Festival di Cannes 2016: nessun italiano per la Palma

Festival di Cannes 2016: nessun italiano per la Palma

Ci si aspettava un po’ più di Italia al Festival di Cannes 2016, che si svolgerà quest’anno dall’ 11 al 22 maggio.

Anzi, di Italia nei film in concorso non c’è traccia. La nostra unica porta bandiera  sarà Valeria Golino, selezionata tra gli 8 nomi illustri che compongono la giuria.

E dire che l’Italia nella storia del Festival di Cannes, ha sempre ricoperto un ruolo importante, addirittura nelle motivazioni della sua fondazione. Difatti, negli anni ‘30 il ministro francese Jean Zay, indignato per le pressioni del regime fascista italiano sulla giuria della Mostra del Cinema di Venezia, decise di allestire una kermesse cinematografica in patria. La decisione scaturì da “La grande illusion”, uno dei capolavori di Jean Renoir, che era stato accusato dai gerarchi fascisti di pacifismo e per questo escluso dalla premiazione.

Un altro evento significativo della presenza italiana a Cannes riguarda Monica Vitti. Fu la prima a dimettersi dalla giuria del Festival. L’attrice  abbracciò la causa di Henri Langlois, che fu rimosso dal posto di direttore della Cinèmathèque francaise dal ministro della cultura Andrè Malraux.

E il ruolo italiano al Festival della Costa Azzurra non si esaurisce qui: il nostro cinema ha visto riconosciuto il talento di giovani cineasti come Nanni Moretti – premiato con la Miglior Regia nel 1994 con “Caro Diario” e successivamente con la Palma d’Oro nel 2001 con l’emozionante interpretazione ne “La stanza del figlio”– e Gianni Amelio, Gran Premio speciale della giuria nel 1992 con “Il ladro di bambini”, intensa opera di taglio neorealista. E che dire di Matteo Garrone, anche lui vincitore del “Gran Premio della Giuria” per il capolavoro “Gomorra” (2008).

Ma torniamo all’edizione 2016. Ad assegnare la Palma d’Oro quest’anno sarà George Miller, regista, produttore e sceneggiatore della saga Mad Max, ed ora appunto, presidente della giuria del Festival di Cannes.

Il Festival International du film di Cannes, una delle kermesse cinematografiche più importanti al mondo, è riuscito nel corso degli anni ad affermare il proprio prestigio unendo le ragioni dell’arte e della qualità a quelle del mercato. Si può trovare di tutto: dal film d’autore al blockbuster spettacolare, dalla classica passerella dei divi alle elites culturali del mercato indipendente. Questo doppio binario, di focus sulla qualità artistica e di attenzione all’aspetto industriale e spettacolare, ha caratterizzato la manifestazione non solo come vetrina di film importanti, ma rappresenta anche un’occasione d’oro per i produttori di promuovere i loro progetti.

E anche se non vedremo film italiani in concorso, possiamo consolarci perché le peculiarità del Festival di Cannes non sono state tradite per questa edizione 2016.

Ci saranno grandi maestri tra i 20 film scelti in competizione, tra questi, Pedro Almodovar con “Julieta”, Sean Penn con “The Last Face” (protagonista Charlize Theron), Ken Loach con “I”, i fratelli Dardenne con Le fille inconnue, il giovane e brillante Xavier Dolan con “Juste la fin du monde” e Jim Jarmusch con “Paterson”.

E ancora, l’ultima opera di Steven Spielberg “The Bfg”, film tratto da un romanzo di Roald Dahl, e l’ultima fatica di Jodie Foster che nel suo “Money Monster” dirige George Clooney e Julia Roberts.

Il programma del Festival, disponibile sul sito ufficiale (http://www.festival-cannes.fr/en.html), sarà aperto dallo stile inconfondibile di Woody Allen che presenterà il suo ultimo lavoro dal titolo “Cafè Society” con Kristen Stewart e Jesse Eisenberg.

Festival di Cannes 2016

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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