Ecco un flashback della fashion week romana

Ecco un flashback della fashion week romana

Parliamo delle emozioni (tante) e delusioni (poche) regalate dal calendario ufficiale e quello collaterale di AltaRoma. Ne scrivo solo ora perché aspettavo di avere una panoramica complessiva della settimana per poter riportare le mie impressione su quella del pre-opening, cioè la giornata che ha preceduto il calendario ufficiale.
In realtà mi è difficile comprendere il perché di far realizzare degli eventi nella giornata prima dell’apertura ufficiale quando i giornalisti (esclusi chiaramente i romani) devono ancora arrivare e rischiare così di lasciare mezza vuota la sala del prestigiosissimo Hotel St. Regis.

Stella Jean (ph. Luca Sorrentino)
Stella Jean
(ph. Luca Sorrentino)

Ci ha sorpreso Giada Curti che ha sfilato solo con pochi abiti, otto per la precisione, e solo da sposa. Ma ancor più che abbia scelto di sfilare con capi impreziositi unicamente dal classico e meraviglioso contrasto che soltanto il bianco ed il nero sanno donare. Ma non dimentichiamoci che la serata che da il via ufficiale all’alta moda italiana è da sempre dedicata alla Maison Sarli, di cui il bianco & il nero stanno al Maestro Fausto Sarli come il rosso sta a Valentino.
Quindi una scelta troppo coraggiosa che non ha forse fatto risaltare a sufficienza l’organza di seta e tulle impreziosite dasovrapposizioni di pizzi rebrodè e macramé, né tantomeno i fili di platino e paillettes che riflettendo la luce evidenziavano i décolleté. Ma è emersa evidente l’ispirazione nostalgica delle principesse di altri tempi, da Sissi in poi, nelle gonne ampissime sorrette da crine, e da grandi fiocchi che evidenziavano con il colore a contrasto, il punto vita.
E poi eccoci al Macro di Testaccio ad ammirare prima in una sala del mattatoio, una retrospettiva dedicata al Maestro Fausto Sarli, che ricordiamo è stato appena celebrato in un libro con le foto del grandissimo fotografo Gian Marco Chieregato. Qui erano esposti suoi capi celebri con gigantografie delle sue muse immortalate nelle sue creazioni. Bellissimo il contrasto dei capi scultura esposti negli ampi spazi della Pelanda. La sfilata, come al solito, ci ha emozionato, entusiasmato ed energizzato per creatività, classe, capacità tecnica che prendono forma nelle creazioni uniche e distintive della Maison romana. E’ stato molto bravo Carlo Alberto Terranova, in grado di proseguire da solo a testa alta con le sue creazioni la storia della Maison con delle bellissime collezioni. Sicuro, dopo la scomparsa del Maestro e l’abbandono del socio, non deve esser stato sempre facile.
Gli abbiamo chiesto qual è stata l’ispirazione di questa sfilata: “La mia visione di alta moda coincide con il concetto di moda itinerante. Penso oggi ad una Arch Couture, perché l’alta moda deve togliersi di dosso lo stereotipo del palazzo importante e andare ai Musei Capitolini come al Moma. Per la donna Sarli del prossimo futuro mi sono ispirato alle architetture temporanee degli artisti che hanno invaso le città d’arte”.

Christie Brown (ph. Luca Sorrentino)
Christie Brown
(ph. Luca Sorrentino)

