A Fiano un Premio per dar Voce agli Autori

A Fiano un Premio per dar Voce agli Autori

Il prossimo sabato 13 settembre alle 16,00, nella Sala Conferenze del Castello di Fiano, con una Tavola Rotonda dal titolo “Portatori di una controproposta di civiltà”, la Voce degli Autori nella Società della Conoscenza a cura dell’avvocato Alberto Improda, e del Studio Legale, si inaugurerà la XXII edizione del Premio Feronia Città di Fiano intitolata a Filippo Bettini  Nel dibattito verranno trattate le tematiche del diritto d’autore attraverso i vari interventi, che saranno moderati da Paolo ZEFFERI di RAI News, che vedranno la presenza di Corrado Morgia (Entroterra), Raffaella Celentano (SIAE), Elisabetta Ramat (SLC – CGIL), Laura Ippoliti (100 Autori), Angelo Argento (Working Group Culture), Maria Coscia (PD). Seguirà alle ore 18,30 la cerimonia conclusiva del Premio Feronia Città di Fiano nella Corte d’onore del Castello con i saluti Istituzionali di Mario Lunetta per poi prendere il via la premiazione dei vincitori. I vincitori della XXII edizione, 2014, sono: Annie Ernaux, per l’autore non italiano; Maurizio Barletta, per la narrativa; Valerio Magrelli, per la Poesia; Fausto Curi, per la saggistica.
La cerimonia poi godrà di vari spazi dedicati alla cultura, con intermezzi di poesia e musica a cura di Federica Altieri con Maria Letizia GORGA e M.A. Trio, da testi di Bennato, Gadda, Pasolini, Magrelli, Sanguineti, Francesi.

Storia e finalità del Premio

Il Premio Feronia – Città di Fiano, giunto quest’anno alla XXII edizione, è attualmente promosso e gestito dal Comune di Fiano Romano. La sua periodicità è annuale. La finalità primaria da cui trae origine la sua istituzione consiste nella pratica di un’alternativa reale all’attuale stato di degrado e di compromissione dell’organizzazione culturale italiana ed, in particolare, della gestione ufficiale dei premi letterari. L’essenza del suo carattere alternativo riposa su due momenti inscindibili e complementari:

  • il rifiuto polemico della logica dominante del clientelismo, dello scambio di favori, dell’asservimento a pressioni esterne e prevaricanti: accordi corporativi, speculazioni commerciali, interferenze editoriali, compiacenze all’ideologia di regime, adesione ai canoni “effimeri” della cultura-spettacolo, richiamo strumentale al principio del “meno peggio”, etc.;
  • la rivendicazione costruttiva della priorità assoluta dei due soli requisiti sulla cui sintesi si fonda il parametro valutativo a cui debbono essere commisurate le scelte del premio: la “qualità del testo” e la “tendenza della sua innovazione espressiva, ideologica e culturale”.

