Italia, e adesso? Qual è il futuro della Nazionale?

Dopo la sconfitta soffertissima con la Germania, in Nazionale è già tempo di pensare al futuro. Analizziamo l’eredità lasciata da Conte e il compito del nuovo tecnico Giampiero Ventura.

Un finale così non si vedeva da anni. La sconfitta con la Germania ai calci di rigore è stata una degli episodi più drammatici della storia azzurra. Più della finale con la Spagna a Euro 2012, più del disastro ai Mondiali 2014, almeno allo stesso livello della finale persa con la Francia a Euro 2000. Sì perché quest’Italia di Conte, era riuscita a far innamorare di nuovo tutti noi, come non succedeva da tanto tempo. Una favola meravigliosa, un cammino incredibile, che stava facendo il giro del mondo del calcio. Una squadra di personalità di secondo piano, lontani dal blasone dei campioni passati e di giocatori un po’ anzianotti che però ci hanno fatto davvero sognare. Il calcio a volte non è solo una questione di bravura e tecnica, c’è anche qualcos’altro. Abnegazione, grinta, unità, compattezza, gruppo. L’Italia a Euro 2016 è stata tutto questo, ma purtroppo non è bastato. Tanta, troppa amarezza a fine partita, una partita che segna la fine di un ciclo, quello di Conte, durato troppo poco. Allo stadio ma anche in tutte le piazze e le case italiane, è come se si fosse condensata una nube di dolore. Un po’ come perdere un amore o rinunciare a qualcosa a cui non si può rinunciare. Ma oltre al dolore, l’orgoglio. E’ stato un Europeo bellissimo per i nostri colori, un Europeo che ci ha visto battere Belgio e Spagna e arrivare a un rigore dalla vittoria contro la Germania campione del mondo in carica.

La domanda che tutti i tifosi azzurri si pongono è “E adesso? Cosa succederà a questa Nazionale?

Il nuovo tecnico Giampiero Ventura (presentazione ufficiale lunedì 18 luglio a Coverciano) raccoglierà la pesante eredità di Antonio Conte e avrà il compito di portarci al Mondiale di Russia 2018. Un compito non facile, anche perché nel girone di qualificazione avremo la Spagna e solo la prima classificata passerà direttamente, senza la necessità degli spareggi con le migliori seconde. L’ex allenatore del Torino, ripartirà dal collaudato 3-5-2, ma dovrà fare a meno di Barzagli, che ha annunciato il ritiro dalla maglia azzurra. Non ci saranno rivoluzioni, ma sarà fondamentale un ricambio generazionale. Nel 2018 infatti, Buffon avrà 40 anni, Bonucci 31, Chiellini 34 e De Rossi 35.

Saranno importanti i ritorni degli infortunati Marchisio e Verratti, i grandi assenti di questo Europeo, e fondamentali gli inserimenti dei nostri migliori giovani, da Donnarumma a Rugani, da Belotti a Berardi, fino ad arrivare a Bernardeschi e Lapadula.

Sarà il campo e il tempo a parlare, anche se un po’ di scetticismo c’è a causa della mancanza di talenti assoluti. Ventura è, sì, un allenatore esperto, ma non è stato mai protagonista nel calcio che conta davvero, ed è molto lontano dalle doti comunicative e motivazionali dell’uscente C.T.

Inizieremo a capire un po’ di più a settembre con il doppio impegno Francia (Amichevole) – Israele (qualificazioni).

Che cosa resta degli Europei? La Nazionale umile e operaia ci piace ma l’Italia non può vivere senza talento e arte in tutto quello che fa… e in fondo in fondo tutti stiamo aspettando il nuovo Gianni Rivera, il nuovo Paolo Rossi e il nuovo Roberto Baggio.

 News Euro 2016

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

One Response to "Italia, e adesso? Qual è il futuro della Nazionale?"

  1. Dario Quel   5 Luglio 2016 at 12:23

    io sinceramente la vedo molto male. Questa squadra è davvero scarsa, ha fatto miracoli grazie a un allenatore fuori dal comune, ma sempre scarsa rimane. Arrivare primi nel girone con la Spagna sarà quasi impossibile

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