Tutto sulla 67 edizione del Festival di Berlino

BERLINO – Ci si aspettava qualcosa di più dal Festival di Berlino 2017. La 67′ edizione della kermesse cinematografica che forse più di tutte incarna il mantra della sperimentazione e dell’originalità non è riuscita a raggiungere i picchi degli ultimi anni. Molte le proposte, sempre aggiornatissime sulle varie tendenze che imperversano nei giorni nostri, ma poche, quelle veramente convincenti e in grado di rimanere nell’immaginario. Eppure, come sempre, è stato possibile trovare alcuni elementi d’interesse.

Innanzitutto una conferma: il cinema dell’Europa dell’Est è in ascesa e questo nessuno lo può negare. Fa piacere però che un Festival come quello di Berlino, ne abbia dato tutto questo risalto. Il film vincitore dell’Orso d’oro è andato infatti all’ungherese On Body and Soul, insolita e intensa storia d’amore ambientata in un mattatoio. L’opera della regista Ildikò Enyedi racconta i sentimenti nascenti tra una timida addetta al controllo delle carni e il suo capo, un uomo di mezza età sconfitto dalla vita e con un braccio paralizzato. “Volevamo realizzare un film semplice, da bere in un bicchier d’acqua, ma allo stesso tempo rischioso – ha dichiarato la regista, visibilmente commossa durante la premiazione – ci vuole un cuore generoso per accoglierlo, altrimenti l’opera non arriva”.

Il trionfo ungherese però ha destato qualche polemica. Non fraintendete, On Body and Soul è un film interessante e davvero poetico, ma il vero highlight della Berlinale 2017 è stato senza dubbio The Other Side of Hope, opera del grande Aki Kaurismaki (“L’uomo senza passato” 2002, “La Fiammiferaia” 1989) vincitore di uno strameritato Orso d’Argento per la Miglior Regia.

La nuova opera del regista finlandese (la più applaudita del concorso) riesce a farci immergere totalmente nel suo mondo stralunato, grottesco e minimale. The Other Side of Hope è la storia di un incontro casuale e di un’amicizia; da un lato c’è Khaled (Sherwan Haji), in fuga dal suo paese in guerra e alla ricerca di una disperata salvezza, dall’altro Wirkstrom (Sakari Kuosmanen), appena allontanatosi dalla moglie alcolizzata e pronto a ripartire da zero. Due uomini soli, ma che inevitabilmente finiscono per incontrarsi e scontrarsi.

Durante la premiazione, Aki Kaurismaki non si è certo sottratto al consueto siparietto comico: invece di salire sul palco, il regista finlandese è rimasto al suo posto e si è fatto consegnare l’Orso “a domicilio” e una volta afferrato il premio, ha utilizzato la statuetta come microfono commentando il tutto con un “ladies and gentlemen, thank you very much”.

Altro film degno di lode è sicuramente Una mujer fantastica, scritto e diretto da Sebastian Lelio, che conferma l’ottimo stato di salute del cinema cileno. La pellicola ha conquistato la statuetta per la Miglior Sceneggiatura ma a parer nostro avrebbe meritato anche l’Orso d’argento per Miglior Attrice (vinto da Kim Min-hee per On the Beach at Night Alone). La trasgender Daniela Vega, nei panni di una trans alle prese con incidente che metterà a dura prova la sua vita, ha offerto una prova tanto particolare quanto complessa.

E allora, cosa resta di questa edizione del Festival di Berlino? Sicuramente una forte attenzione alle diversità e ai cinema emergenti. Ciò che non ha convinto in pieno, non è tanto da trovarsi nei vincitori, quasi tutti meritevoli del successo, quanto nella sua interezza. Fatta eccezione di 4-5 pellicole, le altre proposte, seppur numerose e diversificate, non hanno destato grande interesse. Ma questo porta a un quesito molto comune quando si parla di kermesse cinematografiche. Preferite un Festival ricco di proposte originali e di qualità media alta, o un Festival con qualche innegabile exploit e poco altro?

Ecco la lista completa dei vincitori al Festival di Berlino 2017:

  • Orso d’oro per il miglior film: On Body and Soul di Ildikó Enyedi
  • Orso d’argento per il miglior regista: Aki Kaurismäki per The Other Side of Hope
  • Orso d’argento per il miglior attore: Georg Friedrich per Bright Nights
  • Orso d’argento per la migliore attrice: Kim Min-hee per On the Beach at Night Alone
  • Orso d’argento per la migliore sceneggiatura: Sebastián Lelio e Gonzalo Maza per Una mujer fantástica
  • Orso d’argento, gran premio della giuria: Félicité di Alain Gomis
  • Orso d’argento per il miglior contributo artistico: Dana Bunescu per Ana, mon amour
  • Premio FIPRESCI: On Body and Soul di Ildikó Enyedi
  • Premio Alfred Bauer: Pokot di Agnieszka Holland
  • Orso d’oro alla carriera: Milena Canonero
  • Teddy Award: Una mujer fantástica di Sebastián Lelio
  • Miglior documentario: Ghost Hunting di Raed Andoni
  • Miglior opera prima: Summer of 1993 di Carla Simon
  • Orso d’oro per il miglior cortometraggio: Cidade Pequena di Diogo Costa Amarante
  • Orso d’argento, premio della giuria per il miglior cortometraggio: Ensueno en la pradera di Esteban Arrangioz

Info

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the award winners press conference during the 67th Berlinale International Film Festival Berlin at Grand Hyatt Hotel on February 18, 2017 in Berlin, Germany.

the award winners press conference during the 67th Berlinale International Film Festival Berlin at Grand Hyatt Hotel on February 18, 2017 in Berlin, Germany.

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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