Il Premio, ideato e organizzato nel corso delle sue prime venti edizioni dall’Associazione Culturale Allegorein in collaborazione con la Regione Lazio – Assessorato alla Cultura e con il Comune di Fiano Romano, si svolge sotto il patrocinio istituzionale di: Unione Europea, Commissione Italiana Unesco, Ministero degli Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E, quest’anno, sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica e il patrocinio del Senato e della Presidenza della Camera.
Dopo la prematura scomparsa del Presidente di Allegorein e della Giuria, il Comune ha inteso proseguirne lo svolgimento assumendone in prima persona l’organizzazione e intitolandolo anche al Presidente scomparso. Esso dunque dallo scorso anno si chiama Premio Feronia Città di Fiano ─  Filippo Bettini.
Il Feronia è un “antipremio”, attento alla letteratura di ricerca e ostile alle logiche di mercato e dell’industria culturale. Nel corso delle sue edizioni ha continuato ad affermare il valore della parola scritta, contro un sistema di comunicazione impoverito e sopraffatto dal dominio delle immagini. Il suo orientamento anticonformista è aperto alla pluralità della creazione letteraria di alto livello, senza distinzione tra scrittori noti o esordienti o del tutto sconosciuti. Ha suscitato discussioni e polemiche la facoltà riservatasi dalla giuria di non assegnare riconoscimenti quando non vi siano opere adeguate a riceverli (art. 4 dello statuto) – come è accaduto nel ’93 per la sezione della Critica Militante e ancor più nel ’95 per quella della Narrativa, con l’effetto di un ampio e serrato dibattito che coinvolse anche le maggiori testate italiane e le giurie di altri noti premi (come il “Campiello”). Ma, anche grazie al suo rigore, la manifestazione rappresenta uno degli avvenimenti più rilevanti nell’ambito della vita culturale italiana.
Il Premio comprende quattro sezioni: Poesia, Narrativa, Saggistica, Riconoscimento Speciale ad un Autore Straniero. A cui quest’anno si aggiunge una Sezione speciale per i ragazzi delle Scuole Medie di Fiano. Le sue caratteristiche primarie sono il rifiuto della gestione ufficiale dei premi, della pressione e della subordinazione clientelare, e la rivendicazione dell’assoluta precedenza della “qualità del testo”, del valore innovativo dell’espressione e dei suoi contenuti intellettuali e culturali (art. 3 dello statuto). Le opere vengono proposte esclusivamente dalla giuria che – a differenza di quanto avviene in tutti gli altri eventi simili – svolge i lavori in sedute pubbliche (art. 7). Autori e case editrici non possono partecipare al concorso (art. 10), che ha come finalità, oltre al riconoscimento pubblico e al corrispettivo in denaro, di promuovere il prestigio culturale delle opere vincitrici con un volume di saggi scritti da gruppi di giurati, che avranno il compito di spiegare il risultato delle scelte, di valorizzare le opere premiate e il loro spessore critico-ideale (art. 8), e infine di competere e vincere la sfida con gli avvenimenti letterari maggiori (art. 9).
Il Premio è una possibilità concreta di sperimentazione libera da qualsiasi vincolo, e di confronto aperto, per tutti quegli autori, opere, tendenze e ipotesi letterarie che abbiano finora pagato con l’emarginazione, il misconoscimento e il silenzio, il coraggio delle loro scelte e l’audacia del loro operare (art. 12). Non a caso l’iniziativa vanta il merito di aver anticipato la premiazione di tre futuri Premi Nobel per la letteratura, ovvero il tedesco Gunther Grass, il cinese Gao Xingjian esule a Parigi perché dissidente e  J.M. Coetzee impegnato nella lotta per la fine dell’apartheid e per la libertà dell’Africa.
La giuria del Premio nella sua ampiezza comprende un organico complessivo numericamente elevato con presenze rappresentative di alta professionalità che, accanto al Presidente e alla segretaria Cecilia Bello, annovera: docenti universitari (Marcello Carlino, Franco Ferrarotti, Ludovico Gatto, Francesco Muzzioli, Aldo Mastropasqua, Giorgio Patrizi); scrittori (Jacqueline Risset, Mario Lunetta, Lamberto Pignotti, Franco Falasca), artisti del suono e dell’immagine (Gianfranco Baruchello, Fausto Razzi, Paola Pitagora), giornalisti (Chiara Valentini), esponenti dell’area politico-istituzionale (Stefano Paladini, Giuliano Ferilli, Mario Quattrucci, Gianni Borgna, questi ultimi due anche scrittori).

