa veterana attrice, (meno nota come sceneggiatrice e regista), ci ha fatto emergere nevrosi che spesso ignoriamo. Attraverso flash del suo quotidiano, del rapporto coniugale, del sottofondo narrativo della cronaca di guerra, la protagonista (Melora Walters) scava in verità difficili sollecitando ansia, e a tratti rabbia, per questa madre che, sommersa dai sensi di colpa, non riesce ad emergere. La metafora qui è attraverso la paura di affogare. Nell’imparare a nuotare infatti non c’è solo la capacità di stare a galla, ma quella di risalire, emergere fuori dall’acqua per respirare, aprendo gli occhi e vedere la vita. L’interpretazione di Melora Walters ci ha davvero convinto, anche se ci aspettavamo che la trama del film venisse ancor più sviluppata. Termina bruscamente e quando la pellicola improvvisamente s’interrompe vieni colto di sorpresa. La storia ti lascia così un senso d’incompiuto, ma, nonostante ciò, riesce a comunicarti l’energia della speranza e della rivalsa, e per questo quindi, il film a mio avviso merita comunque un giudizio positivo.

Festa del Cinema di Roma al femminile
La Festa del Cinema di Roma al femminile vede anche un selfie di Miss Italia

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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