Green Day… Let’s go crazy

Green Day… Let’s go crazy

Al grido di “Let’s go crazy” è sbarcato a Bologna il tifone Green Day. Dopo averci lasciati a bocca asciutta all’ultima ora lo scorso settembre, finalmente abbiamo potuto sentire, vedere e ballare il “99 revolution tour”.
Mi metto anch’io nel gruppo degli urlatori visto che per una volta ve lo racconto come spettatrice dagli spalti infuocati dalla loro inesauribile energia. Puntuali come pochissime rockstar sanno essere e dopo averci lasciato scaldare dal gruppo spalla “All Time Low”, Billie Joe Armstrong e compagni sono entrati sul palco per regalarci due ore e mezzo di spettacolo, pura energia e puro divertimento. Un palco essenziale (finalmente) come si confà al genere musicale, e musica, tanta musica, vent’otto brani in scaletta senza quasi mai farci respirare, attaccando con “99 revolution” e andando avanti con i nuovi brani della trilogia di “UNO” “DOS” “TRE”, passando per i miti del loro repertorio con “BASKET CASE” e “SHE” infilate una dietro l’altra per la gioia del pogo!
Una band che ha ancora una gran voglia di suonare insieme, di divertirsi e di far divertire sia con i loro trasformismi che con un medley di cover che hanno mandato in delirio il pubblico.
Billie Joe, Mike Dirnt e Tre Cool hanno portato il punk rock tra la gente e la gente ha raccolto tutto ciò che poteva.
Difficile raccontare quali possano essere state le emozioni dei tre ragazzi che di volta in volta Billie ha fatto salire sul palco per cantare e suonare con loro. Le mie ve le regalo attraverso i miei scatti, questa volta non da sotto palco, ma da fan accanita.

 

Green Day

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Roberta Tagliaferri

In arte Robin T, ho imparato questo mestiere da un grande fotografo londinese ma la passione e l’arte di catturare l’attimo infinito, un’espressione profonda, sono frutto di un naturale talento artistico. Fotografare è un modo di vivere e di comunicare; diceva qualcuno “Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi”.
Roberta Tagliaferri

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