Il Caos di Massimo Caccia

Il Caos di Massimo Caccia

La personale dell’artista, a cura di Anna Lisa Ghirardi, si presenta come un contenitore caleidoscopico di situazioni bizzarre ed enigmatiche in cui i suoi animali, dallo sguardo sorpreso ed estatico, si trovano, colti con una tecnica estremamente minimale e pulita. Queste azioni, questi singoli accadimenti dall’apparente semplicità formale data dal segno grafico e fumettistico, isolati nel perimetro dell’opera, se accostati, acquisiscono una inaspettata complessità; si pongono in inediti accostamenti che veicolano nuovi significati, in una contrapposizione che l’occhio dello spettatore spesso non riesce a risolvere. Assemblando questi frammenti di vissuto ironici e sospesi in un momento colto dal taglio dell’inquadratura di ogni singola opera, nascono situazioni sospese di conflitto che veicolano una soffusa sensazione di caos, che ispira il titolo della mostra. L’artista milanese racconta il conflitto che richiama quello interiore dell’uomo contemporaneo, sempre sospeso tra le più assurde e inaspettate avventure che la vita quotidianamente gli presenta, espresse attraverso una narrazione sospesa e delicata che rivela una profonda sensibilità nei confronti dell’esperienza quotidiana dell’uomo. Caccia sceglie di interpretare questa tensione esistenziale attraverso la metafora del mondo animale e lo fa immortalando, con una colorazione piatta e priva di ombre, un’incredibile varietà di animali colti in enigmatiche avventure, collocati nello spazio pittorico della tavola e accompagnati da un oggetto che sottolinea ulteriormente la peculiare condizione vissuta.

Massimo Caccia | Senza titolo, 2014 smalto su tavola cm20x20
Massimo Caccia | Senza titolo, 2014
smalto su tavola cm20x20

Nei dipinti di Caccia gli animali sono colti nell’istante di compiere un’azione, quando sembrano trovarsi in situazioni surreali, bizzarre, sospese tra il sogno e la realtà e che esprimono perfettamente la continua tensione emotiva dell’uomo.
Caccia immortala situazioni incomprensibili, a volte assurde, fissando, attraverso il taglio dell’inquadratura delle sue opere, un escamotage che confonde la nostra percezione perché non riusciamo a coglierli nella loro interezza, così come accade anche agli animali protagonisti. Questo  stratagemma utilizzato dall’artista vuole sottolineare e trasmettere l’impossibilità di comprendere fino in fondo la complessità dell’esistenza, con le sue continue vicissitudini, spesso intricate, inaspettate e cariche di sorprese, come gli occhi spesso stupefatti o inquieti dei suoi animali sanno suggerire.
Un’arte dell’ironia, un’arte dell’essenzialità.

Massimo Caccia |Senza titolo, 2014 smalto su tavola cm20x20
Massimo Caccia |Senza titolo, 2014 smalto su tavola cm20x20

Massimo Caccia. Caos
a cura di Anna Lisa Ghirardi
dal 7 febbraio al 9 aprile 2015

Galleria Colossi Arte Contemporanea
Corsia del Gambero, 13 – 25121 Brescia
tel. +39 030 3758583; cell. +39 338 9528261

www.colossiarte.it – info@colossiarte.it

Simona Gavioli

A chi mi chiede perché amo l’arte rispondo cosi:
Sono nata nella città di Virgilio, del Regno dei Gonzaga e di Isabella D’Este, una delle donne più colte e stimate del Rinascimento. Sono nata tra le mura di Palazzo Te (Giulio Romano) e la camera degli sposi (Andrea Mantegna). Sono cresciuta saltellando qua e là, facendo finta di pregare tra la chiesa di San Sebastiano e la Basilica di Sant’Andrea (Leon Battista Alberti). Sono vissuta dividendo la mia vita tra cucine e chiese matildiche; la mia favola, prima di dormire, era L’Arte di Ben Cucinare di Bartolomeo Stefani, cuoco al servizio di Ottavio Gonzaga.
A chi mi chiede perché scrivo, non rispondo.
Ma a chi mi chiede perché scrivo di arte e di cucina, dico solo che la scrittura è qualcosa che hai dentro e dalla quale non puoi scappare perché fa parte di te. La scrittura, come l’arte, ingombra la vita, soprattutto quando diventa urgente, compulsiva e passionale come la mia.
Simona Gavioli

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