Il futuro di una griffe internazionale nella storia di un palazzo antico

Il futuro di una griffe internazionale nella storia di un palazzo antico

Palazzo Fendi non è solo il simbolo della firma ma è diventato il negozio romano per eccellenza. Tradizione e modernità si uniscono grazie a Peter Marino, l’importante architetto della moda. Amo spesso passeggiare nella boutique di Fendi a Roma. E’ un marchio che ho sempre seguito, sin da ragazzina, ed amato.
Questa volta sono andata non solo per vedere l’allestimento della baguette, ma per porre con attenzione il mio sguardo in un’angolazione diversa: non tanto guardare il prodotto quanto la cornice, cioè il negozio.
Non mi ero mai soffermata sul punto vendita, e dopo essere stata alla presentazione alla stampa della Maison Louis Vuitton a Piazza in Lucina, apprendendo che l’architetto francese prescelto è lo stesso di Palazzo Fendi, volevo cogliere analogie delle due strutture.
Anche qui l’architetto Peter Marino ha dovuto creare una sua opera da un Palazzo storico romano: l’ottocentesco Palazzo Boncompagni all’incrocio tra la vecchia e la nuova Roma.
Palazzo Fendi è al centro di Largo Goldoni, Via Condotti angolo Via Corso, una delle zone più chic della città, infatti, durante il XVIº e XVIIº secolo era il quartiere che albergava gli edifici più aristocratici della città. La sfida di Peter Marino era riuscire a creare ciò che sarebbe stato il flagship store della firma in un ambiente d’immensa ricchezza culturale e con un passato storico unico. Marino si decise per i materiali tradizionali, elaborati all’antica usanza per riconvertirli in disegni contemporanei, unendo così il passato e il presente della tradizionale e storica città di Roma con la visione moderna del XXIº secolo.
Entrando, il travertino appeso, simile a sinuosi tendaggi, ci guida attraverso il negozio come bandiere al vento. Pietra di lava per il suolo, nei toni classici di Fendi, grigio e oro abbinato al caratteristico acciottolato romano di sanpietrini.
La storia e il concetto heritage sono patenti, sono già trascorsi più di 80 anni da quando Edoardo e Adele Fendi inaugurarono il loro primo locale in via del Plebiscito. Ci sorprende vedere come la tradizione si unisce alle note futuristiche, una cascata digitale di logotipi contrasta con un meraviglioso lampadario di Murano, le proiezioni e l’uso dell’iconografia giapponese per risaltare l’importanza della Baguette come rinascita della firma. La passione di Fendi per il suo palazzo è tale che la sua immagine è diventata uno stampato limited edition di alcuni prodotti e un iconico profumo creato da Karl Lagerfeld ispiratosi a questo maestoso edificio.
Uno spazio di contrasti, di tradizioni e immagini futuristiche, di materiali nobili con forme nuove in un negozio che merita una visita non solo per lo shopping ma per conoscere la visione del brand Fendi attraverso l’opera dell’architetto della moda Peter Marino.

Palazzo Fendi

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque