I Frari delle Logge ed il primo anniversario dello storico locale

I Frari delle Logge ed il primo anniversario dello storico locale

PRATO – L’11 dicembre di un anno fa veniva riaperto sotto una nuova gestione e un nuovo nome uno dei locali storici di Prato: I Frari delle Logge. Cosi, durante la celebrazione di questo anniversario, ho intervistato uno dei gestori: Tommaso Riccio.

Che c’è di nuovo? A parte un ottimo laboratorio di pasticceria, una gestione giovane e intraprendente che ha saputo investire in formule innovative senza rinunciare allo stile retro che fa di questo locale uno dei più caratteristici a Prato. Ma “ascoltiamo” tutto questo dalle parole del giovane imprenditore Tommaso Riccio, uno dei quattro gestori dei Frari delle Logge.

A un anno dall’apertura di questo locale come sta procedendo?

Bene, molto bene, il cambiamento di esperienza dal wine-bar  è stata una sfida, volevamo fare qualcosa di diverso, allargando l’offerta ristorativa e sembra proprio che stiamo riuscendo nell’intento. Rilevare un posto come questo non è facile, è stata lunga, ma ora stiamo vedendo i frutti.

Da cosa deriva questo successo? 

Siamo quattro soci, tutti in famiglia (2 gemelli e 2 cugini), ci conosciamo da sempre e siamo molto affiatati. E’ tutto in famiglia e se non fosse stato così probabilmente la società si sarebbe sciolta prima…Ovviamente qualche litigio non è mancato, ma i contrasti ci sono serviti per crescere, per confrontarci e migliorare l’andamento dell’azienda. Siamo arrivati fino qua la cosa bella è che si tratta di tutta gente giovane che non supera i 30 anni!

Il nome Frari da dove viene?

Il nome del wine-bar ha dato il nome alla società ed è stata una scelta un po’ particolare: da una parte è la combinazione dei cognomi delle nostre famiglie (la mia e di mio cugino Francesco) cioè, FRA-tini e RI-ccio; dall’altra è un voluto riferimento alla tradizione veneta, in quanto il nome frari è quello di una piazza di Venezia, e  quando abbiamo iniziato con l’enoteca-bar ci piaceva l’idea di fare un po’ alla maniera veneta, ombra e cicchetto, proporre un aperitivo veloce con pochi euro.

Qual è stato quindi il cambiamento dalla precedente esperienza?

C’è da dire che tre noi (io Gianluca e Alessio) avevamo già alle spalle esperienza di ristorazione e volevamo fare un passo avanti. L’arrivo di nostro cugino Alessio nella società ha dato una forte spinta, è stato l’anello mancate per realizzare questa idea.

Il vostro locale copre tutte le fasce della ristorazione, dalla colazione al dopocena…

Sì, esatto  lavoriamo tantissimo dalla mattina alla sera tardi, inoltre abbiamo inserito il settore della pasticceria con un laboratorio di nostra produzione, cosa che ha comportato non poche difficoltà, questo posto non lo aveva ed è stata un’esperienza  completamente nuova. Facciamo di tutto, dai cornetti alle sfogliatelle al pane! Non volevamo limitare la colazione ai soliti “lieviti” da prendere con il caffè o cappuccino, ma volevamo offrire dolci fatti in casa e non solo della tradizione italiana ma anche di altri paesi. Ognuno di noi ha fatto almeno un’esperienza  di vita all’estero (Canada, Inghilterra) e ci piaceva dare un taglio un pò più “internazionale”, differente, per non fare solo le stesse cose degli altri tanti locali della zona.

Quale delle “fasce orarie” funziona meglio?

Beh, il dopocena funziona sempre e sta prendendo molto campo, devo dire. Prima di noi questo locale non era aperto di sera e noi lo portiamo avanti fino al mattino…!

Queste sono quindi le cose che vi differenziano maggiormente? L’apertura a cousine straniere e l’elasticità oraria?

Sì decisamente. Per esempio oltre alla colazione, da noi si può fare il brunch – che non è il pranzo veloce come tanti qui lo intendono – ma un pasto che si può fare dalle 9 alle 15 a metà tra una colazione e uno spuntino più sostanzioso! Però qui in Italia non è capito e funziona come un pranzo meno impegnativo.

Interessante…E qual è il vostro brunch?

Non sono mai  uguali, ci sono sempre combinazioni differenti; comunque sono molto basati sull’uovo,  che puoi preparare in vari modi. I menu si ispirano a quelli che trovi all’estero.

Anche per quanti riguarda gli altri pasti ?

Sì certo. Per il pranzo e la cena hanno di base  menù più tradizionali, ma rivisitati in senso estero. Quello che sta comunque alla base dei nostri piatti è la qualità e la freschezza. Tutto viene rigorosamente preparato sul momento, non ci piace la formula dei precotti. Ed è, purtroppo, proprio per questo motivo che talvolta capita di avere dei tempi di attesa un po’ più lunghi: la nostra cucina è espressa e compatibilmente con il numero di camerieri a disposizione è difficile talvolta servire i clienti in modo veloce.

A proposito di clienti, qual è mediamente la  vostra utenza?

Vengono persone di tutte le età, nel pomeriggio è più facile trovare famiglie o anziani, metre la sera, ovviamente ci sono più giovani. L’utenza è prevalentemente italiana ma gli stranieri non mancano.

So che organizzate anche eventi, serate speciali, mi può dire qualcosa al riguardo?

Siamo molto polivalenti, ci piace esplorare varie possibilità e anche se la ristorazione è la nostra attività primaria, siamo aperti a ogni iniziativa che possa affiancarla: musica, libri, corsi di pittura e altro. La domenica per esempio è dedicata a un evento, chiamato Evento dei Frari e sta andando molto. Questo mese abbiamo tre live musicali!

Bene, visto che siamo alle porte delle feste natalizie, avete qualcosa di speciale in programma?

Saremo aperti i giorni di festa, ma per la fine dell’anno no, non organizziamo niente. Ai pratesi piace passare l’ultimo dell’anno …fuoriporta! 

Lo ringrazio per la cortesia (è veramente superimpegnato) e mi congedo con un pò d’acquolina in bocca, perché i menù sono proprio invitanti. Ma rimando questo piacere a una prossima, sicura visita. Come cliente però!

I Frari Delle Logge

 

Per conoscere meglio la Prato bynight, ma qui diremo anche byday dalle antiche tradizioni all’innovazione della cucina, qui l’articolo dedicato alla Vecchia Prato.

Frari Caffè delle Logge

Giuliana D’Urso

Romana di nascita e toscana di adozione, dopo 21 anni vissuti tra Firenze, Sesto Fiorentino e Prato, ormai non so più neanche quale accento prevale!  Sebbene sia cresciuta in una famiglia di artisti – mio nonno era pittore e mosaicista di professione e mio padre e mia zia lo erano per diletto – dell’arte mi sono interessata più all’aspetto teorico che pratico, laureandomi in Lettere con indirizzo storico-artistico. Fortuna volle che avessi  studiato  anche l’inglese, grazie al quale, di fatto,  riesco  a mantenermi, poiché con Giotto, Raffaello e compagnia bella si campa ben poco in Italia, specialmente se vuoi insegnare. Da brava gemelli sono molto curiosa e vorrei fare 3000 cose, e sempre da brava gemelli ne inizio diverse ma ne porto a conclusione solo alcune.  C’è comunque una cosa che non lascio mai a metà: i dolci!!! Soprattutto quelli con la panna…
Giuliana D'Urso

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