I RISTORANTI D’ITALIA DE L’ESPRESSO 2013

I RISTORANTI D’ITALIA DE L’ESPRESSO 2013

Anche quest’anno è arrivato Ottobre, l’autunno si lascia alle spalle l’estate e il tempo dei bikini, una strana brezzolina impone una sciarpetta ma ancora il coraggio di portare le gambe scoperte non l’abbiamo perso, almeno io. Quando le temperature si abbassano ci si consola con vino e cibo ed ecco, allora, che diventa importante avere guide alla mano e un po’ di curiosità per verificare la veridicità e i consigli che ci vengono proposti. Dopo l’assenza alla presentazione della guida del Gambero Rosso 2013 tenutasi a Roma l’8 Ottobre, mi sono decisa a fare un salto a Firenze al Mercato Centrale per la presentazione della guida de l’Espresso, Ristoranti d’Italia 2013.

Dopo aver sbirciato un pò in giro, non riconosco quasi gli chef senza la loro divisa, “de localizzati”, mi siedo non troppo comodamente. Il mio vicino, un povero sconosciuto ha subito tutta la mia agitazione dovuta più al caldo che alla curiosità di sapere chi saliva sul podio dei “tre cappelli”. “L’ondata iberica, con le sue esasperazioni chimico-fisico-molecolari, è passata. Tutto sommato senza lasciare troppi segni, se non quello, positivo, di un uso intelligente delle nuove tecnologie, più qualche residuale schiuma e sferificazione” afferma Enzo Vizzani. A me l’ondata iberica, non dispiaceva affatto. “Soffia ora il vento del Nord: erbe, muschi, licheni, carni e pesci “raw”, crudi.”..
Chissà se durerà” e pure qui direi che “i venti del Nord” non sono poi cosi male. La prossima moda sarà guardare al sudamerica ed io (parere personale, sia chiaro) esulto, ben vengano, peruviani, cileni e brasiliani (se poi si chiamano tutti Alex Atala, chapeaux).

Ma quand’è l’ora della “cucina italiana”, anzi della “nuova cucina italiana”?

Pare che sia arrivato il nostro turno.

Vediamo un pò se almeno con la cucina che ha segnato una svolta come quella di Alajmo, Beck, Berton, Bottura, Cannavacciuolo, Cedroni, Cracco, Crippa, Cuttaia, Esposito, Romito, Scabin, Sultano, Uliassi… e poi con alcuni dei giovani promettenti come Bartolini, Di Costanzo, Parini, Giovanni Santini, Sposito e altri riusciremo realmente a essere rivoluzionari.

 

 

Sono 23 i ristoranti con “tre cappelli”

La Francescana di Massimo Bottura, di Modena, con 19,75/20.


Le Calandre di Sarmeola di Rubano e La Pergola del Rome Cavalieri di Roma si confermano a 19,5/20.

A 19/20 con Vissani di Baschi, Piazza Duomo di Alba e Uliassi di Senigallia, salgono Combal.Zero di Rivoli Torinese e Casadonna-Reale di Castel di Sangro.

A 18,5/20, con i confermati Cracco di Milano, Dal Pescatore di Canneto sull’ Oglio, Villa Crespi di Orta San Giulio, salgono il Duomo di Ragusa e La Madia di Licata.

A 18/20, con il Canto de La Certosa di Maggiano, l’ Antica Corona Reale di Cervere, La Peca di Lonigo, La Madonnina del Pescatore di Senigallia, l’ Osteria del Povero Diavolo di Torriana, la Torre del Saracino di Vico Equense, sono new entry le Colline Ciociare di Acuto, Enrico Bartolini – Hotel Devero di Cavenago di Brianza e Perbellini di Isola Rizza.

 

I premi dell’anno 2013

  1. Tenimenti Angelini per il Pranzo dell’Anno: Combal.Zero di Rivoli (TO)
  2. Kettemeir per la Cantina dell’Anno: La Ciau del Tornavento di Treiso (CN)
  3. Feudo Principi di Butera per il Maître dell’Anno: Giuseppe Palmieri – Osteria Francescana di Modena
  4. Duca di Salaparuta per il Sommelier dell’Anno: Fabrizio Sartorato – Da Vittorio di Brusaporto (BG)
  5. Altemasi per il Giovane dell’Anno: Giuseppe Iannotti – Kresios di Telese Terme (BN)
  6. Rapitalà per la Cuoca dell’Anno: Fabrizia Meroi – Laite di Sappada (BL)
  7. Acqua Sparea per la Novità dell’Anno: Pipero al Rex di Roma
  8. Mionetto per la Performance dell’Anno: El Coq di Marano Vicentino (VI)
  9. Pommery per il Piatto dell’Anno: Il Palagio dell’Hotel Four Seasons di Firenze
  10. Lavazza per il Caffè dell’Anno: La Credenza di San Maurizio Canavese (TO)
  11. Glenmorangie per la Selezione di Distillati: Oliver Glowig dell’Aldrovandi Villa Borghese di Roma
  12. De Cecco per la Pasta dell’Anno: Andreini di Alghero (SS)
  13. Fontanafredda per la Qualità del Made in Italy: Il Luogo di Aimo e Nadia di Milano
  14. Guido Berlucchi per la Selezione di “bollicine”: Il Rigoletto di Reggiolo (RE)
  15. La Collina dei Ciliegi per le Enotavole dell’Anno: Osteria Rosso di Sera di Castelletto sopra Ticino (NO) e Uinauino di Castel San Pietro Terme (BO) e Enoteca Marcucci di Pietrasanta (LU)
  16. La Vis alla Carriera: Enoteca Pinchiorri di Firenze

Blue G.

Se Dio creò l’arte, il diavolo creò gli artisti, se Dio creò l’amore, il diavolo creò il sesso, se Dio creò il cibo sicuramente il diavolo creò i cuochi e se Dio creò la donna allora il diavolo creò Blue. Scrivo perché non potrei fare nient’altro, o forse si, potrei mangiare continuamente, ma questa è un’altra storia.
Blue G.

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