Inaugurato il cantiere della scuola del futuro di Renzo Piano

Inaugurato il cantiere della scuola del futuro di Renzo Piano

FROSINONE – Bagno di folla nella mattinata di mercoledì 27 novembre a Sora per Renzo Piano, giunto nella cittadina per inaugurare l’inizio dei lavori della scuola-prototipo nella zona dell’ex-mattatoio in Via Napoli. Presenti, fra gli altri, lo psichiatra Paolo Crepet e il pedagogista Franco Lorenzoni.

Una giornata importante non solo per la cittadina di Sora, quella che mercoledì 27 novembre ha visto l’inaugurazione di un cantiere di cui si parlava da molto tempo. Non una conferenza programmatica qualunque, del resto, se quella radunatasi nell’area dell’ex mattatoio di Via Napoli, per accogliere il Senatore a Vita e Architetto Renzo Piano, era una folla quasi degna delle star, nonostante fossero le 11:00 del mattino. Presente anche la folta rappresentanza delle autorità civili, militari e religiose, le associazioni combattentistiche d’arma, l’associazione carabinieri e la protezione civile. Tra le prime si annoveravano prefetto di Frosinone Ignazio Portelli, il Consigliere Regionale Loreto Marcelli, e il vice Presidente del Consiglio Provinciale Luigi Vacana, alacre promotore culturale che da anni si spende attivamente per il rilancio del territorio. Gli incontri pubblici e gratuiti organizzati in tutta la Provincia con alcuni grandi ospiti del mondo dell’arte, della cultura e dello spettacolo, come abbiamo visto nel caso di Andrea Morricone e Giancarlo Giannini, ne sono un esempio. A sorgere in un luogo originariamente deputato all’attività di macellazione sarà un’opera di grande valore simbolico, destinata alla vita e al futuro delle nuove generazioni. È la scuola-prototipo del G124, gruppo di lavoro costituito dal Maestro Piano per la riqualificazione delle periferie. Tra le aree dei progetti-pilota scelti da Roberto Marino, Capo del Dipartimento Casa Italia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata infatti inclusa anche la cittadina frusinate. Casa Italia è una Struttura che, dopo il sisma dell’agosto 2016 nel Centro Italia, ebbe il compito di verificare situazioni di vulnerabilità sul territorio nazionale, tracciando piani d’azione mirati alla gestione di svariati tipi di emergenze. La scuola innovativa sarà da costruire interamente in legno, secondo criteri antisismici, a bassissimo impatto ambientale ed è pensata come luogo di aggregazione e scambio continuo con il tessuto urbano circostante. Per la realizzazione del progetto, dal costo di circa 1.425 euro al metro quadro, il Senatore Piano si è avvalso della collaborazione dell’Architetto Massimo Alvisi e dell’Ingegnere Maurizio Milan, i quali hanno guidato il lavoro dei due giovani progettisti Maria Paola Persico e Roberto Fioretti. Ad accompagnare Renzo Piano, anche il noto psichiatra, sociologo e scrittore Paolo Crepet, e il pedagogista, co-fondatore della casa-laboratorio di Cenci (Terni), Franco Lorenzoni.

Renzo Piano Paolo Crepet

Ripartire dalle scuole, fulcro della società

Ha aperto ufficialmente la conferenza stampa, dopo l’attesissimo arrivo degli ospiti d’eccezione, l’Assessore alla Cultura Sandro Gemmiti che, nel ringraziare il Prefetto Portelli e la nutrita rappresentanza di autorità e associazioni, ha sottolineato la portata storica della giornata per la città di Sora. A guadagnare la pedana è stato poi il Sindaco Roberto De Donatis, dettosi emozionato come un bambino il primo giorno di scuola. L’iter per arrivare all’inaugurazione di mercoledì è stato infatti lungo e irto di difficoltà. Secondo il Primo Cittadino è particolarmente significativo che l’avveniristico progetto edilizio, con molta probabilità destinato a rimanere un punto di riferimento dal punto di vista della sicurezza e della concezione delle linee architettoniche, sia una scuola. Oggi siamo orgogliosi -ha dichiaratoche il territorio sia rappresentato da tutte le Istituzioni, da quelle civili, militari, religiose, alla Scuola con i Dirigenti Scolastici, fulcro della nostra società. Fulcro vuole essere anche la scuola-modello che verrà realizzata.

Il principio di una rigenerazione urbana

Di espressioni come rigenerazione urbana si abusa spesso, secondo il Sindaco, a sua volta architetto, oltre che docente. L’inizio del cantiere sorano vuole però, nell’intento di De Donatis, porsi all’insegna di una concreta operatività, in grado di generare processi virtuosi. Oltre che per ragioni di alta sismicità del territorio, completamente raso al suolo nel terremoto della Marsica del 1915, un nuovo modello di edilizia scolastica non potrà, in effetti, che avere una ricaduta su larga scala, come dei buoni esempi cui fare riferimento, unitamente a una riqualificazione locale del territorio su cui l’opera pubblica sarà stata realizzata. Per il Rione Napoli, uno dei più falcidiati dal terremoto di un secolo fa, si auspica l’opportunità -ha detto il Sindaco- di avere una scuola che è la scuola di tutti, come recita lo slogan che vedete alle mie spalle. La demolizione del fatiscente edificio dell’ex-mattatoio è inoltre inserito in un più vasto programma di opere pubbliche, che vanno dal cantiere che procede speditamente in Piazza XIII Gennaio a quello di futura apertura nella poco distante area del Tempio di Serapide e dell’ex Fabbrica Tomassi, dove attualmente sorge quello che De Donatis ha definito un mostro urbanistico, che sarà sostituito da una nuova scuola.