Un esempio: i gemelli Starn e il loro Big Bambù installato al Macro Testaccio.  Un omaggio alle architetture contemporanee, con citazioni che arrivano da Sidney, Bilbao, Abu Dhabi. Nella ‘linea del cielo’ o nel profilo di un abito si sintetizzano le peculiarità della collezione. E’ un’eleganza svettante costruita con rigore e sperimentazione, dove linee plastiche e definite si rincorrono come nelle volute delle forme architettoniche delle più affascinanti nuove metropoli. Le forme aeree sono protagoniste nelle giacche di gazaar e broccato in seta, come negli abiti per il giorno di crepe di lana double: coni, pieghe, ellissi che rievocano la Sidney Opera House di Jorn Utzon. Negli abiti da cocktail, le forme si susseguono in giochi e costruzioni: pannelli e tubolari di tessuto in seta rigida e morbida.
Ecco allora che con l’apertura in bellezza di Sarli, si è dato il via ad AltaRoma.
La settimana è stata proprio intensa! Non sono riuscita a seguire tutti gli eventi, ci voleva il dono dell’ubiquità oppure più macchine disposte a scorrazzarci da un posto ad un altro, ma comunque la sovrapposizione di orari spesso impediva di essere presente ovunque.
Oltre a tutte le sfilate che abbiamo visto del calendario ufficiale (di cui alcune non si capiva perché sfilassero nell’alta moda essendo forse un pret a porter, o forse meno) siamo andati agli eventi collaterali.
Abbiamo apprezzato l’evento al bellissimo hotel liberty Locarno di Laura Urbinati che ha costruito delle installazioni artistiche e proiezioni multimediali con la sua collezione intimo ed home wear nelle stanze dell’albergo.
La presentazione della collezione di Fabio Quaranta all’hotel Baglioni invece ci ha lasciato abbastanza indifferenti. Bellissima la location della suite al roof garden del lussuoso hotel, in cui vi erano modelle con giacche dal taglio maschile senza maniche (ricordiamo che lo stilista è un esperto della moda uomo) realizzate con tessuti preziosissimi, come le lane ed il cashmire, ed adornate solo da grandi tasche a toppa cucite sopra. Ma il design e l’idea creativa certo non sembrava dirompente.

Kiki Clothing (ph. Luca Sorrentino)
Kiki Clothing
(ph. Luca Sorrentino)

Anche le installazioni di Angelo Bratis erano molto d’effetto in un esclusivo palazzo storico del centro dove il connubio arte e moda si fondeva nelle luci al neon che avvolgevano gli abiti esposti. Ma tra le diverse iniziative quella che ci ha affascinato di più è stata quella da RE(f)USE, la boutique del riciclo di Carmina Campus a Roma, per PRE-LOVED ON TOUR. Questo evento charity nasce a favore di Oxfam Italia e prevede la vendita speciale di abbigliamento e accessori vintage dei più noti marchi destinata a raccogliere fondi a favore dell’associazione.
E’ tanti anni che seguo le iniziative del marchio di  Ilaria Venturini Fendi, una delle tre sorelle che uscì dall’azienda prima della cessione al gruppo  del lusso francese. Ed oltre che amare le sue creazioni trovo che l’etica e la filosofia che segue in ogni sua iniziativa sia esemplare.

Portenier Roth (ph. Luca Sorrentino)
Portenier Roth
(ph. Luca Sorrentino)

Poi del Progetto dell’ethical fashion ci hanno affascinato in particolar modo le sfilate di “Africa to Rome”. Qui ci siamo lasciati stupire ed affascinare da Kiki Clothing, linea disegnata da Titi Ademola, una ragazza di origine metà nigeriana e metà ghanese che ha affinato la sua creatività attraverso la formazione al London College of Fashion, incrementata poi da uno stage a New York ed a Atlanta presso Burberry. Così ha espresso la sua creatività fatta di Africa occidentale, arte contemporanea e sogno di bambina emersi nei ricordi di moda creata nella sua infanzia per le sue bambole.
Poi è seguito Portenier Roth marchio creato da due designer svizzere.
Ma la sorpresa e l’incanto è arrivato con Christie Browne dove le sue creazioni riflettevano delle sfumature dal mandarino al color carne, dal cobalto al blu indaco. L’originalità delle forme geometriche ed asimmetriche prendeva forma attraverso un gioco di contrasti fatto di dimensioni nuove, oltre ad un abbinamento tra lussuose sete e chiffon e materiali di origine tribale realizzati a mano da artigiani locali.
Così è terminata con successo la settimana dell’alta moda a Roma, con la “prima romana” di Jean Paul Gaultier (di cui abbiamo già scritto ampiamente) e le iniziative dei giovani stilisti misti agli eventi ed alle ricche presentazioni. Ci auguriamo che venga rinnovata la fiducia alla Presidente Silvia Venturini Fendi per poter continuare ad operare in questa direzione e continuare a far crescere la manifestazione a livello internazionale come merita.

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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