I ventuno anni del Premio Feronia

Nel corso di questi vent’anni il Premio ha parlato, e continuerà ancora a parlare un “provocatorio” linguaggio di libertà e di coerenza letteraria ed artistica. Ciò è stato fatto nell’unico modo che ci è consentito: affermando e riaffermando, di fronte alle bronzee leggi del mercato, e sotto il diluvio delle immagini stravolgenti dell’oggi, il valore della parola scritta.
Col Premio Feronia si è indicata la necessità di una milizia culturale che sostenga e riaffermi il valore della poesia, della narrazione e della critica, quali ricerca di vie verso la comprensione del mondo, e come estrema linea di difesa contro l’appiattimento e la barbarie incombenti. Si è perciò voluto e realizzato un Premio sottratto ad ogni influenza esterna, ad ogni condizionamento dell’industria, e aperto invece alla pluralità della creazione letteraria di alto sentire: è così che in questo ventennio il Premio Feronia è entrato a far parte degli eventi culturali più importanti del nostro Paese.
Parlano, in positivo, le scelte operate finora. Scelte che rispondono ai nomi di: Luigi Malerba, Le pietre volanti (1992); Gaetano delli Santi, Defungi scelere (1993); Emilio Tadini, La tempesta (1994); Michele Perriera, Delirium cordis (1996); Gianni Celati, Recita dell’attore Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto (1997); Giancarlo Buzzi, L’impazienza di Rigo (1998); Carla Vasio, Laguna (1999); Vincenzo Consolo, Di qua dal faro (2000); Piero Sanavio, La felicità della vita (2001); Felice Piemontese, Dottore in niente (2002); Gianni Toti, I meno lunghi o i più corti racconti del futuremoto (2004); Roberto Di Marco, La donna che non c’è (2006); Renzo Rosso, Il gabbiano nero (2007); Antonio Rezza, Credo in un solo oblio (2008); Dario Fo, L’apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe! (2009); Flavio Ermini, L’originaria contesa tra l’arco e la vita. Narrazioni del principio (2010); Antonio Tabucchi, Racconti con figure (2011); Giovanni Fontana, Questioni di scarti (2013),  per la narrativa.
E per la poesia ai nomi di: Luigi Ballerini, Che oror l’Orient (1992); Edoardo Sanguineti, Senza titolo (1993); Cesare Vivaldi, Poesie scelte (1994); Giulia Niccolai, Frisbees, poesie da lanciare (1995); Emilio Villa, 12 Sibyllae (1996); Cesare Ruffato, Etica declive (1997); Elio Pagliarani, La pietà oggettiva. Poesie 1947 – 1997 (1998); Antonio Maria Pinto, Istoriette (1999); Franco Cavallo, Nuove Frammentazioni (2000); Mariano Bàino, Pinocchio (moviole) (2001); Paola Campanile, Pignarûl (2002); Luca Maria Patella, Io son dolce sirena. Poesie 2000-2002 (2003); Carmine Lubrano, Lengua Amor Osa (2004); Mario Socrate, Rotulus Pugillaris (2005); Rosa Pierno Trasversale (2006); Vito Riviello, Livelli di coincidenza (2007); Alessandra Berardi, Cogli l’ottimo (2008); Roberto Roversi, Tre poesie e alcune prose (2009); Tomaso Binga, Valore Vaginale (2010); Gian Battista Nazzaro, Opera unica (2011); Nanni Balestrini, Antologica (2013)

