Gioacchino Cataldo, Massimo Scudeletti fa rinascere l’ultimo Ras di Favignana

Gioacchino Cataldo, Massimo Scudeletti fa rinascere l’ultimo Ras di Favignana

TRAPANI – Tra mito e storia, un romanzo sulla vita di un eroe irripetibile ma anche il racconto del cambiamento di un’intera comunità.

Ultima mattanza – “Ho contato e misurato tutto come ogni notte. A occhi chiusi vedo la trappola già calata e il fianco dell’avversario che accarezza la rete morbida che si farà parete nel suo futuro. A me sembrano gabbie, ma per me sono camere…” Così apre l’ultimo capitolo del libro di Scudeletti sulla storia liberamente romanzata (ma molto reale) dell’ultimo Rais (il Capo, parola di origine araba, ma a Favignana l’accento è sulla “a”), Gioacchino Cataldo, favignanese, che sfugge al destino di cavatore di tufo entrando nello stabilimento Florio per “pestare le viscere dei tonni”, e che, dopo il servizio militare, emigra alla ricerca di un futuro migliore in Germania; e ritorna per essere quello che ha sempre voluto essere: un tonnaroto.

IL MITO DI GIOACCHINO CATALDO

gioacchino cataldo
Massimo Scudeletti

Gioacchino Cataldo è una di quelle personalità difficili da raccontare: cerchi l’uomo e trovi il mito, affronti il mito e t’imbatti nel bambino e poi nel ragazzo che si allontana da Favignana per farvi ritorno dopo anni di emigrazione.

«A noi il ritratto di rais che ci piace è quello che emerge dalle pagine di Massimiliano Scudeletti –afferma il giornalista Carlo Ottaviano nel mémoire dedicato proprio a Cataldo – che narra la storia di un uomo, di un eroe di vita, non di una macchietta o di una finzione. Impariamo quindi a coltivare la memoria (e proteggere il mare) evitando che tutto diventi un circo e perfino un monumento umano come l’ultimo rais venga trasformato in statua utile solo come sosta per gli uccelli migraÈ questa la percezione di chi ha vissuto e prova ancora a vivere gli anni della mattanza, che non solo era ed è un lavoro per tanti favignanesi, ma è storia, è tradizione. E il raissato è mito, proprio come lo è Gioacchino Cataldo.

Massimiliano Scudeletti non ha voluto scrivere una biografia. Ha voluto fare di più: dare a Gioacchino Cataldo la possibilità di essere ancora un simbolo per quanti credevano e credono che la tonnara possa continuare a vivere. Parallelamente, e quasi come se fosse ancora una volta un segno del destino, Cataldo sembra voler tornare oggi a opporsi (così come fece nel 1997 quando tornò dopo un periodo di assenza da Favignana per assumersi l’onere e l’onore di essere rais) attraverso la penna di Scudeletti, per raccontare quanto la tonnara vive di tradizione e si fa tradizione, per raccontare quanta storia c’è in mezzo, per ricordare quanto valore ci sia nell’essere rais.

CONCLUSIONI FINALI

Piacevole lettura, coinvolgente, piena di valori ancestrali della terra di origine, dell’umanità dell’isola, delle responsabilità del capo che guida e decreta le sorti di gran parte delle famiglie isolane, della crudezza di un “mestiere” antico, criticato da ogni ambientalista o animalista per la violenza dei gesti, ma sostanzialmente immutabile nei secoli e…in fondo totalmente compatibile con l’ambiente al contrario delle tecnologie utilizzate da altri sistemi di pesca, “chirurgici” e distruttivi. Un libro a cavallo tra testimonianze storiche delle vicende di uomini e comunità e i romanzi di avventura.

INFO UTILI

gioacchino cataldo

L’ultimo rais di Favignana, Aiace alla spiaggia. 

di Massimiliano Scudeletti

Bonfirraro Editore

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