I volti segreti della Gioconda: una mostra che esalta il mistero

I volti segreti della Gioconda: una mostra che esalta il mistero

VARESE – Dal 7 dicembre all’8 marzo, il Museo Parisi Valle di Maccagno con Pino e Veddasca sul Lago Maggiore ospita la mostra dedicata al mito della Gioconda. All’interno dello spazio espositivo più di 40 opere ispirate al quadro di Leonardo, di cui quest’anno, ricade il cinquecentenario dalla scomparsa.

I volti segreti della Gioconda. E’ questo il titolo dell’interessante mostra proposta dal Museo Parisi Valle di Maccano con Pino e Veddasca sul Lago Maggiore. La rassegna presenta un viaggio tra le opere che hanno preso ispirazione dalla storica icona femminile di Leonardo da Vinci, a 500 anni dalla sua scomparsa. L’evento, organizzato dall’Associazione Ponte degli Artisti “la scaletta dell’arte”, fortemente voluto dal suo fondatore Savi Arbola Appiani, con la collaborazione del direttore artistico Vittorio Raschetti, si sviluppa in due sezioni, una dedicata a video installazioni, l’altra propone un’esposizione di quaranta artisti selezionati. La mostra darà inizio ad un percorso strutturale per la creazione – in Maccagno con Pino e Veddasca – di un museo stabile, dedicato alla Gioconda e al genio del suo creatore, Leonardo da Vinci.

Opera di Laura Feliziani

I numerosi artisti selezionati presentano nella rassegna una versione personale della Gioconda, una donna che ha affascinato e continua ad attrarre pubblico e critica con la potenza di un magnete. Tra i vari artisti troviamo una folta colonia di ternani: Alessandra La Chioma (Lale), Gladys Maria de la Raba Oropesa, Mario Napoletti, Stefano Colangeli, Simona Campanella, Laura Feliziani e Mihaela Mihai.

I VOLTI SEGRETI DELLA GIOCONDA: UN MISTERO CHE NON SEMBRA AVERE RISPOSTA

Opera Gladys Maria de la Raba Oropesa

 Sono passati 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci ma la sua Monna Lisa non smette di stupire. Il celebre dipinto è stato ed è, infatti, oggetto delle attenzioni di studiosi, scrittori, intellettuali, curiosi e appassionati, nonchè nutrimento della stampa di tutto il mondo.

Era il 1911 quando La Gioconda, esposta al Louvre di Parigi tra tanti capolavori, sparì improvvisamente nel nulla. Per due anni le forze dell’ordine, nello sgomento generale, si misero sulle tracce del dipinto, senza troppa fortuna. Sulla vicenda sono stati scritti “fiumi di parole”, formulate svariate ipotesi sui protagonisti e sul movente che ha portato un uomo semplice come Vincenzo Peruggia a realizzare il furto rocambolesco che in un certo senso ne ha alimentato la leggenda.

IL FURTO DELLA GIOCONDA. UN FALSO AL LOUVRE? SILVANO VINCETI PRESENTA IL SUO ULTIMO LIBRO ALL’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA

Opera Mario Napoletti

In occasione dell’inaugurazione de I Volti Segreti della Gioconda del 7 dicembre, lo scrittore e storico Silvano Vinceti, aprirà le danze presentando il suo libro (“Il furto della Gioconda. Un falso al Louvre?”) svelando pubblicamente quella che potrebbe essere la verità del dipinto. La critica si è sempre divisa: sostenere le voci ufficiali delle investigazioni dell’epoca o i racconti popolari tramandati di generazione in generazione nella Val Veddasca? La Gioconda esposta al Louvre è un falso? Maccagno, la val Veddasca e il suo territorio tornano ad essere idealmente il tramite tra la verità storica e la leggenda, in quel tragitto che il dipinto deve aver fatto tra Maccagno, Cadero e Dumenza, rispettavamente terra natìa dei fratelli Lancellotti e di Vincenzo Peruggia, che sono la chiave di volta per il mistero.

In un’epoca in cui falsari e copisti avevano grande fama, con quale probabilità la Gioconda si troverebbe nella Valle, magari nascosta tra le mura di qualche insospettabile santuario, piuttosto che al sicuro sulla sua parete al Louvre?

INAGURAZIONE: DA NON PERDERE L’ART PERFOMANCE DI IGOR BOROZAN

Igor Borozan x Leonardo – Ph. Mario Napoletti

A seguire l’art performance del maestro Igor Borozan che realizzerà “live”, con l’intervento di Helena Koruza, un unicum su tela, composto da cinque ritratti di MonnaLisa, uno delle donne più enigmatiche della storia dell’arte di tutti i tempi. La tecnica utilizzata è stata la sanguigna, materiale che ha ricreato le atmosfere rinascimentali leonardesche con i suoi effetti morbidi e sfumati. Cinque ritratti. Cinque diverse “visioni” di un’unica donna che Borozan interpreta attraverso uno stesso archetipo femminile. Ad affiancare Borozan, la soprano Silvia Pepe che con la sua straordinaria voce eseguirà opere di canto rinascimentale. Un viaggio a ritroso lungo 500 anni per riscoprire una nuova identità femminile che si incarna nei passaggi, di vita in vita, di corpo in corpo. Ma solo una tra le cinque Lise raffigurate è la vera, l’autentica MonnaLisa di Borozan. Quella che resterà, come opera permanente, esposta al Museo Parisi Valle di Maccagno con Pino e Valdesca. Una viaggio indietro nel tempo eppur proiettato in un contesto assolutamente contemporaneo.

Copia di Lisa – tecnica misa su cartone telato del maestro Igor Borozan

Borozan che ha interpretato, lo scorso 2 maggio presso Palazzo Primavera di Terni, il famoso dipinto leonardesco e che ha riproposto l’evento in occasione del Fringe Festival per il Milano OFF 2019, chiude il ciclo con questo evento performativo che ridefinisce i tratti di una donna sfuggente, ironica e sensuale.

 Sito Ufficiale della Mostra

Autore MyWhere

Collaboro ancora da poco con la Redazione di MyWhere e non vedo l’ora di raccontare tutto quello che vedo e che mi emoziona. Collaboro anche con altre testate perché sono uno spirito libero. Chi sono, come mi chiamo e da dove vengo non ha importanza, voglio solo che le mie parole qui vi coinvolgano a vedere un film di cui parlo o mangiare un cibo che ho assaggiato per voi, così come acquistare un libro che vi consiglio o ripercorrere il viaggio del mio tour descritto qui. Seguiteci, vi promettiamo che non vi stancheremo!
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3 Responses to "I volti segreti della Gioconda: una mostra che esalta il mistero"

  1. Francesco Frosini   3 Dicembre 2019 at 15:41

    Un interessantissimo articolo su uno dei capolavori più enigmatici del Rinascimento italiano. Suggestiva l’art performance di Borozan. Chissà se si verrà mai a capo di un mistero che ci affascina da centinaia di anni.

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  2. Valdo   4 Dicembre 2019 at 11:37

    Se fosse un quadro chiesto dalla famiglia Giocondo, ancora oggi sarebbe in potere dei discendenti di questa famiglia. Invece lo ha portato con se per tanti anni e ha, al suo interno, un miscuglio di messaggi che in quell’epoca non si potevano esprimere liberamente. Ossia il ritratto del suo amante fuso con il proprio rostro. Bel sarcasmo leonardesco

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  3. Fausto   4 Dicembre 2019 at 11:40

    Io ho avuto modo di venire a conoscenza di alcuni codici e profezie che sono presenti in questo dipinto alcuni dei quali hanno già trovato riscontro

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