Accadde oggi, 150 anni fa nasceva Frank Lloyd Wright

Accadde oggi, 150 anni fa nasceva Frank Lloyd Wright

NEW YORK – Il geniale architetto americano FLW  nacque l’8 giugno del 1867, e oggi in America, tutte le grandi città si preparano a celebrare al meglio l’importante anniversario.

Ne hanno parlato scrittori, politici e cantanti. Tanti, tantissimi i registi che chiesero agli scenografi degli stage che ricordassero i suoi progetti! Pensate che Simon & Garfunkel, il popolare duo folk statunitense, gli dedicò addirittura una canzone. Se non l’avete ancora capito stiamo parlando del grande Frank Lloyd Wright, l’architetto che, forse più di tutti, è riuscito a entrare nell’immaginario popolare americano e non solo. In questi giorni in America si parla soprattutto di Frank, anche perché oggi, 8 giugno 2017, ricorre il 150′ anniversario della sua nascita, e non esiste luogo al mondo che lo rappresenti di più del Guggenheim di NYC.

Frank Lloyd Wright 150th Birthday Celebration at Guggenheim.

Guggenheim di NYC

Wright sapeva essere astratto ma allo stesso tempo logico e concreto. Per lui l’architettura doveva svilupparsi dall’interno all’esterno, sempre in armonia con le condizioni del suo essere. Romanticamente legato all’ideologia individualistica del “pionierismo” statunitense, si volse all’approfondimento del rapporto fra l’individuo e lo spazio architettonico e fra questo e la natura.

In un’intervista del 1945, Wright rispose così a un giornalista che gli chiedeva su cosa si basasse la sua filosofia architettonica: “La progettazione architettonica dovrebbe creare un’armonia tra l’uomo e la natura, costruire un nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale attraverso l’integrazione dei vari elementi artificiali propri dell’uomo e naturali dell’intorno ambientale del sito. Tutti divengono parte di un unico interconnesso organismo, spazio architettonico”.

Romantico, esuberante, forte e spettacolare. Unico o quasi. Assieme a Le Corbusier, Walter Gropius, Ludwig Mies van der Rohe e Alvar Aalto è considerato uno dei maestri del Movimento Moderno in Architettura. Rispetto a questi grandi nomi però, Wright riuscì a conservare un romanticismo unico nel suo genere. Nell’architettura Wright vedeva la democrazia stessa: “Noi dobbiamo costruire edifici più grandiosi su una base più solida, un ideale di architettura organica che si accordi con l’ideale della vera democrazia”. Nel 2011, il Presidente Barack Obama ha dichiarato l’intenzione degli Stati Uniti di presentare all’UNESCO la candidatura delle sue opere a Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Il lavoro di Wright fu un periodo a dir poco esaltante, durato ben 70 anni ed esaltato da 1100 progetti (anche se non tutti vennero effettivamente costruiti). Dalla leggendaria Casa sulla Cascata in Pennsylvania del 1937, alla Price Tower del 1952 a Bartlesville, Oklahoma, il suo unico grattacielo, e la Hollyhock House, il primo progetto a Los Angeles. Elencare tutti i progetti di Wright è praticamente impossibile.

In questi giorni la Frank Lloyd Wright Foundation è attivissima e sta organizzando molte iniziative per celebrare il grande architetto. Ce n’è per tutti i gusti,dalle visite alle celeberrime architetture, alle mostre monografiche, dal tributo della Lego che riproduce il lavoro di wright attraverso le mitiche costruzioni per bambini, fino ad arrivare alle iniziative social. Tutti gli appassionati di Wright possono infatti scaricare dal sito della fondazione una sagoma dell’architetto americano da fotografare, chiamata Flat Flank.

L’iniziativa più interessante a parer nostro è quella organizzata dal MoMa di New York, che fino ad ottobre, espone la più completa retrospettiva sull’architetto americano di sempre, con ben 450 lavori illustrati.

Ma gli eventi dedicati ai 150 anni dell’architetto non si limitano alla sola Grande Mela. A Scottsdale, in Arizona, verrà aperta al pubblico Taliesin West, la scuola di architettura progettata proprio da Wright. E ancora, Los Angeles, Bartlesville, Pittsburgh.

INFO

 

wright

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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