Premio letterario Feronia
Premio letterario Feronia

Un discorso a sé merita la sezione per la critica (oggi saggistica), sulla quale anche si è svolta una discussione molto accesa, ma nella quale si è anche evidenziato il forte contenuto polemico e innovativo delle scelte operate dalla giuria. Valgano anche qui i nomi dei premiati: Roberto Cotroneo, Alberto Arbasino, Rossana Rossanda, Curzio Maltese, Bruno Zevi, Renato Barilli, Carlo Pasi, Stefano Lanuzza, Gualberto Alvino, Vittorio Nisticò, Edoardo Bruno, Enrico Crispolti, Guido Barbieri, Alberto Crespi, Marino Sinibaldi, Massimo Bucchi, Gillo Dorfles, Maurizio Cecchetti, Luciano Canfora, Elettra Stimilli e Philippe Daverio.
Ma il Premio Feronia si è anche distinto e qualificato per una caratteristica che è soltanto sua: l’accostamento alle tre sezioni appena richiamate di un Riconoscimento speciale ad autore non italiano. Tale sezione ha rappresentato e rappresenta una marcata apertura verso letterature di altri Paesi continenti e culture, e costituisce un luogo di valorizzazione ed incontro, e spesso di vera e propria scoperta, di grandi autori del mondo, qui da noi non tradotti o sottovalutati, e particolarmente impegnati nelle vicende culturali e civili del nostro pianeta.
Incontro di culture che ha avuto due momenti di altissimo significato nella grande giornata del 6 giugno 1997 promossa da Filippo Bettini (per il recupero e l’integrazione dei paesi dell’Est nel processo comunitario), allorché in Campidoglio, nella Sala di Giulio Cesare gremita, furono riuniti scrittori e poeti di questa parte e dell’altra del continente europeo, e nell’ altra grande giornata del 2 giugno 1999 (in difesa di tutte le minoranze etniche), quando sempre sulla Piazza del Campidoglio si riunirono a leggere i loro testi, attorno ai vincitori delle precedenti edizioni del Premio Feronia, 20 poeti provenienti da ogni parte del mondo.
Ebbero grande e a volte commovente risalto, in questa sezione, i riconoscimenti allo scrittore democratico di lingua tedesca Günter Grass (in seguito assegnatario del Premio Nobel); ai due poeti mediorientali, impegnati nella ricerca della pace e della coesistenza fra i popoli di quell’area, il siro-libanese Adonis e l’israeliano Nathan Zach, premiati insieme nel 1993; al poeta nero-americano Le Roy Jones (Amiri Baraka); al narratore sudafricano, futuro Premio Nobel per la letteratura, John M. Coetzee, che ha pagato con il carcere la sua lotta per la fine dell’apartheid e per la libertà del Sudafrica; ad Alfonso Sastre, critico, romanziere e scrittore di teatro, attivo combattente della lotta antifranchista per la democrazia iberica; al bosniaco Predrag Matvejević, alfiere della libertà e della pluralità pacifica della sua terra e sostenitore dell’incontro tra le culture delle due parti d’Europa; al pioniere francese del “nouveau roman”, Michel Butor; al maggiore romanziere e poeta albanese Ismail Kadarè, al Premio Nobel cinese in esilio (da noi per primi scoperto e premiato) Gao Xingjian, al cubano Roberto Fernàndez Retamar,  al palestinese Mahmud Darwish, alla scrittrice dello Zimbabwe Yvonne Vera, alla croata Dubravka Ugrešić, al più grande poeta iracheno Saadi Yousef (anche lui in esilio), all’indiano Kunwar Narain, al marocchino Muhammad Bennis, all’ungherese Agota Kristof, al filippino Gémino H. Abad, all’iraniana esule  Sharhnush Parsipur, al greco Titos Patrikios; al tedesco di origini turche Feridun Zaimoglu..
Dal 2002 al 2010 è stata introdotta una nuova sezione, L’autore ritrovato, dedicata alla riscoperta di un’opera e di una figura particolarmente importante ma non conosciuta (o poco diffusa e valorizzata), inaugurata con la scelta di Germano Lombardi e seguita negli anni dai riconoscimenti a: Edoardo Cacciatore (2003), Massimo Ferretti (2004), Dante Troisi (2005), Giorgio Vigolo (2006), Giuseppe Guglielmi (2007), Velso Mucci (2008), Ruggero Jacobbi (2009), Giacinto Scelsi (2010), Rodolfo Wilcock (2011). Nella edizione 2013, XXI, la Giuria del Premio ha deciso di ricordare il 50° anniversario del Gruppo ’63 con l’assegnazione di una Targa ai componenti di quell’importante sodalizio che tanto ha influito sul dibattito culturale e sulla letteratura italiana dell’ultimo mezzo secolo.
La cerimonia di premiazione si svolgerà il 13 settembre p.v. alle ore 18,30, nella Corte d’Onore del Castello ducale, sarà presieduta da Mario Quattrucci, Direttore del Premio per conto del Comune e Presidente della Giuria, e sarà aperta dal Sindaco di Fiano Romano Ottorino Ferilli.
Madrina e presentatrice della serata sarà, anche quest’anno, Paola Pitagora.
Intermezzi in versi e musica a cura di Federica Altieri ed eseguiti da Maria Letizia Gorga accompagneranno lo svolgimento delle premiazioni. Saranno presenti personalità della cultura e dell’Arte, dello Stato, del Parlamento, della Regione, della Provincia, dei Comuni e di Vari Paesi Europei.

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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