Giorgio Tirabassi coatto unico… senza intervallo

Giorgio Tirabassi coatto unico… senza intervallo

Standing ovation per “Coatto unico senza intervallo” di Giorgio Tirabassi al Teatro Umberto! Lo spettacolo ha colpito davvero tutti i presenti palesando un Giorgio Tirabassi, che dopo la lunga esperienza teatrale a fianco di Gigi Proietti e il successo di serie televisive come Distretto di polizia, Paolo Borsellino e Boris, è ormai attore poliedrico e completo, capace di far ridere, commuovere e coinvolgere il pubblico anche a suon di musica rigorosamente suonata dall’attore romano.

Coatto Unico è uno spettacolo che ha visto la luce quindici anni or sono. Inizialmente pensato,  non per essere rappresentato nei teatri tradizionali, ma solo in spazi allestiti appositamente nel cuore di quella periferia romana di cui è espressione (destò molto interesse anni fa la messa in scena nel carcere di Rebibbia) si è via via arricchito di nuove storie e di nuovi personaggi senza tradire lo spirito iniziale. E cioè porre al centro dello spettacolo una certa Roma, quella Roma che non è mai o quasi mai uscita dalla città, proprio come accade ai personaggi che vi vengono raccontati: i “coatti” delle periferie romane, quelli che trascorrono tutta la vita nello stesso quartiere, con gli amici di sempre, allo stesso bar, facendo le stesse battute e ridendo delle medesime cose. A loro modo dei monumenti anonimi e viventi di queste aree degradate della città eterna.. Tirabassi, autore e interprete dello spettacolo, canta l’ordinario delle borgate romane e ci mostra i loro eventi imprevedibili. Il caso, il destino, lo Stato e l’onestà (o la disonestà), sono le tematiche principali. Lo spettacolo infatti, ci regala fotografie di personaggi che identificano perfettamente la romanità dei quartieri più degradati: dal tossicodipendente che ironizza sulla sua difficile quotidianità, all’evasore fiscale arrogante e strafottente, da 2 maldestri e improbabili rapinatori, Nello e Rufetto (forse la parte più esilarante dello spettacolo), ad un padre alle prese con un figlio nullafacente.

Tematiche comuni, non per forza romane, le situazioni rappresentate potrebbero avvenire ovunque a qualsiasi abitante di qualsiasi metropoli. Si rappresenta il destino che l’ambiente circostante ti riserva. Quelle barriere invisibili che spesso non posso essere oltrepassate.

Si ride veramente tantissimo, ma c’è anche tanta musica. Tirabassi voce e chitarra, insieme a Daniele Ercoli al contrabbasso e Giovanni Lo Cascio alla batteria, ci regalano inattesi momenti di Rock, Folk, Blues, stornelli romani e addirittura Rap.

Ma il momento che forse provoca più applausi e stupore è il monologo “der fattaccio der vicolo der Moro”, interpretato da Tirabassi e scritto da Americo Giuliani. Nel monologo si racconta di una tragedia familiare, probabilmente avvenuta nei primi del ‘900, specchio di una Roma “di una volta”. Non vi anticipo altro ma è davvero molto commovente.

Avete tempo fino al 7 febbraio per gustarvi tutto questo. Da non perdere.

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

2 Responses to "Giorgio Tirabassi coatto unico… senza intervallo"

  1. Vittoria Berni   2 Febbraio 2016 at 13:22

    la scena del teatro intellettuale “Lo senti questo silenzio” la più divertente. consiglio a tutti di vederlo!

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  2. Giancarlo Vignoli   5 Febbraio 2016 at 11:24

    Grande bravura, gran divertimento e non solo!

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