Flavio Vecchi. Quando la musica ha il potere di superare il futuro

Flavio Vecchi. Quando la musica ha il potere di superare il futuro
Flavio Vecchi, part.

Platone affermava che: “La musica è una legge morale, essa da un’anima all’universo, le ali al pensiero, uno slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza e la vita a tutte le cose. Essa è l’essenza di tutte le cose, essa è l’essenza dell’ordine ed eleva ciò che è buono, di cui essa è la forma invisibile, ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna”.

La musica ha il potere di rievocare, di farsi spazio nella memoria e riportanti indietro nel tempo, ha la forza di oltrepassarlo, scardinarlo, contrastarlo, superarlo e a volte anche fermarlo, quel tempo frusto che scorre. Con la musica amiamo, pensiamo, sogniamo, balliamo e a volte ci incazziamo. Ogni volta che un’emozione forte ci percorre, l’associazione a una canzone è obbligatoria, non è un atto volontario ma un gesto che si compie autonomamente al di fuori del nostro volere. Da piccoli le canzoni dei cartoni animati si insediano nella testa, da adolescenti viviamo i primi amori ascoltando musica che rimarrà dentro di noi per sempre, passata l’età dell’innocenza, le prime discoteche, i primi salti nel buio su una pista con luci strobosferiche, è il dj a dettare legge sulle nostre emozioni e sulle nostre orecchie. Il dj mette pezzi che ci liberano dai pensieri della settimana scolastica o lavorativa (dipende dall’età) è colui che ha la capacità di farci volare verso paradisi sconosciuti dove sederci a riposare, il dj è un guru del benessere, del divertimento ma soprattutto è colui in grado, se talentuoso, di far ri/vivere attimi della nostra esistenza. Lo sono in tanti, stimolatori di emotività, ma a me, dal cuore, ne viene in mente uno solo: Flavio Vecchi. Impossibile non conoscerlo, o non aver mai sentito parlare di lui, in quanto, ormai, percorre la scena musicale già dai primi anni 80 imponendosi da subito, come una delle personalità di spicco, dei migliori club bolognesi prima e internazionali poi.

Flavio Vecchi

Nato a Bologna da mamma calabrese e papa felsineo, Flavio, inizia il suo percorso nel 1979, quando, avvistato, nei migliori negozi di dischi, dal proprietario dell’allora Art Club (in cerca di un Dj che sostituisse quello in staff che doveva fare il militare) che gli fa la proposta di provare a mettere i dischi durante alcune serate. In quegli anni si suonava il Funky e la Disco Music e l’Art Club era aperto dal mercoledì alla domenica ogni sera e i pomeriggi nel week-end.

Dopo la crisi creativa tenutasi tra l’82 e l’86, Flavio si trasferisce tra Londra e Oxford due anni, deluso dal cambiamento che stava attraversando l’Italia di quegli anni e  dall’apatia del sistema troppo arido che versava sul panorama musicale. Ma è il finale del 1986 l’anno della vera rivoluzione, nasce l’House Music. Flavio Vecchi era appena tornato dal Regno Unito, ci era stato per studiare l’inglese, aveva poco più di vent’anni e tanta voglia di novità e fu proprio in quell’anno che un australiano, Phil, reduce dalle reali esperienze dei club anglossasoni, gli propone di diventare il resident del Kinki, in una serata nuova, quella del venerdì.

Inutile dirlo, in due mesi, quel venerdì diventa il punto nevralgico degli estimatori della buona musica. La serata acquista una potenza nazionale pari a nessun’altra e nascono le prime PR della storia, le Pettegoliere (Sabrina e Mara). Dopo due anni, Gianluca Tantini, allora organizzatore di concerti, decide di buttarsi in una nuova avventura e aprire l’Ethos Mama Club a Gabicce chiamando alle armi il meglio che offriva il mercato, Pettegoliere e Flavio Vecchi come resident dj. La stagione invernale dell’87 inizia in pompa magna e cosi per quattro anni, l’Ethos era il primo club in Italia dove la gente ascoltava e ballava qualcosa di rivoluzionario: – Chicago Traxx, Tekno Detroit e Deep House. Nell’89’, poi apre il prolungamento di questa meravigliosa serata, al popolo della notte non bastava più ballare fino alle 5, voleva attraversare la notte per arrivare all’alba: nasce il Vae Victis e a mettere i dischi era un altro mostro sacro del panorama musicale, Ricky Montanari. Un concetto nuovo di week-end, un condensato di stile, carisma e innovazione che si concentravano nella musica di Flavio prima e Ricky dopo. Nel 91’ tutta questa energia si trasferisce all’Echoes di Riccione, noto a tutti come il vero e autentico underground House Club italiano, dove Flavio, suonando con carisma e stile impeccabile e autentico, riuscendo a coinvolgere persone provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa. A Flavio piace creare, con la sua musica, “onde liquide con intensa sinuosità”, essere un dj è “una missione, il ritmo è una lingua che tutti conoscono, parte dal battito del cuore e fa saltare il meccanismo con il quale ci vorrebbero programmati proiettandoci in un’altra dimensione dove vivono e respirano gli spiriti buoni dalla nostra vita”. Conosciuto come IL MAESTRO, Flavio Vecchi è un uomo che ha dedicato la sua vita alla ricerca dell’emozione cercando di portare le persone in un’altra dimensione, quella della musica d’emozione, quella che ti fa sballare naturalmente, quella musica che va oltre ogni logica o regolatezza, quella per cui vale la pena stare svegli una notte intera.

Inutile raccontare che i migliori club del mondo hanno fatto a gara per averlo nelle loro console, in primis il Gold di Tokio. Sarebbe troppo scontato dire le città in cui ha suonato, innumerevoli le capitali che se lo sono conteso.

Flavio Vecchi è la storia. Punto.

Flavio non ha bisogno di presentazioni, provate solo a digitare su google il suo nome e vi si aprirà un universo.

Flavio Vecchi mentre suona (credit Frenkee De G.)

Dopo una bella chiaccherata con lui ne sono uscita con un ottimo consiglio da ascoltare “Claudja Barry – Sweet Dynamite”.

Ricercate, ripensate e ballate. E se proprio avete voglia di ascoltare il maestro, fate un salto al Dok (discoteca Numa, Via Maserati 9, Bologna) il sabato sera, ve ne innamorerete com’è successo a me nel lontano 95′.

 

 

Blue G.

Se Dio creò l’arte, il diavolo creò gli artisti, se Dio creò l’amore, il diavolo creò il sesso, se Dio creò il cibo sicuramente il diavolo creò i cuochi e se Dio creò la donna allora il diavolo creò Blue. Scrivo perché non potrei fare nient’altro, o forse si, potrei mangiare continuamente, ma questa è un’altra storia.
Blue G.

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