Festa della mamma 2017: origini storiche e ricorrenze moderne

Festa della mamma 2017: origini storiche e ricorrenze moderne

ITALIA – Quest’anno, la festa della mamma ricorre il 14 maggio. Dalla genesi ellenica alle ragioni storiche, dalle musiche che la cantano alle iniziative territoriali, il mondo rende omaggio alla donna più importante fra tutte.

Di lei si dice che Dio l’abbia creata perché non poteva essere dappertutto; che il suo sia un lavoro a tempo pieno; che casa sia solo un altro modo per chiamarla.
Si dice di lei che sia il primo amore di un figlio; che smetta improvvisamente di avere fame quando s’accorge che non c’è abbastanza cibo per tutti; che sia un’abile cercatrice di oggetti smarriti – libri di scuola, occhiali da vista, calzini perduti; che la sua mano sulla fronte sia più precisa di un termometro, il suo bacio sulla bua un antibiotico potente; che la matematica non la spaventi: è nata per farsi doppia quando resta incinta, per farsi in quattro quando lavora, per farsi cento quando combatte.
I suoi tacchi sono i primi sopra i quali una bambina impara a stare in equilibro; il colore del suo rossetto è il più desiderabile.
Lo è per diritto di parto; lo diventa perché i figli sono di chi li cresce, non sempre di chi li fa.
È un supereroe, un soldato, un porto d’approdo, una bilancia umana capace di tenere in equilibrio la vita stessa. Il mondo intero la chiama mamma e in queste due sillabe uguali racconta la storia di una donna che è l’iniziazione di ogni cosa.

In primavera, le antiche popolazioni politeiste rendevano omaggio alle divinità femminili legate alla terra e alla sua fertilità.
Per gli Elleni, era Rea, una titanide nata dall’unione di Urano e di Gea e madre di tutti gli dei. La leggenda racconta che, con l’inganno, avesse salvato Zeus, il suo ultimogenito, dalla fame di Crono, dando a divorare a questo una pietra avviluppata in un panno.
Per gli antichi romani, era Cibele, custode della fertilità della terra, sovrana della natura incontaminata, signora delle belve.
In Italia, la sua festa nasce negli anni Cinquanta. Dapprima, nel 1956, Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera, in collaborazione con Giacomo Pallanca, presidente dell’Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera-Vallecrosia, inaugurò la festa della mamma al Teatro Zeni, la seconda domenica di maggio di quello stesso anno.
Il 12 maggio del 1957, invece, don Otello Migliosi, parroco di Tordibetto di Assisi, in Umbria, diede alla ricorrenza un carattere più clericale, celebrando la mamma nella sua veste religiosa.
Da allora la festività è entrata a far parte del calendario comune e cade, appunto, la seconda domenica di maggio.

Il Mothering Day, in Inghilterra, risale al 1600 quando, in occasione della quarta domenica di Quaresima, ai figli, partiti come apprendisti o come servi, era concesso di tornare a casa per un giorno intero.
Nel mese delle rose del 1870, negli Stati Uniti, la pacifista e abolizionista Julia Ward Howe propose, senza successo, di istituire la Giornata della madre per la pace, un’occasione di riflessione e dibattito sul tema della pace e della guerra.
Anni dopo, nel 1908, Anna Jarvis volle celebrare il Mother’s Day in memoria e in onore di sua madre, Ann Reeves Jarvis, anch’ella attivista in favore della pace a seguito della guerra civile americana e impegnata nel miglioramento delle condizioni igieniche e nella lotta alle malattie e alla mortalità infantile. La celebrazione di Jarvis divenne popolare e fu resa ufficiale dal presidente Woodrow Wilson nel 1914, quando il Congresso deliberò di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri, sebbene, col tempo, abbia acquisito tratti decisamente più commerciali, spesso dimentica delle ragioni e della storia che ne sottintendono la nascita.

Anche quest’anno, l’ AIRCAssociazione Italiana per la Ricerca sul Cancro – che ha come scopo la prevenzione, la diagnosi e la cura dei tumori, per la festa della mamma sarà presente in 3.600 piazze italiane con la bellissima Azalea della Ricerca, allo scopo di raccogliere fondi da destinarsi alla lotta contro il cancro.
Trenitalia lancia, invece, la super offerta 2 per 1, acquistabile fino alle ore 24 di due giorni prima della partenza e grazie alla quale, il 13 ed il 14 maggio, si potrà viaggiare in due al prezzo di un solo biglietto base. L’offerta è valida su tutti i treni nazionali nei livelli di servizio Business, Premium e Standard e in prima e in seconda classe.
Il tema dell’edizione 2017 di Bimbimbici, che diventa ufficialmente maggiorenne, si ispira ai supereroi e il 14 maggio promuove LA GIORNATA NAZIONALE BIMBIMBICI. D’altronde, quale giorno migliore se non quello in cui si festeggia la mamma, l’eroina più in gamba di tutte?
Bimbimbici è una campagna nazionale ideata e promossa da FIAB (Federazione italiana Amici della Bicicletta) volta ad incentivare la mobilità sostenibile e a diffondere l’uso della bicicletta tra i giovani e giovanissimi. L’iniziativa – spiega il sito ufficiale – prevede un’allegra pedalata in sicurezza lungo le vie cittadine e sul territorio urbano, che si svolge ogni anno in occasione della giornata nazionale della bicicletta e cade proprio la seconda domenica di maggio.
Dalle ore 11 di domenica 14 maggio, presso il castello di Bracciano, avrà luogo un percorso itinerante, dedicato alle mamme, che troverà il suo massimo nella stanza delle storie con il racconto de Il re del lago. A Milano, invece, al Museo del Cenacolo Vinciano si terrà il laboratorio “Faccia a faccia con Leonardo… e la mamma”, durante il quale i più piccoli potranno cimentarsi in un ritratto della propria mamma utilizzando gli strumenti artistici del celebre pittore.

Dalla mamma con la gonna un po’ lunga di Edoardo Bennato a Luca Barbarossa quando canta “parlami di te, di quello che facevi, se era proprio questa la vita che volevi, di come ti vestivi, di come ti pettinavi, se avevo un posto già in fondo ai tuoi pensieri. Dai mamma dai, questa sera lasciamo qua i tuoi problemi e quei discorsi sulle rughe e sull’età…“; dal film Senti chi parla a Piccole donne, passando per il musical Mamma mia, la donna che ci mette al mondo resta, oltre ogni ragionevole dubbio, la nostra prima impronta alla vita. Per chi ancora ha la fortuna di averla, e per chi la conserva nei ricordi.

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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