Renzo Piano Roberto De Donatis

Educazione e rispetto per l’ambiente

Il valore della scuola come Istituzione deputata all’educazione delle nuove generazioni ai valori della cultura, della tutela dell’ambiente e del risparmio energetico, è stato infatti un altro tema centrale dell’appassionato intervento del Sindaco di Sora, colmo di gratitudine per il Senatore Piano. Ecco perché, secondo il Primo Cittadino sorano, un’educazione delle coscienze non può prescindere dalla costruzione di edifici scolastici sicuri, antisismici e a basso impatto ambientale.

Renzo Piano: Non si fa nulla da soli

Visibilmente commosso, è poi entrato nel vivo del tema anche l’ospite speciale della mattinata. Credevo di venire qui a buttare giù due muri, invece… A un certo punto –ha dichiarato Renzo Piano– ti capita di esser fatto senatore a vita. Capita e a quel punto ti domandi se lo meriti e la riposta ovviamente è no, ma poi ti chiedi che cosa puoi fare. Allora incominci a guardarti attorno, a parlare con degli amici, che sono tutti qui. Non si fa nulla da soli. Il gruppo di lavoro ha così iniziato a lavorare su alcuni temi importanti, come le periferie, i terremoti e soprattutto le scuole, elemento fondamentale per una comunità. Su questo punto il Senatore ha aggiunto: L’Italia ha una grandissima tradizione educativa, ma ha delle scuole pessime, purtroppo…

Una piccola scuola per una grande idea di futuro

Con eloquio mite e lo sguardo alto, capace di vedere l’idea ancora nascosta dal cemento scalcinato da abbattere, Renzo Piano ha descritto come si presenterà la scuola che immagina per la cittadina frusinate: La scelta di Sora è stata fatta se non sbaglio da Roberto Marino, che è qui con noi. È una scelta giusta ed è una città che abbiamo cominciato ad amare. Allora è nata qui l’idea di fare questa scuola. Una scuola piccola, per 250 ragazzi, fatta di legno in un territorio sismico. Il legno è già di per sé energia rinnovabile. Basta piantare altrettanti metri cubi rispetto a quelli usati e tra 25 anni queste montagne ci ridaranno quel legno. Importantissimo, per l’Architetto e Senatore a vita, è che i giovani crescano con l’idea della fragilità della terra come dato acquisito, dove però l’energia debba proteggere. La nuova scuola, a consumo vicino allo zero, sarà un luogo sicuro, costruito su una piattaforma di cemento secondo criteri antisismici. Una struttura non molto alta, con due piani e due giardini, concepita in primis come luogo d’incontro e di aggregazione. Il piano terra, come spiegato da Renzo Piano, avrà una forma a “C”, comunicante con lo spazio pubblico esterno, come un civic center aperto alla cittadinanza in orario extra scolastico e connesso a un nuovo parco urbano che dovrebbe avere l’aspetto di un boschetto. Resta da comprendere come il progetto coniughi il concetto di un’apertura così totale a quello di sicurezza, potenzialmente minacciato anche da fattori diversi dai sismi, ma l’idea è indubbiamente affascinante. Le classi saranno invece al primo piano, sormontato da un tetto su cui ci sarà un giardino. I bambini hanno sempre sognato di andare sui tetti, luoghi un po’ speciali dove trovi il cielo, la libertà -ha detto sorridente il Senatore-. L’attinenza di questo discorso con la scuola c’è –ha proseguito-, perché una scuola dev’essere anche un luogo bello. La bellezza di cui andare alla ricerca non è evidentemente del tipo più sterile e superficiale, ma deve riflettere un valore interiore personale e sociale che si manifesti nel crescere insieme agli altri. Parole-chiave per un progetto che incarni questi valori saranno allora luce, apertura e accessibilità.

Renzo Piano speech

Ci abbiamo messo il cuore

Non solo fervida creatività, ma concreto realismo è infine giunto dalla conclusione di Renzo Piano. Sono parole, bisogna vedere cosa ne viene fuori, ma vi assicuro che ci abbiamo messo il cuore. Avviandosi alla chiusura della conferenza stampa, il noto Architetto ha voluto ringraziare la collaborazione del Sindaco De Donatis, dimostratosi capace di perseveranza nei momenti più difficili, la grande partecipazione da parte della cittadinanza e il team di amici e consulenti che lo hanno sostenuto nelle fasi di lavoro, perché le cose così nascono soltanto quando c’è energia. Qualche parola, infine, riguardo l’Italia, spesso disprezzata per le mille contraddizioni e le problematiche da cui è afflitta: Nulla è facile, non solo in questo Paese, perché tutti continuano a parlar male dell’Italia. Guardate che io lavoro in tutto il mondo e non è che il nostro sia il Paese più difficile.

Il taglio del nastro e l’inizio dei lavori

Renzo Piano a Sora

Dopo gli scroscianti applausi, si è passati dalle parole ai fatti. Ci siamo quindi uniti alle autorità e agli altri operatori della stampa ammessi ad assistere nel cantiere poco distante al momento del taglio del nastro, cui ha fatto seguito il braccio delle ruspe, con la caduta dei primi calcinacci. L’augurio che ci facciamo, dopo simili momenti incoraggianti, è che le idealità si coniughino finalmente non solo con un reale riscatto da tanto atteso dalla Provincia basso-laziale, ma con una maggiore attenzione alla sicurezza e alla prevenzione su tutto il territorio nazionale, a fronte di tanti eventi forse evitabili, come quello del crollo del Ponte Morandi e del recentissimo crollo del viadotto A6, fra i quali la differenza fra la tragedia e lo scampato pericolo è solo frutto del caso.

Photo di Stefano Maria Pantano per MyWhere©

Renzo Piano a Sora per la scuola innovativa

 

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Photo  MyWhere©

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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